The Americans – 3×04 Dimebag

The Americans – 3x04 DimebagQuesta nuova stagione di The Americans continua ad ergersi intorno ad un confine così difficile da oltrepassare che pone i Jennings in una sorta di limbo, una zona franca fatta di silenzi e omissioni, accuse e sospetti. Elizabeth e Philip si guardano da un lato all’altro di questa soglia comune con la ferrea volontà di voler proseguire in direzioni non solo diverse, ma quasi opposte.

Rispetto agli episodi precedenti il livello di tensione drammatica si appiana attorno ad una progressiva ascesa emotiva che crea una sorta di cortocircuito tra i caratteri coinvolti. L’episodio si dipana in una quasi impercettibile bipartizione: ad una iniziale evoluzione degli eventi di tipo ordinario corrisponde una seconda parte in cui le passioni precipitano, rivelando come l’ordinarietà sia in realtà pervasa da un’insidia emotiva che non riesce a restare sepolta a lungo. I Jennings esplodono in un fiume di contraddizioni, distruggendo quel precario fronte comune con cui cercavano di gestire le mire del Centro su Paige; Stan cede al feroce richiamo dell’onestà sferzando una pericolosa picconata alla dichiarata volontà di riconquistare Sandra, mentre Nina risorge da una vittimistica inerzia.

The Americans – 3x04 DimebagQuesti quattro personaggi vivono all’interno di un percorso, per certi versi, speculare: se da un lato Phil e Stan soffrono della loro condizione attuale, mostrando le difficoltà nel proseguire agevolmente ognuno nella sua missione, dall’altro lato Nina ed Elizabeth, pur soffrendo di una situazione difficile, trovano la loro libertà nell’accettazione di quegli ordini che vengono dall’alto: entrambe le donne riescono a liberarsi dalle insidie dei dubbi personali solo quando agiscono secondo un disegno globale, gestito da qualcosa che va al di là della loro singolarità. Ma il gioco di specchi messo in atto dalla narrazione si complica di rimandi fluidi, che si sovrappongono l’un l’altro creando analogie multiple e stratificate. Stan si trova a vagare tra le ceneri della catastrofe seguita alla cattura di Nina con un disagio che, per quanto difficile da gestire, non smette di rimarcare la ferrea devozione dell’uomo all’annientamento di una guerra globale, anche a scapito della completa distruzione della propria vita personale: la sua è una devozione dal sapore militante che richiama qualitativamente la risolutezza di Elizabeth. Sul fronte opposto Phil, trovandosi coinvolto in una missione da cui si sente schiacciato, mostra un’accettazione passiva: come Nina sa di non avere altra scelta, ma l’oppressione del legame con la causa comincia a divenire asfissiante, soprattutto nella misura in cui si trova nuovamente in un terreno di scontro con l’imperturbabile militanza di Elizabeth, che con la stessa fredda risolutezza riesce ad andare oltre l’ignara “innocenza” di Kimberly, e quindi di Paige.

Just because you want to do nothing does not make it right.

The Americans – 3x04 DimebagLo scontro dei due coniugi sul fronte Paige non è un semplice diverbio tra genitori: sono due agenti in disaccordo sul reclutamento di una nuova leva; sospettano l’uno dell’altro in preda alla paura che ognuno possa portare la figlia dalla sua parte, ancor prima di aver stabilito chiaramente di essere su due fronti opposti. Nella veemenza degli argomenti messi sul piatto si sente chiaro il fervore di un credo che Philip pare mettere da parte. Le parole di Elizabeth grondano del bisogno di mantenere in auge le ferree direttive di un’esistenza preordinata: i dettami su cui si costruiscono le loro vite sono così radicati in lei da essere considerati come matrice di un’identità, che come madre sente di dover condividere con la figlia. L’acredine che la donna mette in campo con il marito esula da un discorso genitoriale per configurarsi come un vero e proprio memento che rimarca il loro cammino verso un fine superiore: il bene di Paige non può essere ciò che è per gli altri, perché in loro giace il germe di una “giustizia” che va al di là di un’esistenza singola, poggiando le sue basi nel miglioramento di un sistema globale.

The Americans – 3x04 DimebagElizabeth ha paura che tale mission non sia più la priorità di Philip, tanto da temere che l’uomo possa cercare di avvicinarsi alla figlia in modo da limitare l’influenza della madre. Ma mentre loro disputano su un cumulo di ipotesi, la ragazza ha già fatto la sua scelta, il suo credo è già ben delineato: laverà la sua vita dal peccato per potersi votare completamente a Gesù Cristo. Per quanto tale “conversione” spaventi Elizabeth oltremisura, è proprio nel latente bisogno di Paige di avere una struttura che uniformi la sua vita dall’esterno che la donna ritrova se stessa. Nella qualità dell’attaccamento alla religione, nella testardaggine con cui Paige si è ostinata ad andare avanti nella sua scelta – anche a scapito di mettersi contro la sua famiglia –, Elizabeth riesce a vedere la potenza di una forza, vede la sua stessa determinata convinzione. La rabbia quindi prende una piega diversa: non è solo rivolta all’atto del battesimo in sé, ma alla ferrea convinzione che se Paige potesse scontrarsi con la sua reale identità, forse potrebbe anche indirizzare questo suo spirito passionale verso qualcosa di più importante, di più grande, qualcosa che fa davvero parte di lei – «If you tell her now, this will all blow up» «But at least she’ll know who she is».

It was bad for work, and it was bad for her, and it was bad for you, and I feel like shit about it.

The Americans – 3x04 DimebagPer quanto il suo ruolo gli imponga una direzione razionalmente più univoca, Stan inaugura questa nuova stagione sprofondando in un caos che lo inghiotte senza pietà. Perso tra la nostalgia per Sandra e il vuoto lasciato da Nina, si concentra sul sospetto per Zinaida con un tale accanimento che ha il suo culmine nella sequenza del bagno della tavola calda: un delirio persecutorio perpetrato con una convinzione quasi ossessiva, reso ancora più psichedelico grazie al montaggio con Don’t Go degli Yaz – quasi a sottolineare il disagio che lo lega a doppio filo con Philip. L’agente Beeman non riesce a capire se il sospetto nasce dalla sua mancanza di lucidità, o viceversa se è proprio questo suo stato confusionale ad impedirgli di trovare le prove a conferma della sua, finora irrazionale, intuizione. La prospettiva con cui viene recepito il personaggio della scienziata è infatti condizionata da questa duplice e confusa visione di Stan, creando una sospensione del giudizio che, per ora, caratterizza Zinaida solo come oggetto amplificante il malessere in cui vaga Beeman. Tuttavia, per quanto la funzione narrativa della disertrice sia efficace nella caratterizzazione di Stan, ciò non esclude un suo più attivo coinvolgimento nelle più vaste trame della storia.

I should have stayed in Mikhaylovka. I should have stayed married. I should have had children.

The Americans – 3x04 DimebagNonostante l’inerzia di una prigione quasi disumanizzante, Nina riesce a riprendere le redini della sua vita facendo quello che sa fare meglio: cercare di rimediare ai suoi errori attraverso un’accondiscendente subordinazione. Il graduale avvicinamento alla compagna di cella è portato avanti con una progressione lenta ed efficace: Nina sa benissimo come usare la verità dei suoi stessi sentimenti per ottenere qualcosa da qualcun altro. Il frammento dell’incubo finale, che sancisce l’avvio di un legame empatico tra le due donne, è un piccolo capolavoro di scrittura ed interpretazione: anche se l’orribile sogno potrebbe essere una spiacevole conseguenza di tutto quel suo rivangare il passato, dall’alternarsi sottile delle espressioni della donna è quasi impossibile non notare una premeditazione. L’ambiguità è sempre stata la carta vincente di Nina sia come personaggio recepito che come attante drammaturgico del racconto: pertanto calcare la mano su questa sua caratteristica, variandone però completamente il contesto – dalla libertà alla prigione, dall’America alla Russia, dalla seduzione alla fiducia –, è una scelta autoriale che potrebbe risultare davvero vincente.

Per quanto “Dimebag” possa sembrare un episodio leggermente più pacato rispetto alla potenza dello scorso “Open House”, il groviglio di tensioni emotive messe in atto si innesta incisivamente nell’economia globale dello show, che continua a non dare alcun cenno di cedimento. Le coscienze urlano sentimenti inascoltati, mentre al di là delle singole sofferenze il mondo lotta contro se stesso, impavido e crudele.

Voto: 8

 

1 Risposta

  1. iaia scrive:

    Sono curiosissima di vedere come evolverà la situazione con Paige, sperando però che non la tirino troppo per le lunghe.
    Inoltre si è vista ancora poco Martha, anche lì non penso possa durare ancora a lungo…cmq una grandissima serie!!

     

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