The Strain – 1×08/09 Creatures of the Night & The Disappeared

The Strain - 1x08/09 Creatures of the Night & The DisappearedDopo un inizio incerto che aveva sollevato non pochi dubbi nei confronti della serie TV di Guillermo del Toro e Chuck Hogan, siamo ormai sempre più nel vivo dell’azione: The Strain ne guadagna sicuramente in interesse e piacere visivo, nonostante vi siano ancora degli alti e bassi che non gli permettono la stabilità qualitativa di cui avrebbe bisogno.

Adesso che molti dei problemi iniziali sono stati superati, è facile guardarsi indietro per rendersi conto di cosa non funzionasse nella prima parte della stagione: troppe storie parallele e troppa preparazione per una trama che stentava a partire. Tutto ciò aveva indebolito l’intera narrazione, priva del tempo necessario per soffermarsi sui vari personaggi e riuscire a caratterizzarli quanto necessario. Ci si era concentrati troppo sulle storie dei quattro sopravvissuti, per poi farli morire quasi tutti nel giro di pochi attimi.
Queste ultime due puntate, invece, lasciano allo spettatore molto materiale di cui discutere: da un lato abbiamo l’episodio migliore finora realizzato, dall’altro una puntata di nuovo inceppata e lenta che segna un brusco ritorno indietro che non ci saremmo sicuramente aspettati.

1×08 Creatures of the Night

 
“Fine, we’ll put it to a vote. Who wants to stay and die?”

The Strain - 1x08/09 Creatures of the Night & The DisappearedDopo la fuga dalla metropolitana, i personaggi finiscono per rinchiudersi all’interno di un negozio braccati da vampiri intenzionati a farli fuori. Il male è alle porte ed uno di loro è infetto, mettendo in pericolo la vita di chiunque si trovi intorno a lui.
Non si tratta dell’esordio di un film horror di stampo classico, ma dell’ottavo episodio di The Strain che, con un citazionismo sopraffine, confeziona la puntata più riuscita finora, che mescola sapientemente personaggi, trama ed azione – quelli che dovrebbero essere i punti fermi di un prodotto televisivo di questo genere.

Il ritmo si fa sostenuto – nonostante siamo fermi in una stessa location praticamente per l’intero episodio – sin dalle primissime battute; di fronte a noi avviene finalmente l’incontro tra gli “ammazzavampiri” ed altri due personaggi fondamentali: Vasiliy Fet, di cui stavamo già da un po’ seguendo le azioni solitarie, e l’hacker che ha mandato in tilt tutti i sistemi di comunicazione di New York. Superato lo shock per la casualità dell’incontro – che così è davvero troppo fortuito –, l’episodio inizia a macinare benissimo, riuscendo a costruire un ottimo climax narrativo che si sostiene con efficacia nel trascorrere del tempo. Cresce e continua la mitologia dei vampiri – sempre più gadget per combatterli – e per 40 minuti ci sentiamo tirati dentro un buon film dell’orrore.

The Strain - 1x08/09 Creatures of the Night & The DisappearedInutile sottolineare che il momento più forte e decisivo di questo ottavo appuntamento è la morte di Jim Kent. Traditore pentito, Jim ha compiuto la sua parabola senza riuscire però a redimersi dagli errori commessi. Come Nora ripeterà nell’episodio successivo, Jim era il personaggio buono, sensibile ma profondamente debole, che cede al controllo di Eichhorst in virtù della possibilità di curare sua moglie. Così, dopo un disperato tentativo di Eph di salvargli la vita, Jim esce dai giochi e, senza troppe remore, gli autori fanno fuori uno dei personaggi principali.

Il coraggio di una scelta del genere si accompagna anche con una buona scrittura dei dialoghi più concitati che separano ancora nettamente in due il gruppo di “cacciatori”: da un lato Fet e Abraham hanno assunto sulle proprie spalle la gravità della situazione, senza più dubbi né incertezze; dall’altro abbiamo Ephraim e Nora che sembrano nonostante tutto rifiutare di vedere, nascondersi dietro una civiltà che non riesce più a proteggerli. D’altronde entrambi erano sì abituati a malattie mortali, ma lottavano costantemente per arginarle e salvare il corpo ospite.

Il risultato di questo episodio è quindi piuttosto positivo ed i difetti pur visibili non infastidiscono che di passaggio.

Voto: 8

1×09 The Disappeared

“There’s no hope for those who are infected. You must understand this.”

The Strain - 1x08/09 Creatures of the Night & The DisappearedPeccato che non si possa fare lo stesso discorso per il nono episodio, che risulta essere una vera e propria involuzione. Chi si era convinto che dopo la puntata scorsa non si potesse più tornare indietro, sarà rimasto tristemente deluso.
L’episodio in sé non è brutto, ma è fondamentalmente di una lentezza estenuante, ed è dedicato per lo più a caratterizzazioni superficiali e piatte dei propri personaggi: apice in questo è la scialba scena di sesso tra Ephraim e Nora, del tutto inappropriata per modi, tempistiche e situazione; quel momento all’interno della narrazione stona completamente perché non solo non aggiunge niente di nuovo, ma non sembra nemmeno appartenere ai personaggi di cui stiamo parlando. E a ciò va sommato il traguardo raggiunto da Ephraim con il premio per il commento più inappropriato da dire dopo aver fatto sesso.

Se le storture si fossero limitate a questo, tutto sommato si sarebbe potuto sorvolare, ma l’episodio in generale è fermo e non porta avanti, se non per piccolissimi spostamenti, la trama principale; il che non è un male a priori (già l’ottavo episodio faceva dei passi molto piccoli), ma, se non si è nemmeno in grado di intrattenere, il meccanismo si inceppa.

The Strain - 1x08/09 Creatures of the Night & The DisappearedLe conseguenze emotive della morte di Jim si fanno sentire soprattutto nelle lacrime di Nora, che ha conquistato uno spazio nella narrazione come nuovo soggetto da odiare e di cui sperare una morte cruenta e spietata. Il suo sentirsi moralmente superiore a Fet e più umana di lui rende la sua figura sempre meno interessante e sempre più sacrificabile all’altare dell’horror di vampiri. L’altro personaggio la cui esistenza si sarebbe volentieri evitata è Gus il quale continua a minacciare a destra e a sinistra per finire quasi ucciso dal suo migliore amico. La parte che lo coinvolge stavolta funziona – anche perché deve parlare poco –, ma il suo futuro è ancora incerto e soprattutto ben distante dal resto del cast. Li raggiungerà? Se però pensiamo che a Gus viene dedicato meno tempo di quanto sia concesso ai flashback, qualche domanda bisognerà porsela.

In questo episodio, di contro, esce in tutta la sua bellezza espressiva l’ottimo Thomas Eichhorst – interpretato da un convincentissimo Richard Sammel – della cui trasformazione in vampiro siamo diretti testimoni. Forse il momento più alto è proprio l’incontro con il Padrone all’interno della cripta: è un uomo distrutto, che ha creduto nei sogni di gloria di Hitler e che vede ora tutto crollare davanti a sé, con gli Alleati che prendono possesso del campo di concentramento. Ecco quindi che viene premiato dal Padrone di cui vediamo per la prima volta la faccia: si è fatto un gran parlare dell’immagine, delle citazioni a Nosferatu e ai film horror degli anni ’80, ma l’opinione non cambia e non si può certamente non rimanere delusi per l’immagine plasticosa che si ha davanti – proprio quando lo stesso Eichhorst aveva evidenziato un trucco indubbiamente più riuscito.

P.S.: Possibile che la gente non abbia ancora capito che c’è qualcosa che non va in giro per Manhattan?

Voto: 6

The Strain avrebbe un ottimo potenziale, ma fatica ancora a riuscirsi a muovere agilmente. Ha grandi aspirazioni, ma chiaramente qualcosa ancora non funziona ed i continui passi falsi sembrano sottolineare questo aspetto con un po’ troppa decisione. Se si ritorna ai fasti dell’ottavo episodio, allora non possiamo che ben sperare; di contro, però, se non si superano alcune difficoltà oggettive in fase di scrittura, la serie rimarrà solo una splendida promessa non mantenuta.

 

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

5 Risposte

  1. marco scrive:

    Ma va la. funziona eccome. Se si parte da uno standard alto come Boardwalk Empire o Sons of Anarchy, ovviamente il confronto nn regge. Ma é molto ben fatto e molto divertente. Un fumetto per la tv. E direi anche grandissimi personaggi secondari

     
  2. Setteditroppo scrive:

    Recensione perfetta che sposo in pieno. Poi c’è la parte emotiva, soggettiva. E allora debbo dire che questa è la serie che sto aspettando di più tra una settimana e l’altra. Avevo una voglia pazzesca (gli appassionati mi possono capire) di vedere due cose in una serie horror di zom…vampiri: l’inizio graduale del contagio e un’ambientazione urbana finalmente (l’ottava puntata per me è stata una goduria). The strain mi offre entrambe. Non è un capolavoro ma grazie del Toro, grazie. Ah dimenticavo…ogni riferimento a ciò che vorrei vedere in TWD è puramente voluto

     
  3. jackson1966 scrive:

    Per me funziona eccome. E’ la serie hche aspetto di più da una settimana all’altra. Ed in più, non mi stancherò mai di riperterlo, tutto ciò che vediamo, anche quello che sembra inutile, servirà poi nel prosieguo. Nulla è per caso e niente serve per caso. Quando il padrone prenderà piede le varie caratteristiche che i personaggi hanno presentato, nel bene e nel male, serviranno a combatterlo o a cedere alla fine. Tutte le caratteristiche. E Nora darà delle belle sorprese.

     
  4. Mikals scrive:

    Concordo con la recensione…..il 6 politico forse è pure troppo generoso.
    Non si tratta di confrontare questo prodotto con qualcosa di meglio ma è proprio scialbo con una valanga di stereotipi e via dicendo.

    Bollato !

     
  5. Giak scrive:

    Il pilot di questo show mi aveva fatto ben sperare, addirittura la chicca di un pezzo dei Molotov mi sembrava indice di ricercatezza. Poi però mi sembra che tutto sia andato un po’ in vacca, scendendo verso standard da serie anni 80 (Mc Gyver). Ridicole le scene di azione dell’episodio 8 quando i nostri eroi si difendono dagli attacchi dei vampiri con delle lampade al neon. Mai viste delle scene di azione più ridicole, con i personaggi per nulla all’altezza della situazione. Ma poi questo Eph… era proprio necessario mettergli il parrucchino?

     

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