Community – 4×01 History 101

Community – 4x01 History 101Suona la campanella! No, è un’allucinazione sonora. Sì, suona la campanella! O almeno suonerà! C’è scritto! L’ho letto! Lo hanno detto! No, anche stavolta Greendale non apre. O sì, sì, apre! Community torna, verrà trasmesso! Cool cool cool! 

Dopo difficoltà di tutti i tipi, liti in ogni dove, designazioni di premiere puntualmente cancellate e posticipate, è arrivato finalmente il giorno della messa in onda del primo episodio della quarta stagione di Community. Viste le vicende dell’anno scorso, la messa in ibernazione della serie per diversi mesi, la cancellazione praticamente garantita e la rinascita miracolosa, questo giorno è assolutamente uno dei più attesi di questa stagione televisiva. L’araba fenice della NBC è risorta dalle proprie ceneri con la forza propositiva di una nicchia di fan affezionatissimi (sebbene non numerosissimi, altrimenti non avrebbe avuto i problemi di ascolti che l’hanno portata sull’orlo del baratro) e grazie all’accumulo di riconoscimenti critici divenuti col tempo sempre più ineludibili.

Troy and Abed back from summer”

Community – 4x01 History 101Diciamolo subito: sin dall’inizio si tratta di uno spettacolo straordinario, dove ogni sequenza potrebbe e dovrebbe essere vista in piedi e applaudendo, per l’acutezza, l’intelligenza, la riflessività e il coraggio che emergono ripetutamente. Troy e Abed tornano dalle vacanze estive, sono i primi ad entrare in scena, i primi a mettere piede al college. Qualcosa però è cambiato. Più che qualcosa in realtà: il tempo che passa? L’ultimo anno insieme? I rapporti tra i membri del gruppo? Dan Harmon? Pierce? Tutte queste cose insieme. La priorità però va alla moda del momento, quella più amata e più odiata al contempo, gli hipster. Come non sfruttare questo fenomeno culturale e mediale al contempo per presentare i personaggi a mo’ di una sfilata dominata dalla traccia degli ormai arcifamosi occhiali neri da hipster? Jeff è l’unico a non indossarli e subito scrosciano gli applausi, un’ovazione evidentemente ascoltata diegeticamente anche dai personaggi; battiti di mani che sono anche i nostri, per l’arrivo dei leader e per la serie intera. Ma non è finita. Prima della sigla c’è il tempo per apprendere che è stata tutta un’immaginazione di Abed, che l’entrata col tormentone degli occhiali è quella che avrebbe ‘scritto’ lui, e che la realtà è molto meno magica della sua fantasia. Meglio allora ritornare nella sua testa per la sigla ed entrare nella quarta stagione a modo suo, con la Abed’s Happy Community College e la sua Abed TV, perché è anche e soprattutto di questo che tratta Community.

I mean, it’s progressed, but it hasn’t progressed-progressed. It’s progressive”

Community – 4x01 History 101Ebbene, tutto ciò che è successo nell’ultimo anno alla serie non può essere rinchiuso in un compartimento stagno e lasciato inascoltato, specie perché i fan di Community sono in gran parte persone che, essendo abituate e predisposte all’intertestualità e all’esplorazione della rete, sono anche perfettamente a conoscenza delle vicende produttive della serie ed in particolare delle questioni legate al siluramento di Dan Harmon, creatore principale dello show e showrunner per le prime quattro stagioni. Di conseguenza questa premiere è una sorta di dichiarazione d’intenti, un manifesto volto a mettere in chiaro che Community non si snatura, ma che anzi riesce a rintracciare tutte le sue migliori peculiarità e a sottolinearle con l’evidenziatore, perché nulla può fermare uno dei progetti più innovativi della televisione degli ultimi anni.

A prank on a prank […] Oh my God, there’s so many levels to this”

Community – 4x01 History 101Tornano i tormentoni dei personaggi, i loro giochi di ruoli, torna la personalità carismatica e accentratrice di Jeff, ma soprattutto Abed. E Troy. Quelli che forse hanno incarnato al meglio lo spirito transmediale della serie uscendo dal testo matrice e approdando su Youtube con il loro sketch, sono ora alle prese con un triangolo il cui terzo estremo è rappresentato da Britta. L’affaire tra la bionda e Troy fa ingelosire non poco Abed, tanto da non partecipare al tradizionale rito delle monetine nella fontana, da sempre condiviso col suo migliore amico. Nell’occasione i protagonisti sono Troy e Britta, che, per sottostare alla regole del demiurgo Abed, danno vita ad una delle sequenze più esilaranti dell’episodio con ripetute infrazioni alle regole e relative penalità. Il gioco, la capacità di padroneggiarne i codici, la sfida all’intelletto, la supremazia dello user sul semplice viewer, sono le fondamenta della struttura profonda di Community, che fa della lettura su più livelli (proprio come lo scherzo che progettano Annie e Shirley, che nel suo piccolo non è altro che una sintesi programmatica dei processi comunicativi della serie) il suo concept nascosto.

Jeff, look how close you’re holding your fingers together. That’s your penis”

Community – 4x01 History 101Ma veniamo alle questioni meno piacevoli, ovviamente slegate dall’episodio, ma riprese e inglobate splendidamente dallo stesso. Pierce ha un tempo limitato, è un dead character walking. Lo sappiamo ormai da qualche mese, non possiamo fare altro che elaborarlo: Chevy Chase ha abbandonato lo show quando le riprese della quarta stagione erano ormai in corso, costringendo gli autori a ridefinire il personaggio e il suo arco drammatico. Non entreremo nelle cause di tale scissione, ma ci interessa molto di più capire se e come, già da quest’episodio, gli autori si relazionino alla pesante dipartita.

Anche in quest’occasione si assiste a qualcosa di eccezionale: nella presentazione iniziale Pierce è l’ultimo ad entrare, ma nonappena lo fa tutti rimangono spiazzati perché il suo personaggio è interpretato da un altro attore. Ma è solo un’avvisaglia (che proseguirà nel corso dell’episodio) in quanto si trattava dell’immaginazione di Abed. Ciononostante, una volta tornati alla realtà, il primo incontro tra i personaggi mette un altro tassello: tutti si ritrovano in un caldo abbraccio tranne Pierce, che non solo arriva in ritardo, ma è anche escluso da tutto gli altri. Segnali del genere non sono altro che l’ennesima dimostrazione di quanto gli autori di Community sappiano comunicare su più livelli e che spesso le letture di secondo grado dicono molto più di quelle dirette.

Pierce, what did you do to Abed?”

Community – 4x01 History 101La ‘catalessi’ di Abed, una volta divenuta evidente, è immediatamente fatta risalire a Pierce da parte di Jeff, leader e risolutore della serie. Naturalmente anche qui la lettura di primo grado porta a giustificare con la cattiveria e il cinismo del più anziano del gruppo la sua presunta responsabilità, ma è quella di secondo grado che affascina e stupisce maggiormente: Abed è sconvolto da una realtà che non gli piace, da prospettive future che lo terrorizzano (partenza di Pierce/Chase, tra le altre cose) e decide di rifugiarsi nella propria realtà alternativa. Il licenziamento di Dan Harmon ha sconvolto tutti, addetti ai lavori e fan, ma prima di tutti ha devastato l’integrità di Abed, già estremamente precaria di suo: è per tale motivo che questi – testimone dell’intermedialità della serie e vero rappresentate diegetico dei fan di ogni forma di cultura popolare – diviene il motore narrativo della puntata, con il suo vai e vieni dalla realtà alla fantasia, alla ricerca di una rinascita.

In passato è stato il dreamatorium, sono state le timeline cambiate con il lancio di dadi, oggi è il rifugio nella Abed TV a salvare il reale tramite il potere catartico della fantasia. É Abed a salvare la serie e a darle speranza trasformando lo struggimento nostalgico per il passato, per i tre anni scorsi (i tre di Harmon), in qualcosa di positivo, di prospettico, grazie al tuffo nella realtà più vitale per eccellenza, quella dei bambini e dei cartoni animati, dove i nostri eroi cartoonizzati possono rinascere a seguito dell’arringa del solito problem solver. All’interno di Babyville (questo il nome della realtà alternativa animata creata da Abed), infatti, baby-Jeff parla ai suoi compagni, li invita a non guardare al passato, ma ad avere fiducia nel cambiamento, sebbene, come sempre accade, questo faccia paura. Si fa davvero fatica a immaginare un modo migliore, più originale e più divertente, per esorcizzare i cambiamenti avvenuti in Community

Applausi.

Voto: 9

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

2 Risposte

  1. xfaith84 scrive:

    la premiere mi è piaciuta, ma in modo leggermente meno entusiasta; per tutta la puntata ho avuto l’impressione che volessero metterci dentro più cose possibili, che fosse una dichiarazione d’intenti tutta in venti minuti. Ne capisco la motivazione di base, ma nel quadro generale non è una scelta che abbia apprezzato molto. E’ ovvio che il cambiamento porterà sicuramente ad una divisione del pubblico, ma credo comunque che si potesse essere meno “esageratamente pieni di cose” in questa puntata e diluire il momento di passaggio nei primi due o tre episodi. Detto questo, bentornato Community!

     
  2. Attilio Palmieri scrive:

    Sì, hanno volutamente esagerato e anche dalla recensione ho cercato di far emergere la sensazione della dichiarazione d’intenti. In questo caso la ritengo essere la migliore cosa possibile, soprattutto in una situazione come questa, con il licenziamento di Harmon in cui, qualsiasi cosa fai rischi di far male. Ben venga cercare di riprendere tutto ciò che di buono ha la serie e inserirlo, se il risultato è questo. Certo, se dagli altri episodi dovesse emergere che si sono sparati tutte le cartucce all’inizio, il mio discorso varrebbe molto meno, nel quadro complessivo.

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *