The Affair – 1×02 2

The Affair – 1x02 2Le novità di quest’autunno televisivo per il momento stentano ancora ad arrivare e ad affermarsi, quantomeno sul piano dell’eccellenza. Oggi possiamo dire con certezza che esiste un’eccezione: The Affair si conferma come un’opera di grandissimo rilievo, pronta a interpretare il ruolo di protagonista dei prossimi due mesi televisivi.

Se l’ansia del giudizio sull’episodio è stata placata immediatamente nell’introduzione, passiamo ora a un’analisi più approfondita. Come delineato nella recensione del pilot, The Affair prende le mosse da un concept particolare, che molti hanno paragonato a Rashomon per via della messa in relazione di punti di vista diversi riguardanti una stessa situazione. Altri hanno accostato la serie a True Detective per via dell’altissima qualità mostrata dall’episodio d’apertura (in questa categoria vanno inseriti anche The Knick e Fargo, per quanto riguarda le novità 2014), ma soprattutto per il livello di introspezione sui due caratteri principali della serie. La dualità della narrazione trova una speculare referenza con la dualità della creazione e produzione dell’opera: Sarah Treem e Hagai Levi infatti lavorano a quattro mani scorporando al massimo il piano maschile da quello femminile, aggiungendo alla serie i due punti di vista complementari che servono alla stesura del racconto. L’unica perplessità è quella di un formato narrativo troppo rigido, fatto di episodi sempre divisi a metà che alla lunga rischia di diventare prevedibile. “2” spazza via questo timore dimostrando quanto possa essere potente un formato del genere, capace di sviluppare livelli narrativi inaspettati e arrivare a risultati di grande originalità.

She seemed like the loneliest girl in the world.

The Affair – 1x02 2Con l’inizio del primo capitolo, ancora una volta dedicato a Noah, siamo al day after, al momento in cui la sorpresa è stata scavalcata dalla suspense, in cui l’ansia di capire è diffusa e dipanata su più questioni. Prima di tutto: chi sono Noah e Alison? Come stanno? Come hanno reagito alla loro sera insieme? Male. Entrambi abbastanza male. Noah, nonostante una condizione economica più che rigogliosa, una moglie perfetta, dei figli bellissimi e un lavoro creativo, appare sempre più frustrato, insoddisfatto della propria vita familiare, senza fiato, come un leone in gabbia e messo spalle al muro da più parti. In primis c’è il rapporto con il suocero Bruce, patriarca della famiglia, scrittore di libri di successo e specchio in cui Noah si riflette sempre in modo sbagliato.
L’incontro con Alison non è la causa di tutto ciò, sarebbe troppo semplicistico: è piuttosto il detonatore di un ordigno già piazzato, il catalizzatore di un movimento molto complesso, più legato all’insoddisfazione di un uomo di mezza età che all’adulterio. La caratterizzazione del personaggio di Noah è legata a doppio filo con il contesto sociale in cui è immerso: l’intera impalcatura del suo disagio ha come fondamenta la frustrazione di sentirsi unfit, non adatto al mondo in cui vive e dal quale è troppo spesso criticato (il litigio con Bruce è il momento più rappresentativo). La mancanza di spontaneità, di tranquillità, di quella spensieratezza – che è una delle tante caratteristiche che lui vede in Alison –, lo portano a disinteressarsi del mondo per salvaguardarsi e quindi anche a rimanere indifferente alle questioni legate alla propria famiglia (“forgot the code?”), che lui senza dubbio ama con tutto se stesso.

I was sure I’d never see him again.

The Affair – 1x02 2Una delle domande più interessanti che ci ha lasciato l’episodio pilota è: perché prima Noah e poi Alison? C’è un senso? A questo punto della stagione è ancora impossibile capire se ci sia un senso complessivo, di sicuro però è sostenibile un’analisi relativa a ciò che l’ordine di accostamento produce in quest’episodio. Se il racconto di Noah vive dell’indagine tra la sua persona e il contesto che la opprime, quello di Alison è molto più intimo, figlio di un trauma personale e strettamente legato alla impressioni, alle sensazioni e alle emozioni della protagonista. Per questa ragione, il posizionamento della parte dedicata a lei successivo a quella di Noah consente la riflessione sull’accostamento di entrambi i ricordi e di conseguenza di porsi gli interrogativi sulle differenze tra le due reminiscenze nel corso della sezione con la focalizzazione impostata su Alison. Questo non vuol dire assolutamente che uno dei due racconti sia falso, qui la veridicità è un parametro che ha davvero poco senso. Semplicemente l’analisi di Alison, per ora, si nutre a piene mani della soggettività del suo punto di vista, proprio per via della sua natura intima. Alison non riesce ancora a uscire dal suo dolore, ma soprattutto non vuole uscirne, in quanto ormai esso è una piccola cella nella quale si trova quasi bene (“alone and safe”) e attraverso le cui sbarre osserva il mondo, facendo del proprio trauma una corazza con cui proteggersi.

I just thought she was bad news.

The Affair – 1x02 2La costruzione del confronto tra lui e lei in quest’episodio è impostata sull’idea di matrimonio, sia per quanto riguarda le situazioni familiari di entrambi, sia rispetto alla concezione di matrimonio che i due protagonisti hanno maturato nel corso della loro esistenza. Innanzitutto c’è la questione che lega il matrimonio all’adulterio che compare sin dalle prime battute nella bocca di Noah (“Listen, I had no idea she was married when I first met her”), portando lo spettatore verso un filtro d’analisi bene preciso. Da quel momento in poi tutto verte attorno ai legami matrimoniali dell’uno e dell’altro, specie quando c’è da sottolineare le differenze tra i due racconti: nel ricordo di Noah lui viene a conoscenza molto dopo della situazione familiare di lei e fino a quel momento domina il senso di colpa; nella versione di Alison, invece, lui sa subito tutto e nonostante ciò è molto insistente con lei.
La sequenza della festa è poi quella più differente: il senso di colpa di Noah mette in evidenza la moglie col vestito rosso (un anonimo nero nel racconto della donna), così come più spazio viene dedicato al conflitto con Bruce; dall’altra parte c’è il paradossale incontro tra Alison e la suocera di Noah (“I like you”) sfruttato per mettere insieme due sguardi molto diversi eppure entrambi molto femminili. Il bacio, figura iconica delle relazioni amorose, è un’altra di quelle cose che subisce forti cambiamenti a seconda dei racconti in cui si trova. Nel ricordo di Noah è la liberazione, l’approdo all’oggetto del desiderio una volta certo di non essere l’unico infedele dei due; è anche mostrato come un bacio rubato, passionale ma in una situazione di pericolo, arrischiato e per questo ancora più desiderato. Alison invece lo riporta alla luce come una condizione serena, a due, in cui lei inizialmente ricopre un ruolo di sostanziale passività, per poi essere travolta dal furore dell’attrazione che prova per lui.

Everyone says to you when you’re young, “who do you love? Love is all you need”, and it sends you into a panic.

The Affair – 1x02 2All’inizio di questa recensione si è detto che i due protagonisti stanno male, o quantomeno non stanno bene. Ma chi è che sta male? A quale versione dei protagonisti dobbiamo delegare la nostra fiducia? E soprattutto, perché non fidarsi, anche se poco, di tutte le versioni? Fidarsi non nel senso che ciascuna contiene la verità, ma che tutte le apparizioni di Noah e di Alison, tutte le loro voci fuori campo e tutte le volte che vengono chiamati in causa da altri, non rappresentano mai momenti casuali né per forza coerenti, bensì diversi punti di vista con autonomi significati, tutti pezzi dispersi di un puzzle andato in frantumi. Proprio qui c’è la vera forza di questa serie, ovvero i numerosi livelli in cui è articolato il racconto.
Innanzitutto la divisione esatta dell’episodio in due, ciascuna dedicata a uno dei protagonisti: la scissione crea dinamicità nella visione ponendo lo spettatore nelle condizioni di inseguire l’arrivo di ciò che già conosce per rimanere stupito di ciò che trova. All’interno di queste sezioni ci sono i personaggi, riguardo cui è davvero arduo selezionare la precisa focalizzazione del punto di vista: c’è sicuramente quello del presente durante l’interrogatorio, ma tutti gli altri, mostrati in maniera meno esplicita, sono sfumature che vanno dal momento dell’interrogatorio fino al tempo in cui la storia è ambientata. La messa in relazione tra chi racconta e chi è raccontato è il cuore della serie, ovvero il tentativo di ragionare sull’atto del narrare e quindi anche sul proprio medium, la televisione.

I felt I had to be so strong for them because if they knew what I was really thinking, they’d be terrified of me.

The Affair – 1x02 2Il marchio di estrema qualità di The Affair emerge dalla corrispondenza tra differenti livelli del racconto e rispettivi livelli estetici. Le sequenze (poche fino ad ora) che mostrano i due interrogatori sono girate soprattutto in camera fissa, utilizzando spesso primi piani e angolazioni estreme in modo da deformare i volti dei soggetti e rendere ancora più inquietante il mistero che sottende l’intera storia. Le scene caratterizzate dalla voce fuori campo di Noah e Alison (bellissimi i poetici monologhi) sono invece dei momenti di grande lirismo dagli echi malickiani, caratterizzati dalla macchina da presa sempre molto mobile, spesso dalla musica d’accompagnamento e da un’attenzione ai movimenti dei corpi volta a cogliere sia le loro sinuosità sia gli istanti di maggior emozione. Tutto il resto, ovvero il racconto nel racconto, è mostrato attraverso delle scelte di messa in scena sempre molto acute, capaci di sottolineare con uno stacco le reazioni dei personaggi, ma anche da riprese a macchina a spalla incollate ai medesimi che danno luogo un rigoroso pedinamento. Qui emerge il mistero, e l’approccio alla materia diventa quello del thriller, quando sappiamo, a piccole dosi, che in quella notte è avvenuto un omicidio. Da questo momento le domande sulla storia e sulla serie si moltiplicano, così come l’attesa per il prossimo episodio.

The Affair supera la prova del nove confermandosi una serie di altissimo livello, scritta diretta e interpretata benissimo, originale e piena di livelli di lettura.

Voto: 8,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

12 Risposte

  1. Will Gaiman scrive:

    Francamente dubbi sulla struttura della serie non li avevo finito il pilot, ancora di meno ne ho dopo questo episodio. La serie va avanti con una profondità poco comune specialmente contando che siamo solo all’inizio.

    Sicuro che l’omicidio ci è scappato quella notte? Io avevo inteso che uno dei presenti alla festa sia morto, ma non la sera stessa

     
  2. Io il confronto vestito rosso vs vestito nero l’ho interpretato in maniera diversa, invece. Per quanto nella versione di Allison la moglie sia vestita con un colore scuro e quindi teoricamente più anonimo, di fatto l’abito è molto più sexy ed elegante di quello visto nella sezione di Noah. Nella versione di Allison la donna è molto più altezzosa e scostante con il marito, e il modo in cui è vestita è parte integrante di questa idea che si è fatta di lei, probabilmente come forma di autodifesa. Nella versione di Noah, sembra invece una moglie simpatica e comprensiva, ma proprio per questo meno provocante e dunque meno desiderabile. Quando chiede al marito quale vestito dovrebbe indossare, lui le indica quello più scollato e sensuale, ma lei preferisce l’abito rosso, accollato e francamente un po’ triste, così da non risultare troppo appariscente. Anche in questo caso il segmento è incluso nel racconto perché ci dice qualcosa del modo in cui i due protagonisti stanno vivendo la loro storia e come cercano di elaborarne la colpa.

    Piccola precisazione: credo che anche nella versione di Allison Noah si renda conto che la donna è sposata soltanto sulla spiaggia, non prima.

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Will, a me pare si dica che alla festa sia successo qualcosa, proprio quella sera.
    Fra, il bello e la forza di questa serie e di questa puntata che l’interpretazione di queste sensazioni così soggettive lascia grande margine allo spettatore. La tua versione è sicuramente plausibile. La mia era solo una questione di tipo cromatica, che in ogni caso non esclude totalmente la tua.
    Riguardo alla questione del matrimonio Noah lo scopre quando compra le marmellate e gli viene detto che le due tipe sono sister in law perché si sono sposate due fratelli.

     
    • Federica Barbera scrive:

      Confermo, dal dialogo sembra evidente che sia successo qualcosa quella sera. Riporto in italiano per comodità

      – Quindi sta parlando con chiunque fosse lì quella sera?
      – Esattamente.
      – Il punto è, detective, che io… Dubito che sia stato qualcuno presente alla festa ad investirlo.
      – E cosa glielo fa pensare?
      – Beh, tutti gli invitati erano del posto, ma la strada dove lui è morto…
      Porta ad uno di quei nuovi locali carini dove vanno i turisti.
      Non mi spiego perché qualcuno della festa sarebbe dovuto andare lì.
      – Eppure lui era lì.
      – Già. Suppongo sia così.
      – Lei dov’era quella notte?
      – Gliel’ho detto.
      – E’ tornata in città.
      – Sì. Esatto.

      A me sembra abbastanza evidente che parlino di quella sera stessa. Lei dice che la gente a quella festa non avrebbe avuto motivo di andare in quella zona di turisti, e che lei “quella notte” stava tornando in città, come vediamo dalle immagini finali.. quindi credo che sì, la sera sia quella.
      Anomalo, anch’io mi aspettavo che fosse qualcosa più in là nella storia, però mi fido.

      La puntata non ha chiaramente il fascino della prima perché ormai ne conosciamo la struttura, e comunque continuo a sperare che ci sia, magari più avanti, un’alternanza tra le scene di Noah e quelle di Alison – anche se la spiegazione di Attilio sulla questione più soggettiva ed emotiva di Alison è giustissima.
      Attendiamo e vediamo, in ogni caso la puntata continua sulla strada eccellente del pilot, a me è piaciuta moltissimo

       
    • Hai ragione, avevo dimenticato questo passaggio.

       
  4. Dreamer88 scrive:

    Ottima anche questa seconda puntata, nonostante il fattore novità sia ormai svanito la storia continua a delinearsi in maniera davvero brillante ed intrigante. Dopo due puntate non me la sento ancora di fare supposizioni o congetture su quello che avverrà nelle prossime puntate perchè mi sembra ancora un pò prematuro (ho letto su Internet decine di interpretazioni e teorie fatte dagli spettatori, tutte diverse fra loro).

     
  5. peritonite scrive:

    Notavo un paio di cose: durante l’interrogatorio Allison ha i capelli tagliati e nella prima puntata dice che deve andare a prendere suo figlio, pensavo quindi fosse passato molto tempo (almeno un annetto) dal tempo dei fatti a quello del racconto. Se il “fattaccio” è invece accaduto quella sera non mi torna questo salto temporale che davo per scontato.

     
  6. from0tohero scrive:

    Per ora la miglior novità dell’anno dopo True Detective.

    Cerco aiuto da qualche spettatore/trice più attento di me: il rapporto Alison/Cole mi era sembrato nel primo episodio molto difficile, tormentatissimo, agli sgoccioli, devastato dalla tragedia e dalla capacità del marito di superare il dolore contrapposto all’incapacità di Allison di non superare la morte del figlio.

    Nel secondo si parla proprio di “ODIO”. A vostro avviso abbiamo una deviazione di sceneggiatura o l’odio è dovuto all’ultima differenza nella gestione delle fasi del lutto che descrivo nel sopra?

     
  7. SerialFiller scrive:

    Questo avvio di stagione mi ha fatto pensare ad una cosa di cui sono sempre stato convinto, ovvero che i fatti, le azioni sono e saranno sempre incontrovertibili, irrimediabili e incontestabili ma nella vita non sono i fatti a fare la differenza(almeno moralmente, per la nostra coscienza e per la nostra storyline spirituale e personale) ma i perchè di quelle azioni, i sentimenti, le voglie, le passioni, i dubbi, le ansie che portano a certe azioni o forse a tutte le azioni.
    2 punti di vista guardati da chi è dentro al “the affair”,poi c’è il punto di vista di noi spettatori, il punto di vista dei protagonisti indiretti ecc ecc..insomma da fatti incontrovertibili in quanto appaiono in ambo le versioni (l incontro al molo, la passeggiata in spiaggia, il drink al party, il bacio) possiamo tirare fuori versioni diverse e soprattutto sensazioni diverse ribaltando in qualche modo anche la sacralità del fatto in se. Insomma baciare un uomo una donna sposata è un fatto in se ma quel bacio dato per amore, per passione, per noia o per divertimento assume connotati e significati differenti. E qui sta la grandezza di The affair e forse la grandezza della vita in se. Sapere che non esiste una verità e forse non esistono fatti nella vita di nessuno di noi ma solo sensazioni, convinzioni, scelte giuste o sbagliate ma scelte che per ognuno di noi comportano migliaia di universi paralleli e vite da vivere contemporaneamente.

     
  8. Namaste scrive:

    Universi paralleli, il paradosso di Schrödinger, Joshua Jackson… se non è uno spin-off di “Fringe” allora è solo il miglior new drama di quest’annata! :-)

     

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