Broadchurch – 2×04 Episode 2.4

Broadchurch - 2x04 Episode 2.4Il banco di prova della seconda stagione rappresenta uno dei momenti chiave più importanti per capire lo stato di salute di una serie e, contemporaneamente, anche la sua capacità di rinnovarsi. Nei casi in cui la prima stagione è stata oggetto di plauso da parte di pubblico e critica, l’impatto non può che essere ancora più rovinoso.

Il lavoro che sta facendo Chibnall non ha forse raggiunto i livelli della passata stagione, ma ha diverse carte sul tavolo per poter confermare di essere un’ottima serie. La scelta di virare verso un crossover sempre più diretto tra il caso di Sandbrook e Broadchurch potrebbe rivelarsi molto più funzionale e sconvolgente di quanto previsto, soprattutto alla luce dei sensibili passi che si sono mossi in questo quarto appuntamento.

Broadchurch - 2x04 Episode 2.4Lo sfogo di Hardy contro Oliver, che scopre la vera identità del misterioso cittadino di Broadchurch, è in qualche modo un grido di rimprovero e di disprezzo che l’ispettore lancia contro tutti coloro che continuano ad assistere e a gravitare intorno alla morte di vite innocenti. L’arrivo di Lee Ashworth non è solo la concretizzazione dell’ombra di quel caso irrisolto che il personaggio interpretato da Tennant non è mai riuscito ad esorcizzare, ma trascina con sé anche l’intero dissesto familiare e personale dell’uomo. L’insonnia notturna e quindi la nuova fragilità mostrata senza filtri sono l’emanazione di quanto descritto nella scorsa stagione, dove però il malessere dell’ispettore faceva da nocciolo ambiguo intorno alla sua persona. Ora l’interiorità dissestata di Hardy si accompagna armonicamente agli squilibri che Miller cerca di ripristinare, affrontare o evitare giorno dopo giorno; e non a caso, infatti, anche lei è ormai parte delle connessioni aperte tra Broadchurch e Sandbrook – l’incontro con Lee in pieno giorno (e proprio davanti al tribunale del processo) ne è la riprova.

Broadchurch - 2x04 Episode 2.4L’episodio sposta buona parte del suo baricentro verso il tentativo di riaprire il vecchio caso di Hardy e aggiunge più elementi ai legami tra i due scenari. Oltre alla riapparizione di Lee, infatti, emergono nuove tesi, verità inedite e confessioni inaspettate a sostegno della non arrendevolezza dell’ispettore, che ha ormai ottenuto stabile manforte anche da Miller. Ma al di là del fatto in sé, la scelta stessa di implementare la storia iniziale con un vero e proprio innesto rileva sicuramente che la sola cittadina di Broadchurch questa volta non avrebbe funzionato o almeno riempito interamente una nuova stagione. E ciò non è la conseguenza di una cattiva gestione degli autori, ma è dovuto al fatto che gli eventi intorno al mero omicidio di Danny avevano avuto uno sviluppo tale da poter essere considerati chiusi: come per altre serie (The Killing, ad esempio), la scoperta dell’assassino diventa ad un certo punto sostanzialmente accessoria, quasi irrilevante. Per rilanciare quindi la storia non è bastato il colpo di scena di Joe visto nel primo episodio, ma sono state necessarie nuove storyline: con il riavvicinamento di Lee e Claire torna inoltre tutto in gioco circa l’identità dell’uomo, e a ciò si aggiunge anche il loro passato con Hardy. In più, il mistero intorno a Pippa costringe i due detective a tornare a lavorare insieme e a costituire ora ufficialmente un vero e proprio nucleo narrativo.

Broadchurch - 2x04 Episode 2.4Infatti, la parte procedurale continua ad essere la meno a fuoco, nonostante la sua millantata centralità. Né la confessione della sorella di Miller, né i colpi di botta e risposta tra i due avvocati riescono davvero ad attirare l’attenzione o almeno ad intrigare. Forse, nel disegno generale, il ruolo del processo era quello di catalizzare le tensioni che si sono generate e continuano a generarsi all’esterno, nell’armonia ormai a pezzi di un’intera cittadina, sperando di amplificarne la portata immettendo la maggior parte degli attanti in una stesso luogo. Invece il risultato è costituito da momenti tranquillamente trascurabili, posti nel mezzo di dinamiche decisamente più interessanti. L’unico momento degno di nota arriva però alla fine dell’episodio ed esattamente con la salita sul banco dei testimoni di Susan Wright, che torna in città e fa il suo debutto praticamente in tribunale con ben due dichiarazioni inaspettate. Non importa che lo spettatore le conoscesse già entrambe, perché poste in quel contesto e rivelate così crudelmente cambiano l’intero assetto del caso e rimettono al centro dell’equazione un personaggio come Nigel Carter che, seppur interessante, si è visto poco in questo inizio di stagione. Se usata sempre così, la parte d’aula come specchio e/o conseguenza di quanto c’è fuori potrebbe essere la giusta modalità per far dialogare e coesistere le due dimensioni.

Broadchurch - 2x04 Episode 2.4

In ultima istanza rimangono i veri protagonisti della serie, cioè la famiglia Latimer, costretta tra un lutto ancora insuperato e la necessità di trovare un modo per vivere la presenza della piccola Francis non come sostituta, ma come nuova e preziosa linfa. Rispetto alla passata stagione sembra ora meglio gestito il personaggio di Mark, che aveva subito quasi per tutto il tempo il peso dei dubbi circa il suo alibi e il suo strano rapporto con il piccolo Danny. Infatti adesso è la prospettiva paterna quella sotto cui guardarlo, ma da un punto di vista maggiormente affettivo e che si porta addosso le ferite del lutto subito. Il rapporto con il piccolo Latimer, che funzionava come una sorta di proiezione di Danny, un banco i prova a cui aggrapparsi per recuperare il tempo ormai perso, alla luce del nuovo giorno e dell’assonnato faccino della bimba prende tutt’altro aspetto e fa rinsavire Mark, portandolo finalmente a scegliere il futuro invece che un surrogato di passato. Anche Beth cerca di andare avanti e di trovare un proprio modo per dare forma al suo lutto, un modo cucito totalmente su di sé per vivere quella terribile perdita: se da un lato Mark rientra a casa, sceglie la sua famiglia e decide di dedicarsi completamente a lei, dall’altro la donna ha ancora un enorme percorso da compiere verso l’accettazione di quanto le è successo e, di conseguenza, continua ad aggrapparsi ad enti esterni al suo nucleo familiare.

Insomma, Broadchurch ha ancora diversi dettagli da mettere a punto, molte sfaccettature da far rientrare in una maggiore organicità fino a condensare tutto in una grande storia che non sia solo quella investigativa, ma che (ri)trovi quella stessa capacità di raccontare l’universalità a partire dal particolare che l’aveva distinta durante la prima stagione.

Voto: 7

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

1 Risposta

  1. La Redazione scrive:

    Commenti dall’Angolo delle Discussioni sull’episodio:
    seriangolo forum

     

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