The Good Wife – 6×06 Old Spice

The Good Wife – 6x06 Old SpiceUno degli aspetti peculiari di The Good Wife è la capacità di saper equilibrare con grande maestria momenti da commedia leggera a sezioni di drama “classico”, efficace ma privo della pesantezza o del manierismo in cui è facile scivolare nell’intento di interessare lo spettatore. Questo episodio ne è un esempio lampante.

Chiaramente tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’azzeccatissima scelta di Julianna Margulies come attrice principale del cast: la donna (che per questo ruolo ha vinto non pochi premi) è riuscita e riesce tuttora – e questo episodio è esemplare a riguardo – a trasmettere emozioni con uno sguardo, ad illustrarci l’evoluzione sempre più compiuta e decisa di questa “brava moglie”. D’altronde il paragone tra le immagini della prima stagione e quella della sesta avvenuto nello scorso episodio è lampante: tornando indietro non potremmo non vedere un’Alicia diversa, che nel corso delle stagioni ha tirato fuori la propria anima e, perché no, anche il proprio cinismo.

Grace, It’s mum. Religion is in my life again.

The Good Wife – 6x06 Old SpiceI coniugi King hanno avuto il pregio di saper sempre trovare strade nuove e convinte al percorso di Alicia: che fosse l’incertezza sentimentale o le aspirazioni lavorative, la Florrick si è costantemente rinnovata stagione dopo stagione, e questa non fa affatto eccezione. Mettere Alicia sotto i riflettori, in un campo che fino a questo momento avevamo visto come terreno di caccia dell’abile Peter, è un’ottima trovata narrativa perché costringe la donna a mettere a nudo i propri pensieri e le proprie capacità.

È questo il caso della religione che di tanto in tanto torna a colpire Alicia alle spalle: un tema così importante nella vita di ognuno di noi non può che essere centrale anche nella discussione politica americana (di cui vengono squisitamente messe a nudo le contraddizioni e le ipocrisie) e la candidata a Procuratore non può non venire a patti con il proprio ateismo. Alicia è già costretta, ancora all’inizio del proprio percorso, a mentire in maniera plateale, a venir meno alle proprie posizioni in favore di un’immagine pubblica da costruire: d’altronde lei è Saint Alicia, ed è su questa facciata che costruisce la sua avanzata politica. Eppure, nonostante ammetta di odiare le menzogne, è molto abile nel metterne in campo, e se ne serve fino in fondo con estrema abilità, senza mai sconfinare nell’esagerazione.

La scelta di indicare questo nuovo percorso per Alicia può essere molto interessante se è in grado di non snaturare il personaggio della Margulies: questo perché gli autori hanno sempre dimostrato di saper gestire con classe le sfaccettature più ciniche del lavoro da avvocato. È indubbio che saranno anche in grado di muoversi in quest’altro campo, evitando irreali rappresentazioni della politica (com’era, ad esempio, Una donna alla Casa Bianca), ma quando si parla di politica è sempre bene stare attenti a non finire nel pantano.

The Good Wife – 6x06 Old SpiceSe sul fronte politico le cose sono solo all’inizio, sul piano lavorativo i meccanismi iniziano in parte ad incepparsi: Cary è sempre più perso, è finito in una spirale autodistruttiva che sembra intenzionata a divorarlo. Il giovane avvocato, dopo aver raggiunto il ragguardevole traguardo di avere il proprio nome sull’intestazione di uno studio legale, sembra indirizzato a tornare indietro: nonostante la mano delicata di Joy Gubrick – Linda Lavin è davvero ottima nel tratteggiare la pedante impiegata dello Stato, con la sua lentezza che cozza violentemente con il dinamismo di Kalinda –, Cary deve riprendere la propria posizione sempre più precaria. Ormai ogni decisione riguardante lo studio vede lui ed Alicia ad ogni puntata più contrapposti, mentre la sintonia tra Diane e la Florrick è sempre più convinta.

The Good Wife – 6x06 Old SpiceÈ un vero tocco di classe il finale di questo episodio, con il ritorno negli uffici della L/G (accuratamente messi a soqquadro dal dispettoso David Lee, si immagina) e la presa di possesso di quello che è il nuovo livello della Florrick-Agos: via tutte le buone speranze dell’inizio, l’open-space che aveva affascinato la partenza dello studio legale. Tutto torna al proprio posto e se per Diane è stata una vacanza di un mese, per Alicia l’impatto è estremamente più forte: sarà lei ad occupare il posto di Will, quell’ufficio che per la donna ha rappresentato molti stati d’animo differenti. L’impatto non può che essere violento contro il ricordo che non si è spento; in questo va fatto un plauso agli autori i quali – a differenza dell’abitudine televisiva di “dimenticare” i personaggi morti dopo un certo numero di episodi – si muovono con abilità all’interno del realismo più puro. Will è morto da tempo, questo è vero, ma i lutti impiegano spesso anni  prima di essere digeriti. Alicia non potrebbe andare avanti come se nulla fosse, e quindi il pensiero di Will è un elemento costante. D’altronde, se avesse lasciato Peter per Will, dove starebbe adesso la donna?

Call me… maybe.

The Good Wife – 6x06 Old SpiceThe Good Wife non si esaurisce in questo, ma ci regala anche uno dei momenti di intrattenimento comico più divertenti della stagione: già è stato più volte sottolineato l’apporto positivo rappresentato da Carrie Preston e dal suo personaggio Elsbeth Tascioni (sarebbe davvero un’ottima idea darle maggiore spazio in futuro), e la sua accoppiata con Josh Perotti è esilarante. I due personaggi mettono in campo una chimica spassosa, volutamente su di giri (ma d’altronde, dopo aver “visto” nella mente di Elsbeth potevamo mai pensare che un suo amante fosse banalmente “normale”?), che alleggerisce notevolmente un episodio già di suo senza toni particolarmente drammatici. Insomma, gli autori preferiscono concentrarsi su due personaggi secondari e di nicchia, ma svolgono comunque un interessante lavoro. È stata, però, una scelta saggia quella di chiuderla qui, con l’uscita di scena di Perotti: si sarebbe rischiato, altrimenti, un effetto surreale troppo forte che in questa serie non avrebbe avuto posto.

Tutto questo condensato in quaranta minuti risulta un episodio piacevole: non è particolarmente importante per l’andamento della stagione, ma risulta un ottimo filler che fa egregiamente il proprio lavoro. Ben vengano, quindi, anche queste puntate.

Voto: 7 ½ 

PS: rimanete aggiornati sulla pagina FB di The Good Wife.

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

3 Risposte

  1. raffaella scrive:

    Bella puntata non eccezionale, a mio avviso.
    Come tu hai giustamente scritto hanno saputo benissimo far evolvere il personaggio di Alicia ed oggi, non necessariamente meglio,ma troviamo una donna sicuramente resa più forte sia dalle vicende personali che dall’esperienza lavorativa, notevolmente più cinica e determinata,; a me piacerebbe vedere qualche sviluppo anche nella sfera sentimentale, donna in carriera no sentimenti non mi fa impazzire, poi io tifo Finn 😉 . riguardo alla Tascioni mi piace ma la stanno facendo diventare troppo macchietta, con il tempo questo potrebbe diventare un’arma a doppio taglio, naturalmente sempre in my opinion of course :) .

     
    • Federica Barbera scrive:

      L’importante secondo me è non utilizzare troppo la Tascioni, deve essere sempre una sorpresa quando compare e deve portare quella ventata di follia che però se ne va così come è arrivata. Qui due puntate di fila ci stavano benissimo, ma ora credo sia necessaria una pausa, proprio per preservarne il personaggio – in my opinion 😀

      Per il resto, ammetto che non mi aspettavo una risoluzione così rapida della questione “uffici” della L/G e mi ero già preparata a lunghe lotte, cosa che non è accaduta. Spero abbiano qualcos’altro in serbo perché in questo caso sarebbe stato un passaggio forse un po’ troppo rapido.
      Comunque la conclusione, con quegli sguardi tra Alicia e Diane, vale tutta la puntata! Lo sguardo della Margulies dice tutto senza dire niente, cosa che la rende ancora di più una delle migliori attrici in circolazione.

       
  2. Charlotte scrive:

    Di puntate filler in The Good Wife se ne sono viste, durante le varie stagioni, ma questa mi è piaciuta particolarmente. E’ stata una sorpresa ritrovare di nuovo la Tascioni. Stupenda. Approfondirei di più il suo personaggio, ma con molta calma; troppe presenze insieme potrebbero non far bene a TGW.
    Riguardo Alicia e Diane, ho avuto (credo) la conferma che questa stagione voglia dar risalto a queste due grandissime donne, tralasciando però gli altri personaggi.
    Un esempio lampante è la distribuzione degli uffici. Cary dentro l’ufficio di David Lee è, a mio parere, porre il giovane avvocato in un dimenticatoio da cui sarà difficile poi uscire. Non perché l’ufficio di Lee sia chissà questa tragedia, ma perché in tal modo vedremo il rapporto di Diane e Alice svilupparsi anche solo con semplici sguardi, tralasciando invece colui che, diciamocela tutta, ha dato vita alla Florrick/Agos e ha dato sempre vita a quella che è stata la migliore stagione di TGW per me, la quinta. Con la cavigliera elettronica inoltre non potrà muoversi, se non in un raggio di km delimitato e avrà meno impatto sulla trama di una qualsiasi notte di follie di Kalinda con l’ennesima amica in Polizia/FBI.
    Per questo motivo, questa poca attenzione avuta nei riguardi del giovane, non riesco a dare più di 7. Mi auguro che queste continue scene dove Alicia e Diane parlano faccia a faccia, con un Cary al telefono sempre più distante e poco presente finiscano presto.

     

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