Masters of Sex – 1×02/1×03 Race to Space & Standard Deviations

Masters of Sex - 1x02/1x03 Race to Space & Standard DeviationsMad Men with Benefits: fetishistic fun with a historical pedigree. E’ così che Emily Nussbaum ha definito il pilot di Masters of Sex sul New Yorker qualche giorno fa. In effetti il paragone con il capolavoro di casa AMC è praticamente immediato, essendo entrambi dei period drama ambientati quasi negli stessi anni, ma non gioca esattamente a favore del nuovo arrivato. 

L’impressione era quella di trovarsi di fronte ad un’operazione furbetta, che cerca di legittimare una quantità notevole di scene di sesso sfruttando le atmosfere di un prodotto già affermato e facendo leva sul sempre confortante tratto da una storia vera – per giunta corredato da una solida base scientifica. Un’impressione difficile da scacciare via. Ma come scrive sempre la Nussbaum, a dispetto dei passi falsi del pilot, in questa nuova produzione Showtime c’è anche qualcosa di più ed è proprio con il passare del tempo che dà il meglio di sé. Ora che la fretta di mostrare tutto e subito è passata, infatti, queste due ultime puntate registrano significativi passi in avanti: alcuni personaggi soffrono ancora di una caratterizzazione debole e spesso approssimativa, ma in particolare con il protagonista maschile si cominciano a vedere i frutti di questo progressivo miglioramento.

William Masters

Masters of Sex - 1x02/1x03 Race to Space & Standard Deviationsin questi due episodi il ritratto della personalità di Bill Masters ha cominciato a prendere una forma sempre più definita, restituendoci l’immagine di un uomo  piuttosto sgradevole, alle volte infantile e così sicuro di sé da risultare arrogante. Non si tratta, però, di un banale rip-off di Gregory House: il miglior ginecologo di tutto il Midwest appare piuttosto come una specie di nerd ante litteram, nella vita quanto rispetto al sesso, attratto dalla materia del suo studio forse proprio perché sessualmente ed emotivamente castrato, tanto quanto la società che con le sue ricerche intende rivoluzionare. Le prostitute che fanno da cavie per il progetto lo etichettano come weird, e questo è probabilmente il termine  che definisce meglio sia il personaggio che l’azzeccatissima interpretazione di Michael Sheen. Un altro tratto distintivo è poi la sua sconfinata ambizione, forse l’altra faccia della stessa medaglia, ovvero quella dell’inadeguatezza sociale. Questa sete di successo lo porterà, in Standard Deviations, a passare dalla condizione di ricattato (dalla prostituta Betty) a quella di ricattatore ai danni del suo mentore, superando definitivamente quella linea che già con la proposta indecente (e da istintivo WTF)  rivolta a Virginia aveva rischiato di attraversare. Un personaggio davvero promettente, quindi, che lascia intravedere quel qualcosa di più  di cui si parlava prima.

E gli altri?

Virginia Johnson

Masters of Sex - 1x02/1x03 Race to Space & Standard DeviationsAffascinante, moderna, coraggiosa, capace: Ginny non sarà mica la versione femminista dell’ennesima Mary Sue? Il personaggio, al momento, appare  infatti come fin troppo idealizzato: in poche parole la perfetta controparte di un imperfetto William Masters, così perfetta, però, da sembrare finta. E’ indipendente, disinibita, fiera, riesce in tutto quello che fa e, come se non bastasse, è anche un’ottima amica, capace di mettere a rischio un lavoro di cui ha davvero bisogno solo per fare la cosa giusta. Perfino Libby non la vede come una minaccia, nonostante passi molto più tempo di lei insieme al marito (e a fare cosa, poi!). In sintesi è talmente perfetta da risultare irritante, anche se qui, probabilmente,  gioca un ruolo considerevole l’interpretazione di Lizzy Caplan. Provare ad umanizzarla attraverso la questione “madre assente” poteva avere un senso, ma gli autori non  riescono nel loro intento a causa della banalità con cui viene trattato il problema. Insomma, per il momento la protagonista femminile non gode di una caratterizzazione degna del suo ruolo nello show, ma almeno ci siamo fatti un’idea abbastanza chiara di chi sia e cosa voglia. Lo stesso non si può dire di…

…Libby Masters

Masters of Sex - 1x02/1x03 Race to Space & Standard DeviationsQuella della mogliettina anni ’50, tutta grembiulini e piagnistei, è uno stereotipo che sta stretto alla dolce consorte di Bill, ma gli autori sembrano non aver ancora capito cosa fare davvero di questo personaggio. Alle volte sembra ruotare unicamente intorno al marito e soprattutto al problema della sua presunta infertilità, in altri momenti appare invece come una donna ironica e più moderna di quanto potrebbe sembrare. Come inquadrarla?
Considerato che viene sistematicamente sottoutilizzata, non è molto semplice: per esempio si è notato già dal pilot l’insistenza con cui ripete, ancora, ancora e ancora, di sentirsi in colpa per non riuscire a dare un figlio al marito. Questo tentativo di indurre a forza una determinata reazione nello spettatore, invece che suscitarla con una vera analisi dei sentimenti della donna, fallisce miseramente: in pratica il suo dolore ci viene sbattuto in faccia, ma non lo viviamo davvero. Meno male che dal prossimo episodio le cose dovranno cambiare per forza.
Ancora, la sua reazione alla scoperta del tipo di studi che conduce il marito potrebbe anche dirci diverse cose su di lei (e su di lui), ma non ci è chiaro se l’offerta di “lasciarlo guardare”  rappresenti soltanto un altro aspetto del suo essere succube o, piuttosto, la prova di una certa modernità di pensiero.
Chi è Libby Masters, quindi? E soprattutto, a Michelle Ashford e soci interessa davvero farcelo sapere?

Il sesso

Masters of Sex - 1x02/1x03 Race to Space & Standard DeviationsAltro protagonista della serie è senza dubbio il sex del titolo. Con queste due puntate cominciamo a vederne finalmente una rappresentazione più problematica, a differenza di un pilot da questo punto di vista deludente. In Race to Space è la sfera privata ad essere protagonista, attraverso le (dis)avventure sessuali di Haas – divertenti e funzionali alla creazione del contesto in cui si muovono i personaggi  –  e quelle di Libby e Bill, mentre nel terzo episodio assistiamo al progredire della ricerca grazie ai contributi di prostitute e prostituti, con tutto ciò che ne consegue. Innanzitutto il fatto che il materiale per la ricerca venga fornito da chi con il sesso ci lavora, rende più comprensibile la quasi totale assenza di imbarazzo che nel pilot, da parte delle prime cavie, ci aveva lasciato perplessi (basti pensare che nella realtà i soggetti di Masters si servivano di buste di plastica per coprirsi il volto, mentre nella serie l’incontro tra i due anonymous si svolge in maniera del tutto naturale). Certo, le sequenze che vedono le prostitute alle prese con la propria sessualità sono un po’ scontate, ma almeno risultano decisamente più credibili. Interessante è la questione dell’omossessualità e il modo in cui vi si rapporta Masters, forse meno open-minded di quanto egli stesso si consideri. Ancora una volta è proprio questo personaggio a conferire spessore allo show, a differenza di certi comprimari (come il quasi sempre insopportabile Haas) e di storyline potenzialmente interessanti ma purtroppo maltrattate (il matrimonio di Betty su tutte).

Cosa ci dicono questi due ultimi episodi, in conclusione? Semplicemente, che basta davvero poco per rendere Masters of Sex un prodotto di ottima qualità, ci vuole soltanto la voglia di farlo. Il materiale su cui lavorare è già di suo molto intrigante, ma proprio per questo non bisogna cullarsi e pensare che basti il sesso, da solo, a tenere in piedi la baracca. Considerato che dal pilot in poi si è andato sempre a migliorare, siamo comunque abbastanza fiduciosi che ciò non avverrà.

Voto Episodio 2: 6 1/2

Voto Episodio 3: 7

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

1 Risposta

  1. Mark May scrive:

    Dopo la seconda e la terza puntata lo ripeto: Masters of Sex è ad oggi la miglior premiere della stagione 2013/2014, e secondo me sei stata fin troppo severa col tuo giudizio (io avrei dato 7.5 alla 2 ed 8 alla terza); io sinceramente ci ho trovato veramente poche sbavature (anche se è difficile constatarne nel racconto storico vista la nostra ignoranza per quanto riguarda la cultura e la mentalità degli anni 50/60′) e trovo sia Masters che Virginia due personaggi assolutamente incredibili. Detto questo è vero che il resto del cast passa in secondo piano rispetto ai protagonisti, ma credo che, almeno all’inizio, sia una cosa assolutamente normale. Detto questo gli aspetti più interessanti degli episodi ce li hanno dati i suoi dialoghi col Direttore: fantastico come giochino sulle esperienze proprie per convincere l’altro a fare la cosa giusta, l’ho trovata una cosa bellissima; poi io ci ho visto anche un pò di ambiguità sessuale nei dialoghi ed innamoramento da parte del direttore, e questa cosa mi è piaciuta tantissimo, ma non sono in grado di dire se era voluta o meno. Cmq qui stiamo parlando di un GRANDISSIMO telefilm, non uno di quelli che si perde per strada dopo 2 puntate, e son sicuro che verrà riconfermato e sarà lo show rivelazione dell’anno anche in fatto di premi.

     

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