Person of Interest – 4×14 Guilty

Person of Interest - 4x14 GuiltyIl difetto più evidente di Person of Interest è quello di dover gestire una programmazione annuale e un numero elevato di puntate per ogni stagione, ma il suo maggior pregio è di saperlo fare in modo sublime. Con “Guilty” la serie si prende un episodio per riprendere il fiato, fare il punto sui personaggi e rilanciarsi verso l’ultima parte di stagione.

Dopo una serie di puntate osannate da pubblico e critica, che hanno alzato considerevolmente l’hype per gli episodi futuri, gli autori sono costretti a concedersi una pausa, coerente con la storia che stanno sviluppando e necessaria ai fini dell’economia della serie. C’è l’esigenza, per i protagonisti e per lo spettatore, di dover assorbire con calma tutti gli eventi che si sono susseguiti a partire da “Cold War”, primo fra tutti l’allontanamento di Sameen dal gruppo: una perdita nel cast forzata dalle vicende personali dell’attrice, ma gestita egregiamente dagli autori della serie. “Guilty”, tuttavia, non ha mai il sapore di un semplice riempitivo: anzi, riesce a mettere parecchia carne al fuoco nonostante la sua apparente staticità e irrilevanza nel percorso narrativo stagionale.

It’s just you and me again, Mr. Reese.

Person of Interest - 4x14 GuiltyIl rapporto tra Harold e John ci rimanda direttamente a quattro anni fa, agli albori del prodotto seriale di Jonathan Nolan, quando ancora si potevano muovere imputazioni alla natura fin troppo procedurale della serie; da allora questo rapporto si è evoluto, arricchito e complicato, anche grazie ai numerosi altri personaggi che vi si sono inseriti e ne sono usciti. Non bisogna dimenticare che, all’inizio, la loro relazione viene presentata strutturalmente molto simile ad un contratto di lavoro, nonostante cerchi di dare un obiettivo ideologico alle vite dei due uomini; adesso invece, dopo tre stagioni e mezzo, i due si ritrovano a fare i conti con quello che avevano iniziato, parlandone da pari, seduti ad un tavolo. È qui che risulta molto difficile individuare ancora quella distinzione netta tra la mente (Harold) e il braccio (Reese): il loro ruolo all’interno del gruppo è ormai identico, i due si confrontano come soci e prendono insieme la decisione di non poter coinvolgere più nessun altro nella loro missione, per evitare che faccia la fine di Shaw.

Professor Whistler, your number’s up.

Person of Interest - 4x14 GuiltyIl caso della settimana non presenta niente di rivoluzionario, ma adempie al suo onesto compito di divertire lo spettatore e di incuriosirlo, almeno abbastanza da indurlo a pensare che possa essere in qualche modo collegato a una storyline principale, ad esempio che ci sia lo zampino di Samaritan dietro la manipolazione del processo. L’elemento forse più interessante nella legal story dell’episodio, è l’interpretazione di Blair Brown, alias Emma Blake, sempre splendida e elegante nel portare in scena un personaggio notevole, in grado di dare più sapore alla trama verticale.

Person of Interest non è nuova all’attingere a piene mani dalla mitologia interna della serie, quindi ecco che vediamo tornare in scena un personaggio che non veniva sfruttato da parecchio tempo (ma mai dimenticato): Zoe Morgan, l’abile manipolatrice politica introdotta nella prima stagione dello show. Questo ritorno non fa che rimarcare l’ottimo lavoro svolto dagli autori nel corso degli anni, in grado di creare un universo narrativo credibile e articolato, in cui nessuna puntata risulta fine a se stessa, ma è ricca di collegamenti con le altre.

So is love. It’s a basic human need, John. None of us can go very long without it.

Person of Interest - 4x14 GuiltyIl vero punto focale dell’episodio, è il grande lavoro di introspezione svolto su John e Harold. Entrambi pare abbiano perso qualcosa dalla vicenda del rapimento di Shaw: Finch ha bisogno di ritornare a credere nella sua missione di salvare gli irrelevant che la Macchina gli permette di salvare, Reese di perdonare se stesso per non essere riuscito a salvare Shaw. I due personaggi hanno perduto la strada che avevano iniziato a tracciare, e da questo “ritorno alle origini” devono ripartire, lasciandosi alle spalle le occasioni perdute e i tentativi sbagliati.

La stessa decisione di voler tagliare i ponti con gli innocenti che vorrebbero aiutarli è un altro meccanismo di difesa: il Team Machine non può permettersi altre perdite, perché Harold e John hanno sofferto troppo per amore, fin troppo perché possano permettere che succeda ancora. In questa stagione abbiamo assistito essenzialmente all’impotenza che pervade i nostri protagonisti; nel mondo che soccombe silenziosamente al dominio di Samaritan è sempre più difficile riuscire salvare i numbers. La frustrazione di questa condizione si ripercuote crudelmente su tutti i personaggi, e tra questi si annovera naturalmente anche la Macchina.

Because we’re all being watched by an intelligent supercomputer that’s slowly but surely taking over the world.

Person of Interest - 4x14 GuiltyIn conclusione “Guilty” è un episodio di transizione valido, utile per tirare le fila di quello che è successo e per ripartire verso nuovi lidi narrativi, che dal finale lasciano intravedere all’orizzonte una nuova guerra all’interno della criminalità organizzata di New York. La storyline di base della stagione viene lasciata in disparte, la Macchina si limita a fornire il numero della settimana ai protagonisti e di Samaritan non vi è, apparentemente, traccia. Questa mancanza non va interpretata in senso negativo: in una puntata in cui si è preferito lasciare più spazio alla componente umana dei personaggi, è accettabile la decisione di lasciare la guerra tecnologica in disparte, soprattutto per non appesantire la trama.

Si rimane in trepidante attesa per come si concluderà quella che è, ormai chiaramente, la miglior stagione della serie; ovviamente le aspettative sono altissime visti i picchi qualitativi che Person of Interest ha raggiunto quest’anno (“If-Then-Else” per fare un esempio). Non si può far altro che riporre la nostra fiducia negli autori, che, come è noto, non hanno mai deluso.

Voto: 8

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Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

20 Risposte

  1. Federica Barbera scrive:

    Un episodio di transizione validissimo, hai perfettamente ragione! A parte una guest star d’eccezione come la Brown (da fan di Fringe l’ho ovviamente chiamata Nina per tutta la puntata) e il ritorno di Zoe, ma anche Fusco! Sul discorso finale stavo letteralmente saltando sul divano =)
    Il leggero ma significativo riferimento a “La Parola ai Giurati” di Lumet (quando Finch si ritrova da solo a dover ribaltare l’opinione degli altri e comincia ad instillare il dubbio in un paio di loro) è stata la ciliegina sulla torta – anche se credo che nessuna scena tra giurati possa prescindere da questo film intramontabile.

     
    • Davide Tuccella scrive:

      Fusco è il top! Anche lui, se pensi com’era la sua collaborazione con il Team Machine a inizio serie ti viene la pelle d’oca, era praticamente sotto ricatto, adesso addirittura NON vuole tirarsene fuori pur avendone la possibilità! Grande!
      Purtroppo il riferimento non l’ho potuto cogliere perchè non conosco quel film, ma mentre mi informavo sull’episodio ne ho sentito parlare parecchio a riguardo.

       
      • Federica Barbera scrive:

        Guardalo!!!!! È eccezionale, ti dico solo che si svolge tutto (a parte tipo l’1% del film) nella stanza dei giurati. Non puoi perdertelo!

         
    • Sbremph scrive:

      Per me il riferimento a “12 Angry Men” non è nenahce troppo leggero, ma è fatto con estrema eleganza: i giurati che hanno ricevuto più attenzione nell’episodio di POI, nelle loro caratteristiche personali, ricordano molto quelli del magnifico film di Lumet. Il fixer, in particolare, prima di essere svelato per quel che è, ricorda perfettamente uno dei 12 giurati più irritanti nel filmone in bianco e nero. Entrambi dichiarano di aver fretta per un match sportivo e entrambi sono degli spacconi.

      Sull’episodio, ho sperato fino all’ultimo che il fixer fosse l’anti Finch della stagione passata, il tizio che obbligava una centralinista della polizia a fare quello che lui le diceva per telefono sotto la minaccia di uccidere un ragazzino (se non sbaglio)… credo di aver letto da qualche parte che gli autori lo riproporranno in questa stagione e io non vedo l’ora!

       
  2. Dave scrive:

    Ottima recensione. Concordo su tutto. Episodio secondo me necessario. La tensione che si era creata con i precedenti episodi doveva essere abbassata. Inoltre vedere una puntata vecchio stampo, tipica della prima stagione, mi ha fatto piacere (per non parlare del ritorno di Zoe Morgan).

     
  3. DARIO scrive:

    la parola ai giurati è un grandissimo film , la mia fortuna è di essere nato quando ancora li trasmettevano in tv

     
    • Federica Barbera scrive:

      Non ci crederai, ma l’hanno trasmesso non molto tempo fa (un paio di mesi al massimo) mi sembra su La7. Io ce l’ho ancora su una gloriosissima vhs :-)

       
      • Ambrosia scrive:

        Ho visto un film che si chiama 12 (del 2007, di Nikita Mikhalkov) dev’essere più o meno la stessa storia! Il riferimento non è nemmeno velato 😀

         
        • Federica Barbera scrive:

          Infatti 12 è un remake del film di Lumet (che infatti si chiama 12 Angry Men in originale)

           
      • winston smith scrive:

        Citazione da Federica Barbera:
        Non ci crederai, ma l’hanno trasmesso non molto tempo fa (un paio di mesi al massimo) mi sembra su La7. Io ce l’ho ancora su una gloriosissima vhs

        L’hai visto anche tu, Federica? Grandissima! E grandissimo il film: uno di quei classici intramontabili che nemmeno alla decima visione perdono un colpo. In quell’Henry Fonda che passa la giacca all’antagonista alla fine della pellicola c’è la raffigurazione plastica di tutta la retorica hollywoodiana dell’America che ci credeva ancora, contrapposta a quella cinica e disillusa che prevale oggi. Si tratta di un capolavoro assoluto della storia del cinema: chi non lo ha mai visto, dovrebbe farlo; chi l’ha già visto, lo guardi un’altra volta. :)

         
  4. eleonora scrive:

    Concordo con la recensione e con i precedenti commenti.
    Come spettatrice avevo esattamente bisogno di un episodio di questo tipo che ci fa ricordare lo scopo della missione di Finch e Reese e ci permette di riflettere sugli ultimi avvenimenti .

    Il film di Lumet , citato da Federica , me lo riguardo ogni volta che passa in tv .
    L’ho visto per la prima volta da bambina insieme a mio papà e da allora sono diventata un’appassionata di tutti i film e le serie Legal drama.

     
  5. Firpo scrive:

    12 Angry Men di Lumet o come è conosciuto in Italia “La parola ai giurati” è un film da vedere assolutamente. Riesce a mantenere la tensione altissima pur svolgendosi in una sola stanza!
    Il riferimento al film, palese in questo episodio, è una delle cose che ho apprezzato di più.

     
  6. pippo scrive:

    Sapete di serie tv come questa?

     
  7. Firpo scrive:

    Cosa intendi per serie tv come questa?

     

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