Fortitude – 1×11/12 Episode 11 & 12

Fortitude - 1x11/12 Episode 11 & 12Alla fine della prima stagione di Fortitude arriva la conferma da parte di Pivot e Sky Atlantic di una seconda annata dello show; tuttavia dopo un finale del genere, coraggioso anche se non sempre riuscito, tale notizia non può che suscitare qualche legittimo dubbio.

Se c’è una cosa che la controversa serie è riuscita a fare in questi due episodi, infatti, è stato proprio chiudere (quasi) tutti gli archi narrativi intrapresi fin dall’inizio: i misteri sono stati risolti, molti personaggi sono morti e altri – con percorsi più o meno interessanti – sono giunti al punto di arrivo della loro evoluzione. A questo punto, quanto potrebbe funzionare una stagione basata su tali premesse, tenendo conto dei già presenti difetti di quella appena conclusa? La risposta, chiaramente, arriverà solo l’anno prossimo, e per ora non si può far altro che concentrarsi sul presente e su come è stata gestita la fine di questa prima annata.

We are two murderers… You and me. And we’re alone together.

Fortitude - 1x11/12 Episode 11 & 12La scelta di lasciar morire Eugene Morton nei primi venti minuti dell’undicesimo episodio, oltre ad essere inaspettata, è anche piuttosto coraggiosa: il personaggio forse più magnetico della stagione (grazie soprattutto all’interpretazione che lo sorregge) viene eliminato per far posto a quello di Dan, vero e proprio protagonista dell’intera storyline principale. Se la morte del detective può inizialmente apparire inutile ed insensata, il rilievo che viene dato al personaggio che lo assiste la giustifica almeno in parte, e si può dire che, al netto del finale di stagione, tale scelta è riuscita a dare i suoi frutti; la scoperta dei cadaveri di due delle tre persone a conoscenza della morte di Pettigrew lascia lo sceriffo da solo, libero dalla verità eppure desideroso di condividerla, ora che nessuna indagine (per il momento, almeno) è in grado di minacciare il suo status. Il dialogo con Elena, in questo senso, costituisce il punto di arrivo di una storyline che non brilla per audacia, ma che perlomeno ha goduto di uno sviluppo coerente, nonostante gli evidenti limiti di scrittura che ne intaccano il climax finale, costituito da una serie di scambi un po’ troppo scricchiolanti e forzati.

Fortitude - 1x11/12 Episode 11 & 12In ogni caso, si può certo dire che non è l’originalità il punto forte di questa prima stagione di Fortitude: il flashback che occupa la prima metà del penultimo episodio si svolge nel più canonico dei modi, sviluppando ciò che già conoscevamo sull’ossessione di Dan per Elena in maniera abbastanza prevedibile. Tuttavia, ciò non toglie nulla al successo dell’intero espediente, che riesce a sciogliere l’intreccio in maniera coerente e piuttosto coinvolgente soprattutto grazie al lavoro sulla caratterizzazione e l’evoluzione dello sceriffo, interpretato da un ottimo Richard Dormer. La scelta di rendere Pettigrew così disgustoso, inoltre, aiuta lo spettatore a parteggiare per Dan e a condividerne le motivazioni, ribaltando una situazione che vedeva lo scienziato assassinato come una povera vittima; risulta riuscita anche la soluzione che prende i precedenti di Elena (che è fuggita dal suo Paese, appunto, dopo aver accoltellato un uomo) e li reintroduce nella scena dello stupro, aggiungendo un velo di ambiguità che rende la donna sicuramente più interessante.

We always seek excuses for our baser selves.

Fortitude - 1x11/12 Episode 11 & 12I veri problemi della conclusione della prima annata emergono solo con l’inizio dell’ultimo episodio, sicuramente non all’altezza delle puntate (comunque non eccelse) che l’hanno preceduto. Le idee ci sono – anche se, come già detto, non si tratta di niente di sconvolgente –, ma il tutto viene accostato senza soluzione di continuità, come se si trattasse di scene appartenenti a diverse serie che vengono mostrate una dopo l’altra; il montaggio brusco e poco fluido in questo senso non aiuta, e anzi provoca non poco fastidio in sequenze come quella di Elena che si sente male vicino ad un monumento, interrotta improvvisamente per tornare alla ricerca di Jason. La conclusione di certi archi, inoltre, viene gestita in maniera troppo frettolosa ed abbozzata, cercando la sorpresa facile (senza riuscirci, tra l’altro) invece di una soluzione narrativa coerente e ben costruita: si pensi, ad esempio, alla trasformazione di Elena, interessante dal punto di vista del significato (con Dan costretto ad abbatterla, in lacrime) ma sviluppata quasi come un elemento di contorno, senza conferirle l’impatto necessario.

Fortitude - 1x11/12 Episode 11 & 12Non è da dimenticare anche l’elemento della credibilità, che, se nella soluzione del mistero regge anche piuttosto bene – riportando il tutto, con sorpresa, sul piano scientifico –, in certe storyline raggiunge e supera qualunque limite possibile, permettendo, ad esempio, al personaggio di Vincent non solo di sopravvivere ad uno sciame di vespe potenzialmente letali, ma anche all’esplosione da lui stesso causata. Ciò non può che minare il coinvolgimento dello spettatore su diversi fronti, portando, in certi casi, la costruzione della suspense al fallimento, come nel caso della lotta tra Yuri ed Eric, gestita in un modo che rasenta l’imbarazzo. L’unica sequenza in grado di bilanciare tutto ciò è quella del dialogo tra Natalie e Markus, di gran lunga il personaggio secondario più riuscito della serie, in grado di dar luogo ad una riflessione (quella sulla Creazione e sulla natura umana) interessante e ben scritta, senza sfociare nel banale o nel buonismo.

It’s not a new hotel we need, is it? It’s a bigger morgue.

Fortitude - 1x11/12 Episode 11 & 12La considerazione di Hildur sul futuro della cittadina può essere benissimo utilizzata come domanda per la seconda stagione della serie: come farà lo show a funzionare con un cast dimezzato e la componente mystery praticamente annullata? Dopotutto, quasi ciascun personaggio (Dan su tutti) ha raggiunto la saturazione con la conclusione della prima annata, e svilupparli ulteriormente non può che costituire un grosso rischio. È chiaro che verranno introdotte nuove storyline ed altra gente arriverà a Fortitude (i colleghi di Morton, giusto per fare un esempio), ma l’impressione è che quello che la serie aveva da dire sia già stato raccontato in modo esauriente, a prescindere dall’efficacia delle scelte narrative compiute durante la stagione. Approfondire le storyline del cimitero dei mammut e dell’infezione di Ronnie non aggiungerebbe nulla a quanto già detto in precedenza, e anzi, priverebbe la serie del fattore novità, decisivo soprattutto all’inizio di quest’annata a convincere gli spettatori a continuare la visione.

Questa prima stagione di Fortitude, insomma, si conclude in modo non completamente riuscito e con una serie di dubbi a proposito del suo futuro; tirando le somme, tuttavia, si può dire che il percorso intrapreso a partire dal settimo episodio abbia dato i suoi frutti, conferendo alla serie un’identità vera e propria e regalando alcune sequenze più che riuscite, spesso merito di una buona regia, di ottime interpretazioni e della suggestiva ambientazione scelta. Non si tratta certamente di un prodotto perfetto, ma le tante particolarità del prodotto di Pivot e Sky Atlantic l’hanno reso perlomeno qualcosa di interessante.

Voto 1×11: 7
Voto 1×12: 5/6

Voto stagione: 7-

 

Pietro Franchi

"Nobody exists on purpose, nobody belongs anywhere, everybody's gonna die. Come watch TV?"

12 Risposte

  1. annamaria scrive:

    A me ha fatto davvero schifo!
    Personaggi da niente, scelte narrative pessime, WTF a strafottere.
    Solo l’ambientazione è favolosa, ma non basta un po’di neve e nemmeno un ghiacciaio a fare una storia che stia in piedi.
    Mica tutti possono essere Fargo, nemmeno se ti sposti al Circolo Polare Artico.
    La seconda stagione per me non esiste proprio.
    Sono davvero delusa.
    Mi aspettavo parecchio e mi sento presa per il naso (per dirla in modo carino e senza francesismi)

     
  2. massimo scrive:

    Un finale demenziale per una serie che era cominciata secondo me benino, si è fatta sopportare per un po’ nonostante una sfilza di incongruenze ma che dal preciso momento in cui il vecchio Henry, lo sa solo lui perché uccide il povero Stanley Tucci, è diventata risibile. Mi spiace per il recensore ma gli archi narrativi mi sembrano tutt’altro che risolti. Il bambino Liam è posseduto da qualcosa o si è solo rincretinito? Niente vespe per lui? E perché se ne esce di casa a congelarsi i piedi per andare a spaccare la testa al Dottor Who mentre gli altri contagiati si limitano a squarciare la prima persona che gli capita a tiro? E che dire del personaggio del padre torturatore che senza alcuna logica riduce in fin di vita un povero cristo poi se ne torna a casa quasi come se nulla fosse e praticamente esce dalla serie? Qual’è il significato del feticcio sciamanico da cui Liam non si può staccare? Ronnie invece quand’è che lo tirano fuori dal ripostiglio? Ma è veramente morto? E’ stato davvero Jason, e perché poi? E perché non ci hanno mostrato l’omicida come se ci fosse qualcosa in seguito da svelare? E prima da che cosa scappava Ronnie come uno invasato portandosi dietro la figlia? Cosa aveva capito che noi non sappiamo? Che le zanne erano probabilmente infettate quindi le ruba e se le porta via? E la bambina che ha trovato il mammut insieme a Liam perché non si è ammalata? Ed Elena invece che nel giro di una mezza mattinata si infetta e raggiunge il culmine della malattia? Chi le ha passato le vespe? E quello sfigato ubriacone russo che sembrava morto perché adesso lo fanno risvegliare nel cimitero dei mammut?
    E poi soprattutto non si prende un fuoriclasse come Stanley Tucci per trattarlo in quella maniera, illudere lui, noi e poi farlo scomparire. Manco come Janet Leigh in Psycho. Ecco appunto che si credevano di fare gli sceneggiatori, i nuovi Hitchcock?
    No mi spiace, male male, molto male.

     
    • annamaria scrive:

      Condivido IN TOTO!
      Aggiungici che i personaggi sono tutti odiosi e al contempo dimenticabili tanto che non mi ricordo un nome che è uno!
      L’unico che mi piaceva era Tucci e naturalmente lo ammazzano.
      Ore di vita rubate nella speranza che non si rivelasse il nulla assoluto e che non riavrò più (e ormai non ne ho moltissime da sprecare, li odio!)

       
    • Pietro Franchi scrive:

      Un conto è parlare di archi narrativi conclusi, un altro è definire una risoluzione soddisfacente o no. I principali archi narrativi presentati a inizio stagione, ovvero quello dell’omicidio del professor Stoddart, quello dell’assassinio di Pettigrew (e quindi tutta la questione legata all’arrivo di Morton) e quello del “triangolo” Dan/Elena/Sutter hanno visto una risoluzione; che questa risoluzione sia piaciuta oppure meno è chiaramente soggettivo, e sono stato il primo ad evidenziare i difetti dello svolgimento e soprattutto della parte conclusiva, ma si parla comunque di una conclusione.
      Il piccolo Liam non ha le vespe dentro di lui (come neanche Shirley) perché entrambi sono stato “contagiati” da un agente che le portava, ovvero la madre di Shirley e il mammut; perché vada a colpire proprio Stoddart è a discrezione dello spettatore, che si tratti di pessima scrittura o che sia uscito a caso e sia entrato nella prima casa che la sua mente malata gli suggeriva, ma, tra tutti i problemi che la serie ha, oserei dire che non è questo il più importante. Il personaggio di Frank Sutter non è stato gestito molto bene e questo è poco ma sicuro, ma la fuga della moglie e la sua “tranquillità” (comunque evidentemente celata, gli autori lo fanno intendere) esprimono comunque abbastanza bene la pericolosità dell’uomo. Il significato del “feticcio” viene spiegato all’incirca a metà stagione a Henry da parte dell'”imbalsamatore”; Ronnie non si sa se è morto oppure no, ma (come ho scritto nella recensione) la sua è forse l’unica storyline (insieme a quella di Yuri) lasciata aperta, proprio per la già confermata seconda stagione. Le spiegazioni, quindi, in teoria arriveranno ad aprile, anche se sembra abbastanza evidente che sia stato Jason – ossessionato dal mammut che ha nascosto e infettato dalle vespe che si nascondono dentro di esso – a colpirlo (anche perché viene trovato ricoperto di sangue, e altre vittime non ce ne sono).
      Ronnie scappava da chi voleva impadronirsi del suo manufatto (la parte del mammut), cosa che, alla fine, è successa, causando il suo ritorno a casa. Storyline debole? assolutamente sì, e ne ho parlato già nella recensione del terzo e quarto episodio; ma non significa che quella parte non sia stata conclusa. La bambina che ha trovato il mammut insieme a Liam probabilmente non ha fatto in tempo ad essere infettata; io mi ricordo che a toccarlo è stato solo lui, quindi la mia ipotesi è questa. A proposito di Elena, invece, ne ho parlato nella recensione indicandola come una scelta profondamente sbagliata (infatti all’ultimo episodio ho dato 5/6), ti consiglio di rileggere la seconda metà :) lo “sfigato ubriacone russo” che sembrava morto l’ho citato anche lui nella recensione, e sembra che debba costituire uno degli archi narrativi (anche se a mio parere piuttosto debole, come ho detto) principali della seconda stagione, ma forse mi sbaglio.
      In ogni caso, parlare di personaggi gestiti male o “da niente” mi sembra un po’ esagerato, in particolare riguardo quelli di Morton, Henry, Dan, e, in maniera meno approfondita, Markus e forse anche Hildur. Hanno avuto degli archi narrativi coerenti e spesso abbastanza interessanti, e sicuramente non c’è mai stato uno stravolgimento completo della loro caratterizzazione; ripeto, niente di sconvolgente, ma parlare di completo fallimento in questo senso mi sembra un po’ troppo. La morte di Morton può essere sicuramente contestata, ma come ho già detto parte della sua “inutilità” (anche se il suo omicidio da parte di Henry, che voleva proteggere il figlio dall’unico che ne aveva scoperto la colpevolezza, ha completamente senso dal punto di vista logico) viene compensata dal passaggio del testimone a Dan, che, caricato di maggiore responsabilità, acquisisce ancora un po’ di profondità.
      Non sto difendendo completamente la serie, sia chiaro, la mia recensione parla da sé e critica anche abbastanza l’intera conclusione della stagione, ma ho trovato che certi aspetti siano stati gestiti in maniera abbastanza (sottolineo, abbastanza) riuscita ed interessante, e da qui deriva il mio 7- (che è un 7-, non un 8,5) all’intera annata. Spero di essere stato chiaro nelle spiegazioni :)

       
      • annamaria scrive:

        Sei stato chiarissimo e io non ho criticato la tua recensione che mi va benissimo e tanto meno la tua opinione, ci mancherebbe, io ho detto che la serie mi ha fatto letteralmente schifo, che è solo la MIA opinione, ovviamente, ma che rivendico e che di sicuro non guarderò la seconda stagione, altra scelta personale che rivendico.
        Le tue spiegazioni mi possono anche andar bene ma, se ti rileggi, anche tu ti accorgerai che sei stato costretto a usare il “probabilmente” e “mi ricordo che” ecc. per dar conto di incongruenze per me irritantissime.
        Basta sfiorare una persona per essere contagiati dagli icneumonidi preistorici senza nemmeno esserne invasi?
        Ma come?
        Ma Perché?
        Dici che la storyline di Elena è effettivamente sbagliata?
        Altroché se lo è!
        Il fatto è che è anche importante, accidenti!

        Comunque, amici come prima, a me Fortitude non mi frega più, auguri a chi lo ha apprezzato, anche se solo in parte.

        Avere opinioni diverse è il sale della terra, mi pare.

         
        • Pietro Franchi scrive:

          E ci mancherebbe, ognuno è assolutamente libero di pensarla come vuole! 😀 Il 90% del mio commento era costituito da risposte al commento di massimo, che si era posto diverse domande a cui (secondo me) la serie aveva effettivamente risposto. Stavo rispondendo al suo “gli archi non sono stati conclusi”, anche perché a mio parere una conclusione di quasi tutte le storyline c’è stata, che poi sia piaciuta o meno è tutto un altro discorso. Poi comunque va da sé che si tratta sempre di opinioni e che rispettarle è alla base di qualunque cosa, quindi se a certa gente Fortitude ha fatto proprio orrore lo posso assolutamente capire, anche più che con altre serie :)

           
      • massimo scrive:

        Citazione da Pietro Franchi:
        E ci mancherebbe, ognuno è assolutamente libero di pensarla come vuole! Il 90% del mio commento era costituito da risposte al commento di massimo, che si era posto diverse domande a cui (secondo me) la serie aveva effettivamente risposto. Stavo rispondendo al suo “gli archi non sono stati conclusi”, anche perché a mio parere una conclusione di quasi tutte le storyline c’è stata, che poi sia piaciuta o meno è tutto un altro discorso. Poi comunque va da sé che si tratta sempre di opinioni e che rispettarle è alla base di qualunque cosa, quindi se a certa gente Fortitude ha fatto proprio orrore lo posso assolutamente capire, anche più che con altre serie

        Grazie per le spiegazioni ma non era il caso… anche perché le mie non erano domande rivolte a te, anzi non erano domande ma più che altro già delle risposte su argomenti che girerei agli sceneggiatori per dirgli che non è così che si racconta una storia. Troppi dubbi, troppi sottintesi lasciati in sospeso, troppe incongruenze, troppi “probabilmente”, troppo tutto. Bocciati, cari miei, anzi visto che mi sento buono facciamo così: rimandati. Durante le vacanze studiatevi Breaking Bad e ci rivediamo a settembre.

         
  3. Emanuele Folchini scrive:

    Scusate ma non è la casa di Ronnie che alla fine Dan da alle fiamme ? … con Ronnie ancora dentro lo sgabuzzino ? …o mi sono perso qualcosa ? .. comunque anche a me ha abbastanza deluso il finale.. che non c’entra molto con l’impianto narrativo strutturato nella prima metà della serie… ma come ? …tutto il castello psicologico costruito e poi… nell’ultima ora della serie spuntano delle vespe preistoriche… bah ..mi è spiaciuto perchè la prima metà mi aveva preso abbastanza a parte alcune storyline un po’ senza senso.. sono perplesso :(

     
  4. Alberto scrive:

    Finisce male una serie che prometteva bene soprattutto grazie alla location e ad alcuni personaggi interessanti, e che qua e là ha offerto delle buonissime puntate. Purtroppo il finale di stagione è il peggiore che io abbia mai visto in una serie tv, da 5.
    Ridicola, assolutamente da denuncia, la scena della scontro fra Yuri ed Eric. Anche solo per la scelta della musica di quella scena il regista andrebbe buttato nel buco in cui è finito Yuri.
    Alla fine fine concederei un 6,5-7 complessivo a questa serie, ma il peccato commesso con questo finale non lo perdonerò tanto facilmente a regista e sceneggiatori.

     
  5. pigro scrive:

    Scusate ma voto alla stagione 7- mi sembra un po’ azzardato, questa è la classica serie da 6 sulla fiducia. La classica serie dove gli autori non hanno le idee chiare. Alcune cose addirittura senza capo né coda. Inutile elencarle, le puntate parlano da sole. Poi scusate, forse mi sono perso qualcosa all’inizio: perchè lo sceriffo era presente nella scena in cui Vincent trova il corpo della prima vittima della serie?
    In ogni caso occasione chiaramente sprecata, le basi potevano esserci.

     
  6. lallo scrive:

    Infatti. Perché lo sceriffo è nella casa dello scienziato (uccide il cane). La verità è che gli autori hanno sceneggiato in corso d’opera sterzando continuamente e finendo fuori strada. Lo sceriffo e la governatrice sapevano qualcosa che noi non sapevamo. Avevano un atteggiamento losco. La governatrice c’è stata presentata come arrivista e senza scrupoli. Poi improvvisamente sono buoni. Delusione colossale più di 10 ore della mia vita buttate.

     

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