Breaking Bad – 5×15 Granite State

Breaking Bad - 5x15 Granite StateDopo un episodio al cardiopalma come Ozymandias, in cui il precipitare degli eventi ha subito un’accelerazione mai vista prima d’ora, Breaking Bad affronta le conseguenze di ciò che ha seminato negli scorsi episodi tornando ai suoi ritmi naturali e a quella lentezza tanto elegante quanto angosciante, offrendoci il perfetto antipasto del series finale.

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“Go ahead, do it! Just kill me now and get it over with!”

Breaking Bad - 5x15 Granite StateQuello che forse subisce maggiormente le conseguenze degli avvenimenti recenti è Jesse, ormai senza via d’uscita e che arriva a desiderare la morte dopo il suo tentativo di fuga fallito. “Death is not the worst of evils“ recita la seconda parte della frase dalla quale viene il motto dello stato del New Empshire (“Live free or die”) e mai quanto ora si addice alla situazione di Jesse, privato di tutto e diventato uno schiavo al servizio di un manipolo di nazisti. Manipolo che, inizialmente, mi aveva fatto storcere il naso per aver assunto il ruolo di villain in questa parte finale di stagione, ma che si sta rivelando più che all’altezza, grazie soprattutto ad un personaggio incredibile come Todd: il suo essere spietato e avere al contempo l’aria da bravo ragazzo fanno di “Meth Damon” uno psicopatico da brivido. Se in un primo momento mostra empatia per il prigioniero, la freddezza e il distacco con cui fa fuori Andrea gelano lo spettatore e rendono l’ipotesi di morte/suicidio di Jesse un sollievo per un uomo intrappolato in un vortice di sofferenza che sembra senza fine. Si mostra, invece, comprensivo – ma pur sempre inquietantissimo con quello sguardo sotto il passamontagna – nei confronti di Skyler: la risparmia, nonostante le pressioni di Lydia. E’ difficile, tuttavia, immaginare uno scenario in cui sia Lydia che Skyler rimangano vive.

“You are the hottest client I have ever had so far”

Breaking Bad - 5x15 Granite StateSapevamo già dalla premiere dello scorso anno che Walter sarebbe prima o poi finito nel New Hampshire, soprannominato “The Granite State”, e con questo episodio l’allaccio al flashforward è finalmente completato. Mai avremmo pensato, tuttavia, che quel luogo distante 3500km da casa rappresentasse per il nostro protagonista una sorta di aldilà, un inferno in cui far marcire prima Heisenberg, e poi Walter.
L’angelo infernale è in questo caso “l’uomo che fa sparire la gente” (finalmente lo conosciamo!), straordinariamente interpretato da Robert Forster, che introduce Walt e lo spettatore in un paesaggio così in contrasto con il solito deserto che ci si trova spaesati in quella che sembra essere quasi una realtà parallela. Lontano da tutto, soprattutto dalla famiglia, il tempo sembra scorrere diversamente in questa cascina, salvezza e condanna di Walt.

“I’ll give you another $10,000. Please”

Breaking Bad - 5x15 Granite StateSe è Heisenberg il primo a cedere, con la rinuncia a tornare indietro per ottenere vendetta (e chissà quanti “Tomorrow” ci sono stati), Walt continua a sopravvivere aggrappato con le unghie a quella speranza di poter ancora provvedere economicamente alla propria famiglia; speranza che diventa più flebile quando realizza che la sua – quasi imminente – morte avrà come conseguenza la perdita di quei soldi. Ed è qui che assistiamo al momento più forte dell’episodio, quando, dopo mesi di vita solitaria ed eremitica, Walter può nuovamente avere un contatto umano. Bryan Cranston e Robert Forster insieme bucano, a dir poco, lo schermo, mandando lo spettatore in overdose di grandiosità: la scena in cui Walt gli chiede di restare, offrendo dieci mila dollari, è straziante e allo stesso tempo emblematica di ciò che sta vivendo, portandoci ad enfatizzare per il protagonista come mai prima d’ora.

“It can’t all be for nothing”

Breaking Bad - 5x15 Granite StateLe condizioni della sua famiglia ancora problematiche e il rischio di morire in quella cascina, regalando 11 milioni di dollari a Forster, sono i motori che spingono Walt (e non Heisenberg come la prima volta) ad incamminarsi verso la cittadina. Ma è qui che la speranza di poter aiutare la propria famiglia svanisce nel nulla, e con essa perisce anche Walt: “Non posso aver fatto tutto per niente” sussurra, mentre ascolta il proprio figlio dire “Perché non muori e basta?”. Walt è in lacrime, finito, e con un filo di voce decide di costituirsi. A questo punto non c’è più Heisenberg, né Walter.

Breaking Bad - 5x15 Granite StateMa succede qualcosa che cambia le carte in gioco. Gretchen ed Elliott Schwartz sono in tv a prendere le distanze da Walter, a definire il suo contributo come praticamente nullo. Qui scatta qualcosa in lui, quell’ego ormai sepolto sotto la neve riemerge; quello stesso ego che lo portò a dire ad Hank che Gale non poteva essere così bravo; quello stesso ego che ha fatto iniziare tutto. Perché Breaking Bad non è solo la  storia di un padre di famiglia disperato: è anche la storia di un uomo che sa di essere in grado di fare grandi cose ma che è relegato a fare l’insegnate di liceo; che già da ragazzo aveva contribuito alla vittoria di un premio nobel (nel Pilot osserva l’attestato datato 1985) e che si è poi trovato a guardare Elliott e Gretchen fare i milioni partendo da una sua ricerca; che nel terzo episodio della seconda stagione si definisce “I am an extremely overqualified high school chemistry teacher. I have watched all of my colleagues and friends surpass me in every way imaginable. And within eighteen months, I will be dead.” È la storia della rivalsa di un uomo nei confronti di una vita ingiusta, che non gli aveva mai dato soddisfazioni e che dopo soli 50 anni già aveva presentato il conto.

Non può finire così per lui, non può accettarlo. Ora vuole riprendersi tutto: la famiglia, i meriti, la vendetta su Jack. Non esistono più le entità separate Walt e Heisenberg: ora è un tutt’uno, pronto a giocarsi il tutto per tutto per ottenere ciò che gli spetta.

Le aspettative per il finale sono ovviamente altissime: riprenderemo con un Walt armato fino ai denti, con la ricina (per chi sarà?) e nessun barile (ma un borsone).
Solo 50 minuti ci separano dal termine della serie tv che ha fatto la storia di questo decennio.

Voto: 10

Note

–    Potremmo non rivedere più Saul, se non nel suo spin-off. Ho trovato un po’ troppo didascalica la spiegazione circa la telefonata a Skyler dello scorso episodio, ma poteva starci per eliminare qualsiasi dubbio.
–    L’interrogatorio di Skyler ricorda molto la scena del pilot in cui viene detto a Walt del cancro.
–    La versione intera della sigla nei minuti finali ridefinisce il concetto di “scena perfetta”.
–    Walter potrebbe aver capito che Jesse è ancora vivo dal fatto che circola la blue meth.
–    Qui trovate i punteggi relativi a questo episodio del nostro Breaking Game.

 

30 Risposte

  1. Tuco scrive:

    “È la storia della rivalsa di un uomo nei confronti di una vita ingiusta, che non gli aveva mai dato soddisfazioni e che dopo soli 50 anni già aveva presentato il conto.”
    Descrizione perfetta di cosa ti lascia questo episodio, ti fa capire che ogni cosa può diventare irrilevante, e che alla fine di tutto ci sei tu e quello che ti sei lasciato alle spalle.

     
    • Tuco scrive:

      recensioneperfetta ma che secondo me si è fatta sfuggire un piccolo dettaglio tecnico: todd e i nazi mi sembrano tipo molto furbi, ma allora perchè nella foto che jesse guarda tutti i gionrni (immagino) hanno lasciato la graffetta così in bella vista?
      mi sa tanto che gli autori non sapevano proprio come farlo scappare, direi la prima vera forzatura di breking bad

       
  2. Namaste scrive:

    Mi sfugge la scena del pilot a cui fai riferimento, quella in cui compare la targa per il contributo alla ricerca del premio Nobel (di cui hai allegato la foto). Dove compare e da che cosa capiamo che quell’aiuto ricercatore fosse Walt?

     
    • Michele Hume scrive:

      Compare nella versione completa del pilot (gira una versione leggermente tagliata in cui non c’è): è subito dopo la sigla, prima del “50” sul piatto (si legge anche nell’immagine allegata, “contributor to reserch awarded nobel price”)

       
      • Namaste scrive:

        Ah però! Questa mi giunge proprio nuova. Quindi mi stai dicendo che quella è una targa che Walter White tiene in casa? E’ lui l’assistente ricercatore? Perchè in quel caso si profilerebbe anche la virtuale possibilità che non ci sia 2 senza 3, che cioè quel vincitore del Nobel si sia preso il merito (ed il premio) per un’idea, anche questa volta, partorita da Walt! Vedi a stuzzicare la curiosità dello spettatore che succede? Che poi la sua mente viaggia in luoghi improbabili! Tipo questo:

        walt glass

         
        • Michele Hume scrive:

          Si, questa è l’immagine completa della targa:

          walt nobel

          Il bicchiere-heisenberg vabbè, sono solo vaneggiamenti di fan in over-hype 😀

          PS: ti ho sistemato l’immagine 😉

           
  3. September scrive:

    Michele hai scritto la recensione più bella che io abbia mai letto, mi trovo daccordissimo.
    La scena finale montata per la prima volta sulla sigla integrale è una scena perfetta, le parole di Gretchen definiscono cio che Walt è per tutti, nel frattempo il ritmo sale, il volume della canzone viene alzato, le aprole continuano a scorrere e i pensieri di Walt cominciano a correre lontano verso Albuquerque. Ho rivisto questa scena 20 volte ormai e per quanto io sia affascinato e quasi daccordo con l’idea che in quel momento WW e Heisenberg si fondano io ho letto nello sguardo e nel volto di WW una voglia di rivalsa e soprattutto la consapevolezza che per quanto egli si sforzi di provvedere alla sua famigli e di nascondersi oramai per tutto ilmondo lui è solo un mostro, un diavolo travestito da uomo medio, e secondo me in quel momento realizza che a questo punto l’unica strada percorribile è tornare ad Albuquerque armato fino ai denti e regolare i conti con tutti, da Heisenberg fino all’ultimo sangue, fino all’ultima pallottola e soprattutto fino all’ultima parola.
    Ben Froster straordinario, come rendere eterno un personaggio in 5 minuti. Le scene tra lui e Cranston sono divine. Ho trovato straziante la scena in cui Walt offre 10000 dollari al risolutore per un ora di compagnia, una delle scene più tristi e disumane mai viste. La disumanità in cui è costretto a vivere Walt è davvero difficile da digerire, lontano da tutto e tutti, nascosto con 11 milioni di dollari mentre l’intero mondo lo odia.
    Ogni inquadratura riservata a Jesse è un colpo al cuore, Meth Damon risulta essere un villain coi controcazzi davvero, la sua glacialità è disarmante. La scena dell’irruzione in casa di Skyler è da cinema ragazzi, sussulto sulla sedia e immagini da capogiro. Recitazioni sempre perfette. A Cranston credo vada dato un nobel alla recitazione ragazzi, non voglio esagerare ma qui siamo di fronte ad un fenomeno pari ai vari De Niro o Al Pacino.
    Insomma 10 voto più che meritato, insomma un capolavoro, insomma un evento storico al quale stiamo assistendo in diretta, insomma Breaking Bad amici.

     
    • Michele Hume scrive:

      Grazie September :)

      La scena finale, come ho scritto nelle note, è oltre la perfezione. Non poteva esserci una preparazione migliore per un finale che si prospetta grandioso.
      Cranston addirittura nè emmy nè oscar, direttamente il nobel? 😀

       
      • September scrive:

        Scena enciclopedica davvero. Riguardo a Cranston credo che l’emmy sia poco, l’oscar sarebbe meritato ma il nobel sarebbe giusto…
        Un’altra scena che mi è venuta in mente da sottolineare è quella in cui Walt si avvicina a Saul per minacciarlo in stile 5×01 quando gli disse ” We are done when i say whe are done”. In questo caso pero WW viene bloccato da un colpo di tosse e incalzato dalla malattia e non riesce neppure a cominciare la frase. Altro piccolo dettaglio, piccolo riferimento magistrale che sottolinea la diversita dello stato psico fisico del protagonista, ormai spogliato dei panni di Heisenberg, di quell’Heisenberg che non era mai stato cosi vivo come dopo l’uccisione di Gus.
        Beh pensandoci un nobel anche a Gilliga e al suo parterre di registi e sceneggiatori non sarebbe male…

         
  4. pumpernikkel scrive:

    ma se vogliamo trovare un neo, solo a me la scena dell’uccisione di Andrea è parsa un po’ forzata ? cioè si presenta un tizio nel mezzo della notte, nomina solo Jessea Pinkman, e lei apre la porta e esce tranquillamente fuori ..

     
    • Michele Hume scrive:

      Si tratta di Todd faccia da angelo, però; e la speranza che Jesse sia in quella macchina acceca la capacità di giudizio di Andrea

       
  5. Mark May scrive:

    Assolutamente tutto fantastico… Voi parlate (giustamente) della scena fra il disappearer e WW e sull’assurda (quanto straziante) richiesta di 10000 dollari per un’ora di compagnia, ma cosa non è stata la telefonata fra WW ed il figlio??? INCREDIBILE!!!
    Sulla puntata ho trovato sotto il livello solito di BB la storyline di Jesse, non tanto lui o la sua performance (che lo mette nella stessa situazione della prima stagione, da carnefice a vittima, quasi a voler chiudere il cerchio iniziato 5 stagioni fa), quanto alcune scelte rivedibili sulle modalità di fuga, che cmq hanno gestito alla perfezione con il successivo assassinio di Andrea. Io continuo a pensare che Todd & family non siano all’altezza di Gus (Todd nel confronto funziona solo da cattivo per via della contraddizione faccia da bravo ragazzo/gangsterista nazi, faccio fatica a capire i suoi sentimenti per Lydia o la sua benevolenza per Skyler), ma fortunatamente hanno chi copre i loro difetti.
    Una curiosità: io non ho capito molto la scena finale con l’inquadratura del bicchiere lasciato pieno… quale potrebbe essere il suo significato, perché proprio a me sfugge e non trovo rimandi alle stagioni precedenti, per questo non riesco a decifrarlo.

     
    • September scrive:

      Il bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto, non so quale sia il suo significato oggettivo. Il significato soggettivo che gli attribuisco è semplicemente quello di aver voluto dare un messaggio non messaggio a noi come per chiederci ed ora Walt agirà come uno che vedra il bicchiero mezzo pieno o mezzo vuoto?

       
  6. Namaste scrive:


    September:
    per quanto egli si sforzi di provvedere alla sua famigli e di nascondersi oramai per tutto il mondo lui è solo un mostro (…)

    Beh, non è che sia proprio “sforzato”, eh? :-)

    Tutto ciò che Walt ha fatto in questo episodio “for the family” è cercare di fare arrivare dei soldi di cui nessuno di loro ha più bisogno, impantanati come sono in altre beghe da risolvere.

    Ma l’idea che Walt abbia fatto tutto per la sua famiglia, inizia in verità a decadere quando Saul, da bravo consigliori qual è, gli suggerisce di consegnarsi, visti i pochi mesi di vita rimasti, facendo così in modo che l’attenzione dell’FBI, dell’opinione pubblica e della brava gente di Albuquerque si dirotti, almeno parzialmente, su Walter White anzichè sui membri della sua famiglia. Walter rifiuta però categoricamente e anzi, preferisce rimanere altri 6 mesi o quello a nascondersi in culo ai monti, mentre la sua famiglia ingoia merda al posto suo.

    Mi sembra quindi che la scusa famiglia, quella che Walt ha continuato in questi ultimi tempi a raccontarsi per auto-convincersi che non sia stato tutto inutile, che tutto quello che è stato costretto a fare sia almeno servito a qualcosa – se non bastavano già i vari indizi sparsi durante le ultime 3 stagioni, quando cioè vediamo che quello che all’inizio era il bisogno di provvedere ai propri cari diventa per Walt qualcos’altro – dopo questo episodio, possa anche essere vista sotto una nuova luce, se non proprio accantonata.

    A Walter Jr. non servono i soldi, gli serviva un padre che oltre agli abbracci ci mettesse un po’ di verità, un padre che quando le cose vanno male si comportasse da uomo, che si assumesse le proprie responsabilità, forse era questo che Walter Jr. ora Flynn si aspettava da un padre che aveva sempre visto come un “eroe”, prima di capire che quella era solo una sua proiezione, che però non corrispondeva ai fatti.

    E i fatti di questa puntata dicono purtroppo un’altra cosa: Walter White non alza il culo dallo sgabello per la sua famiglia. Lo fa solo perché il suo ego è stato ferito.

     
    • xfaith84 scrive:

      Secondo me dipende da come la si guarda. Io non l’ho trovato affatto un abbandono della famiglia in favore dell’ego, anche perché se ci pensiamo l’idea di costituirsi c’era già stata, ed era stata Skyler in quel caso a dirgli “no aspetta, Hank non ha prove”. Quindi l’idea di mollare tutto perché ormai inguaiato e con tutto in pericolo c’era già stata.
      Piuttosto, io ci ho visto una cocciutissima testardaggine: quelli erano i suoi soldi, quelli che aveva guadagnato da lasciare ai suoi figli e alla sua famiglia, e col cavolo che lascia che zio Jack se li tenga. Poi, che questa non sia la mossa più giusta è evidente, come è evidente che Flynn abbia bisogno di un altro tipo di cure paterne, ma questo non avviene per il semplice fatto che Walt non l’ha mai capito. Che attenzione, non è una giustificazione eh! Semplicemente, secondo me, il suo modo di vedere le cose, che è tutto distorto sin dall’inizio: scopro di avere un cancro e, invece di passare i miei ultimi 6 mesi con la famiglia, cerco di procurarmi soldi su soldi da lasciare loro. Pensiero lodevole, ma non esattamente il più affettivo del mondo.

      Detto questo, concordo con September sulla questione della tosse che blocca Walt quando sta facendo la voce grossa con Saul, e non è nemmeno l’unico segno: quando indossa il cappello (con tanto di ripresa ad enfatizzare il momento) in realtà tutto si chiude con un “Tomorrow” che si protrarrà presumibilmente per mesi; e alla fine quel cappello finisce su un cervo impagliato, come la cosa più inutile del mondo. Ecco, ricollegandomi alla mia recensione di Ozymandias, questi sono tutti simboli del decaduto Heisenberg, sconfitto da quel concetto di “famiglia” che lo ha più volte mandato in crisi (vd. i soldi che propone per salvare Hank)
      Quello che poi accade in questa puntata è drammatico e poetico al tempo stesso: la sua hybris che viene spenta dalla dichiarazione dell’intervista (dal suo contributo che viene ridotto giusto al nome Gray) si unisce alla morte vera e propria di Walt, con il figlio che lo rifiuta (dunque a che pro rimanere chiuso sui monti per poi andare a prendere dei soldi che la sua famiglia non accetterà mai?) e con quell’intervista in cui viene dichiarata la morte dello stesso Walter White (“quell’uomo che conoscevamo non esiste più”). E’ vero, come viene detto anche nella recensione, che ora non esistono né Walt né Heisenberg per come li abbiamo conosciuti sino ad ora; si è creato qualcos’altro, che personalmente vedo come una visione ancor più corrotta e devastata di Heisenberg, senza più – a suo svantaggio – avere un “Walt” che lo controbilanci.

      Siamo comunque a dei livelli di scrittura pazzeschi. Su Cranston non mi esprimo nemmeno, dico solo che quando arriva a pagare per avere un po’ di compagnia durante la chemio mi sono sentita male dentro, ma proprio una cosa brutta brutta. aaaaaah, che serie.

       
    • September scrive:

      Non potrei essere più in disaccordo con te. Non nego assolutamente (poichè è evidente) che WW sia spinto da altre forze oltre che dalla famiglia, chiamalo ego, chiamala rivalsa nei confronti della società, autodeterminazione ma il motore delle sue azioni è la famiglia, la scintilla è il cancro e la motivazione primordiale, primaria e finale per cui fa tutto è la sua famiglia. Se cosi non fosse non si sarebbe prodigato cosi tanto per cercare di non far uccidere hank ad esempio. Se cosi non fosse non sarebbe uscito allo scoperto più di una volta per proteggere il frutto del suo lavoro. Walt scappa via non per salvare se stesso ma per la convinzione che cosi possa salvare qualcosa di buono, possa salvare il salvabile in quella situazione disperata e mi sembra lampante basti rivedere il discorso che fa con il risolutore nella capanna dove realizza uno di questi giorni morirà e quei soldi tanto sudati finiranno nelle mani di un estraneo che si fa pagare 10000 dollari per una partitella a carte.
      Prima di sparire tenta di scagionare Skyler provvedendo alla sua famiglia a livello giuridico quindi, non si costituisce perchè come detto da skyler nella 5×10 costituirsi vorrebbe dire rinunciare fino all’ultimo centesimo ed anche se il consiglio di Saul sembra corretto è innegabile che WW creda che in un modo o nell’altro un giorno riuscirà a far pervenire quei soldi alla famiglia. Lui non può immaginare ceìhe tutte le nefandezze compiute siano state per nulla, non siano valse a niente e proteggendo i soldi ed il lavoro di una vita protegge l’idea di aver tentato di provvedere alla sua famiglia, non dimentichaimolo, ridotta sul lastrico e con una secondogenita in arrivo circa 2 anni prima. Io non ho dubbi sul fatto che WW si sia sforzato in ogni modo possibile per questo. Lui si arrende all’idea di costituirsi solo di fronte alla telefonata con Junior dove realizza che tutto andrà perduto a prescindere dalle sue azioni ed a quel punto tanto vale costituirsi e togliere d’impaccio tutti. La vista degli ex soci e l’ascolto delle loro parole fanno emergere l’altro motivo pulsante delle sue sclete ovvero la voglia di riscatto sociale, morale ed economico che è sempre stata palese e forte nel suo personaggio. Quelle parole lo hanno risvegliato dal torpore degli ultimi mesi e gli hanno fatto realizzare nuovamente che tutto è peduto ma che non bisogna arrendersi e che proprio il suo stato di salute e la sua situazione senza via d’uscita fanno di lui un mostro senza nulla da perdere e allora via verso albuquerque.
      Cosa vuoi che c’entri in questo discorso il fatto che lui faccia tutto solo per il suo ego? Non sta in piedi come cosa, al massimo è un concorso di colpe di situazioni ma il cuore di tutto resta la famiglia e ci viene sbattuto in faccia continuamente questa cosa

       
  7. Mark May scrive:

    non concordo col commento di Namaste… è ovvio che c’é ANCHE una parte di WW che ha amato essere Heisenberg, ma l’intento delle sue azioni è sempre e solo stato quello di lasciare qualcosa ai propri figli in caso di morte. Sappiamo che Walt ha continuato nonostante fosse sembrato quasi completamente guarito, e sono d’accordo che l’ha fatto per continuare a saziare quell’ego che da professore aveva sepolto sottoterra, ma non dimentichiamo che ha sempre cercato di tenere lontano il più possibile la famiglia da tutto ciò, ed è stata solo la (legittima) curiosità di Skyler a rendere i quoi parenti più stretti protagonisti delle sue vicende come fabbricante di metanfetamina.
    Detto questo è ovvio che Flynn dica ciò, non ha la minima idea di quale sarebbe il suo futuro se si fosse ritrovato orfano di padre e con solo la madre ad occuparsi di tutti, e Skyler è nella merda, è vero, ma poteva essere considerata complice di Heisenberg, per cui alla fine dei conti è CHIARO che Walt agisca per il bene della propria famiglia… Spero che quella telefonata con Walt Jr, quel “non ditemi che ho fatto tutto questo per niente” vada a cambiare le carte in tavola e far cercare a Walt un nuovo scopo per le sue azioni, lontano da tutto e tutti, anche se credo che la famiglia non possa essere cancellata dalla frase di un figlio legittimamente arrabbiato col padre.

     
  8. Memmo scrive:

    Per me la scena del bicchiere è solo una scena col bicchiere. Cioè, prima lo stava bevendo e poi ha lasciato stare tutto per andarsene, e l’unica prova di rimasta di lui è il bicchiere in una bella inquadratura.
    Una bella inquadratura, non messaggi iper simbolici. A volte si tratta soltanto di una bella regia e fotografia.
    Breaking Bad è arte, ma ci sono dei limiti nel ricercare sempre qualcosa di simbolico.

     
  9. Namaste scrive:

    @ September & all:

    il motore di Walt ERA la famiglia, nel senso che “io lo faccio per la mia famiglia” era la forza motrice che almeno all’inizio, alla scoperta del cancro, lo aveva spinto a cercare un riscatto personale i cui frutti (i soldi) erano il mezzo per arrivare ad un fine (lasciare la famiglia “al coperto” quando lui non ci sarebbe stato): il fine giustifica i mezzi. Questo andava bene per le prime due stagioni. Poi però il cancro svanisce e subentrano altre pulsioni, altre forze motrici, quelle che tutti noi conosciamo. Walter continua a ripetersi e a ripeterci che tutte le orribili azioni compiute, tutti i compromessi accettati, tutti i rospi ingoiati siano serviti “to protect his family”, ma l’occhio attento e l’orecchio allenato dello spettatore a quel punto ha già capito che c’è dell’altro, che l’idea della famiglia di Walt è un concetto molto astratto, una morale nel migliore dei casi distorta, essendo per Walt i membri della sua famiglia, individui che per lui, finché ci si riesce, è molto più conveniente manipolare, a cui non dover mai dare troppe spiegazioni (Skyler) o a cui non raccontare nemmeno delle mezze verità (Flynn), a cui chiedere di seguirlo senza fare troppe domande, perchè quella è una famiglia (“We Are Family!”). No signori, quella è solo l’idea di Walt della famiglia. Poi c’è l’idea della famiglia secondo Skyler (“se tu sei quello che protegge la famiglia io sono quella che protegge la famiglia da quello che vuole proteggere la famiglia”) e poi c’è l’idea della famiglia secondo Walter Jr. per cui non contano più le spiegazioni, le buone intenzioni, contano solo i FATTI, e solo su quello andrà giudicato una persona che aspiri ad essere un buon padre di famiglia.

    Il fatto che l’idea della famiglia secondo Skyler e secondo Walter Jr. non coincida affatto con l’idea della famiglia “secondo Walter White” non rende i loro punti di vista meno validi, nè la morale di Walter White migliore rispetto a quella degli altri personaggi. Non avere la morale di Walter non può e non deve essere un criterio valido per misurare la moralità degli altri, soprattutto quando quella moralità è offuscata da cecità, continue auto-assoluzioni e ripetuti auto-coinvincimenti che tutto è stato fatto sempre e solo per la famiglia.

    Che Walter fosse pronto a consegnarsi già allora ma che sia stata Skyler a convincerlo a non farlo, non è un atto d’amore di Walter White, ma solo una dichiarazione d’amore di Walter White, che non prende però ancora in considerazione il fatto che Hank morirà, portando Skyler ad un atto d’amore: proteggere la sua famiglia dall’uomo che vuole proteggere la sua famiglia. Morto Hank, morta l’idea di Walter White di quello che dovrebbe essere una famiglia, Walter non proteggerà più la sua famiglia, la lascerà al suo destino, quello che ha scelto lui.

    Che Walter fosse pronto a consegnare 80 milioni di dollari ai nazi per salvare Hank, la sua famiglia, non è un atto d’amore, è solo una dichiarazione d’amore, quella di chi vorrebbe sempre la botte piena e la moglie ubriaca, o meglio zitta, perchè se Hank muore, sarà molto difficile per Walt spiegare alla sua famiglia che zio Hank è morto perchè Walter stava solo cercando di proteggere la sua famiglia, alleandosi con una banda di nazi.

    Che Walter abbia usato l’espediente della telefonata alla moglie per ribadire di fronte all’FBI che lei è estranea ai fatti, non è un atto d’amore ma solo una dichiarazione d’amore, perchè quando una telefonata scagionatrice non basterà e Skyler sarà addita dall’opinione pubblica come la donna del boss che “doveva sapere”, e che ora lavora in una stazione dei taxi, Walter non tornerà a proteggere la sua famiglia, se ne starà col suo bel culetto al caldo a comprare calore umano anzichè provare a darlo veramente.

    Non c’è peggior bugiardo di chi mente a se stesso. Beh… se si escludono le persone che ancora si ostinano a credergli.

     
  10. 999sickboy666 scrive:

    @Namaste: ti “becco” di qua solo per fare un intervento dei miei – cinico, provocatorio ma apertissimo alla discussione, sulla tua ultima ricostruzione.

    Cioè tu stai dicendo che quello che ha il punto di vista morale più “integerrimo”, più attento ai fatti concreti che non alle parole, alle promesse, alle manipolazioni e alle prese di posizione è Walter Jr.
    Cioè un ragazzino di 16 anni che – in quanto tale – non sarebbe capace di distinguere “shit” da “shinola” (o “cazzo” da “cazzuola”, nell’interpretazione italiana.
    E dovrebbe essere la morale di un RAGAZZETTO ad avere una qualche, seppur minima, validità? Quello è uno il cui più grosso problema nella vita è l’essere stato preso per il culo dagli altri ragazzi a causa del suo handicap mentre mamma&papà provvedevano a tutto.

    Sarò un mostro ignobile, ma tendo a considerare il punto di vista morale di uno che muore di cancro sapendo che la sua famiglia finirà in mezzo alla strada come LIEVEMENTE più solido ed affidabile rispetto a quello di un ragazzino che non ha finito le superiori o di una moglie mantenuta.
    Ma così, di poco eh :-)

     
    • Namaste scrive:

      Non “più integerrimo” Sickboy, ho detto solo non meno valido, non peggiore del punto di vista di chi “dai, prendi subito le valigie senza fare domande che poi ti spiego” e soprattutto non così immaturo come potrebbe sembrare. Se poi vogliamo anche aggiungere “dal suo punto di vista”, mettiamocelo pure.

      Ma la discussione con September nasceva dal fatto che “per quanto Walt si sforzi o sia sforzato di provvedere alla sua famiglia”, quelli purtroppo non lo capiscono. Non è che non lo capiscono, l’hanno capito sin troppo bene e cionostante se ne sbattono comunque. Perché? Perchè una, Skyler, è arrivata al punto in cui bisogna dire “basta così, ti ho seguito fin qui e sono colpevole quanto te, mi ci sono messa da sola in questa situazione, ma adesso devo anche aprire gli occhi e riprendere il controllo di quel poco che è rimasto della mia famiglia, proteggendola dall’uomo che dice di voler proteggere la mia famiglia”, mentre l’altro, Walter Jr., arriva al punto in cui “basta cazzate, me ne hai raccontate per 2 anni, e la colpa solo è mia che c ho voluto credere, ma adesso devo anche aprire gli occhi e salvare quel poco che rimane della mia famiglia, visto che chi doveva proteggere la mia famiglia, a conti fatti, adesso se ne sta sbattendo il cazzo, lasciando me e mia madre nella merda invece di costituirsi per allegerire un po’ la nostra situazione”. Possiamo davvero biasimare questi due punti di vista? Io, in tutta coscienza, non ci riesco.

      Non è che se Walt dice “l’ho fatto per la mia famiglia”, allora Walt l’ha davvero fatto per la sua famiglia. Ci può stare, ad un certo punto, che delle altre persone, decidano di non prendere più per buone quelle parole, dovendo piuttosto contare sui fatti? Ci può stare, ad un certo punto, che quando un uomo non riesce più a vedere quello che ha davanti a sè, ovvero una famiglia che non si riesce più a proteggere, sia qualcun altro ad aprire gli occhi per lui? Ci può stare, in questo telefilm, una morale (intesa come visione) della famiglia diversa da quella di Walter White, eppure anch’essa valida, anche quando è sostenuta da un ragazzetto ingenuo, che vede ancora il mondo nei termini di bianco o nero?

      Io credo di sì. Credo che, arrivati a questo punto, si possa anche contestare l’assioma di Walter White per cui tutto è stato fatto per proteggere la sua famiglia. Preferirei a questo punto che mi si dicesse forte è chiaro che sì, all’inizio c’era sicuramente la famiglia, ma poi sono arrivate altre priorità, quelle che per esempio vediamo alla fine di questo episodio. Che non c’è niente di male, eh?

       
      • Mark May scrive:

        Io credo che ci sia un malinteso di fondo che non permette di capirsi al 100%. Io sono d’accordo con te (e penso anche gli altri) quando dici che Skyler, Flynn e gli altri non capiscono le azioni di Walt e la loro reazione è UMANISSIMA: infatti come si fa a non mettere in dubbio quello che Walt dice, quando ha detto bugie per 2 anni consecutivi??? cosa ci impedisce di credere che anche quando dice la verità non stia mentendo??? questo discorso è giusto se ti metti nei panni di Skyler o Walter Jr, ma noi telespettatori che abbiamo una visione (più o meno) onnisciente dei fatti non possiamo non constatare che il motore delle azioni di WW è stato principalmente LA FAMIGLIA; poi è vero anche tutto il resto e sono d’accordo che magari Junior e Skyler piuttosto che il conto miliardario ed un padre assente avrebbe preferito la miseria ed un padre affettuoso, rispettato e ben voluto da tutti (e fino ad ora hanno ottenuto tutto il contrario), ma a me sinceramente questa situazione sa molto di “l’erba del vicino è sempre più verde” e quindi mi trovo più vicino alla visione di WW, fermo restando che quest’ultima rimane una MIA opinione assolutamente non condivisibile 😉

         
        • September scrive:

          Mark May sono daccordissimo con te ed ovviamente penso l’opposto di cio che pensa Namaste.
          Noi abbiamo visto tutto, abbiamo avuto il privilegio di avere una panoramica completa sulle azioni di tutti i personaggi e sul percorso decisionale di ogni scelta compiuta. I personaggi stessi invece vivono in un limbo dove la fiducia gioca un ruolo fondamentale e non l’evidenza in quanto miriadi di volte abbiamo visto come l’evidenza che appare al personaggio non corrisponde alla situazione reale. Mi viene in mente Jesse che si reca in piazza convinto che WW voglia ucciderlo, o di come tutti credano che WW abbia ucciso Hank, o di come Skyler pensi che WW abbia 2 cellulari per un amante, o di come frequenti Pinkman per procurarsi dell’erba.
          Noi abbiamo la fortuna di avere una visione intera e per questo abbiamo la certezza che il motore principale delle azioni di Walt sia la famiglia.
          Poi possiamo discutere del resto e dell’eventuale giudizio morale da dare a WW ma la famiglia per lui è tutto, è il motore delle sue azioni.

           
  11. Mark May scrive:

    Io continuo a non essere d’accordo… Cioè capisco benissimo il tuo ragionamento, però mettendola sotto questo punto di vista (e lasciando stare Walt Jr che non sapeva niente) allora anche Skyler è colpevole e meschina quanto Walt… Anche lei ha approfittato del marito fino a quando i risultati economici sono arrivati… anche lei non ha avuto problemi nel dire “che differenza fa uno in più” riferendosi allo sbarazzarsi di Jesse, anche lei è stata complice del marito con la differenza che non ha fatto NIENTE. Cioè io penso che tutte le componenti siano presenti all’interno dei personaggi, ma non metto in dubbio che il motore di tutto ciò sia stato la famiglia ed il dover provvedere ad un figlio disabile ed una bambina non autosufficiente almeno per i prossimi 16 anni. Cioè non vedo differenza fra Skyler additata come moglie del boss e l’attacco mediatico che sta ricevendo WW (secondo me peggiore rispetto a Skyler, poi però sono punti di vista), non mi sembra che sia scappato ma che anzi abbia voluto diventare lui il capro espiatorio di TUTTI, sicuramente al suo interno c’é anche la volontà di voler veder riconoscere il suo lavoro da Heisenberg, ma soprattutto per evitare la galera ai propri familiari.

     
  12. 999sickboy666 scrive:

    Vedi, Namaste, a me piace tanto discutere con te. Perché a volte condividiamo gli stessi punti di vista, a volte no. Talvolta ce li spieghiamo pacatamente, altre volte li difendiamo con il coltello tra i denti

    Però ci capiamo, sempre. E anche se giungiamo a conclusioni diverse, si tratta comunque di conclusioni in qualche modo “intrecciate” tra di loro.
    Sì, è molto probabile che – soprattutto adesso – il “motore” di Walter sia shiftato da “la famiglia” a qualcos’altro, probabilmente l’orgoglio. Tengo pure in considerazione la possibilità che la “botta d’orgoglio” causata dall’intervista ai due della GM sia, in realtà, finalizzata a far recuperare a Walt un’immagine in qualche modo “risanata” agli occhi della sua famiglia, più che del mondo (una delle possibili interpretazioni di “Remember My Name”).

    Oramai, comunque, siamo arrivati. Tra (molto) meno di 24 ore, sapremo. E finalmente potremo amabilmente guerreggiare in tema di interpretazioni avendo davanti il quadro completo.

    Ma, già da ora, per la pacatezza, l’intelligenza, l’acume e la sensibilità degli interventi, permettimi di ringraziarti, “amico” mio (dove le virgolette hanno il solo motivo del contesto virtuale).

     
    • Namaste scrive:

      Ricambio la stima, hermanno :-)

      E possano non apparirti estranee queste mie parole che sono quanto di meglio, in questo momento e in contesto virtuale, il mio corazon cansado per l’avvicinarsi de la hora fatal, ma colmo di gratitudine riesce ad offrirti.

      Ringrazio te per le belle parole, ringrazio chi non ha condiviso le mie ma ci ha tenuto comunque a spiegarmi il perché, e ringrazio soprattutto il buon Vince per aver creato un personaggio che non debba essere solo condiviso o contestato, ma soprattutto ricordato. Come dici tu, domani, forse, si spera, lo ricorderemo tutti un po’ meglio, riuscendo magari anche a ricordare perchè, almeno nel mio caso, si sia arrivati a detestare così tanto un personaggio più simile a noi di quanto in realtà non si sia disposti ad ammettere. E me fermo qui che lo stato d’animo è assai particolare…

      Buena noche hermanno
      buena vision
      e mas de todo
      buena suerte :-)

       
  13. Tuco scrive:

    Non ho seguito tutti i precedenti commenti perciò forse vado fuori tema e chiedo scusa. Mi premeva chiarire il mio punto di vista su la motivazione “lo faccio per la mia famiglia” che è una delle più abusate (non in senso dispreggiativo) dalle grandi menti criminali della televisione.
    “a cosa servono tutti i soldi che facciamo, se non per darli ai figli?”
    questo lo diceva Jhonny Sack ne I Soprano, dopo essere stato arrestato quindi in pieno declino professionale.
    Il vero motivo però, dietro tutte le facciate ben costruite (che possono anadare dalla famiglia, all’amore per una donna o per un bambino) , è sempre quello: fare soldi, perchè? perchè coi soldi ti compri la libertà.
    Secondo me è questo che Walt capisce alla fine della puntata, riesce finalmente a comprendere che in realtà ha sempre agito per egoismo personale; alla ricerca di una libertà che gli era sempre stata negata dall’essere un prof di liceo, dall’essere sposato con un figlio non voluto in arrivo e un figlio storpio, e (goccia nel vaso) il cancro. Il fatto che il cancro c’è, non c’è e alla fine c’è(?) ha solo dimostrato che la malattia è stata la miccia nella testa di walt, ma walt la testa con una vena maligna ce l’aveva ancora prima del cancro. Quindi quello a cui stiamo assistendo potrebbe essere ,oltre a come dice Gilligan, anche il male intrinseco di un uomo che riceve un piccolo incentivo.
    “La follia, come sai, è come la gravità: basta solo una piccola spinta” Joker
    Dopo aver capito quale parte di lui fosse heisenberg, io credo di aver visto riapparire un WW consapevole di non avere più nulla e nessuno, e nessuna via di fuga(o forse si, visto che alla fine lascia il bicchiere mezzo vuoto)
    Vi lascio per proseguire il mio personale countdown con la maratona di tutto la 5° stagione a base di Heineken e THC.

    Una cosa che mi preoccupa ed è forse inutile specularci sopra, ma la chiedo lo stesso: che tipo di finale vi aspettate?
    aperto come quello dei Soprano, inconcludente come X-files, secco e preciso come The wire? va bene che Breaking Bad è tutt’altra cosa per lo stile particolare della serie.
    Devo essere sincero: il finale di questo episodio per me poteva anche costituire il finale. Mi spiego,
    Walt abbandonato da tutti e disperato dalle parole del figlio decide di costituirsi, per avere qualche possibilità di salvare “davvero” la sua famiglia si costituisce.
    Fine
    A me non dispiacerebbe un finale così perchè, alla fine è vero che breaking bad è una serie calcolatrice ma nelle sue qualità ha anche la grande resa delle fregilità umane,

     
  14. Io continuo a credere che considerare la famiglia come il vero motore di WW non renda giustizia alla serie, riducendola alla storia di un eroe positivo che fa cose brutte per il bene di qualcuno a cui tiene. La vicenda di Walter White è molto più di questo e la sua idea di famiglia (nonché il suo legame con essa) alterata dall’ambizione e la frustrazione di un uomo che sapeva di poter fare di più e che dice di sentirsi vivo quando finalmente prende in mano con forza la sua vita, ovvero quando inizia a cucinare meth. Fin dall’inizio, la scelta di aiutare la propria famiglia in quel modo nasconde l’umanissimo desiderio di dare un significato alla propria vita prima che questa finisca. È proprio questo che dovrebbe farci amare WW e non la possibilità che sia sempre stato un”buono”.

     
  15. Michele Hume scrive:

    Per chi ha visto già il finale, in attesa della recensione, potete commentare qui: https://www.facebook.com/events/638299676193163/

     

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