American Horror Story – 2×12 Continuum 3


American Horror Story - 2x12 ContinuumPrima del gran finale, American Horror Story si fa in quattro, raccontandoci a quale destino sono andati incontro i sopravvissuti all’inferno di Briarcliff del 1964. Come nella migliore tradizione horror, la tragedia, il terrore e il peso di una vicenda così dolorosa non si estinguono facilmente, ma continuano a tormentare chi l’ha vissuta anche quando tutto “sembra” finito.

Un po’ forse ce lo si aspettava. Anche nella stagione precedente, infatti, la vicenda che riguardava la famiglia Harmon aveva il suo climax e la sua risoluzione nel penultimo episodio, lasciando al finale il ruolo di “lungo epilogo” privo di sussulti e grandi emozioni.

American Horror Story - 2x12 ContinuumQuest’anno, Ryan Murphy ha giocato d’anticipo: le vicende che hanno riguardato i protagonisti al Briarcliff sono giunte tutte a conclusione con il precedente episodio, con la liberazione di Lana, la morte di Thredson, l’unione felice di Kit e Grace e il confinamento di Suor Jude nel manicomio fino alla fine dei suoi giorni (che potrebbe non essere lontana). A questi ultimi due atti spetterà il compito di raccontarci “che fine hanno fatto tutti dopo quel terribile 1964“, in un progressivo spegnersi di un racconto che ha già raggiunto il suo apice emotivo. In questa (non dichiarata) prima parte, quattro miniepisodi portano avanti quel poco di narrazione rimasto ancora in sospeso. Vediamoli uno per uno, con i loro pregi e i loro difetti.

“Loro sono qui, vero?” – “Signor Mulder, loro sono già qui da molto, molto tempo”

American Horror Story - 2x12 ContinuumTerminava così il doppio episodio con cui aveva inizio la saga di X-Files, che negli anni Novanta rilanciò la moda degli alieni, una mania che già nei “Magnifici ’60” imperversava un po’ tra tutti gli americani, desiderosi di poter annoverare il rapimento alieno tra le “esperienze mistiche” che in quegli anni almeno una volta nella vita andavano fatte. Gli extra-terrestri sono stati il grande punto interrogativo della stagione, perfettamente coerenti con il contesto storico, meno con la struttura del racconto, nella quale non hanno mai acquisito un senso narrativo che andasse aldilà del metaforico.

American Horror Story - 2x12 ContinuumLa loro natura di “elemento ingombrante” della serie è ben espressa da un segmento narrativo abbastanza buttato via e frettoloso nello scioglimento dei nodi legati al triangolo Kit, Alma e Grace. Di nuovo, funzionano le intenzioni di Murphy, meno la loro messa in atto. L’idea è sempre quella del rovesciamento: gli alieni diventano da orrorifici a simbolo di salvezza, Kit di nuovo ci è presentato come carnefice per poi rivelarsi invece vittima, Alma è quella che impazzisce e non Grace, che al manicomio c’è stata veramente (e che subisce la stessa fine che lei aveva inflitto alla sua famiglia). Il passaggio è, però, brusco, sbrigativo, liquidato in un mucchio di scene e non ben costruito da giustificare una simile esplosione di violenza come quella finale.

Voto: 5

“La Realtà è solo una questione di percezione”

American Horror Story - 2x12 ContinuumEra una delle tesi di Fringe, che si applica perfettamente anche alla nostra Jude Martin, che rielabora ed esperisce la realtà circostante come la sua mente ormai malata vuole. Se nel segmento precedente il problema era la troppa concentrazione di eventi in poco tempo, qui è esattamente il contrario. Oltre a fornirci l’informazione di un Monsignor Howard approdato a New York, non ci viene raccontato nulla se non la descrizione della follia di Jude e la sua paura della Morte, avvertita come sempre più vicina e opprimente. Tutto quello cui assistiamo serve solo a raccontarci i due anni e mezzo trascorsi dalla nostra ex-suora a Briarcliff, seppure l’insieme sia impreziosito dalla solita realizzazione tecnica impeccabile e dal fascino di due attrici come Jessica Lange e Francis Conroy, che tornano a confrontarsi dopo il breve siparietto di Dark Cousin.

American Horror Story - 2x12 ContinuumDi nuovo vige la regola del rovesciamento: se nel caso di Jude, ciò è evidente già da qualche episodio, qui è soprattutto la figura dell’Angelo della Morte ad essere capovolta, passando da personaggio etereo e dalla voce suadente a un volgare criminale dalla voce profonda e inquietante. Ciò nonostante, fatta eccezione per le due interpreti e per il fascino decadente di un Briarcliff sempre più affollato, abbandonato a se stesso e simile ad una discarica di rifiuti umani, il segmento procede in maniera abbastanza piatta e statica.

Voto: 6,5

“Vanità, decisamente il mio peccato preferito”

American Horror Story - 2x12 ContinuumLana Winters non ha avuto bisogno di Avvocati del Diavolo per diventare preda di una follia ben più sottile di quella che abbiamo conosciuto: la sete di successo, la fama, in nome della quale si è pronti a rinnegare tutto, pur di crearsi un’identità di eroe basata su delle bugie. Qualcuno avrà storto il naso sul rovesciamento (anche qui) del personaggio di Lana, ma ci troviamo di fronte al segmento più riuscito, perché offre un’evoluzione coerente con il personaggio (l’arrivismo che ci riporta al pre-Briarcliff del primo episodio) e un twist che riaccende la curiosità in vista del finale: Lana era quella destinata a salvare Jude e a distruggere Briarcliff. Si redimerà alla fine o la sua “nuova follia” l’ha ormai resa irrecuperabile?

American Horror Story - 2x12 ContinuumL’evoluzione di Lana Winters è quella di una donna che si vanta di possedere il diritto di essere arrogante e di fare la star per via della tragedia che ha subito e del suo “status” di vittima, neanche meritasse per questo una medaglia al valore. Ciò rivela come la bontà e la compassione siano spesso solo frutto di una situazione di difficoltà che ci porta tutti ad essere “benevoli” con il prossimo, salvo svelare il nostro vero volto una volta salvi e al sicuro. Molto del merito, va detto, risiede comunque in Sarah Paulson, vera rivelazione di questo anno, capace di mettere in evidenza tutte le sfumature del suo personaggio.

Voto: 8

“Non siamo che copertine di libri, il cui significato è proteggerli dalla polvere”

American Horror Story - 2x12 ContinuumSe Lana Winters avesse letto Fahreneit 451 avrebbe saputo del potere che i libri hanno, in questo caso quello di scatenare la furia del Bloody Face 2.0, quel figlio (ma lo sarà davvero?) in cerca di vendetta per le bugie raccontate dalla madre. Lo ritroviamo alla ricerca di quel best-seller scritto dalla donna, il cui autografo sulla prima pagina dà all’uomo la sensazione di vicinanza a colei che sta cercando. Il segmento, che in sé non è malvagio, soffre di un problema (oltre a quello di Dylan McDermott), che è lo stesso degli alieni: il totale distacco narrativo dalle vicende principali. Se da una parte è ipotizzabile che, nell’ultima puntata, Kit, Lana e Jude si ritroveranno insieme al Briarcliff per un’ultima volta, difficile è capire come il presente si incastrerà invece in questo schema. La sua unica funzione è qui quella di fornirci un convincente cliffhanger per il finale di stagione, ma tutti siamo concentrati su Jude e il destino del manicomio, per cui la sua efficacia è, alla fine, quasi nulla.

Voto: 6

American Horror Story - 2x12 ContinuumCosì, American Horror Story: Asylum si avvia alla sua conclusione. Ryan Murphy si dimostra ancora una volta grande ideatore abile a scavare nei suoi personaggi, ma debole autore sul piano della gestione narrativa. Questo episodio dimostra come, rispetto alla prima stagione, Asylum abbia saputo raccontare meglio l’orrore e tutte le sue sfumature, ma mentre il nucleo degli Harmon risuciva a catalizzare su di sé le varie storyline, qui l’accumulo confusionario di storie e argomenti ha un po’ inficiato il risultato di una stagione comunque ottima, che ha confermato una volte per tutte Jessica Lange, consacrato Sarah Poulson e rimandato alla prossima un Evan Peters stavolta sottotono (causa un personaggio meno ambiguo rispetto al precedente e troppo statico).

Voto (ottenuto dalla media dei segmenti): 6+

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3 commenti su “American Horror Story – 2×12 Continuum

  • MarkMay

    Puntata sicuramente meno attiva di quello alla quale siamo abituati, ma come descritto bene nella recensione è esattamente ciò che è accaduto nella prima stagione; proprio per questo motivo la sufficienza risicata mi sembra un voto un pò basso. Ma senza stare a discutere sul voto in più o meno che lascia il tempo che trova vorrei concentrarmi sulla storyline di bloody face 2.0. Forse mi son perso un passaggio io oppure l’ho dato per scontato e quindi non ci ho fatto caso più di tanto, ma bloody face 2.0 (che si autoproclama il figlio del Dottore e di Lana) non è in realtà il figlio di Kit e Grace??? No perché io sentendo Kit chiamare il figlio Thomas mi è venuto spontaneo ricondurlo a Bloody Face 2.0

     
  • pumpernikkel

    ma personalmente la parte di sister Jude è stata quella che mi è piaciuta di più .. dava idea di confusione, di aver perso la cognizione del tempo e di tutto, il rendersi conto di essere oramai impazzita e irrecuperabile. Per il resto d’accordo. Del resto le storyline degli alieni e di Bloody Face moderno sono state sicuramente le meno affascinanti e le peggio sviluppate dell’intera serie .

     
  • dezzie86

    Anche a me sembra un po’ basso il voto, ma quelli sono solo numeri: sono d’accordo con quello che dici (soprattutto sulla parte degli alieni, che mi ha lasciato un punto di domanda sulla testa per tutte le puntate), anche se anche a me la parte di Jude mi è piaciuta molto.
    Molto bene anche la Poulson, che con il suo personaggio è stata sicuramente la seconda protagonista della serie.