Rectify – 2×01 Running with the Bull

Rectify - 2x01 Running with the BullUna delle tante qualità che avevano reso la prima stagione di Rectify così  intensa era sicuramente la profondità: fin dall’inizio, infatti, era chiaro che la lentezza della serie non sarebbe stato un ostacolo ma un vantaggio, così da permettere un approfondimento della psicologia dei personaggi di altissimo livello.

In questo senso, la premiere di questa stagione costituisce la prova definitiva: è possibile portare avanti una situazione del genere conservandone la densità? Gli autori hanno creato un mondo esclusivamente dipendente dal suo protagonista o capace di reggersi in piedi da solo? Per fortuna, in entrambi i casi la risposta non può che essere positiva. Da Jacob’s Ladder è passato più di un anno, eppure sembra – come nella finzione – che il pestaggio di Daniel sia avvenuto solo poche ore fa.

It’s getting hard to remember who I am.

Rectify - 2x01 Running with the BullLo spettatore, quindi, viene catapultato immediatamente nella situazione causata dalla fine della scorsa stagione, ma la sensazione iniziale non è delle più piacevoli: la prima scena mostrata, infatti, non è che un inganno, un prodotto della mente di un uomo che sta lottando per la vita e che viene immediatamente sopraffatto dal dolore, suo e altrui. Il personaggio di Kerwin questa volta assume la funzione di proiezione dell’inconscio di Daniel, ma uno dei primi sentimenti che trasmette è, appunto, la sofferenza; il racconto dell’omicidio della ragazzina – toccante e perfettamente reso – avviene non a caso in un momento di sconfitta, estendendo la condizione del protagonista nel suo migliore amico.
Quest’ultimo, tuttavia, non ha l’unico scopo di esplicitare lo stato di Daniel, ma funge anche da vero e proprio punto di riferimento per la sua lotta interiore, che lo spinge ad una regressione a quella condizione di isolamento che aveva caratterizzato gli ultimi 19 anni della sua vita: la necessità di tale appiglio, inoltre, viene sottolineata dai flashback della prigione, in cui l’assenza di Kerwin aveva causato un vero e proprio collasso della condizione psicologica del protagonista, ridotto ad uno stato di crisi che neanche la solita meditazione era stata in grado di placare.

Hey, you moving on or something?

Rectify - 2x01 Running with the BullAnche all’esterno la situazione non è tra le più familiari: il sole e i tramonti di Paulie sono sostituiti da una pioggia ostile, da un temporale che esprime al meglio il crollo della precaria situazione creatasi nei primi sei episodi. Anche prima, infatti, l’ostilità verso Daniel non veniva nascosta dagli abitanti del posto, ma dopo il tragico risultato dell’odio covato per tutto quel tempo qualcosa si è rotto in alcuni dei personaggi. Lo sceriffo Dagget, per esempio, non sembra più disposto a schierarsi dalla parte dell’opinione comune solo sulla base di accuse infondate: la condotta violenta dei ragazzi lo ha portato a mettere in dubbio il suo ruolo, la sua funzione nella società. Si tratta sempre di un piccolo tassello in un puzzle che rimane corrotto e malato, ma il cambiamento dello sceriffo indica che il senso di giustizia non è del tutto morto, concedendo allo spettatore almeno una piccola vittoria.
Anche Teddy Jr., del resto, subisce un cambiamento non irrilevante: infatti, anche se il suo rapporto con Daniel rimane ancora ambiguo, il punto di rottura raggiunto nella scorsa stagione sembra averlo portato ad un rinnovamento della relazione con la moglie, i cui tentativi di migliorare la situazione sembrano avere più effetto.

It’s always the question.

Rectify - 2x01 Running with the BullParlando di Tawney, comunque, non si può non citare il grave quanto inevitabile dilemma causato dallo stato di Daniel: perché accade sempre ai migliori? Il dialogo con Amantha, in questo senso, esprime i due possibili punti di vista, esplicitando alla perfezione lo stile di vita di entrambe: se da un lato la donna religiosa non si crede capace di cogliere un significato negli eventi recenti, quella atea è sicura che non ce ne sia uno, che il mondo sia puro caos. Da ciò derivano anche due reazioni di tipo opposto, consistenti in un caso nella triste accettazione dei fatti, nell’altro nel rabbioso rifiuto; le due concezioni all’inizio si scontrano, ma ciò che emerge nella seconda parte dell’episodio è che la base rimane fondamentalmente la stessa. I dialoghi con Teddy Jr. e Melvin (visto nel terzo episodio della prima stagione, aveva espresso il suo supporto in favore di Daniel), infatti, rivelano una somiglianza nei comportamenti di Amantha e Tawney e confluiscono entrambi nella richiesta di un abbraccio, di conforto; nella necessità, insomma, di aggrapparsi a qualcosa, di trovare un appiglio per non affondare, in una situazione tragicamente simile a quella del protagonista.

You look at life like it’s a burden. Life is a gift, man. It’s a gift.

Rectify - 2x01 Running with the BullL’ultima, splendida sequenza dell’episodio si ricollega alla condizione di Daniel, esprimendo uno dei concetti chiave dell’intera serie: nella visita a quello che ha sempre rappresentato la bellezza nel mondo, infatti (“It’s the beauty that hurts you most, son, not the ugly”), il bellissimo dialogo sulla speranza ed il senso della vita assume maggior significato. La statua è rotta, certo, metafora tanto semplice quanto chiara dello stato di Daniel al momento, ma ciò non toglie valore a quello che dà il titolo alla puntata: “running with the bull”, correre libero e felice, essere in grado di apprezzare le meraviglie del mondo. In una puntata opprimente ed oscura, il finale costituisce l’invito a non demordere, a lottare per quello che ci rende felici, anche se quello che ci spinge è la gioia di un’altra persona.

Negli ultimi momenti, insomma, Rectify ci offre uno spiraglio di luce, un motivo per gioire nonostante l’orrore che è stato mostrato finora, oltre a ricordarci perché la serie di Ray McKinnon ci era mancata così tanto.

Voto: 8 ½

 

Pietro Franchi

Piccolo o grande schermo, se vale la pena litigarci sopra ci sto. Tutto qui!

4 Risposte

  1. Namaste scrive:

    Era mancata eccome! Insieme a “The Fall” (di cui al momento non si hanno tracce) e OITNB, la grande sorpresa estiva della passata stagione. Avrei solo gradito un piccolo recap iniziale, sarà la mia memoria che inizia a fare cilecca, ma alcuni eventi e persino alcuni personaggi (chi cacchio era Melvin?!) ho fatto fatica a ricordarli. Dico subito che, per quando sia d’accordo sul voto, la premiere questa volta non mi è parsa eccelsa, è forse mancato un po’ di quell’alone di mistero che l’anno scorso circondava il protagonista e che in questa puntata non è stata ancora riversata altrove. E non che la parte mistery sia mai stata una caratteristica predominante in “Rectify”, ma fin qui, con il protagonista ancora in coma indotto, mi aspettavo che qualche nota interessante arrivasse almeno dagli altri personaggi, che invece, tolta l’interessante svolta che riguarda lo sceriffo, sul cui reale cambio di giudizio però non giurerei, non mi sembrano ancora usciti dal loro ruolo di semplici testimoni degli eventi. Persino la story-line secondaria potenzialmente più interessante e che offrirà sicuramente delle sorperse, quella che riguarda la relazione tra Tawney e Teddy, non mi permette ancora di riscontrare quell’ipotesi di rinnovamento a cui si faceva accenno in recensione. Anche col fratellastro in coma la maggiore preoccupazione di Teddy rimane quella legata agli affari, questo perchè fondamentalmente è un viscido, mai incontrato un viscido più viscido di Teddy in un telefilm, gli auguro davvero di morire tra atroci sofferenze, anche se ho paura che a farne le conseguenze sarà proprio la moglie. In definitiva, la parte più interessante della puntata, rimane paradossamente quella legata ai flashback onirici e reali di Daniel, impreziositi dalle piacevolissime scelte di regia, come nel caso dello split-screen figurativo, a sottolineare la separazione tra le due realtà, non solo tra chi si è e chi si vorrebbe essere, ma anche tra chi si è e si vorrebbe essere stati.

     
  2. SerialFiller scrive:

    Classica serie che dopo aver letto la trama o dopo aver ricevuto un consiglio non mi diceva granchè ma che alla visione del pilot mi ha rapito. Dopo una prima stagione vista praticamente in un giorno o 2 ecco che ritorna rectify con una mostruosa premiere. Solito ritmo lento, soliti dialoghi rari ma stupendi e quell’alone di saggezza e profondità che circonda ogni scena. Personaggi magnifici e un protagonista che c’è anche se in come, la cui presenza è viva ovunque. Serie talmente ben retta e fatta che potrebbe vivere da sola senza niente e nessuno. Un semplice piacere per la mente, per gli occhi e lo spirito.

     
  3. Simona Maniello scrive:

    Anche io ho trovato i flashback di gran lunga la parte migliore dell’episodio, le altre storyline secondo me hanno risentito un po’ della totale assenza di Daniel. In ogni caso un ottimo ritorno!

     
  4. Frinfro scrive:

    Vi ringrazio di cuore per avermi fatto scoprire questa perla rara. La profondità dei dialoghi, la loro introspezione, l’emotività… sembra che gli sceneggiatori abbiano ricevuto un’illuminazione spirituale e filosofica. Stupenda, non c’è altro da aggiungere.

     

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