Agents of S.H.I.E.L.D. – 2×01 Shadows

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x01 ShadowsDopo l’ottimo season finale, con cui culminava il percorso evolutivo della serie, partita in sordina ma cresciuta moltissimo nel corso della prima stagione, “Agents of S.H.I.E.L.D.” torna con una premiere densa di avvenimenti e dai toni insolitamente cupi.

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“Shadows” conferma l’abilità e la lungimiranza degli autori nell’inserire le vicende nel più ampio disegno del Marvel Cinematic Universe.Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x01 Shadows Emblematico è in questo senso il cold open, ambientato nell’Austria del 1945, che vede protagonisti l’agente Peggy Carter (Hayley Atwell), Dum Dum Dugan e Jim Morita. Questo infatti assolve efficacemente molteplici funzioni: oltre a richiamare alcuni personaggi ed eventi visti in “Captain America: The First Avenger” e a servire da introduzione a “Agent Carter” (nuova serie della ABC ambientata nel MCU che andrà in onda nel 2015), il cold open costituisce infatti anche il motore narrativo dell’episodio, presentandoci quelli che presumibilmente saranno il MacGuffin e l’antagonista della stagione. É proprio durante questa sequenza, infatti, che ci vengono mostrati il misterioso Obelisk, primo 0-8-4 (codice dello S.H.I.E.L.D.  che indica gli oggetti di origine sconosciuta), e Reinhard, che al termine dell’episodio scopriamo essere ancora in vita e, grazie a Creel, nuovamente in possesso dell’oggetto. In questo modo gli autori riescono in un colpo solo ad avviare la trama orizzontale della stagione e al tempo stesso ad ampliare la mitologia dello S.H.I.E.L.D., di cui ci vengono mostrate le origini (la Strategic Scientific Reserve) e, a contrasto, il difficile progetto di ricostruzione portato avanti da Coulson.

 Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x01 ShadowsL’altro punto di forza di questa premiere sono i personaggi: se una delle critiche più frequentemente rivolte alla serie era stata la stereotipicità dei suoi protagonisti (Coulson escluso), “Shadows” riesce a spazzare via qualsiasi dubbio a riguardo, mettendo a frutto il percorso iniziato da questi nella scorsa annata. La decisione di riprendere la narrazione a qualche mese di distanza dalle vicende del season finale permette infatti agli autori di mostrarci l’evoluzione di questi personaggi, che acquisiscono sfumature un anno fa impensabili. Coulson, forse non a caso, resta in questo senso un po’ in disparte, completamente assorbito dall’arduo compito di rimettere in piedi l’agenzia, lasciando spazio agli altri membri della squadra. Skye è ormai un’agente a tutti gli effetti, la cui freddezza e abilità sul campo la avvicinano molto a Melinda May, con cui sembra aver ormai stretto un rapporto di intima complicità. Il personaggio di Ward, ormai lontano anni luce dall’immagine del perfetto agente con cui ci era stato presentato, assume invece sfumature sempre più inquietanti derivanti proprio dalla sua ossesione nei confronti di Skye. La vera sorpresa è rappresentata però da Fitz, il cui passaggio da comic relief a fulcro drama dello show è tanto efficace quanto straziante. Anche l’introduzione dei nuovi personaggi viene gestita in maniera soddisfacente: sul fronte degli antagonisti sia Reinhardt (che non sembra essere invecchiato di un giorno dal 1945) che Creel costituiscono certamente un passo avanti rispetto a Mike Peterson e al progetto Centipede visti nel pilot, mentre Isabelle Hartley (interpretata da Lucy Lawless), ci regala una delle scene più forti della serie, anche se la sua prematura dipartita sa un po’ di occasione sprecata.

Agents of S.H.I.E.L.D. - 2x01 ShadowsNonostante ciò la puntata non è priva di difetti, riassumibili principalmente nelle semplificazioni e forzature della trama che da sempre accompagnano lo show, ma che in ogni caso pesano meno del solito sulla riuscita dell’episodio: si vedano ad esempio la facilità con cui la squadra riesce a fare irruzione nel deposito per recuperare l’Obelisk oppure il modo assai poco credibile con cui viene motivata l’assenza di Simmons. Non mancano infine sottili riferimenti alle due grandi questioni lasciate in sospeso dal season finale: la salute di Coulson e le origini di Skye. Pur essendo solo accennati (Skye sta lavorando ai dati scritti da Phil e Garrett mentre Ward sembra essere a conoscenza di informazioni riguardanti il padre della ragazza), questi servono a rinnovare l’interesse dello spettatore nei confronti dei due principali misteri della serie le cui basi sono state poste fin dai primi episodi, a riprova della lungimiranza degli autori.

“Shadows” sembra insomma confermare la svolta positiva intrapresa dallo show: la struttura a 22 episodi implicherà necessariamente un rallentamento del ritmo della narrazione, ma la carne al fuoco è tanta e questo fa ben sperare per la riuscita della seconda stagione.

 Voto: 8-

 

2 Risposte

  1. jackson1966 scrive:

    Non so, a me ha lasciato qualcosa di amaro in bocca. Io ho fatto il binge-watrching della prima stagione e devo dire, che prima di Capt. America si odrmiva bene, poi è stato un crescendo. Forse ancora con quelle immagini nelal mente, questa puntata mi è sembrata troppo cupa, o forse Fitz conciato così e Simmons non si sa dove (sarebbe stato meglio senza di lei, really?) mi ha lasciato quell’amaro in bocca.

     
  2. Joy Black scrive:

    Terminato ieri il recuperone di questa serie, prima stagione praticamente skippata nella prima parte, molto divertente e appassionante nella seconda parte. Non siamo di fronte ad un capolavoro, ma intrattiene molto bene e se si è appassionati Marvel non se ne può non subire il fascino.

    Per quanto riguarda questa premiere non ho capito ancora se mi è piaciuta o no, e quanto: la parte action è stata molto buona. l’uomo assorbente come villan-scagnozzo funziona, la nuova trama dell’oggetto alieno in mano all’Hydra è interessante. Non mi ha convito invece la parte con Fitz e Simmons, non capisco perché la ragazza è stata allontanata, non dicendoci neanche dove è adesso e che rapporti ha con il resto del nuovo Shield. Inoltre ho trovato un po’ confusa la sequenza del blitz al deposito, con di fatto Coulson che abbandona Harvey e l’importatissimo oggetto, per un aereo.

    Mi aspettavo già qualcosa sul padre di Skye, ma c’è tempo ancora per sviluppare la vicenda, contando che a quanto pare il primo 0-8-4 è collegato al farmaco che ha resuscitato Coulson e guarito Skye.

     

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