Under The Dome – 2×01 Heads Will Roll

Under The Dome - 2x01 Heads Will RollRitorna la parabola della cittadina di Chester’s Mill, incastrata sotto una misteriosa cupola che sembra vivere di vita propria. Avevamo lasciato questa serie a un punto in cui non solo il libro di King era stato completamente stravolto, ma la serie, dopo un promettente inizio, era inesorabilmente scivolata verso il trash. Si sarà risollevata?


L’ultima immagine di Under The Dome era quella di Dale Barbara ad un passo dalla morte, portato al patibolo dal malefico Big Jim Rennie, durante una giornata diventata notte e la caduta delle ormai famose stelle rosa.
Under The Dome - 2x01 Heads Will RollCome se non bastasse già il livello raggiunto dalla sceneggiatura, il dialogo in apertura tra Rennie e suo figlio Junior (lo chiamerò sempre così, visto che lo odia) è da far accapponare la pelle: non solo il grande Dean Norris si fa trascinare sul fondo dalla scrittura del dialogo, ma l’agire di suo figlio è quanto di più finto e insulso ci possa essere. Al momento di tirare la leva per giustiziare Barbie, infatti, dice che non ce la fa perché “ha paura”.
Il filone del duo Barbara-Rennie continua con una sorta di catalessi della stragrande maggioranza della popolazione: Dale ovviamente si libera, Junior ovviamente ha l’ennesimo ripensamento e ridiventa buono, Big Jim si trova in una situazione al limite ma ovviamente ha un espediente per uscirne (dell’esplosivo in un rifugio antiatomico?). Proprio questa sequenza del rifugio raggiunge il suo apice con l’apparizione del fantasma di Dodee: potrebbe anche starci dal punto di vista dei sensi colpa, di una possibile redenzione, di una sorta di manifestazione corporea della Cupola; ma non sta né in cielo né in terra la reazione di Big Jim, quasi che fosse all’ordine del giorno vedere la gente morta che ti parla e ti minaccia.

Under The Dome - 2x01 Heads Will RollDall’altra parte della città ritroviamo Julia Shumway e il lago, che sputa fuori dalle sue viscere una ragazzina che sta per morire affogata. Questa potrebbe essere una trovata interessante, se non fosse per il nuovo personaggio che viene inserito, quello dell’ex paramedico alcolista Sam Verdreaux: ora, per tutta la prima stagione c’è stata gente che ha perlustrato la città per capire fin dove si spingesse la Cupola e nessuno ha mai fatto cenno a questo loro concittadino?
Purtroppo è evidente che questo è un inserimento per rinfrescare un po’ la narrazione, per portare un elemento esterno al gruppo “storico” che non avrebbe modo di esserci se non inserito appunto dall’interno della cittadina, vista la presenza della Cupola.

Under The Dome - 2x01 Heads Will RollProbabilmente, le uniche due note positive della puntata vengono dai due plot twist che potrebbero rivoluzionare un po’ l’universo di Chester’s Mill, soprattutto il secondo.
Il primo riguarda la morte improvvisa di Linda Esquivel, travolta da una macchina per salvare Dale: il suo personaggio non è mai stato molto importante, ma aveva un suo perché nell’equilibrio delle cose. Interessante infatti la sua apparizione a Big Jim, che lo invita al suicidio: è ovvio che sia la Cupola a parlare, ma il dialogo è stato inserito abbastanza bene per riuscire nell’intento di mettere un po’ a disagio gli spettatori.
Il secondo è senza ombra di dubbio la fine che sembra avere fatto la bellissima Angie McAlister, presa ad accettate dall’inquietante ragazza apparsa dal lago: anche Angie è un personaggio abbastanza importate nell’economia della sceneggiatura – se si possono etichettare come “importanti” personaggi di una serie scritta per metà coi piedi – e la sua eventuale dipartita potrebbe stravolgere quanto visto fin qui. Oppure no: la serie, non avendo un filo logico, potrebbe anche non risentirne, e questo è uno dei più grandi limiti di Under The Dome.

L’ultimo punto riguarda lo sceneggiatore d’eccezione di questa puntata: Stephen King.
Avendo letto ogni singola parola scritta da uno dei più grandi narratori viventi, mi domando ancora come sia possibile che King abbia accettato questo tipo di trasposizione della sua opera, ricordando anche solo come se la prese per lo Shining di Kubrick, nemmeno lontanamente avvicinabile allo scempio che stanno facendo con la storia su Chester’s Mill.
Under The Dome - 2x01 Heads Will RollLa scrittura di King si può notare soprattutto nei colpi di scena: sembra che abbia voluto fare un po’ di repulisti e dare un’anima un po’ più dark al tutto – la ragazza che spunta dal lago è quasi un archetipo classico dei suoi romanzi, l’inaspettato che cambia tutto.
Ovviamente in una puntata non ha potuto sistemare quanto fatto fino a qui, ma ha sicuramente cercato di dare un’impronta diversa, più marcata.
Di sicuro, balza all’occhio una cosa: King si è sempre dichiarato fan di una serie molto importante del decennio scorso e in questa puntata – volontariamente o no – ne ha quasi copiato alcune caratteristiche. Il campo elettromagnetico, il rumore assordante che fa svenire le persone, l’apparizione di gente morta che parla per conto di un’altra entità… non vi ricorda qualcosa?

Under The Dome ricomincia quindi con un nuovo registro ma di sicuro non migliora sensibilmente rispetto alla passata stagione. Dimenticato ormai completamente il romanzo originale, la serie cammina per conto proprio: probabilmente è un male difficilmente curabile.

VOTO: 5½

 

Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale. Profilo FB: http://www.facebook.com/ste.porta?ref=tn_tnmn

3 Risposte

  1. 999sickboy666 scrive:

    Non commento sulla serie, perché ne vidi le prime puntate e decisi – cosa per me più unica che rara – che non avevo nessuna intenzione di proseguire oltre.

    Scrivo a proposito del “mistero” relativo a King (che considero un narratore di razza ed uno dei migliori artigiani della parola scritta – se non IL migliore – dei nostri tempi) che accetta e addirittura supporta questo tipo di operazione.
    S.K. è sempre stato chiarissimo, ed intellettualmente molto onesto, su una cosa: per lui scrivere è un lavoro ed è un lavoro che svolge con il preciso obiettivo di tirarne fuori più soldi possibile. Non solo non l’ha mai negato, lo ha anzi sempre esplicitamente ammesso ed argomentato.
    Con U.T.D. (serie tv) e con le altre, numerose, schifezze tratte dai suoi lavori (e che li hanno, in diversi modi, completamente snaturati) King si è messo in tasca quasi più soldi che con tutta la sua produzione narrativa.
    Semplice e chiaro.
    In più, adesso (rispetto ai tempi dello Shining di Kubrick), ha anche la possibilità di metterci bocca, negli adattamenti delle sue opere e, in questo, si vede benissimo che King è un romanziere ma non capisce una mazza né di cinema né di televisione – o, almeno, non quando si tratta di qualità.
    Da cui: Under the Dome.

     
  2. Diego Scerrati scrive:

    Sinceramente, per quanto la serie sia quello che è, mi aspettavo di più da un episodio scritto da Stephen King. E’ vero che non ci ha mai capito niente di cinema e televisione, sono d’accordissimo su questo, ma ha anche tirato fuori cose degne del suo nome come la sceneggiatura di una miniserie come La Tempesta del Secolo che non era per niente male. Qui i dialoghi fanno veramente pietà, sono di un didascalismo penoso e ho provato sincero imbarazzo per Dean Norris costretto a recitarli! Ho rivisto anche io King dietro le morti improvvise (e spesso di una banalità sconcertante, in senso positivo) dei personaggi, ma per il resto boh… una puntata appunto copiata da Lost (e il fatto che ci fosse Jack Bender alla regia non fa che peggiorare il senso di deja-vu), con storyline e personaggi completamente stravolti (Junior è improvvisamente sano di mente? e Julia che parla come neanche il capo di Scientology?). Comunque quest’anno sarà dura battaglia con Falling Skies nella categoria “cose a caso”!

     
  3. Davide Canti scrive:

    Sono d’accordo con la recensione. Forse la puntata peggiore di tutte, soprattutto per come si è gestito il cliffhanger del finale della prima stagione e per come si sono introdotti i nuovi personaggi, totalmente a caso, senza averli mai menzionati o almeno mostrati prima. Che poi mettiamo caso sia possibile, perchè i cittadini sono parecchi, ma la loro entrata con queste modalità puzzava di toppa tardiva per problemi molto più grandi. La puntata si può riassumere col gesto di Dodee che si ficca un dito nel foro di proiettile sul petto e ci ravana dentro. In quel momento mi è uscito un enorme WTF!

     

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