The Good Wife – 4×17 Invitation to an Inquest

The Good Wife - 4x17 Invitation to an InquestRitorna “The Good Wife”, questa volta con un episodio inferiore alla media per temi trattati, ma che comunque chiude alcune sottotrame più o meno riuscite. Con felici ritorni ed un caso poco appassionante, Alicia Florrick cerca di consolidare la sua posizione di socio dello studio.

Dopo il gran bell’episodio dedicato a Lemond Bishop della settimana scorsa, la Brava Moglie si ritrova ad affrontare un caso molto insolito: piuttosto che combattere, come suo solito, nelle aule di tribunale, Alicia dovrà affrontare il coroner ed un emissario di un’assicurazione per determinare le modalità della morte di un giudice. La forma insolita in cui Alicia – e Will – dovranno lavorare è uno stimolo piuttosto interessante seppur non spinto da una trama altrettanto solida.

La storia del giudice infedele non riesce ad appassionare nonostante la presenza di Jessalyn Gilsig (Glee, Heroes), guest star dell’episodio: non ci sono particolari guizzi creativi sotto questo profilo, nulla di nuovo che sia in grado di mostrarci – come capitato in altre occasioni – sfumature dei nostri personaggi alle prese con il caso trattato.

The Good Wife - 4x17 Invitation to an Inquest

Fortunatamente, però, di contorno c’è ben altro, di grande rilievo. In particolare mi riferisco all’ennesimo incontro-scontro tra Cary Agos e suo padre, diventato ora un lobbista per un’azienda farmaceutica. Oltre all’accordo in quanto tale, a cui viene dato solo relativa attenzione (dovuta più al bagaglio economico che reca con sé), la contrapposizione tra Cary e suo padre continua a funzionare. Il loro rapporto riprende il tema dominante del senso di inferiorità a cui Cary viene sottoposto: l’evidente delusione di Jeffrey Agos nei confronti della non-promozione del figlio è l’ennesima controprova dell’incapacità dell’uomo di accettare il percorso indipendente di Cary. In questo episodio si rende quanto mai palese il suo modo “violento” e insensibile di interagire con Cary, il quale, però, riesce a cambiare le carte in tavola e a prendersi una bella rivincita. Finché le cose rimarranno così, un rapporto tra i due sarà impossibile perché impossibile è che il padre riesca ad accettare il percorso del figlio senza far trasparire una costante vena di delusione.

The Good Wife - 4x17 Invitation to an InquestÈ un episodio importante anche per la campagna politica: Peter vince le primarie diventando ufficialmente lo sfidante democratico che dovrà vedersela con Kresteva (e noi non vediamo l’ora di rivedere Matthew Perry). Eli Gold riesce anche a portare avanti un’abile strategia per liberarsi di Jordan: costringe il collega, infatti, a fare la morale a Zach; e sappiamo benissimo come reagisce Alicia quando la sua famiglia viene tirata in ballo dalla campagna politica. Eli, pur facendosi chiaramente scoprire dalla Florrick, riesce comunque a liberarsi del suo concorrente che, siamo certi, farà ritorno in futuro – forse persino nella squadra di Kresteva. Ciò di cui si sente il bisogno, però, è di liberare Eli dalle grinfie della campagna politica che ormai porta avanti da troppe stagioni: per il bene del personaggio c’è la necessità di un cambio di rotta per non impoverire una delle figure più affascinanti della serie.

The Good Wife - 4x17 Invitation to an Inquest

Ultima scoperta è Robyn, la nuova investigatrice che collabora con Kalinda. Contrariamente a quanto ci saremmo aspettati, le due insieme sembrano funzionare e la veterana mostra in più di qualche occasione di saper svolgere il suo ruolo di “insegnante”, condividendo il proprio lavoro con un’altra persona. Per ora le due insieme funzionano e può essere il giusto motore che permetterà alla storyline di Kalinda di riprendersi dopo il disastro di inizio stagione con il marito.

Peccato, quindi, solo per la scarsa empatia che il caso della settimana suscita nello spettatore; per il resto l’episodio è davvero ben scritto – cosa non nuova per The Good Wife – e mantiene alta la sua qualità. Avanti così.

Voto: 7

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

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