Sons of Anarchy – 6×01 Straw

Sons of Anarchy - 6x01 StrawLa saga dell’MC più famoso della tv riparte da una premiere che introduce al terzo e ultimo atto del dramma shakesperiano firmato Kurt Sutter, con atmosfere sempre più cupe e violente e una sequenza finale che, già prima di essere mandata in onda, ha destato polemiche e perplessità. Una certezza, però, ve la diamo noi: SAMCRO is back e, come sempre, in grande stile.

“I feel like my life has taken a turn. I’m heading down a road I’ve never been on before. Nothing is familiar. The signs don’t make sense.”

Sons of Anarchy - 6x01 StrawDisorientamento. È la sensazione che Straw ti lascia addosso, un sapore quasi nauseante di marcio, figlio non tanto della violenza messa in mostra (stupri, sadico accanimento su cadaveri, torture porn, sparatorie in scuole elementari), quanto del modo con cui essa scivola via facilmente sotto i nostri occhi. Ciò che viene messo in scena non ci colpisce per la sua brutalità, ma perché invece quasi non ne percepiamo proprio la ferocia (ed è uno dei motivi per cui l’episodio appare, ciò nonostante, “tranquillo” e introduttivo). La violenza scorre come normale quotidianità, presenza fissa in un contesto ormai accettato, al quale i personaggi si sono adeguati e in cui sguazzano senza più alcuna remora o dignità morale.

Sons of Anarchy - 6x01 StrawJax si è gettato a capofitto in questo marciume, convinto di poter salvare il club, ma invece ne è stato completamente risucchiato. Ecco perché la sequenza finale di sesso con Colette non si configura banalmente come semplice tradimento coniugale, ma come scelta di completo abbandono al proprio fallimento. Sono debolezze che Jax aveva già dimostrato in passato (con Ilma, che non a caso riappare in questo episodio), ma che ora hanno tutto un altro peso. Non abbiamo più di fronte un adolescente (un brother, come lui stesso dice nel monologo iniziale), ma un father e un leader che sta fallendo nei suoi propositi e che, incapace di reagire, accetta ormai in modo passivo ogni tentazione, come a voler tornare a quella dimensione adolescenziale priva di responsabilità che, però, sa solo di profonda disperazione.

“By the time you’re old enough to make sense of this life, you’ll be faced with your own decisions.”

Sons of Anarchy - 6x01 StrawDel resto, la stagione si baserà sui due inconciliabili ruoli di Jax, “padre” e “criminale”, strade che il nuovo king di SAMCRO non ha ancora deciso se e come intraprendere, continuando così a mietere solo disastri. Ed ecco che, improvvisamente, un bambino, un figlio cresciuto in quello stesso ambiente malato, decide di prendere una delle armi che Jax spaccia e di compiere un insensato massacro in una scuola (tema di recente tornato ad essere molto scottante). Non è un espediente narrativo usato per mera provocazione: il gesto di quel bambino coinvolge Jax direttamente, poiché frutto di responsabilità sia criminali (il traffico d’armi) che genitoriali. Ecco perché Kurt Sutter lo ha voluto utilizzare per iniziare l’ultimo atto della sua tragedia: potrebbe essere questo, in effetti, lo shock che forse risveglierà la coscienza di Jax dall’apatia in cui è confinata, costringendolo a reagire a quel degrado morale di cui figura sempre più simbolica è il corpo martoriato di Otto (lo stesso Sutter), al quale possiamo solo immaginare cosa potrà ancora accadere.

“I want Ope… Please, I want Opie!”

Sons of Anarchy - 6x01 StrawOvviamente, nella deriva morale di Sons of Anarchy, c’è comunque chi ci sguazza in allegria, ovvero Queen Gemma Teller-Morrow, liberatasi finalmente di Tara e Clay e ora completamente a suo agio, almeno fino a quando il figlio non le lancia delle accuse e lei capisce che non si può mai abbassare troppo la guardia. Fa quasi tenerezza vedere una ignara Lowen che sfida a viso aperto la Old Lady di SAMCRO, in un confronto impari già perso in partenza, poiché giocato sul terreno preferito di Gemma: l’intimidazione. Sicuramente è lei la più forte tra i protagonisti rimasti, la combattente che continua imperterrita a fare il proprio gioco, liddove molti intorno a lei rinunciano, come Juice e Wendy. Nei dialoghi tra lei e questi due personaggi, una frase torna come minimo comune denominatore: “I’m Tired“. Juice accetta di essere preso a pugni senza battere ciglio, Wendy abbandona i suoi propositi verso i figli, perché entrambi sono stanchi, non ne possono più, preferiscono lasciarsi andare.

Sons of Anarchy - 6x01 StrawIn questo contesto di totale abbandono, le vittime più colpite sono però quelle involontariamente coinvolte e risucchiate dal vortice marcio di SAMCRO. Una è sicuramente Tara (con una Maggie Siff sempre in grande spolvero), la cui parabola discendente l’ha portata fino in prigione, costretta ora a cedere definitivamente al proprio lato oscuro per sopravvivere. L’altra è Layla, violentata, tagliata e bruciata. Il suo appello disperato a Opie (che conclude il lungo intro dell’episodio) non è casuale, ma esprime il bisogno di un’anima salvifica e moralizzatrice, mai assente come ora che anche Bobby se ne è andato. Dio stesso sembra rifiutare ogni preghiera, come sottolinea l’inquadratura della sparatoria nella scuola, con la statua del Cristo che dà le spalle all’edificio in cui si sta per verificare la tragedia.

Sons of Anarchy - 6x01 StrawKurt Sutter dà dunque vita ad una premiere che, seppur priva di sconvolgimenti a livello di trama, serve per calarci nell’atmosfera cupa che dominerà tutta la stagione, oltre a presentarci (o a definire meglio) tutti i personaggi che quest’anno si muoveranno sopra le teste di SAMCRO, da Charlie Barosky (Peter Weller, l’indimenticato Robocop), al vendicatore Lee Toric (Donald Logue), fino a Colette Jane (Kim Dickens, celebre per i ruoli in Deadwood e Friday Night Lights, ma che i più Lost-iani ricorderanno anche come Cassidy, la compagna truffatrice di Sawyer). Sutter gioca questa volta a carte scoperte, rivelandoci subito chi c’è dietro l’arresto di Tara e chi sta tenendo Clay in vita per l’ennesima volta (ma tanto sappiamo che se Clay morirà, dovrà essere solo e soltanto per mano di Jax) e iniziando a muovere in modo solido tutte le pedine di questa nuova scacchiera (con l’unica eccezione del telefonato coinvolgimento Jax/Colette).

“It’s too bad death is the only thing that puts life into perspective.”

Sons of Anarchy - 6x01 StrawSi parte dunque per questa nuova tornata di Sons of Anarchy, con il senso di ineluttabilità tragica sempre più opprimente. Centrali saranno più che mai i figli di Jax, a cui sembra già venir concesso più minutaggio che nelle altre stagioni, come a indicare che saranno loro il fulcro emotivo da ora in poi. A loro parla Jax all’inizio, con un tono sommesso e con delle parole che sanno già di testamento, come ci fosse già una sorta di consapevolezza e di accettazione del proprio tragico destino. Del resto, in questo clima non si riesce più ad essere obiettivi, non si riesce a comprendere il senso dei segnali, ci si lascia andare perché non si sa più dove andare. Come dice Lee Toric, solo la morte è l’unica in grado di mettere la vita nella giusta prospettiva ed è forse ad essa che tutti i protagonisti si stanno avvicinando. Ora come ora, l’unica speranza è affidata ad una preghiera che porta le parole di Leonard Cohen:

“And let the heavens hear it
the penitential hymn
come healing of the spirit
come healing of the limb”

Voto: 8,5

Note:

– A poche ora dalla messa in onda, il PTC, ovvero l’Associazione dei Genitori Americani (una sorta di MOIGE a stelle e strisce) si è subito scagliato contro la scena della sparatoria nella scuola. Kurt Sutter ha risposto con la sua solita “diplomazia”: “La scena era fondamentale, perché il mio anti-eroe è un padre di famiglia che deve fare i conti con le conseguenze della sua vita criminale. La visione del PTC è semplicistica e pericolosa, influenzata da Lobby e gruppi religiosi, i cui interessi sfociano in una censura inaccettabile. Non sono persone cattive, ma poco intelligenti, e il fatto che vogliano monitorare ciò che guardano i miei figli lo ritengo spaventoso“.

– Ennesimo record di ascolti per SAMCRO. La premiere di questa stagione ha fatto registrare quasi 6 milioni di telespettatori, con il muro del 3.0 di rating per la prima volta abbattuto. Per il canale FX, Sons of Anarchy è così diventato così lo show di maggior successo di sempre.

 

6 Risposte

  1. Namaste scrive:

    Belle le new-entry stagionali! Oltre a Peter Weller e Kim Dickens (che andrebbe invero ricordata anche per il bellissimo personaggio di Janette in “Treme”), mi fa piacere rivedere Semaire Armstrong (l’indimenticata Anna di The OC!) nei panni della madre del ragazzo che compie la strage, sperando ovviamente che abbia anche lei una sua story-line, in culo a quei bigotti della PTC. Donald Logue si conferma a questo punto il vero big bad stagionale, pensavo che la sua vendetta nei confronti dei SAMCRO avesse delle motivazioni più “pure”, ma credo a questo punto che la sua sarà una furia cieca, dettata da un malessere evidentemente più profondo… Insomma, tanta carne al fuoco! Gemma però non si sopporta…

     
  2. Attilio Palmieri scrive:

    Complimenti per la perfetta recensione.
    Kim Dickens per me rimarrà sempre la cuoca di Treme, personaggio bellissimo come tutti quelli della serie.
    Kurt Sutter si conferma una mente lucidissima, responsabile della creazione di un’epopea mai abbastanza apprezzata.
    Spero che non sia così crudele da farmi morire Tig, anche se alcune inquadrature alludono a un dead man walking.
    La sequenza della sparatoria è meravigliosa, così come il successivo montaggio musicale (ormai una marca autoriale di SOA) sulle note di Cohen.

     
    • Aragorn86 scrive:

      Treme è una di quelle serie che ho in programma di recuperare tipo da secoli. Non sapevo ci fosse anche lì Kim Dickens, la conoscevo solo per le tre serie citate.

      Un motivo in più per sbrigarmi a recuperare Treme :-)

       
  3. September scrive:

    Welcome Back Sons.
    PTC are you kidding me?
    Kurt Kurt quanto hai ragione…

     
  4. sara scrive:

    Bellissima recensione, bellissimo episodio.
    Sul finire della scorsa stagione, Lee Toric non mi convinceva poi troppo come cattivo, ma devo ricredermi nel giro di questa sola puntata: crudele, sadico, machiavellico (non a caso lo avevamo lasciato che leggeva Artaud, se non sbaglio), pare rivelarsi come punto di forza per questa stagione. O almeno lo spero! sotto il cappotto di Sutter non si sa mai quanto lunga sarà la propria vita!

     
  5. Francesca scrive:

    Davvero una bellissima recensione! Ben studiata e scritta :)

     

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *