Shameless – 5×04/05 A Night to Remem… Wait, What? & Rite of Passage

Shameless - 5x04/05 A Night to Remem... Wait, What? & Rite of PassagePortare dignitosamente avanti Shameless, con le premesse e le aspettative che si erano accumulate a partire dalla scorsa stagione, non era e non è sicuramente impresa facile. E in questi ultimi episodi diverse cose ricominciano a scricchiolare e a non convincere fino in fondo.

La caratteristica principale di Shameless è di essere narrativamente ciò che sono i Gallagher al loro interno: un’accozzaglia di eventi e personaggi, una coralità esasperata ed esasperante, una confusione dinamica e divertente. Eppure questo ecosistema, che sembrava inesauribile e continuamente rinnovabile, ha deciso di rivedere le iperboli e le esagerazioni che l’avevano alimentato e di virare verso una normalizzazione più drama del racconto. Nelle prime tre stagioni – e con maggiore evidenza nella seconda e nella terza – la realtà fuori controllo della Chicago dei Gallagher ha impostato il suo baricentro intorno ad una continua oscillazione tra il troppo buonismo e l’auto-indulgenza tipicamente americani (lo sbeffeggiato ma non troppo, insomma) e momenti più importanti e significativi dove l’assoluzione non arriva. Il caso della detenzione di Fiona ha fatto, in questo senso, da momento spartiacque tra prima e dopo – o almeno così era sembrato.

Shameless - 5x04/05 A Night to Remem... Wait, What? & Rite of PassageA questo punto però, al di là delle singole storyline, ciò che manca veramente a Shameless è un bilanciamento, un equilibrio tra la parte comedy e quella drama; trasformare quello che era non in totalmente altro, ma in una vera e coerente evoluzione. Ma esiste davvero una ricetta, un foglio delle istruzioni, dove poter leggere gli ingredienti che servono per mischiare al meglio queste due anime? La prima risposta è no; la seconda, dipende dai casi: soprattutto con “A Night To Remem… Wait, What?”, la serie dichiara la sua confusione in merito. L’idea iniziale da cui parte l’episodio, cioè l’hangover con amnesia di Frank, rimane come spina dorsale dell’episodio e porta con sé anche due meriti positivissimi: far tornare parzialmente in azione un personaggio che in passato ha regalato molte, troppe gioie come Carl (e che è davvero un peccato tenere ora così defilato e marginale), e dall’altro cambiare – anche se per poco – il tempo del racconto, che invece di inseguire i personaggi si fa questa volta rincorrere. Per tutto il resto, invece, l’assetto rimane sostanzialmente quello visto negli scorsi episodi, solo che con l’accumularsi delle puntate diventa sempre più chiaro come si stia faticando a tenere uno accanto all’altro filoni che sembrano non volersi incontrare/scontrare insieme.

Shameless - 5x04/05 A Night to Remem... Wait, What? & Rite of PassageAltro vizio della serie è quello di rendere assolutamente casuali dei momenti che potrebbero invece essere usati molto meglio, tra cui il matrimonio di Fiona in primis e successivamente il viaggio di Lip a Miami. Per quanto la storia d’amore tra Fiona e Gus risultasse sin dall’inizio qualcosa di non ben ponderato e buttato nel mezzo per costruire mille potenziali storie alla protagonista, funzionava comunque discretamente bene come indice della ricerca di stabilità che, si sa, la ragazza fatica sempre a trovare e soprattutto a mantenere. Ma in questo caso l’allontanamento repentino dal suo capo Sean che, già nel primo episodio, ci era stato presentato come indispensabile nell’economia del racconto della parte “Fiona”, è ora stato messo brutalmente da parte e utilizzato solo in altre occasioni – come ad esempio l’overdose di Jackie in “Rite of Passage”. Allo stesso modo, Lip, personaggio fondamentale e ricco di sfaccettature, continua ad essere appiattito su un’unica questione: il senso di non appartenenza al suo vecchio quartiere.

Shameless - 5x04/05 A Night to Remem... Wait, What? & Rite of PassageLe vicende che lo riguardano in questi due episodi sono l’uno il continuo dell’altro, votati a descrivere come la sua insoddisfazione verso ciò che lo ha sempre circondato sia controbilanciata dalla sua voglia di essere qualcosa di più e di non riuscire ad ammetterlo fino in fondo. Anche qui le intenzioni sono notevoli e l’argomento si presta ad essere sviluppato in un lungo arco temporale, ma da entrambi i punti di vista (drama/comedy) continua ad essere qualcosa di sempre uguale, mono-dimensionale fino a cadere nel cliché. Il fatto che trovi un’intesa con il padre di Amanda, la rabbia di Micky che lo trascina in una sparatoria gratuita e senza alcun risvolto, la sua voglia di scappare per tornare all’università: piccoli eventi notevoli che rimangono senza conseguenze e quindi isolati, con poco spessore. Forse è questa ormai la grande pecca di Shameless: la risata è assicurata, il divertimento non manca mai, ma è tutto senza impatto, come se funzionasse per inerzia. La detenzione di Fiona era stata così coinvolgente e ben fatta proprio perché non era rimasta incompiuta, ma portata fino in fondo e alle sue estreme conseguenze; era stato un evento catalizzatore per tutti gli altri, e, incidendo notevolmente sulla narrazione, aveva dato un senso di storia più forte e presente. Adesso invece sembra mancare il coraggio di compiere nuovamente quello stesso salto nel vuoto, di approfondire quella parte drama che non necessariamente escluderebbe la parte comedy ma le darebbe nuova linfa vitale.

Shameless - 5x04/05 A Night to Remem... Wait, What? & Rite of PassageLo stesso discorso vale per gli altri personaggi. Frank che fa se stesso, piantandosi da buon opportunista in case altrui, è sì un argomento già visto, ma continua ad essere davvero divertente; peccato che poggi tutto sulla bravura di William H. Macy e poco altro. L’uscita di scena così fragorosa di Sheila, ad esempio, non ha portato a nulla, se non alla rinuncia di una zona sempre degna di nota che si è costruita nel corso delle stagioni ed è stata indebitamente fatta cadere nel buio. Se si puntasse ad una maggiore unitarietà dei fatti e alla loro concatenazione – dato che è palese il riferimento al Frank opportunista e ruffiano prima con Sheila ed ora in un’altra casa – l’organicità che ne verrebbe fuori sarebbe solo un punto di forza su cui battere. La malattia di Ian e il rapporto con Mickey, Deb e la sua nuova vocazione per ragazzi&palestra, i problemi di coppia di Kev e Vi (mai così deboli e noiosi come in questi episodi) sono davvero spunti potenzialmente interessanti, ma finché continueranno a rimanere circoscritti ognuno nel proprio minutaggio strapperanno solo poco più di una risata, con il rischio di una stagione più debole rispetto alla precedente, meno dissacrante e spietata.

Le speranze, a questo punto, sono riposte nella ricomparsa di Jimmy, che si spera arrivi come un turbine non solo nella vita di Fiona ma nell’economia intera della serie. Per il momento rimaniamo in attesa che tutto venga messo sul tavolo per vedere dove si arriverà alla fine, e che magari si torni ai bei toni che la serie aveva saputo guadagnarsi lo scorso anno.

Voto 5×04: 6,5
Voto 5×05: 6,5

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

5 Risposte

  1. Teresa scrive:

    io ho bestemmiato qualunque cosa, quando ho rivisto Jimmy. Purtroppo lui trasforma la serie in una soap scadente, non a caso la stagione 4, dove lui non c’era, è stata la migliore. E purtroppo l’aver visto l’episodio 5×06 non fa che confermare la mia idea. Per il resto, pur con tutti i difetti riscontrati in questi primi 5 episodi, Shameless è sempre tanta roba e sta una spanna sopra a tutti gli altri dramedy. Finora. Maledetto Jimmy.

     
    • Michele Minardi scrive:

      Io non sono d’accordo, neanche con la recensione. Questa stagione, sarà il ritorno a tutti gli effetti di Frank (grossa mancanza della scorsa), mi sta piacendo molto più dello scorso anno tra episodi molto comici come quello dell’hangover di Frank ed episodi spiccatamente drama come il 6 che mi è piaciuto tantissimo. Non sono un fan delle love story (ANZI) però con Jimmy, se usato bene, ritengo si possano fare buone cose.

       
      • Teresa scrive:

        no ma la 5×06 mi è piaciuta molto nella sua parte drama, mi sono espressa male (Noel Fisher!). E’ stata la parte soap-operosa di Jimmy che proprio non mi è andata giù. Ma ne parleremo poi, ovviamente.

         
  2. Dreamer88 scrive:

    Concordo in gran parte con la recensione di Sara delle due puntate (della 5×06 parlerò quando uscirà la recensione) però vorrei soffermarmi su un paio di punti:
    1) Shameless, da quando è cominciato, non ha mai avuto, a mio parere, un equilibrio perfetto tra la parte comedy e quella drama (se escludiamo la quarta stagione che è, non a caso, la migliore di Shameless), è sempre stato più comedy che drama;
    2) nonostante sia contento del ritorno del vero Frank, devo dire però che mi è sembrata un pò forzata la scelta, da parte degli autori, di “resettare” il suo character dopo l’uscita di scena di Sheila.

     
  3. Travolta scrive:

    Adoro Fiona e Shameless ed il 6,5 lo trsformo in 8,5.
    Del ritorno di Jimmy ne avrei fatto a meno. Questo si.

     

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