The Good Wife – 5×01 Everything Is Ending

The Good Wife - 5x01 Everything Is EndingCome si pensava, la quinta stagione di The Good Wife porterà parecchio scompiglio all’interno della serie grazie alla decisione presa da Alicia nello scorso season finale. Non potevamo però prevedere che questo cambiamento scuotesse la serie così tanto da influenzare addirittura la canonica struttura del titolo: invece delle 5 parole, attese senza alcun dubbio, ne troviamo solo 3 e di una potenza devastante. 

Il numero delle parole nel titolo, partito da 1 alla prima stagione e aumentato nel corso degli anni, era uno di quei giochi forse nato per caso che però costituiva una piccola certezza legata a questa serie. L’idea che “tutto stia finendo”, come da titolo di questo episodio, viene accentuata dalla carica esplosiva della premiere: sia il caso trattato che, anche se con qualche difetto, la vicenda legata alla fuga degli avvocati del quarto anno assumono contorni vorticosi, al punto che seguire entrambe le vicende diventa sempre più complesso. Le carte in tavola vengono girate e rigirate in continuazione, molti sanno la verità, ma nessuno è disposto fin da subito a condividerla: il gioco delle parti caratterizza praticamente tutti i personaggi, lasciando la sensazione che quando scoppierà la bomba farà parecchi danni.

“Non si dovranno esigere cauzioni eccessivamente onerose, né imporre ammende altrettanto onerose, né infliggere pene crudeli e inconsuete” – Ottavo emendamento.

The Good Wife - 5x01 Everything Is EndingLa condanna a morte di Eddie Fornum, presentata quasi subito come un non-caso, un’esecuzione a cui Alicia e Diane stanno assistendo in qualità di avvocati, non poteva essere il punto di apertura della stagione; non per una serie che si è sempre distinta per questioni legali complesse e quasi barocche nella loro risoluzione, per non parlare dei temi morali per nulla scontati da esso sollevati. Mettere in scena un condannato a morte che si proclama innocente fa parte di uno degli stilemi del cinema e della televisione degli ultimi anni, ma in questo caso ovviamente The Good Wife decide di aggiungere un tassello in più ed ecco comparire l’ottavo emendamento: la tortura non è contemplata, nemmeno se praticata durante la preparazione di un’esecuzione.

The Good Wife - 5x01 Everything Is EndingLa genialità del caso si trova nelle scappatoie che, come spesso accade, la Lockhart/Gardner riesce a trovare per perseguire i suoi obiettivi. La vicenda viene dunque seguita su più piani contemporaneamente, in cui ciascun personaggio gioca un ruolo visibilmente falso: Alicia, Will e Cary presentano Fornum come “prova” in una class action contro la violazione dell’ottavo emendamento, rendendo così l’esecuzione una “distruzione delle prove”; Geneva Pine recita la parte della dura pur avendo pensato a suo tempo all’innocenza di Farnum; l’avvocato della difesa nella class action accetta determinate condizioni ma con il secondo fine di non bloccare l’esecuzione, e così via. La stessa risoluzione del caso è emblematica di questa doppiezza: Tommy Diehause, autore della soffiata alla polizia, ha mentito per dieci anni solo per poter avere – che coincidenza – una nuova identità.
Nessuno è quello che sembra in questa puntata, perché “tutto sta finendo” e un grande tradimento si profila all’orizzonte: a volte c’è quiete prima della tempesta; altre volte, invece, la bufera scombina da subito tutti i punti di riferimento, e mai come in questa puntata è stato possibile accorgersene.

You and I are the new Will and Diane.

The Good Wife - 5x01 Everything Is EndingNon è la prima volta che il riferimento ai nuovi Will e Diane viene fatto pensando a Cary e Alicia: in effetti, pur con tutti i difetti e gli atteggiamenti non sempre eticamente corretti, i due capi storici hanno sempre rappresentato una coppia formidabile sia da un punto di vista lavorativo che umano.
E’ tuttavia nel voler imitarli “eppure fare le cose in modo diverso” che si evidenzia in nuce una certa ingenuità di Cary e Alicia: pensare che le decisioni possano essere democraticamente prese da tutto il gruppo è chiaramente un’idiozia, perché mentre gli altri stanno rischiando solo i loro bonus, Alicia è sul filo della denuncia, e spiace vedere Cary in difficoltà nel capirlo.
Ad ogni modo, a movimentare le cose interviene come sempre David Lee (da questa stagione promosso a regular, e non potremmo esserne più contenti) che pare avere in ogni momento il controllo di qualunque cosa avvenga nell’edificio: non abbastanza, evidentemente, per cogliere il diretto coinvolgimento di Alicia, ma non mi stupirebbe se ci arrivasse comunque da solo (“Why do you think that?” “Because I’m psychic”).
La dinamica che guida questa sezione del racconto è tuttavia gestita solo da Alicia e Cary, perché la parte degli associati in fuga è ridicola: non solo chiedono di rimanere per poter prendersi un bonus dalle persone che stanno per piantare in asso e a cui stanno rubando i clienti, ma addirittura si mettono a ridere e a farsi i complimenti davanti a tutti dopo una riunione relativa ad una condanna a morte – non il massimo della discrezione. Mostrarli così e poi mettere Cary in loro difesa per “decisioni democraticamente prese” pare una scelta costruita un po’ troppo in funzione della scoperta di David e queste sono cose che, in genere, The Good Wife si guarda bene dal fare.

Più interessanti saranno invece gli sviluppi tra Alicia e Will: negli ultimi tempi la loro relazione era stata fin troppo analizzata e studiata, da cui la scelta (di Alicia, ma anche degli autori) di rompere questo legame. La ripresa di alcuni momenti importanti tra i due, come quello davanti all’ascensore o in chiusura di puntata, non risultano però affatto ridondanti: noi e Alicia sappiamo che cosa sta per accadere (“Don’t end up hating me”), e tutte queste gentilezze reciproche sono semplicemente le ultime che vedremo.

You don’t want sex to be an issue here.

The Good Wife - 5x01 Everything Is EndingInfine abbiamo la parte relativa a Peter come governatore eletto. Il ritmo qui rallenta, e forse giustamente visto il livello altissimo raggiunto nelle altre due storyline, ma quello che ne emerge è decisamente meno potente a livello di racconto e di trama. Peter e Eli insieme sono sempre un’ottima scelta, ma ritirare in ballo la questione “sesso” come tematica portante ha senso fino ad un certo punto: se è possibile che i nemici politici utilizzino la presenza di una donna affascinante come strumento d’attacco, è francamente un po’ ridicolo vedere Peter che decide di promuovere Marilyn dopo essersi sorpreso da solo a fissarla intensamente. Insomma, un po’ di evoluzione nella costruzione del personaggio sarebbe di certo apprezzabile.
Ciononostante, con Eli nuovo chief of staff la parte politica dovrebbe tornare ai quegli altissimi livelli che hanno sempre contraddistinto la creatura dei coniugi King.

La puntata segna dunque un ottimo ritorno per The Good Wife, soprattutto per quanto riguarda il caso della settimana che racchiude quello che la serie sa fare meglio: raccontare un punto di vista inedito sul mondo legale, spesso crudo, ma mai privo di tatto. Qualche errore qua e là può far storcere il naso, ma la serie ha sempre saputo caratterizzare benissimo persino le comparse, quindi ci si augura che anche con “gli associati in fuga” saprà fare altrettanto.
E poi è sempre una buona puntata quando a chiuderla è la risata di Diane.

Voto: 8

Note:
Robyn e Kalinda insieme si dimostrano un’eccellente coppia investigativa, e soprattutto Robyn si mette in luce in questo episodio per delle ottime trovate; ma per quanto sia un po’ svampita, è stato idiota persino per lei complimentarsi con Alicia nel bel mezzo del corridoio.
– La storia di Farnum si rifà al caso Broom vs. Strickland, citato ad inizio episodio.
– “Monica in litigation” (non ci è dato di sapere il suo cognome), che assiste a tutto ciò che accade in ufficio attraverso un sistema di teleconferenza, è la riprova di come The Good Wife stia sempre al passo con l’innovazione tecnologica. Non tutti, però, sembrano apprezzare – non certo David Lee.
– Dei figli di Alicia e del (dubbio) successo della piccola di casa potremmo farne tutti volentierissimo a meno. Ma ridateci nonna Jackie!

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

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