Justified – 6×08 Dark As a Dungeon

Justified – 6x08 Dark As a DungeonCome le tappe di un grande giro ciclistico queste puntate centrali dell’ultima stagione Justified stanno segnando una tendenza, innanzitutto qualitativa, accelerando sulle dure scalate che portano all’arrivo finale, del quale tutti ormai abbiamo paura di conoscere la vera natura.

Dopo tanti episodi con al centro Boyd Crowder e con Raylan per lo più defilato, questa volta l’uomo col cappello si prende con prepotenza la scena, fin dal potente prologo in cui scava nei meandri del proprio passato dando vita a un’introduzione di grande malinconia che non preannuncia nulla di buono. La cassa della sua vita, con tutti i ricordi del passato, soprattutto legati al defunto padre, viene bruciata da Raylan, non senza sofferenza, con bourbon del Kentucky.

Well, the guy who ratted on Grady turned my life to shit, and I want something like that to happen to him.

Justified – 6x08 Dark As a DungeonQuest’ottavo episodio, in perfetta linea con i precedenti, porta con sé il respiro del confronto generazionale, grazie anche all’ampliamento del cast avvenuto in questa stagione e alla calibrata costruzione di personaggi dal grande carisma. Emerge una sorta di passione degli autori per quegli individui della generazione di una volta, uomini e donne come Art, Katherine e Avery, persone dalla fibra forte ed educata come non ne fanno più, inquadrati sempre con un alone di nostalgia mista a ammirazione. Bastano dei primi piani e degli sguardi penetranti per dispiegare la forza di personaggi che avrebbero tantissimo da raccontare, volti scavati e incredibilmente fotogenici, testimoni di un mondo dove non esiste irruenza o istinto, ma tutto è sempre misurato, gentile, garbato. Tra questi spicca, dopo tanto tempo, Art, figura di grande nobiltà e sempre più simile a Hank di Breaking Bad, e che come lui associa a un’infermità fisica la maniacale ossessione per ciò che non riesce a comprendere, mettendo così in scena un topos caratteriale che ha l’origine nel protagonista della Finestra sul cortile di Hitchcock.

How do we know Boyd doesn’t walk down into that basement, find himself surrounded by a dozen guns?

Justified – 6x08 Dark As a DungeonDopo l’enorme turning point dello scorso episodio, il rapporto tra Ava e Boyd è a un punto di svolta, dopo il quale può succedere di tutto, in un verso o in un altro. In maniera molto astuta gli autori si mantengono su una posizione di sostanziale ambiguità, lavorando da una parte sulla figura mediana (tra Boyd e Raylan) di Ava e dall’altra sulla caratterizzazione del suo compagno. In un primo momento la donna sembra volersi guadagnare la fiducia dell’amato (se ancora così possiamo chiamarlo), mettendo spalle al muro Walker, ma in seguito mette in crisi le sue posizioni nel dialogo con Raylan, dopo il quale è davvero difficile capire che gioco stia facendo la donna. Boyd dal canto suo, dopo aver mostrato le classiche qualità di autoconservazione, appare ad Ava per quello che è realmente, un criminale fino al midollo, che non rinuncerebbe a nulla di ciò che potrebbe rubare, neanche in cambio di un futuro con la donna che ama. Nel finale poi emerge chiaramente che non è in gioco solo l’amore, ma la sopravvivenza e la convenienza, perché la loro relazione ormai è irrimediabilmente avvelenata, non più alimentata solo dal puro sentimento, ma anche da logiche di interesse e ricatto.

You know what I mean… whishing you were better’n where you come from. Just admit something… you could’ve just as easily been an outlaw as a lawman.

Justified – 6x08 Dark As a DungeonProprio grazie ad Ava, altra costante stagionale, le traiettorie di Raylan e Boyd si incontrano sempre più spesso, molto più frequentemente che nelle scorse annate, e ogni volta le scintille appaiono sempre più minacciose. Stavolta è il passato a metterli sulla medesima linea di collisione attraverso la figura del vecchio Zachariah, personaggio introdotto in maniera perfettamente organica che funge da collante tra i due protagonisti tramite continui riferimenti al passato. Non è un caso se, appena vede Raylan, lo chiama figlio di Arlo Givens, facendo riferimento a un tipo di riconoscimento dal quale l’uomo col cappello vuole in ogni modo sfuggire, ma da cui, come viene per l’intera puntata rimarcato, più tenta di scappare più si trova ingabbiato. Arlo rappresenta a sua volta uno dei tanti legami tra Boyd e Raylan, specie per quanto riguarda il conflitti generazionali e il rapporto tutto maschile tra padri e figli: il vecchio Givens infatti costituisce da un parte il padre genetico di Raylan, ma dall’altra quello d’elezione di Boyd, genitore putativo soprattutto negli ultimi momenti della sua vita.

They’re playing Raylan’s song on the radio, here

Justified – 6x08 Dark As a Dungeon“Dark As a Dungeon” ci mette poco a posizionare faccia a faccia i due protagonisti, inquadrati in una delle prime immagini del loro confronto riflessi nel vetro attraverso cui Ava li osserva, in uno dei più bei fotogrammi dell’episodio. Da quel momento inizia una sequenza di ripetuti incontri, come sempre intrisi di ironia, la quale stavolta è però filtrata da una strisciante malinconia e addirittura quasi da una paura di fondo, ovvero il timore di entrambi (e qui gli autori parlano in secondo grado anche agli spettatori) che questi siano gli ultimi momenti di una bellissima rivalità. A questo punto, per marcare l’attenzione su Raylan, è il personaggio di Walker a diventare funzionale, divenendo pedina di scambio e soprattutto valvola di sfogo di Raylan, il quale gli spara alle spalle senza pietà, rivelando e sfogando quella voglia quasi sadica di sangue e di violenza (da sempre insita nel suo personaggio) che come in una pentola a pressione stava spingendo in maniera sempre più insistente.

You see this star? Kiss my ass, Markham.

Justified – 6x08 Dark As a DungeonEsattamente in questo frame spirituale si pone l’incontro tra Raylan Givens e Avery Markam, due che, grazie ai loro interpreti, quando si trovano faccia a faccia bucano lo schermo. Il confronto è di una potenza enorme anche perché rappresenta il massimo dello scontro generazionale con l’anziano signore che ricorda non troppo da lontano il padre di Raylan (e qui bisogna ricordare l’inizio con l’uccisione metaforica del padre), ma ancora più forte, per certi versi imbattibile. Tuttavia questa volta Raylan è motivato e una volta eletto a nuovo padre gli sbatte in faccia tutta quella violenza edipica che si porta dietro, con tanto di promesse di morte, benché nascoste, come altre volte gli è capitato, dall’ingombrante distintivo, parafulmini per ogni stagione.

Quest’ottavo episodio ha messo l’ennesimo fondamentale mattone narrativo in vista del finale, questa volta investendo sulla figura del protagonista, mostrandolo avvolto da una serie di fantasmi rispetto ai quali fino a ora si era soltanto alluso e che adesso si manifestano attraverso vere e proprie visioni. Arrivare alla fine significa tornare alle origini (e questa è forse la maggiore qualità di questa bellissima stagione) e non è un caso che in uno dei montaggi più importanti dell’episodio si vede Zachariah che urla “Fire in the Hole”, ovvero il titolo del racconto di Elmore Leonard da cui tutto è nato.

Voto: 8,5

 

Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".

1 Risposta

  1. Andrea scrive:

    Non sono proprio d’accordo sul paragone Hank – Art… Per il resto favoloso episodio e bellissima recensione… L’incontro tra Avery e Raylan è stato favoloso, è quasi un peccato averlo tenuto da parte solo per una stagione questo super cattivone… Più passa il tempo e più prende campo la sensazione che nessuno si riuscirà a salvare, Harlan trascinerà nell’oblio tutti, senza distinzioni… Menzione d’onore per il caro Wynn, riesce sempre ad essere incisivo nonostante il poco tempo che gli concedono

     

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