Black Sails – 1×01 I.

Black Sails - 1x01 I.La moda dilagante di registi cinematografici che si prestano alle serie tv è ormai prassi consolidata. In tempi non sospetti iniziò David Lynch, poi sono arrivati David Fincher, Martin Scorsese, Steven Spielberg. In casa Starz era approdato anche Gus Van Sant che aveva dato vita ad una delle più interessanti rivelazioni degli scorsi anni: Boss; a condividere lo stesso canale, debutta Micheal Bay con Black Sails.

Ispirandosi a L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, il regista di Armageddon, Transformers e The Rock fa salpare la scialuppa del capitano Flint nel grande mare televisivo. Il trailer e la firma di Bay avevano convinto poco ed interessato ancora meno; ma, nonostante lo scetticismo iniziale, questa prima puntata si è rivelata un piacevole miscuglio di frammenti di storie e personaggi che invogliano, per il momento, ad inseguirne le gesta.

Black Sails - 1x01 I.

1715, Indie Occidentali. I sette mari sono scossi dalla presenza dei pirati: dichiarati nemici dell’intero genere umano, i fuorilegge per antonomasia si sono rifugiati in un luogo d’eccezione tutto loro, porto sicuro cui fare ritorno dopo aver depredato ogni vascello incontrato in mare aperto. È questo lo scenario con cui si apre Black Sails e che ci catapulta in un mare (fin troppo) intenso ed azzurro, in netto contrasto con gli interni delle navi – dove i dettagli sono infiniti e finemente calcolati, dai vestiti alle armi, fino alle più piccole cianfrusaglie. Già ad un primo sguardo, questo rigore non sfugge all’attenzione, in quanto primo ed inequivocabile segnale di una scenografia ben studiata – il che, per una serie in costume, costituisce un apparato importantissimo. Aiuta, infatti, ad immergersi in un mondo sostanzialmente fantastico o, quantomeno, antico, e a rendere coerente ed omogeneo il racconto.

Black Sails - 1x01 I.Altra logica importantissima, soprattutto per una puntata pilota, è la capacità di presentare sin da subito, e con una certa fluidità, i vari livelli narrativi e a prefigurarne futuri ed inevitabili incastri. Il primo incontro è con John Silver (Luke Arnold), che è anche uno dei personaggi principali del romanzo, prontamente inserito nel vivo dell’azione. Istinto di sopravvivenza, sopraffazione egoistica, finzione pur di aver salva la pelle: sono questi i cardini che si profilano fondamentali per la narrazione e che aprono le porte all’altro atteso protagonista della serie: il capitano Flint, interpretato da Toby Stephens – il quale, tra gli attori, è decisamente il più convincente. Il mondo che ci viene presentato è una dimensione alternativa, consapevolmente scelta da questi uomini e ricavata alla periferia della terraferma: essere fuori dalla legge è sinonimo, per loro, di essere anche fuori (o al di sopra) dalle logiche di sopraffazione e disuguaglianza sociale. Ma, anche in questo mondo, esiste ovviamente una regola insindacabile, cui nessuno può sottrarsi e che può rendere tutti, alternativamente, nemici o fratelli: il denaro – capace di far saltare in aria qualsiasi ideologia. Accanto a Flint compaiono altri e potenzialmente interessanti avventurieri: Gates (Mark Ryan), braccio destro del capitano e, con lui, Billy (Tom Hopper) – che pare promettere scintille, a giudicare dal taglio comico, ma non troppo, del suo personaggio. I nemici, purtroppo, non mancano e la posizione di Flint non è così salda al timone: sulla Walrus, dove si predicano valori di democrazia, l’aria che si respira non è così pacifica, incarnata dalla destabilizzante presenza del gigantesco Singleton.

Black Sails - 1x01 I.

Poco serena è anche la situazione a New Providence, qui riprodotta (egregiamente) in Sud Africa, dove conosciamo l’altra faccia delle scorribande dei nostri filibustieri: la loro casa, la loro “fissa” dimora. L’unità spaziale che domina sul vascello non è replicata altrettanto bene sulla terraferma; non gioca a favore, sicuramente, l’ingente quantità di personaggi introdotti e il subitaneo scindersi degli ambienti narrativi, e chi più di tutti ne esce oscurato è John Silver, colui che, assieme a Flint, dovrebbe essere il protagonista assoluto della serie. Nonostante ciò, altro merito della puntata è l’avanzamento ostinato della trama, che inizia a ruotare vorticosamente attorno ad un unico oggetto misterioso – ossessione del capitano e mezzo per riportare al centro dell’equazione proprio John Silver. Dall’affascinante scenario di New Providence emergono diversi personaggi, fra cui la più rilevante è sicuramente Eleonor Guthrie (Hannah New), una bionda con un certo fare badass, “domatrice” di pirati per professione dato che ne gestisce la parte ludica: la locanda-bordello del posto. Figlia di un importante commerciante, tale Mr Guthrie (di cui facciamo conoscenza grazie a Flint e Billy), si profila sin da subito come perno fondamentale dell’economia locale e di vari intrecci amorosi e sessuali, di cui la serie non è certo povera. Sesso promiscuo e violenza, infatti, sono gli ingredienti che coronano la puntata (e che caratterizzeranno di certo la serie): risulta più sensata la parte sanguinolenta, pur nella sua eccessività, mentre appare decisamente più gratuita e scontata la parte erotica – a tratti quasi comica e poco sensuale.

Black Sails - 1x01 I.Tanti e tanti personaggi, insomma, appaiono intorno al nucleo principale: da segnalare è certamente Max (Jessica Parker Kennedy), una delle prostitute del bordello di Eleonor, che si lega sin da subito a John e rivela il suo ambiguo orientamento sessuale. Per quanto riguarda il resto della ciurma, più che conoscere altri filibustieri, ne capiamo soprattutto la frammentazione interna. Ad emergere su tutti, arriva – defilato ma decisamente convincente – l’affascinante capitano Vane (Zach McGowan), vero nemico di Flint. A conclusione, e per sopperire anche un po’ alla mancanza di Spartacus, la puntata si chiude appunto in un violento bagno di sangue senza esclusione di colpi e con un enorme groviglio di storyline, che spinge a vedere (almeno) il secondo episodio – anche solo per rendersi conto se stiamo assistendo ad un fuoco di paglia.

Poteva essere una trashata senza mezzi termini, da bocciare alla prima occhiata; e invece questo Black Sails, con la firma di Bay e le musiche di Bear McCreary (ormai abbonato a casa Starz), potrebbe rivelarsi una serie da tenere d’occhio. Senza contare che è stata già rinnovata, a scatola chiusa, per una seconda stagione.

Voto: 7,5

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

4 Risposte

  1. Ambrosia scrive:

    Io devo ammettere di aver faticato ad arrivarci in fondo….. l’intreccio (?) è banale come pochi, i persoanggi piatti e ridicoli. Il Capitano Flint è un clichè della peggior specie, così come la taverna dei pirati (ci mancava solo che l’isola di chiamasse Tortuga) e la bionda insoppostabile. L’unico personaggio che ritengo valido, Vane, peccato sia anche il Jody di Shameless e non riesco a guardarlo senza ridere!
    Niente, l’avranno anche rinnovata a scatola chiusa ma per me finisce qui.
    Mi butto su True Detective e amen! 😀

     
  2. Attilio Palmieri scrive:

    Ottima recensione.
    Anche per me questa serie è promossa e il motivo sta proprio nelle ultime righe: mi manca troppo Spartacus.
    Io mi fido di Starz e una serie sui Pirati credo possa meritare fiducia, specie dove, come in questo caso, quality non vuol dire lunghi monologhi introspettivi, ma legittimazione di nudi, linguaggio sboccato e sangue a fiotti.
    Spero non inizi mai a prendersi sul serio perché sarebbe la fine, però ora avanti tutta!

     
  3. Aragorn86 scrive:

    Io ammetto che un po’ invece mi sono annoiato e che come pilot è decisamente troppo lungo. Le tante storyline e i tanti personaggi sono comunque presentati bene, per cui sono propenso a seguire. Quello che mi ha convinto di più è stata la parte piratesca, mentre la parte di New Providence mi ha lasciato un po’ perplesso, non mi è sembrata gestita molto bene. Diciamo che, in generale, non mi ha preso come all’epoca mi prese (appunto) Spartacus.

    Tra l’altro, io starei ancora aspettando lo spin-off di Spartacus su Cesare che Starz aveva promesso, ma ormai mi sa che è definitvamente tramontato. Peccato.

     
  4. Never scrive:

    L’idea di ricalcare Spartacus buttando dentro intrigo, sesso e violenza non mi ha convinto. Anzi mi è sembrato tutto già troppo visto…magari una sbirciata alla seconda puntata la do ma sono un po’ prevenuto

     

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