Game of Thrones – 4×06 The Laws of Gods and Men

Game of Thrones - 4x06 The Laws of Gods and MenUno dei pregi più interessanti della serie televisiva di Benioff e Weiss è la capacità di tratteggiare delle vicende, delle storie, che non diano mai nulla per scontato; la sola assenza della netta contrapposizione tra “bene” e “male”, elemento cardine del genere fantasy classico, è già sufficiente a definire il diverso tipo di approccio alla narrazione.

Sin dal primo episodio – e chiaramente ancor prima con la pubblicazione dei libri – si è reso evidente come le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco mettano al centro un mondo enorme, fin troppo vasto, ma che fa dei personaggi più che delle vicende il proprio punto cardine. Protetti dietro l’egida rappresentata da un simbolo e persino un motto familiare, questi personaggi si ritrovano spesso in condizioni al limite, in cui la loro umanità viene strappata fuori e resa indiscussa protagonista. Se infatti i momenti epici della narrazione riguardano prevalentemente grossi avvenimenti (la Battaglia delle Acque Nere, le Nozze Rosse), Il Trono di Spade ha sempre dato maggior risalto ai personaggi ed alle loro mentalità, anche a costo di una narrazione a volte rallentata e frammentata.
Questo sesto appuntamento, invece, rappresenta una delle eccezioni al discorso appena fatto: pur trattandosi di un episodio di soli dialoghi (con l’esclusione delle vicende a Forte Terrore), si ha la sensazione di assistere a qualcosa di straordinario che raggiunge il culmine nei minuti finali della puntata. Si tratta, comunque, di una lunga serie di momenti di svolta per tutti i personaggi coinvolti.

Game of Thrones - 4x06 The Laws of Gods and MenLa prima doccia fredda tocca proprio a Yara Greyjoy: mossasi con tutte le migliori intenzioni per riprendersi suo fratello prigioniero dei Bolton, se ne ritornerà alle Isole di Ferro con l’unica terribile risposta: suo fratello è morto. Theon sarà ancora – più o meno – vivo, in quanto respira, ma è diventato l’ombra di se stesso, una sorta di automa che risponde al sadico volere di Ramsey Snow. Nulla può Yara contro quel lavaggio di cervello; non può far altro che tornarsene dal padre, il quale, forse a sorpresa anche per lui, aveva già previsto l’esito negativo. Tuttavia questa sembra essere la parte meno riuscita dell’intero episodio, con un’esecuzione frettolosa ed inaccurata che non fa onore al resto della scrittura.

Game of Thrones - 4x06 The Laws of Gods and MenDopo l’intuizione di Ser Davos, Stannis Baratheon è alla Banca di Ferro di Braavos a richiedere i fondi economici necessari per riprendere quella guerra ormai in stallo dalla clamorosa sconfitta alle Acque Nere. Stannis, sempre fedele ai propri ideali, è del tutto incapace di accettare che il suo diritto al Trono – che egli reputa sacrosanto ed inviolabile – possa non essere ritenuto altrettanto importante per tutti coloro che lo circondano. Il suo è un fallimento che viene però ribaltato da Davos: l’uomo fa delle dita mozzate su ordine del proprio re il massimo vanto possibile, poiché quel gesto mette in evidenza come il maggiore dei fratelli Baratheon sia, in effetti, l’unico degno di onori e rispetto. Nonostante tutto – il fratello di Robert non brilla certo per fascino e savoir-faire – Stannis è in effetti un sovrano che conosce molto bene il significato della parola “governare”.

Game of Thrones - 4x06 The Laws of Gods and MenChi invece ne sta imparando solo ora il giusto senso è Daenerys Targaryen; dopo aver rinunciato temporaneamente alla conquista di Westeros, si ritrova a togliere i più congeniali abiti di conquistatrice per subire il peso della Corona. La khaleesi, che dall’alto del suo Trono ascolta il proprio popolo, ha subito a che fare con le conseguenze delle proprie azioni: prima le viene rinfacciato che i suoi draghi vanno in giro a fare danni, quindi deve affrontare Hizdahr zo Loraq. Nella sua fretta di portare giustizia, Daenerys non ha fatto alcun discernimento, non ha indagato e ha punito tutti i padroni, indistintamente. Solo ora può avvedersi che una tale azione, pur con tutte le motivazioni che l’avevano spinta ad intraprenderla, non può che avere delle conseguenze. Insomma Daenerys sta imparando ciò che Robert non ha mai compreso: conquistare e governare sono cose estremamente differenti.

“Have you forgotten, Lord Varys?”
“Sadly, milord, I never forget a thing.”

Game of Thrones - 4x06 The Laws of Gods and MenIndubbio, però, che le parti più interessanti dell’episodio siano tutte ambientate ad Approdo del Re. L’ambiente è quasi per intero dominato dal Processo ai danni di Tyrion Lannister, una situazione che persino per il nano sembra impossibile da mutare.
Dopo essere stato lungamente appannato, in questa stagione, dai progetti e dalle macchinazioni di Ditocorto, Lord Varys marca la sua presenza con una serie di affermazioni e di accenni che non possono che far seriamente riflettere. La sua conversazione con Oberyn, il tema del desiderio e soprattutto quell’enigmatico sguardo al trono di spade non può che destare sospetti su quando sarà l’eunuco a giocare. Per ora ci rimane solo quella mezza frase in risposta a Tyrion, ma è sufficiente per riportare in auge il Maestro dei Sussurri.

Game of Thrones - 4x06 The Laws of Gods and MenSe qualcos’altro sembra muoversi – durante il Concilio Tywin lancia il sospetto di voler agire anche nei confronti di Daenerys – è solo un sussulto prima del fulcro principale della narrazione che vede come protagonista quello straordinario attore che è Peter Dinklage, che con la sua tirata finale ipoteca una nomination ai prossimi Emmy. Il Processo è chiaramente una farsa, un astuto progetto di Tywin per spingere Jaime – che continua a sembrare l’unico sano lì dentro – a rinunciare ai suoi giuramenti per accettare l’eredità di Castel Granito. E Tywin avrebbe fatto anche i conti giusti se non avesse sottovalutato suo figlio: ritenendolo solo un mostro e non un Lannister, non ha previsto il suo ruggito, la sua violenza verbale quando a tradirlo è anche Shae.

Game of Thrones - 4x06 The Laws of Gods and MenLa donna ritorna: accecata dall’ira (e da chissà quali promesse o minacce), Shae piega la realtà umiliando Tyrion e spezzandogli il cuore. “I am a whore, remember?”. Così Tyrion ne ha a sufficienza e, in una violenza espressiva che ricorda quella della sorella alla morte di Joffrey, spazza ogni progetto ed ogni previsione chiedendo – come aveva già fatto a Nido dell’Aquila – il combattimento per singolar tenzone. Gli sguardi tra padre e figlio non sono mai stati così avvelenati ed il patriarca trova finalmente chi, all’interno della propria famiglia, si è stancato di essere tiranneggiato.

Siamo ai conti finali e da questo momento tutto può succedere. In quello che è il miglior episodio della stagione (mostrandoci solo poche location l’episodio ne guadagna in snellezza) veniamo posti di fronte all’ennesimo plot-twist che ci terrà incollati allo schermo.

Voto: 8 ½ 

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

4 Risposte

  1. Kon scrive:

    Oddio Jaime unico sano proprio non direi, basti pensare a quello che è successo nel septon tra lui e Cersei, con dead Joffrey come guest star.

    Finale a dir poco strepitoso e non si discute, però c’è da dire che Dinklage ha cazzeggiato allegramente per gran parte della precedente stagione e pure nei primi episodi di questa ancora in corso. Non è colpa sua, ma il malefico avvicendarsi di sceneggiatori e registi diversi che non sapevano come tappare certi buchi d’ispirazione e usavano lui come jolly tuttofare si fa ancora sentire. Comunque sia, mi sembra un pò poco per dargli un (altro) emmy.
    Alfie Allen (Theon/Reek) tira fuori una performance strepitosa, e meriterebbe solo per questa puntata tante lodi quante ne ha avute Dinklage (l’internetto è tutto in giubilante fermento). Efficacissimo sguardo allucinato e tutta una mimica del corpo eccezionale.

     
  2. Charlotte scrive:

    Son d’accordo con Kon quando dice che il folletto, data anche l’immensa popolarità, è stato usato un po’ come jolly in questi ultimi due anni.
    Dinklage è assolutamente all’altezza e ha fatto suo il ruolo, però la sua bravura, quella vista nella puntata, non è mai stata sfruttata a pieno.
    L’Emmy, comunque, se lo merita, fosse solo per tal monologo.
    Secondo punto in cui mi trovo d’accordo con Kon: Jamie. Che ora faccia il martire serve a poco: è sempre quello che ha fatto 3 figli con la sorella gemella, e che, non contento l’ha stuprata accanto al corpo del figlio appena morto.
    Tanto sano non mi è parso! :)
    L’inizio di stagione invece, concordo con la recensione mi è parso lento, semplicemente un aperitivo non all’altezza della cena che va a seguire. Probabilmente è anche dato dal mio poco (diciamo anche inesistente) interesse nei riguardi di Reek (chiamarlo Theon non credo abbia più senso ormai) e di sua sorella, e della loro storia.
    Sulla Regina d’eccellenza, the Mother of Dragons il mio pensiero coincide totalmente con ciò che è scritto sulla recensione. Lei ancora non sa cosa vuol dire governare una città, sta imparando la differenza con il conquistare e credo che diventerò vecchia prima che si decida a sbarcare nei pressi del trono, cosa che spero di vedere dalla dipartita di Drogo.

     
  3. Angela scrive:

    Tywin aveva previsto perfettamente la reazione di Tyrion. Sapeva che, con la testimonianza di Shae, Tyrion si sarebbe condannato da solo e non avrebbe certo chiesto di andare alla Barriera. Altrimenti perché lasciare Shae come ultimo testimone? Quando Jaimie dice a Tyrion cosa ha progettato Tywin per lui, Tyrion SA che suo padre ha qualche asso nella manica per fregarlo. E infatti. E il povero Jaimie viene raggirato da suo padre. Quello che Tywin non si aspettava davvero era la richiesta del giudizio tramite duello.

     
  4. Teo Lametta scrive:

    No Angela, non sono d’accordo con te. Tywin è un Lannister e ripaga sempre i propri debiti, non avrebbe mai stretto la mano a Jaime se avesse avuto intenzione d’infrangere un patto. Tra l’altro un padre è pur sempre un padre e far uccidere il proprio figlio avrebbe leso anche la sua reputazione. No, no.. Tyrion alla barriera e Jaime lord di castel Granito erano proprio le cose che Tywin voleva. Non dimenticarti che i testimoni sono stati principalmente scelti da Cersei, e lei, oltre a voler morto Tyrion lo vuole pure umiliare. è stata lei a mandare in fumo i piani del padre con le sue manipolazioni e la sua eccessiva perfidia

     

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