Brooklyn Nine-Nine – Prima stagione (seconda parte)

Brooklyn Nine-Nine - Prima stagione (seconda parte)Avevamo lasciato la nuovissima “Brooklyn Nine-Nine” con una prima metà di stagione positiva e convincente, e avevamo deciso che avremmo dato piena fiducia alla nuova creatura di Michael Schur e Dan Goor. Per fortuna, non avevamo tutti i torti: questa volta gran parte dei difetti è stata eliminata, e i pochi che rimangono passano in secondo piano.

Due autori, una garanzia.

Brooklyn Nine-Nine - Prima stagione (seconda parte)Dopotutto, basandoci su quello che i due avevano fatto, i presupposti c’erano tuttiParks And Recreation, infatti, è senza dubbio la comedy più costante in onda sul piccolo schermo e, dopo sei – facciamo cinque, la prima non conta – stagioni, non è mica poco. Con Brooklyn Nine-Nine si può dire che l’esperienza si sia ripetuta con successo, anche perché di cali non ce ne sono stati: in particolare, questa seconda metà di stagione è riuscita a sfornare una serie di episodi da manuale, grazie ad una gestione della continuity, dei personaggi e della comicità che non ha nulla da invidiare a gran parte delle serie comiche già avviate da anni.

La continuity.

Brooklyn Nine-Nine - Prima stagione (seconda parte)Una delle più grandi sorprese di questa seconda metà risiede sicuramente nell’attenzione riservata alla trama orizzontale. Infatti, i primi 11 episodi avevano lasciato intuire che la stagione sarebbe andata avanti su una linea di episodi stand-alone, ma con The Bet il tutto ha subito una virata notevole: la storia di Amy e Peralta è entrata in gioco come filo conduttore della stagione ed è stata ripresa in più occasioni, dando spesso vita ad alcuni tra gli episodi più riusciti. Certo, non si parla di uno stravolgimento della struttura della serie né di una rivoluzione in questo ambito – ci ha già pensato How I Met Your Mother; sono comunque dei passi avanti per una comedy che, così facendo, può assicurarsi nuovi spunti per lo sviluppo della storia e garantire un minimo di profondità – che non guasta mai – alla trama. Inoltre, non bisogna dimenticarsi della naturalezza con cui le varie storie sono state gestite: niente di eccessivo, niente di forzato. Gli sviluppi non saranno tra i più originali, ma almeno viene mantenuta una coerenza esemplare che non tutte le serie possono vantarsi di avere.

I personaggi.

Brooklyn Nine-Nine - Prima stagione (seconda parte)Una serie comica non può funzionare senza una buona caratterizzazione dei personaggi, e, nel caso di Brooklyn Nine-Nine, proprio la caratterizzazione è il piatto forte. Si è già parlato della straordinaria coralità della serie, ma nel corso della stagione tutti i personaggi si sono ulteriormente affermati, rimanendo ben impressi nella mente dello spettatore; è quasi impossibile arrivare all’ultimo episodio e non avere in testa ogni singolo pazzo scatenato del 99esimo distretto della NYPD, dal marmoreo Captain Holt a Scully e Hitchcock (che non hanno bisogno di presentazioni). Il tutto, inoltre, beneficia di un cast particolarmente azzeccato che si è rivelato sempre più affiatato, grazie a performance eccelse come quella di Andy Samberg, Terry Crews o Chelsea Peretti, che si confermano tra gli attori comici più talentuosi del momento. In particolare, Gina Linetti si è dimostrata il personaggio più interessante e divertente di tutta la serie, grazie ad un’interpretazione che non delude mai (l’attrice si è fatta le ossa come stand-up comedian e come writer in – guarda caso – Parks & Rec) e ad una caratterizzazione particolarissima (“I feel like i’m the Paris of people”) che la rende simile a personaggi ormai leggendari, come Ron Swanson o Barney Stinson.

La comicità.

Brooklyn Nine-Nine - Prima stagione (seconda parte)A questo punto, la domanda sorge spontanea: siamo di fronte ad un Parks And Recreation 2.0? Assolutamente no. Nonostante le due serie abbiano in comune la costanza e la straordinaria cura dei personaggi, Schur e Goor sono riusciti nell’intento di dare una personalità ben definita alla loro nuova creatura, che brilla di luce propria. Infatti, la comicità di Brooklyn Nine-Nine prende le distanze da quella tipica del mockumentary e si basa su gag frenetiche, veloci e dirette; l’uso di flashback velocissimi e di una soundtrack ricorrente aiuta questo tipo di scambi e rende la serie brillante e mai noiosa. Certo, ogni tanto le battute esagerano con la demenzialità e la banalità, ma si parla di situazioni isolate: nella gran parte dei casi, infatti, si ride, e si ride parecchio.

La storia.

Brooklyn Nine-Nine - Prima stagione (seconda parte)Si è parlato di continuity e della presenza di una trama orizzontale, ma entriamo un po’ nei dettagli: questa seconda metà di stagione ha sviluppato tutte le storie che erano state introdotte nella prima parte, e ognuna ha avuto il suo spazio e la sua risoluzione. A fine annata, si può dire che tutte le storyline hanno avuto la loro conclusione e che ognuna risulta soddisfacente; infatti, la scelta di mandare Peralta con l’FBI risulta particolarmente interessante in vista della già confermata seconda stagione, che ha tutte le basi per uno sviluppo della sua situazione con Santiago, già smossa nello splendido finale. Inoltre, la relazione tra Boyle e Rosa sembra essersi decisamente evoluta, quindi chissà cosa potrebbero riservarci in futuro. A mio parere, comunque, ci vorrà un po’ prima di un cambiamento vero e proprio nella loro storia: per ora, sembra che si sia raggiunto solo una sorta di equilibrio.

Episodi degni di nota.

Brooklyn Nine-Nine - Prima stagione (seconda parte)– The Bet (1×13): il punto di svolta della stagione, nonché uno degli episodi più divertenti e teneri della serie. Si sviluppa la relazione tra Santiago e Peralta, e Boyle viene premiato insieme al sergente peanut butter (“That horse is a damn hero”). Imperdibile.

– Operation: Broken Feather (1×15): ehi, c’è Adam Sandler!

– The Party (1×16): una festa a casa del capitano Holt è il pretesto per sviluppare le esilaranti stranezze di ogni singolo personaggio, dalla mania di controllo di Terry alla psicopatia di Gina. E poi, una lezione su come comportarsi ad una festa elegante fa comodo a tutti.

– Tactical Village (1×19): episodio “a tema”, porta avanti la trama orizzontale (con l’introduzione di Teddy e la situazione Rosa/Boyle) e diverte da morire con un’esercitazione di salvataggio ostaggi.

– Unsolvable (1×21): l’episodio con il caso più interessante di tutti, in cui Gina sfoggia le sue coperte e in cui Scully lancia una manciata di puntine come se fossero coriandoli. Come soffocare dal ridere.

– Charges And Specs (1×22): semplicemente, un finale perfetto. Ogni storia ha la sua conclusione e ogni personaggio il suo spazio, dando luogo ad alcune tra le battute migliori della stagione.  “THRIFT STORE!”

In definitiva, si può parlare di Brooklyn Nine-Nine come di una delle novità più riuscite di questa stagione. La prima metà aveva funzionato, ma questa seconda parte ha elevato la serie a livelli esemplari, sviluppando una comicità ed un’attenzione ai personaggi che sono state mantenute in ogni singolo episodio, senza alcun calo particolare. Noi, intanto, sappiamo che settembre non arriverà mai abbastanza in fretta.

Voto alla seconda metà di stagione: 8+
Voto alla stagione: 8

Note:

-Scully e Hitchcock sono stati promossi a series regulars. Così ci siamo.
-Per chi non lo sapesse, la serie ha vinto il Golden Globe come miglior comedy e miglior attore protagonista (Andy Samberg). Non potevamo chiedere di meglio!

 

Pietro Franchi

Piccolo o grande schermo, se vale la pena litigarci sopra ci sto. Tutto qui!

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