The Good Wife – 5×15 Dramatics, Your Honor

The Good Wife - 5x15 Dramatics, Your HonorNello sviluppo della memoria a lungo termine secondo gli studi risulta fondamentale la componente emotiva: possiamo non ricordare dove fossimo una settimana fa a quest’ora, ma di sicuro tutti noi sappiamo dove eravamo l’11 settembre 2001, anche se stavamo facendo qualcosa di completamente dimenticabile.  

L’introduzione tornerà utile più tardi, ma da qui si rende obbligatorio un avviso: se non avete visto la puntata, non procedete nella lettura della recensione, perché quella di cui sto per parlare è una delle ore di televisione più sorprendenti che siano mai state mandate in onda. E, a livello personale, una delle più difficili da recensire.

“Television, in our opinion, doesn’t deal with this enough: the irredeemability of death.”
– Robert e Michelle King –

Bisogna fare un passo indietro per parlare della scelta che ha caratterizzato questa puntata e gli sviluppi di tutto ciò che arriverà da qui in poi.
The Good Wife - 5x15 Dramatics, Your HonorJosh Charles, interprete di Will Gardner, aveva deciso un anno fa di abbandonare lo show, dunque ai coniugi King rimaneva solo la possibilità di stabilire come far uscire di scena un personaggio fondamentale come lui. Nel comunicato, pubblicato subito dopo la trasmissione di “Dramatics, Your Honor”, Robert e Michelle spiegano perché hanno rinunciato a tutte quelle soluzioni di comodo (far trasferire Will, mandarlo a fare beneficenza, farlo sposare e sparire) che in genere caratterizzano le serie tv, e perché invece abbiano scelto non solo di farlo morire, ma di farlo accadere in questo modo.

The Good Wife - 5x15 Dramatics, Your HonorThe Good Wife è una serie che ha sempre cercato in tutti i modi di parlare della realtà, di quella vera: quella che in tribunale ha casi sempre più moderni, contorti e barocchi come spesso solo la realtà sa essere, e quella che nella vita ha la tragicità e la stupidità del reale. La morte si inserisce nelle nostre esistenze in modi diversi, a seconda che ci si aspetti che qualcosa accada oppure no: non cambia il dolore, ma si modifica interamente l’approccio che si ha con lo shock che da questa scaturisce. Dicono i King: “È terrificante come una giornata di sole perfettamente normale possa all’improvviso esplodere in tragedia” ed è con questa chiave di lettura che va vista l’intera puntata, ma anche la nostra reazione di pubblico.
Quella che per i protagonisti è una normalissima giornata – Will alle prese con un vecchio caso, quel Jeffrey Grant già visto in The Next Week e con cui l’avvocato aveva stretto un legame emotivo piuttosto inusuale; Diane in tribunale per un caso di routine; Alicia impegnata a schivare i colpi di Dubeck e a proteggere Peter – si trasforma in quel tipo di giorno che si ricorderà per tutta la vita e che assurgerà a chiave di volta delle proprie esistenze senza avere avuto alcun tipo di preavviso.

Life is overrated, and you’ll miss it.

La vita è così, e chi ci lascia improvvisamente non ha la possibilità di dirci addio: chi si aspettava grandi discorsi tra Will e gli altri personaggi principali, soprattutto Alicia, sarà rimasto deluso, ma forse dovrebbe prestare più attenzione a quanto la televisione abbia cercato in questo caso di imitare la vita stessa.
The Good Wife - 5x15 Dramatics, Your HonorWill e Diane, Will e Kalinda, Will e Alicia: sono questi i tre normali, normalissimi incontri che caratterizzano la puntata. E di tutti questi quattro personaggi, l’uomo è il solo che sia sempre stato fermo nonostante tutto – nonostante la sospensione, il dolore, l’umiliazione. Diane è andata via dallo studio per diventare giudice e vi è tornata solo perché costretta; Alicia se n’è andata per imparare a camminare da sola; e ora Kalinda, che cerca qualcosa in più dalla vita. Sono donne che vanno, e a volte tornano, a volte no: che vogliono anche altro per se stesse, una vita che le soddisfi al di là della quotidianità. L’unico a voler rimanere è proprio Will, che sa di essere nato per quel lavoro e che sa quanto proprio per questo lui sia diverso dagli altri; mentre tutti desiderano andarsene e lui è l’unico a voler rimanere, il destino si dimostra terribile, beffardo e ironico, perché l’unico ad andarsene sul serio sarà proprio lui.

“The Good Wife is at its heart The Education of Alicia Florrick
– Robert e Michelle King –

Non c’è solo la volontà – importantissima e di grande responsabilità – di portare in televisione la morte, quella vera: c’è anche l’effetto che questa avrà su Alicia, che è l’unica e sola protagonista della serie. La “tragedia del bad timing” raggiunge qui il suo punto più alto: Alicia ha preso la decisione di allontanarsi da Will, ma nessuno le avrebbe mai tolto dal cuore – e nessuno avrebbe mai tolto da quello del pubblico – la remota possibilità di pensarsi ancora con lui.
The Good Wife - 5x15 Dramatics, Your HonorMandare Will da qualche altra parte non avrebbe cambiato poi granché la vita della donna, non avrebbe avuto alcuna conseguenza – nuova e per questo interessante – né per lei come personaggio, né per i King come autori. “La morte di Will porta Alicia verso una più nuova incarnazione”, e così scopriremo quanto – pur arrivati alla quinta stagione e con una sesta già rinnovata – ci sia ancora da dire di una persona, in particolare di una donna che in cinque anni ha già subito una grandissima trasformazione.

Acquisisce così ancora più senso la puntata scorsa, e in modo duplice: per mostrarci il primo incontro lavorativo di Will e Alicia, il “come tutto ha avuto inizio” proprio poco prima di mettere in scena il “come tutto ha avuto fine”; ma soprattutto per evidenziare il cambiamento della donna, la sorprendente metamorfosi che pensavamo fosse giunta quasi al culmine, e che invece da questa puntata scopriamo essere forse nemmeno a metà.

“The Good Wife is a show about human behavior and emotion, and death, as sad and unfair as it can be, is a part of the human experience that we want to share.”
– Robert e Michelle King –

The Good Wife - 5x15 Dramatics, Your HonorNessuno dimenticherà quella giornata e il momento in cui le loro vite sono cambiate per sempre.
Diane ricorderà per tutta la sua esistenza il caso di guida in stato di ebbrezza, la frase che stava dicendo quando è stata interrotta da uno sparo; Kalinda sarà perseguitata dalle immagini di una scarpa mancante, quella stessa che le farà capire in ospedale quello che gli occhi si rifiuteranno per parecchi secondi di guardare; e Alicia, che avrebbe ricordato quel pranzo solo per il terribile finto comico che imita Schwarzenegger, Bill Clinton e un turbinio di altre persone, finirà con l’odiare quel momento di brutta comicità, sciocca e non voluta.
Jeffrey non dimenticherà mai il momento in cui ha perso la testa e gli è sembrato di vedere che il mondo ridesse di lui; il momento in cui ha ucciso chi voleva salvarlo dal carcere, il momento in cui ha capito ciò che aveva fatto e solo dopo aver finito le pallottole.

Perfino noi non dimenticheremo questa puntata facilmente.
La capacità di non far trapelare alcuna notizia per tutto questo tempo (oltre a dimostrare che sì, si può fare se si vuole davvero) ha portato la serie ad imitare la vita nel suo essere così improvvisa e inaspettata, ma non solo; ha portato ora le nostre vite ad assomigliare alla serie, facendo condividere il lutto ad un pubblico che semplicemente non era pronto a qualcosa di simile.
The Good Wife - 5x15 Dramatics, Your HonorÈ sorprendente leggere in questi giorni le reazioni di chi ha assistito alla puntata, perché (con le dovute proporzioni, e ci mancherebbe) queste rispecchiano in modo molto simile il modo di reagire alla morte che accomuna tutti gli uomini: chi si dichiara in shock, chi ammette senza pudore di aver pianto anche alla terza visione, chi ringrazia di aver letto prima la lettera dei King “così almeno in parte ero pronto”, chi minaccia di non guardare più la serie, ma proprio mai più, perché questo non se lo aspettavano. Che cosa sono, queste, se non reazioni (ripeto, con le dovute proporzioni) al dolore della perdita?
I King sono riusciti in qualcosa che oltre ad essere novità narrativa è anche esperimento sociale: il livello dell’immedesimazione ha raggiunto un nuovo picco, e la televisione ha compiuto un nuovo incredibile passo verso la rappresentazione dell’umanità, a cui è davvero impossibile dare un voto.

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Nota: seguite The Good Wife italia su Facebook per gli aggiornamenti sulla serie

 

Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

3 Risposte

  1. Charlotte scrive:

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    (puntini aggiunti per evitare spoiler in homepage nella colonna commenti. La Redazione)

    Non credevo ci fosse una morte televisiva che potesse farmi piangere come ci riuscì Bruce Willis in Armageddon.
    Tutta la quinta stagione è stato un susseguirsi di puntate di alto livello, dopo il rallentamento nella quarta che ha portato a mio parere, ad apprezzare ancor di più questa fantastica, strepitosa quinta stagione.
    I coniugi King sono stati fenomenali nell’elaborare l’uscita di scena del fu Will Gardner. E’ stato imprevedibile, straziante, intenso. E’ stata la vita.
    Con la recensione non potrei esser più d’accordo.
    Non posso far a meno di pensare ad “Ozymandias” e riflettendoci sono giunta alla conclusione che “Dramatics, Your Honor” ha superato quella che credevo essere la perfezione televisiva raggiunta da Breaking Bad.
    Applausi.

     
    • Federica Barbera scrive:

      La quinta stagione si è rivelata un autentico capolavoro, e pensare che ora ci mancano gli episodi più difficili, quelli dell’elaborazione del lutto da parte di tutti (non oso pensare, oltre ad Alicia, anche a Diane, che già mi ha fatto star male insieme a Kalinda in questo episodio).
      Il parallelo con Ozymandias (fun fact: ho scritto anche quella recensione) è una cosa a cui ho pensato anch’io e, senza fare spoiler a chi BrBa non l’ha ancora visto, posso dire che mentre lì la situazione è stata angosciante, terribile ma tutto sommato prevedibile (cioè, si poteva mettere in conto che prima o poi sarebbe successo), qui hanno fatto proprio un lavoro diverso. Non è questione di qualità eh, è proprio tutt’altra cosa, e sono sempre più convinta che questo episodio rappresenti una svolta nella storia della narrazione televisiva.

      Molta più gente dovrebbe seguire The Good Wife, comunque, mi chiedo perché diamine non sia amata e invocata da tutti come molte altre serie che sì, son belle, ma alle quali TGW non ha nulla da invidiare.

       
  2. SerialFiller scrive:

    Dramatics,your honor. La frase detta da Finn al giudice sottintendeva una messa in scena da parte della difesa. Niente di più beffardo. Quel titolo, quella frase rimanda alla drammaticità intrinseca della vita, questo infinito teatro dove gli essere umani sono solo burattini. Puntata indescrivibile, appena vista dopo un recuperone estivo e davvero lancinante. Ho provato rabbia e dolore nel vedere la puntata eppure gia sapevo che Will sarebbe morto e sapevo che sarebbe morto in questa puntata (ecco cosa succede a non vedere le serie in tempo reale….). Il come, il dove ed il quando sono stati un colpo duro per lo spettatore. Bellissima la recensione sulla quale sono daccordo in toto.
    Una piccola parentesi. Non sapevo che questa fosse stata una scelta obbligata, determinata dall’abbandono di Josh Charles. Questo testimonia come la buona televisione, il buon drama si può fare sempre e comunque. Avrebbero potuto mandarlo in pensione, esiliarlo in altro studio, farlo arrestare, emigrare e invece i King hanno deciso di far morire il personaggio migliore di TGW (dopo Alicia of course) e di farlo morire in maniera drammatica e non superflua, dando un senso al non senso della vita quotidiana, morire in una giornata di sole mentre si svolge il lavoro che si ama e in un aula dove nulla di brutto o almeno violento dovrebbe succedere, il tutto dopo averci mostrato le origini di Will e Alicia nell’episodio precedente e la purezza di Will nelle sue decisioni.

     

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