Breaking Bad – 5×12 Rabid Dog

Breaking Bad – 5x12 Rabid DogDopo il dirompente Confessions, Breaking Bad si prende una pausa di riflessione senza per questo abbassare gli altissimi toni che ne contraddistinguono la mise en scène. Anche in un episodio meno adrenalinico come questo Rabid Dog, l’icasticità dell’impianto narrativo riesce a creare un livello di tensione che incatena allo schermo.

La casa di Walt non va in fiamme, Jesse è sparito. L’esordio del dodicesimo episodio di questa stagione conclusiva vede Mr. White alle prese con l’orchestrazione dell’ennesima bugia. Con la precisione propria di un chimico, crea una situazione che ha dell’inverosimile solo per il semplice fatto di essere supportata da così tanti dettagli: l’odore di benzina negli abiti, in macchina, la tanica nascosta nel bidone dell’immondizia della casa limitrofa (quella di Carol?), ma ciò che desta maggiori sospetti agli occhi di un Walter jr, più tenero che mai, è quell’enfasi da filodrammatica parrocchiale con cui racconta la sua disavventura. Il miglior modo per insinuare nell’altro una propria convinzione è fargli credere di esserci arrivato da solo: ed ecco che Junior, nello smascherare la bugia del padre, tira in ballo la sua malattia, quell’incombente cancro che ormai per Walt cessa di essere una minaccia ed assume, ancora una volta, la portata di alibi perfetto. La discesa negli inferi di Heisenberg procede lenta e impetuosa e, per quanto si sforzi di mantenere la sua famiglia al sicuro, l’intero mondo che lo circonda sta sprofondando insieme a lui.

What’s one more?

Breaking Bad – 5x12 Rabid DogSkyler, dall’alto del suo disincanto, non si beve la storia della pompa malfunzionante e, guardandosi intorno, in quella lussuosa camera d’albergo, non riesce a vedere altro che il pericolo incombente sulla sua famiglia. Nonostante gli sforzi di Walt di ridimensionare il gesto di Jesse, mettendo nella descrizione della sua precarietà emotiva tutto l’affetto che nutre per il ragazzo («He was always been more of a danger to himself than anyone else»), Skyler non cede, anzi alza la posta. La signora White sente di aver passato troppi limiti per fermarsi adesso; la sofferenza e l’indignazione, aumentati esponenzialmente dal recente scontro con la sorella, hanno aperto nella sua anima una ferita che difficilmente si rimarginerà. Inutile quindi rimuginare, aspettare e soprattutto inutile calmarsi: occorre, prima di tutto, preservare quell’artificiosa aura di normalità in cui versa la sua famiglia; ad ogni costo. E tra un sorso di vodka e uno sguardo gelido, da moderna Lady Macbeth, guarda il sangue grondare dalle sue mani, sa che non andrà più via: cosa può farle una goccia in più? All’epigrammatica affermazione della donna non segue nessuna espressione d’imbarazzo; il passaggio dal suo primo piano al campo medio mette in rilievo come neanche la sua postura abbia subito variazioni, Walt al contrario, nonostante appaia di spalle, trasmette uno sgomento che è più eloquente di mille parole.

He’s the devil. You know, he is smarter than you, he is luckier than you. Whatever you think is supposed to happen, I’m telling you the exact reverse opposite of that is gonna happen, okay?

Breaking Bad – 5x12 Rabid DogLa riproduzione frammentata degli avvenimenti messa a punto dalla perfetta regia (e sceneggiatura) di Sam Catlin ha creato per tutta la durata dell’episodio una sensazione disorientante. La netta separazione dei piani di azione di Walt e Jesse è stata amplificata da una rappresentazione in differita degli eventi che ha portato lo spettatore di fronte a situazioni che si caricavano di un senso per poi assumerne un altro, una volta che la giusta collocazione spazio-temporale prendeva forma. Quando Walt, rimasto solo su quella panchina davanti alla piscina dell’hotel, prende il telefono e compone il numero, non sappiamo a chi stia realmente telefonando. Siamo stati fino alla fine con il dubbio, seppur flebile, che Walter potesse davvero aver orchestrato una trappola per Jesse in quel di Civic Plaza.
La paranoia di Pinkman ha investito anche noi: per l’intera durata di questo Rabid Dog abbiamo assistito ad una discreta, ma penetrante, rappresentazione dei cattivi pensieri di ogni membro dell’entourage che gravita intorno a Walter White, sia a favore che contro. Oltre alle già citate riflessioni di Skyler, assistiamo ad un vorticoso alternarsi di proposte, sotterfugi, espedienti: la pia Marie non fa altro che pensare a quei veleni che non lasciano traccia nell’organismo; Saul, sempre prodigo di consigli, prova a suggerire a Walt la via maestra nascondendosi dietro ad una metafora che ha per oggetto un film Disney (Old Yeller Zanna Gialla); Hank, nonostante il falso paternalismo mostrato, baratterebbe volentieri la vita di Jesse («The kid? Oh, you mean the junkie murderer that’s dribbling all over my guest bathroom floor?») con un filmato che contenga l’uccisione del ragazzo da parte di Heisenberg. Non c’è più tempo per restare chiusi ognuno nelle proprie roccaforti: la guerra sta per iniziare. Ed è paradossale che colui che per quattro stagioni e mezza si è fatto manipolatore degli eventi, demoniaco sovvertire del caso avverso, adesso sia portato a prendere la più drastica delle decisioni in seguito ad un banale equivoco.

Breaking Bad – 5x12 Rabid DogUn’opinione erronea trascina con sé un comportamento avventato, e questo a sua volta ha spesso delle inevitabili conseguenze: «Tutti gli errori già dominanti, presero dallo sbalordimento, e dall’agitazione delle menti, una forza straordinaria, produssero effetti più rapidi e più vasti», narrava Alessandro Manzoni; allo stesso modo l’errore di valutazione di Jesse, dovuto proprio ad una dilagante agitazione delle menti, sarà il motore da cui rapida partirà la battaglia definitiva. Qual è quest’altro modo migliore per incastrarlo? Cosa vuol dire esattamente «Ti verrò a prendere dove vivi realmente»? Jesse ha reciso quel filo che lo teneva legato a Walt, nessuna manipolazione è ormai possibile: il Rabid dog, che l’ha violentemente tirato fuori da quel torpore in cui era sprofondato negli ultimi episodi, ora cede il passo ad una lucida vendetta. Cosa succederà nello scontro tra lo stratega Heisenberg e il tattico Jesse?

Rabid Dog è un episodio costruito a regola d’arte: la precisione dei rimandi da una scena all’altra riesce a far diventare iconico un CD sporco di cocaina così come un cellulare con l’effigie di Hello Kitty; niente è lasciato al caso, niente è privo di senso. Cranston si muove con la precisione di un funambolo sulla sua corda: teso, accorto, vigile, sa che ad un passo sbagliato corrisponde la caduta nel vuoto. L’ordigno è completo, l’innesto è pronto: basta solo azionare il timer.

Voto: 8½

 

16 Risposte

  1. September scrive:

    Ripeto quello che avevo detto l’altra volta: BB merita dal 9 in su a prescindere ad ogni puntata, il suo valore assoluto non è mai inferiore al 9 come voto ma vabbè dai dovendo fare delle distinzioni da puntata a puntata dopo una puntata capolavoro come confessions da 10 oggi l’8,5 è tollerabile e comprensibile. BB non merita voti, è fuori concorso, ogni voto è ormai limitante.
    Ci sarebbe da scrivere all’infinito ma non vogli dilungarmi.
    Per me questa puntata conferma quanto Walt da 4 puntate sia tornato più Walt che Heisenberg, quanto quell’abbraccio nel deserto con Jesse fosse sincero, quanto ci tenga alla famiglia e quanto arrivato a questo punto non vorrebbe fare i conti con le proprie azioni ma vorrebbe solo e soltanto andare avanti e godersi il tempo rimasto. Purtroppo cosi non è e non sarà e questa puntata segnala odore di finale tragico e ineluttabile ad ogni inquadratura.
    Questa puntata più che riumanizzare WW disumanizza definitivamente tutti gli altri.
    Hank e Skyler su tutti sono ormai Hankerberg e Skylerberg i 2 veri mostri di questa puntata e di questa stagione. Quell’ what’s one more di Skyler è disgustosamente terrificante tanto quanto quell’ ironia sacrificale di Hank nel essere quasi soddiasfatto di una eventuale morte di Jesse per mano di Walt.
    Per motivazioni diverse entrambi implorano quasi la morte di Jesse l’una per poter mantenere lo status quo e l’altra per catturare il proprio cognato.
    Marie si dimostra ancora di più la faccia dell’ipocrisia con quella sua ricerca di veleni non rintracciabili. Saul continua a proporre metafore colorite che implichino la morte di Jesse.
    L’unico che trarrebbe vantaggio dalla morte di Jesse ovvero Walt fa di tutto per salvarlo e forse solo alla fine realizza che la situazione è irrisolvibile ed il lavoro è un lavoro per gli zii di Todd. Ma con quanta sofferenza arriva a questa conclusione Walt? Tantissima, tanta quanto la leggerezza con la quale gli altri vorrebbero Jesse morto.
    L’ambiguità e la profondità dello show ormai raggiunge vette everestiane.
    Cosa accadrà ora^? Boh!!!
    Chi puo dirlo, lo stesso Jesse dice a Gomez ed Hank che tutto quello credete che accadrà in realtà non accadrà e incìvece succederà l’esatto opposto.
    Che sia un monito ulteriore per noi spettatori? Che quell’incarico sia per qualcun altro?

     
  2. xfaith84 scrive:

    D’accordissimo con la recensione, la recita di Walt sulla storia della benzina è suonata per la prima volta davvero troppo “troppo”. La faccia di Skyler mentre lo ascoltava era la stessa nostra, credo, un insieme di “ma piantala!” e “vediamo un po’ dove va a parare”.

    Dare un voto a Breaking Bad è, ovviamente, difficilissimo. Credo tuttavia che siamo tutti consapevoli del fatto che si trovi su una scala superiore e che, per lo stesso motivo, dare 9 o 10 a tutte è sciocco perché ogni puntata è diversa dall’altra e, seppur in modo minimale, una puntata può essere un po’ meglio o un po’ più bassa rispetto a delle altre. Dovremmo riempire i nostri voti di ++++ e – – – – – che non hanno senso XD quindi si opta per i medesimi voti, ma con significati molto diversi. Chiaro è che un punto (o mezzo) di differenza tra una puntata di BrBa e l’altra non ha niente a che spartire con il punto (o mezzo) di differenza tra due puntate di altre serie.

    Stiamo assistendo a qualcosa di epocale con questa ultima parte di stagione e questa puntata ha messo tutti i tasselli al posto giusto. Da qui sarà una (brevissima!) corsa verso la fine.

     
  3. Son of the Bishop scrive:

    A me quest’ episodio non è davvero piaciuto , il voto per me è decisamente sotto il 6 , ma molto !
    September non facciamo una litigata anche qua mettiamoci l’ anima in pace abbiamo idee diverse io accetto le tue , tu accetta le mie tutto qua .

     
  4. MarkMay scrive:

    Il commento di September mi è piaciuto molto e prendendo spunto dalla sua riflessione comincio ad elencare quelli che secondo me sono degli indizi che vogliono darci gli autori sugli ultimi episodi (oltre che questo stesso), e che secondo me sono tutti nascosti nella frase che Pinkman dice a Hank e Gomez;
    He’s the devil. You know, he is smarter than you, he is luckier than you. Whatever you think is supposed to happen, I’m telling you the exact reverse opposite of that is gonna happen, okay?
    il riferimento a questo episodio sta tutto nel luckier, fortuna: quella che ha quando raccontando dell’episodio della benzina (volutamente non credibile, di pari passo all’incredibilità di Bryan Cranston xD) gli arriva dal figlio, che trova l’espediente perfetto per rendere credibile una storia fasulla, ovvero il ritorno del cancro; fortuna che, però, da quello che si vede a fine puntata sembra aver girato le spalle a WW. Ora quel “I’m telling you the exact reverse opposite of that is gonna happen, okay?” mi spaventa un pò, perché ho paura che quel caso (che in TUTTE e 5 le stagioni ha aiutato Heisenberg a uscire da qualsiasi evenienza), quella fortuna che ha sempre accompagnato Walter White sia svanita nel nulla. Ecco analizzando quella semplice frase si capisce come da ora in avanti le cose prenderanno una piega diversa, per cui dobbiamo prepararci a QUALSIASI cosa perché nessuna possibilità è da escludere, e ciò è assolutamente fantastico perché qualsiasi cosa accadrà andrà per forza bene a noi pubblico, perché è una soluzione generata dal caso.
    Ps:Non penso di aver capito nemmeno io cosa ho scritto nell’ultima frase, spero si sia capito il senso xD

     
    • September scrive:

      Grazie MarkMay.
      La potenza di BB è anche questa, farci fare paranoie per un intera settimana.
      Alcuni utenti su altri siti hanno fatto notare come Jesse quando si alzi per andare in bagno a casa di Hank metta qualcosa in tasca, forse il telefono…. colpi di scena dietro l’angolo?
      BB sta scavando un solco con tutte le altre serie oramai. A prescindere dal finale resterà al momento la migliore serie mai girata a mio avviso. Quanto eccellenti sono stati Cranston e Paul in questa puntata ed in generale bravi a passare da uno stato d’animo all’altro in tutta la serie?
      La serie volge al termine secondo voi come si evolveranno le cose? Quale giudizio morale aspetta i nostri WW e Jesse? E il vostro giudizio morale su di loro quale è?

       
  5. September scrive:

    2 considerazioni:

    -nel momento in cui su ogni sito o forum mondiale impazza la discussione su BB qui c’è un assenza di commenti ed un immobilismo imbarazzante

    -spero che la recensione della 5×13 arrivi un po prima rispetto alle recensioni delle prime puntate arrivate dopo 4-5 giorni almeno, davvero tanti se comparati all’enormità di questa serie

     
  6. xfaith84 scrive:

    ciao september, due considerazioni in risposta alle tue
    – nel momento in cui su ogni sito e forum impazza la discussione sulla puntata odierna, noi continuiamo a rimanere un blog, in cui tra l’altro (come in tutti i blog che si rispettino) non si può e non si deve commentare alcuna puntata successiva in nessuna recensione precedente a quella puntata, perché evidentemente non ha alcun senso. Quindi “l’immobilismo imbarazzante” non c’è perché la gente aspetta la recensione per commentare.

    – le recensioni non arrivano dopo 4 o 5 giorni per mancanza di rispetto o di considerazione per una serie, ma per l’esatto opposto. Il “ritardo” (tolte considerazioni di scarsa importanza, come “vita privata”, “lavoro”, “studio”) è dovuto al fatto che chiunque recensisca una puntata del livello di Breaking Bad ha necessità di rivederla più di una volta, prendersi appunti, organizzare un discorso, trovare collegamenti e solo dopo scriverla. Cioè, il sistema vale per ogni recensione, ma capirai bene che questo prenda molto più tempo se parliamo di BrBa e molto meno se parliamo di The Big Bang Theory.
    Quindi, posto che cerchiamo sempre di non tardare troppo, considera il ritardo come un punto a favore della serie e non a discredito: si vede che pensiamo bene a quello che vogliamo dire, se no faremmo solo un riassunto della puntata e basta.

     
    • September scrive:

      Non volevo affatto essere offensivo o accusatorio. Sorry.
      Riguardo al primo punto sull’immobilismo non mi riferivo alla recensione, ai recensori o ai tempi ma in generale agli utenti in quanto vedere che in una settimana ci sono 3 commenti totali sulla serie del momento o meglio la serie del secolo credo sia poco spiegabile, che sia un sito, un forum o un blog non conta i commenti dovrebbero fioccare in quanto si sta assistendo a qualcosa di epocale a mio avviso.
      Sul secondo punto ti do pienamente ragione. Volevo solo far notare che quando si parla di serie del genere l’hype per la puntata successiva è alle stelle ma nel frattempo il vero devoto, il vero fan di BB attende con ansia anche le varie recensioni ed i vari commenti dunque vedere praticamente a distanza di un giorno la recensione e poi la puntata successiva fa perdere un po di attenzione verso la recensione stessa. Poi è ovvio che la qualità della recensione aumenta col passare dei giorni ed all’aumentare della cura con la quale la si scrive, ed è ovvio che chi scrive non è pagato per farlo e non ha alcun obbligo verso chi legge, ci mancherebbe. Quindi sorry se ho offeso.
      Parlavo come uno che la 5×13 l’ha vista gia 3 volte da ieri….SHOCK

       
  7. Namaste scrive:

    Capisco l’ansia da commento… ma se non si vuole offendere basta non offendere, September, così poi non servirà scusarsi.

    Che l’accusa di immobilismo fosse rivolta ai lettori e non ai recensori, la frecciatina rimane. I recensori sarebbero anche i primi, io credo, a desiderare che le loro recensioni, dopo che ci hanno sputato sangue per giorni, fossero più partecipate dai lettori, ma se questo non succede:

    A) non è colpa loro
    B) molti commenti non significa migliore serie o migliore recensione
    C) c’è la recensione e c’è la dopo-recensione

    Mi soffermo in particolare su quest’ultimo punto, che avevo già affrontato in un mio precedente commento ad una splendida recensione di “Boardwalk Empire” su questo blog, perchè anche questa è una cosa da non sottovalutare.

    Che una serie come BB abbia di là 250 commenti, e per l’episodio peraltro più “lento”, tra quelli trasmessi finora, di per sè non significa niente (già, quando un topic supera i 50 commenti, stai sicuro che è solo perchè all’interno di esso, è scattato il flame che poi darà il via ad altri 200 mega-OT). E non è purtroppo nemmeno questione di qualità dei commenti, perché per quanto il punto di vista del lettore sia ispirato, se dall’altra parte poi manca il confronto, la sua rimarrà sempre un’osservazione o una critica fine a sè stessa.

    In questo caso la tua lamentela nasceva dal fatto che ad una tua domanda sulla visione morale degli altri lettori, non fosse seguita nessuna loro risposta, è mancato il confronto. Ma molto più frustrante, è secondo me, quando invece manca il confronto col recensore.

    E sotto questo aspetto, quello del rapporto con i suoi lettori, che non si esaurisce certo col rilascio della recensione, un blog come Seriangolo, sicuramente meno seguito, sicuramente con meno risorse, sicuramente con uno stile diverso e bla bla bla – voglio dire, le differenze tra i due siti le conosciamo – non ha davvero rivali.

    Questi ragazzi e queste ragazze che recensiscono e poi ri-recensiscono, rispondendo sempre alle nostre domande, curiosità e lamentele, persino le più sgraziate, sempre con enorme rispetto ed educazione, andrebbero solo elogiati e ringraziati per il loro lavoro, senza se e senza ma, anche quando la nuova recensione su BB dovesse uscire un giorno prima della nuova puntata. Meglio scritta tardi che male. E, come diciamo sempre, meglio pochi ma buoni.

     
    • dezzie86 scrive:

      Grazie Namaste, e grazie a tutti voi che leggete e commentate le nostre recensioni.
      Fa piacere sentirsi così seguiti ed apprezzati: di sicuro, siete una spinta decisiva nel continuare il nostro lavoro con passione. :)

       
  8. Attilio Palmieri scrive:

    Namaste, commenti come questi fanno davvero piacere.
    Ben vengano i commenti ed è chiaro che più sono più la discorsivizzazione del nostro lavoro può dare i suoi frutti, ma della quantità fine a se stessa non ce ne frega nulla.
    Meglio 5 commenti che hanno al loro interno qualcosa da dire – che siano rivolti alla recensione, all’autore o a un interlocutore terzo circa la puntata in questione – che 50 in cui si litiga, si fanno arrampicate discettazioni sulla trama o si gioca a chi ce lo ha più lungo su cose OT.

     
  9. Sbremph scrive:

    Mi limito ad aggiungere un punto, da utente che, silenziosamente, segue ormai da almeno tre anni questo blog.

    Uno dei motivi per cui un divoratore di serie (americane e non), di film, di anime e di musica come me si ritrova ad avere tra i ‘preferiti’ del browser Seriangolo e non i mille siti specializzati che si possono trovare in rete, è proprio per la passione che trasuda dai post e dai commenti, pochi, ma ottimi. Non credo che competere per il milionesimo post o commento possa migliorare la qualità di questo spazio. Anzi, lo renderebbe simile a molte cose già in circolazione. Invece la pacata, ordinata e sincera struttura di questo blog mi fa pensare a un piccolo caffè, di quelli nelle grandi città turistiche, che funziona da luogo di ritrovo per chi in quella città ci vive e cerca uno spazio lontano dalla superficiale (e giustificata) confusione generata dai turisti esaltati. Un posto familiare dove ci si chiama per nome e si chiacchiera evitando luoghi comuni. E dove si può chiedere “il solito” entrando.
    Io ho la fortuna di viaggiare tanto e non vivo in Italia da un po’. A volte mi trovo in posti dove è davvero difficile recuperare film o serie per passare qualche ora di relax di qualità, e questo blog mi ha aiutato a fare una preziosa selezione da portare in giro in un’imbarazzante numero di hard disk esterni e a scoprire perle che, altrimenti, avrei ignorato, perso tra i mille post di siti che parlano di tutto indiscriminatamente.

    Concludo dicendo, da utente tirato in ballo per poca attività, che non credo che la qualità di recensione, recensore e oggetto di recensione possano dipendere dalla quantità di commenti in coda. Anzi. Nel caso di questo blog, il fatto di avere una comunità un po’ silenziosa garantisce una risposta a ogni commento e domanda, dalla più distratta e poco pregnante, alla più geniale e interessante. A volte, ‘Small is Beautiful’.
    E sono sicuro di non essere l’unico fedele e silenzioso utente a bazzicare tra queste pagine. Proprio per le sue caratteristiche.

    Ho iniziato assicurando un breve e conciso commento, ho finito con un poema. Chiedo venia.

    Stefano

     
  10. Michele Hume scrive:

    Namaste e Sbremph, i vostri commenti non possono fare altro che renderci orgogliosi di ciò che abbiamo costruito in questi 3 anni.
    Avete ben interpretato la nostra “vision”, volta ad essere un tranquillo punto di incontro più che un caotico via vai. Ci chiamiamo angolo anche per questo =)
    Avere centinaia di commenti significa essere immersi nell’off topic e rendere il singolo commento dell’utente quasi insignificante, perso nell’incontrollabile flusso. Non è certo colpa loro; anzi, ne è probabilmente un merito per aver costruito, in tanti anni di costante impegno, un validissimo crocevia di opinioni seriali.
    A noi sta benissimo essere molto letti (le visualizzazioni non sono affatto poche) e commentati con moderazione in modo tale che possiamo dare conto (e quindi valore) a ogni singolo commento postato.

    Ancora grazie ad entrambi per le belle parole, sono commenti come questi che ci spingono ad andare avanti con impegno e passione :)

    Michele

    PS: September, tranquillo, nessun offesa: lo stato di iper-eccitazione dovuto ai postumi dell’episodio di Breaking Bad l’abbiamo vissuto tutti ieri e capiamo la tua esuberanza\impazienza 😉

     
    • Namaste scrive:

      Ci aggiungo solo, per scongiurare il possibile equivoco, che naturalmente non ho niente contro September, utente con cui tra l’altro mi sono sempre confrontato con piacere su aspetti, teorie e personaggi del telefilm in questione, cosa che ovviamente spero continueremo a fare.

      Tra l’altro, senza la sua eventuale tiratina d’orecchie – è chiaro che non ha offeno nessuno, e ciononostante si è comunque già scusato – non avremmo mai assistito all’apprezzatissimo e cordiale coming-out di Stefano che, insieme a tantissimi altri utenti, rappresenta la maggioranza silenziosa di questo piacevole luogo d’incontro. L’esuberanza e lo stress d’attesa per gli ultimi episodi di questa serie epocale, anche se non sempre palesato nei commenti, appartiene ovviamente anche a loro.

       
      • September scrive:

        Ragazzi mi sono gia scusato dunque non lo rifarò di nuovo, cerchiamo però di non fare in modo che il “carnefice” diventi la vittima, ovvero non fatemi sentire come quello che ha attaccato la redazione, i recensori e gli utenti di seriangolo.
        Il mio discorso non voleva essere un discorso offensivo e questo l’ho spiegato precedentemente, ma soprattutto il mio discorso non era assolutissimissimamente quantità=qualità.
        La mia provocazione/considerazione era semplicemente frutto del fatto che a mio avviso, con le ovvie e dovute proporzioni, questa serie finale di breaking bad meriti una maggiore discussione soprattutto da parte degli utenti, poichè abbiamo la fortuna secondo me di assistere in diretta alla storia della tv. A maggior ragione che gli utenti di seriangolo parlano solo con cognizione di causa e lo fanno più sporadicamente ma con maggiore qualità, credo che proprio per questo motivo sia auspicabile che per queste ultime puntate ci sia una naturale e affascinante quanto numerosa discussione su ogni tassello. Non mi aspetto e soprattutto non desidero 200 commenti, ma da utente affezionato e attento mi sarei aspettato 20-30 commenti di alto livello, esenti da battibecchi e diatribe in perfetto stile seriangolo.
        Spero di aver spiegato che non ce l’ho con nessuno e che la mia considerazione nasce proprio dal rispetto e l’ammirazione verso tutti voi e verso le vostre opinioni che da un paio d’anni ormai mi guidano nelle scelte e mi appassionano nel commentarle.
        Detto questo dimenticavo 2 cose fondamentali:
        -Congratulazioni per la recensione e per il blog
        -Breaking Bad è qualcosa per cui non eravamo pronti ragazzi, è troppo. Chi ha visto la 13 capirà.

        All hail the king.

         
  11. Gabriele scrive:

    Azzeccatissimo il riferimento a Shakespeare (Macbeth). In effetti quel “How much have you had to drink” di Walt è riferito al “That which hath made them drunk hath made me bold” di Lady Macbeth, che dovette bere per avere il coraggio di agire.

     

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