Rectify – 2×05 Act As If

Rectify - 2x05 Act As IfC’è una famosissima canzone, ormai vecchia di qualche anno, che ad un certo punto dice: You are young and life is long and there is time to kill today. And then one day you find ten years have got behind you. No one told you when to run, you missed the starting gun.

Il tempo, lo scorrere inesorabile del tempo è uno dei temi più difficili, complessi ed affascinanti che si possano raccontare; tentare di immaginarlo e poi di rappresentarlo sembrerebbe quindi un’impresa impossibile. Rectify, come le parole cantate da David Gilmour, non ambisce forse ad una inedita ed originale declinazione del concetto (a questo ha pensato True Detective), ma arriva a descrivere con chiara ed incantevole malinconia lo spaesamento dell’uomo di fronte al ritmo della vita. La detenzione nel braccio della morte è la condizione estrema e paradossale di un limbo di umana invenzione, dove però ha luogo l’innaturale (quasi sovrannaturale) sospensione del tempo; uno stato di eccezione in cui lo scorrere dei giorni è privo di qualsiasi senso. Daniel Holden è una sorta di cavia perenne che sperimenta in ogni minima azione della sua vita la non appartenenza al mondo, l’incapacità di coprire lo scarto temporale e spaziale tra sé e tutti gli altri.

Rectify - 2x05 Act As If

Questo Act As If fa il paio con l’episodio precedente, Donald the Normal: l’innocente bugia dello scorso episodio permetteva di inventare la speranza di una vita differente, di immaginare di essere stato qualcosa di diverso o, semplicemete, di “essere stato” qualcuno – e non a caso l’incontro con Peggy avveniva all’interno di un museo, altro luogo atemporale per eccellenza. Questa volta invece Daniel si ritrova immerso nel mondo, sovrastato dai suoi abitanti e dai suoi oggetti, ancora spaventato e timoroso ma forse pronto a farsi artefice e costruttore di qualcosa di proprio.

I just like old stoves.

Rectify - 2x05 Act As IfLezley arriva ad incrociare la vita di Daniel lungo la strada del ritorno, mentre l’uomo torna verso casa con il materiale destinato al cambiamento, al rinnovo della cucina. La compulsiva decisione di smantellare la stanza che chiudeva lo scorso episodio era il silenzioso grido di Daniel ai suoi familiari, la sua volontà di essere ma soprattutto di fare e non di rimanere la reliquia sacra scampata alla morte. Nell’iperprotettività di Amantha e Janet c’è il disinteressato amore di chi vorrebbe custodire un oggetto così raro e fragile, ma anche l’ipocrisia di chi non sa comunicare con lui come un qualsiasi essere umano. Il rimprovero di Ted, che tenta di imporre delle regole, è il primo vero atto di comunicazione con Daniel: non gli egoismi di Amantha o i timori di Janet, ma la volontà di trattarlo come un adulto che va riabituato alla convivenza. Le parole di Lezley hanno la stessa immediatezza: riesce ad osservare e percepire la solitudine che Daniel si trascina addosso (You’re about the loneliest person I’ve ever seen), lo guarda muoversi in una stanza piena di cose inanimate e di cui sembra essere parte integrante. Lezley ha i caratteri dello spirito guida, una sorta di sciamano che, con le sue ancestrali “arti magiche”, riesce forse ad aprire un varco nel muro di cinta che avvolge il suo nuovo amico, un minimo spiraglio che possa riconnettere e rimettere in comunicazione Daniel con il mondo.

Rectify - 2x05 Act As If

Ma se Lezley incontra la resistenza di Daniel, cioè il suo rifiuto di legarsi all’altro (il tutto poi inibito e circoscritto grazie all’uso di droghe, donne, un fucile e una corda), in casa Holden-Talbot è Janet a difendere il muro di cinta tra il figlio e il resto del mondo. Come il reduce che ritorna quando era ormai convinto di dover morire, Daniel è stretto nella stessa afasia, incapace di dare voce a qualcosa che è sostanzialmente irraccontabile: ecco perché chiede che siano gli altri a parlare, a parlargli. Il racconto della bicicletta e dell’abito giallo, che la madre non vorrebbe raccontare, è l’esempio perfetto di quanto invece lui vorrebbe davvero conoscere la vita oltre la prigione: smettere finalmente di fare finta che in quel lasso di tempo tutto il mondo si sia congelato assieme a lui, che la sua detenzione non abbia avuto conseguenze, che sia stata una condizione “normale” e facilmente ignorabile – silenziosamente Daniel chiede che alla sua esperienza sia ridata la straordinarietà che merita.

Your light’s not on.

Rectify - 2x05 Act As IfAmantha è la seconda fondamentale anima della serie. Condivide con il fratello un vuoto interiore difficilmente colmabile, ma al contrario di Daniel lei lo ha sempre cercato e se lo è quasi imposto come necessaria condizione simpatetica con lui: all’isolamento forzato e ingiusto di Daniel, Amantha ha fatto corrispondere il proprio isolamento volontario dall’affetto umano. La decisione di restare a Paulie si ammanta di giustificazioni economiche, ma è la diretta conseguenza della solitudine di cui si è sempre fatta scudo: occupandosi tutta la vita della causa del fratello, ha protetto e confinato se stessa in una detenzione privata e personalissima, di cui sembra aver smarrito la via d’uscita. Anche lei è perennemente a disagio con il mondo, incapace di simulare affetto o gentilezza, affettata quando tenta di interessarsi alla gravidanza di Peanut, ad esempio, e odiosa quando si lascia andare ad un’onestà non richiesta e sarcastica.

Rectify - 2x05 Act As If

Solo Jon, il secondo avvocato di Daniel, è riuscito a bypassare i confini stabiliti da Amantha, ma unicamente perché è colui che può meglio di tutti comprendere cosa sia la cieca dedizione ad una causa che appare persa in partenza. Le loro condizioni iniziano ora palesemente a divergere perché da un lato la donna ha ottenuto l’avveramento del suo sogno, cioè la scarcerazione del fratello, e sta assaporando quanto sappia di vuoto la sua vita una volta tolta questa colonna portante; dall’altro lato Jon minaccia di fermarsi, di smettere la sua caccia alla chimera e di stabilirsi una volta per tutte. Cosa sceglierà Amantha, di rimanere nel suo personale vuoto oltre Daniel o avrà il coraggio di essere un essere umano tra gli esseri umani, magari a Boston? A risolvere l’enigma ritorna in gioco la macchina burocratica nella persona del senatore Foulkes: con la questione del processo rimessa in moto, è probabile che la seconda parte della stagione ruoterà intono al caso vero e proprio. La scena finale con Daniel che spara nell’aria incitato da un buon numero di persone e il contrasto con la solitudine di Trey Willis, mentre cerca nel fiume il corpo di George Melton, danno la misura di come Rectify riesca a riportare al centro del racconto anche una zona della storia finora sostanzialmente lasciata da parte.

Change is inevitable.

Rectify - 2x05 Act As If

Chi invece con il tempo non sa fare proprio i conti è Ted jr., ormai sempre più deciso nel voler forzare il destino e giocare d’azzardo con lui. La storyline di Teddy e Tawney in questa stagione è sostanzialmente autonoma rispetto al filone centrale rappresentato da Daniel, ma condivide con questo la stessa aria di famiglia. Anche la loro casa assomiglia sempre di più ad un luogo immobile, atemporale, capace di congelare le persone al suo interno e i loro rapporti, di azzerare la comunicazione e le relazioni, che diventano sempre più rare, formali, distanti – anche quando il destino (questa volta volontariamente) sembra metterci del suo. La presunta gravidanza di Tawney riceve dalla donna la stessa freddezza che riserva alle decisioni del marito, l’unico davvero convinto del proprio investimento finanziario, circondato dalle espressioni di palese scetticismo dei suoi cari che gridano già al fallimento. Eppure, in questo caso, Teddy è l’unico che decide di muoversi, di scrollarsi di dosso la pesantezza e la lentezza di chi lo circonda per osare e rischiare; in questo senso, la pacatezza di Tawney sta raggiungendo altissimi livelli di intolleranza, un’intransigenza ben più insopportabile della sua decantata e incrollabile fede.

Rectify si lascia alle spalle una prima metà di stagione fortemente simile a quanto visto lo scorso anno: una serie descrittiva, raffinata, elegante, e che, con le stesse caratteristiche, riesce a reinserire nel racconto (e senza la minima sbavatura) anche il lato più strettamente procedurale.

Voto: 8,5

 

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

3 Risposte

  1. Namaste scrive:

    “Mad Men” ha però dalla sua di essere serie più corale, c’è anche lì un forte ed indiscusso protagonista, ma sappiamo che MM è anche Joan, Peggy, Roger, Bill, persino Beth, ecc. tutti personaggi che vivono di vita propria. I personaggi secondari di “Rectify” hanno invece senso di esistere solo se raccontati in funzione di Daniel. Quando la serie se ne discosta, come nel caso della coppia Tawney-Teddy (a meno che uno non trovi entusiasmante il tentativo di Ted di sfondare nel magico mondo dei cerchioni in affitto…), questa perde secondo me un po’ di mordente, ed è questa l’unica debolezza che mi sento d’imputare alla serie. Non appena l’imminente processo dovesse concludersi con una nuova condanna o con la definitiva assoluzione di Daniel, “Rectify” non avrebbe più senso di esistere. Se saremo fortunati, chiuderanno il tutto con una terza stagione, non abbastanza insomma per farne il degno erede di MM, che invece continua a deliziarci da ben 7 anni. L’unico paragone che mi sento di fare è semmai quello tra il primo Brody di Homeland ed il Daniel di Rectify. Ma anche quella è un’altra storia, un altro genere e soprattutto un altro rirmo. La verità è che solo Rectify riesce a raccontare con tanta sensibilità il difficile percorso di “rettificazione” di un uomo. In questo senso, Rectify è unica.

     
  2. Dreamer88 scrive:

    Davvero un’ottima recensione Sara, riesci a cogliere l’essenza di quello che Rectify rappresenta. Non voglio aggiungere ulteriori considerazioni sull’episodio (tutti i punti chiave sono stati analizzati egregiamente dalla recensione) ma una cosa la voglio dire: in un mondo normale uno show come Rectify sarebbe in lizza per la vittoria dell’Emmy come miglior drama, ma dato che non ha l’appeal di serie che si trovano in network più blasonati è destinato a rimanere un prodotto di nicchia.

     
    • Namaste scrive:

      Vero, se non come miglior drama quantomeno come miglior miniserie e migliore attore protagonista nella stessa categoria.

      PS: Giuro che non sono pazzo, il mio commento è naturalmente da intendersi in replica ad un intervento di Serial Filler che però è misteriosamente sparito.

       

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