True Detective – 2×07 Black Maps and Motel Rooms 37


True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsDopo gli ottimi segnali lasciati dallo scorso episodio e ad un passo dalla sua conclusione, True Detective fa chiarezza sulla maggior parte degli indizi disseminati lungo il suo (discusso) cammino, confezionando un’altra ora televisiva di grandissimo impatto.

La serie si avvicina al finale e lo fa con un altro episodio che mette probabilmente d’accordo le tante fazioni favorevoli o contrarie alla seconda opera televisiva di Nic Pizzolato. Cos’è dunque che sta funzionando maggiormente in questi ultimi episodi rispetto all’incerto avvio iniziale? Cos’è che fa guardare con rinnovata fiducia ad una stagione che ha diviso fin dalla sua premiere?

True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsLe ragioni non sono certo nel ritmo, nella narrazione o nel crescendo drammatico che sta caratterizzando queste puntate conclusive. Il principale motivo risiede, invece, specificatamente in una maggior coesione del tutto, un’omogeneità in grado di sollevare personaggi e trame, prima piuttosto frammentarie, ad un livello tematico e simbolico che supera il limite delle intenzioni autoriali, caricandosi di un senso drammatico finalmente tangibile, una sofferenza viscerale vivida e non solo didascalicamente buttata in faccia allo spettatore.

True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsOra che la fitta e intricata trama si sta snodando sotto gli occhi dei protagonisti, è ancora più chiaro come il progetto alla base di questa stagione avesse probabilmente bisogno di più ampio respiro per poter sprigionare al meglio tutte le sue potenzialità: la cornice di otto soli episodi ha costretto infatti ad una fase iniziale confusa, in cui per mettere tutta la carne al fuoco si è stati obbligati ad un procedere frammentario, disordinato. Errore più grave, le vite dei protagonisti scorrevano parallele a quelle delle indagini, senza che i due orizzonti si influenzassero l’uno con l’altro, rendendo difficile capire davvero dove questa storia ci volesse portare.

True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsCiò da cui traeva forza la prima stagione era infatti una storia in cui il caso investigativo condizionava fortemente la vita dei protagonisti e viceversa, in una sorta di spirale ossessiva che risucchiava tutto implodendo su se stessa. Questa sensazione è mancata, purtroppo, per gran parte di questa annata, soprattutto a causa dei quattro protagonisti (troppi?) che raramente abbiamo visto interagire per più di brevi, seppur intensi, momenti. Qui, invece, torna a farsi palpabile la sensazione di un buco nero che progressivamente inghiottisce i personaggi fino a valicare il proprio “orizzonte degli eventi”, quel punto di non ritorno in cui ognuno di loro si ritrova infine a fronteggiare se stesso e le conseguenze di ciò che ha fatto.

Everything is fucking.

True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsUn mondo in cui o si fotte o si è fottuti: a questo si riduce l’umanità raccontata da Pizzolato in questo suo nuovo affresco. È questo l’essere umano ridotto ai minimi termini, l’eterno gioco spietato di maschere, compromessi e tradimenti, volto ad affermare la supremazia del più forte e legittimare la sua posizione di potere. Sotto di essi ci sono gli sconfitti, i fottuti, che possono solo cercare di venire a patti col mondo che li ha gettati nella discarica in cui si trovano. Un buon padre di famiglia, un’integerrima detective, un brav’uomo (e soldato), un imprenditore onesto: sono queste le maschere a cui i quattro protagonisti miravano per venire a patti con le sofferenze lancinanti che il mondo ha loro inflitto, cercando di tenere a bada la rabbia, il represso e il risentimento che covavano dentro.

No, I made a choice. A long time ago.

True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsNel momento del loro sprofondare, chiusi nella stanza di un motel come unico rifugio rimasto dal mondo, tutti devono però prendersi la responsabilità delle proprie azioni: “we get the world we deserve“. Nella vita di ognuno c’è stato infatti un momento cruciale, un attimo che ha completamente distrutto la loro vita e a partire dal quale ognuno ha dovuto lottare tra il suo desiderio di una vita normale e la voglia di abbracciare quel caos che avevano conosciuto, in un processo appagante di autodistruzione. I risultati non sta a nessuno giudicarli, ma nella stanza di un motel, ognuno deve ora togliersi la maschera dell’autocommiserazione e ammettere la propria incapacità di adeguarsi ad un mondo di cui hanno conosciuto l’orrore più nascosto e taciuto.

– I had ideas of getting out of this, you know.
– There’s no such thing for you, Frank.

True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsUna volta entrati in questo vortice, non c’è via d’uscita. E così Paul dice addio alla sua fidanzata, Ani a suo padre e alla sorella, Frank dà fuoco a 45 anni della sua vita e di tentativi di uscire fuori dal giro criminale. Ognuno brucia o rinchiude i propri sogni in una stanza dei ricordi e si prepara ad affrontare la fine, solo con se stesso e i propri demoni. È una sensazione che emerge benissimo dall’episodio in quel processo progressivo di isolamento dei singoli personaggi, nella scia di morti che lentamente taglia tutti i ponti tra loro e il successo della loro indagine, in quei tunnel in cui Paul trova la sua fine, in quel disperato tentativo finale tra Ray e Ani di trovare un minimo di conforto in un caos che si è stretto intorno a loro. È proprio qui che True Detective torna a funzionare benissimo, beneficiando di una ritrovata coesione proprio tra tutte le sue componenti, ovvero quella visiva, narrativa e introspettiva.

True Detective - 2x07 Black Maps and Motel RoomsSi è detto più volte come sia inutile fare paragoni con la prima stagione, diversa forse anche nelle intenzioni. Se questo si può dire vero da un punto di vista narrativo, o anche meramente tecnico/registico, diventa sbagliato quando invece si parla di scrittura, visto che l’autore è praticamente l’unica cosa che le due stagioni hanno davvero in comune. Ad un passo dal finale, è ormai chiaro come Pizzolatto abbia voluto puntare su un progetto molto più ambizioso (come giusto che fosse), giocando, però, allo stesso tempo sul terreno più classico del noir, compiendo un percorso umano profondissimo che toccasse tutte le sfumature del genere, dal thriller hitchcockiano al poliziesco di Mann, fino all’esistenzialismo onirico di Lynch o Kubrick. Una sfida difficilissima, che malgrado stia raccogliendo i suoi frutti migliori in questa fase di stagione, non può comunque considerarsi completamente riuscita.

Godiamoci, però, questi ultimi momenti della stagione, fiduciosi verso un finale che, sì, può davvero a questo punto far meglio di quello (altrettanto discusso) che chiuse la prima gloriosa annata.

Voto: 8,5

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37 commenti su “True Detective – 2×07 Black Maps and Motel Rooms

  • Katanga

    “True detective non è più quello di una volta” dicevano.. “umorismo involontario” “noia” “piattume” “brutta scrittura” ecc. ecc.
    Adesso dopo questa puntata voglio vedere cosa si inventano i detrattori dalla stroncatura facile!

    P.s. Ammetto che da un lato asciugarlo e strutturarlo su 6 puntate sarebbe stato meglio, o altrimenti a mio gusto approfondire un poco la parte “sette mistiche” (anche se han deciso di far precipitare la soluzione sulla rapina del 92 e non mi lamento). Non è perfetta, come non lo era la prima serie (il finale mi ha lasciato con un “tutto qui?”). Ma è pur sempre da “Ivy League” e in modo originale: per me è più una sorta di romanzo su schermo, che una serie tv. E dal punto di vista letterario questa stagione sarebbe un gran bel libro..

    P.p.s Dalla prossima puntata ESIGO di poter tirare fuori una sequenza montata da intitolare “Frank Seymon Rampage – Revenge on Vinci Town”.
    O la McAdams in costume adamitico:-)

     
  • Krisljk

    Oh mio dio… A questo punto stento a credere che tutto questo sia vero.
    Deve essere uno scherzo, non è possibile che questa seconda stagione di TD sia così brutta.
    Voglio dire che di serie brutte e senza senso ce ne sono centinaia, ma questa, proprio questa… non è possibile dai!
    Creare un qualcosa di così osceno e maldestro non è accettabile ragazzi.
    Dopo 6 puntate passate a fornire dettagli inutili su personaggi scritti male e recitati peggio, senza veramente riuscire ad “rendere” la loro personalità.
    Dopo aver lasciato sullo sfondo la vicenda investigativa, accontentandosi di seminare a caso fatti noiosi ed indizi confusi qua e là.
    Nel PENULTIMO episodio cosa si inventano? Il vero colpo di grazia per lo stomaco di tutti i navigati divoratori di serie del pianeta… “LA PUNTATONA ESPLICATIVA”
    Cosa c’è di meglio e, giustamente, di più facile che far “riassumere” letteralmente ai personaggi principali e complementari tutta la fumosa vicenda?
    Questo episodio è praticamente un corale esame orale di fine anno delle scuole medie, durante il quale i detective magicamente trovano il bandolo della matassa parlando tra di loro ed i “cattivi” vuotano tutto il sacco colmando tutti i buchi che c’erano nella storia.
    Ora finalmente siamo in possesso di quasi tutti i pezzi del puzzle, ed i contorni della figura risultante sono ormai chiari… è un fantastico tostapane!!
    Ma un tostapane di quelli vintage, quelli belli che vi credete? Quelli che si vedevano nelle cucine americane immortalate nei film noir anni 40…
    L’episodio non è mica tutto qui comunque, tra una tabellina e l’altra i nostri scolaretti ci regalano delle scene niente male… Il padre di Ani che da santone illuminato “levitante” si trasforma in “genitore distratto con i sensi di colpa che vuole rimediare” (marchio registrato)
    Le scuse vicendevoli di Ani con l’ex collega. con lei che gli porge la mano come farebbe una bimba di 6 anni e lui che invece l’abbraccia fraternamente.
    Ancora Ani, stavolta con Ray, che si cimenta in un esercizio magistrale inscenando un classico: “si ok, stiamo per fare sesso ma prima dobbiamo trasmettere a pubblico solo guardandoci a vicenda desiderio, inadeguatezza, compassione, attrazione, vergogna, complicità, delitto, castigo e redenzione”
    Il povero Frank che fino a 30 secondi prima non aveva capito una mazza di tutto ciò che gli accadeva intorno ed un attimo dopo ti assesta uno scacco matto in 4 mosse.
    E dulcis in fundo il caro Paul che è protagonista di una didascalica scena d’azione.
    Quelle in cui finalmente il buono fronteggia il (un) cattivo (casuale) riuscendolo a gabbare con la classica mossa “guarda in alto c’è un asino che vola!” e nel frattempo gli frega la pistola furbescamente.
    Che dire, una puntata che è già un evergreen, una gemma… giustamente incastonata ad altissimi livelli, tra Hot Shots e Una pallottola spuntata.
    P.S.
    Ovviamente sono in pieno disaccordo con la recensione, ma alla fine si tratta pur sempre di punti di vista. A tutto c’è un limite però! Nelle recensioni degli ultimi due episodi e nei commenti un pò ovunque sono passate citazioni enfatiche e similitudini (azzardate) con importanti autori di tutte le epoche, prego però tutti, come favore personale, di lasciar riposare in pace Stanley Kubrick e di non accostare il suo nome a TD2.
    Grazie.

     
    • annamaria

      Sai un cosa strana?
      La prima volta che ho visto Shining l’ho odiato.
      Ho riso per tutto il tempo, l’ho trovato balengo, insopportabile, assurdo, in una parola pessimo.
      Non ci crederai (!) ma poi l’ho rivisto in un’altra disposizione d’animo e me ne sono innamorata.
      Adesso lo adoro.
      Mi succede anche coi libri, La Guardia Banca di Bulgakov, per esempio.
      Ci sono periodi così, in cui prendi per storto qualcosa, un film un libro, una serie, poi li rivedi a distanza di tempo e ti chiedi come sia potuto succedere.
      Ho l’impressione che per te sia successo proprio così.
      La tua animosità è toppo accesa, il tuo disprezzo troppo esibito, quasi volessi farci intendere che solo tu hai capito e noi siamo tutti con le fette di salame sugli occhi.
      Che non ti piaccia la stagione ci sta, ci mancherebbe, ma le critiche che fai dimostrano che se ti metti in una certa ottica non si salva nemmeno la Divina Commedia.
      E sicuramente non si salva nemmeno TD1.
      Io non grido al capolavoro, ma la stagione alla fine mi sta piacendo, difficilina da seguire ma con bei personaggi.
      E’ triste, è una serie triste, senza speranza, un po’ deprimente, mi sa che qui alla fine le stelle non vinceranno.
      Peccato!
      Velcoro mi piace e la sua scena d’amore (non di sesso, per fortuna, che di sesso non se ne può più!) con Ani mi ha commosso.
      E’ stata così tenera e delicata!
      Io di TD1 mi ero innamorata, di TD2 no, però mi piace e certo non merita tutto il veleno e il disprezzo che le riversi addosso.
      Ecco, il disprezzo secondo me non è un bon metro d giudizio.

       
      • Krisljk

        Guarda in me non c’è nessun astio, nessun risentimento, forse il mio tono è stato frainteso, hai ragione tu ci ho messo troppa enfasi.
        Su una cosa in particolare poi non sono daccordo con te, questa serie è tuttaltro che triste… è spassosa ad altissimi livelli. È una parodia adatta x un’estate senza pensieri in attesa delle uscite autunnali.
        Ma lo penso veramente, non sto scherzando.
        Ci sono dei momenti, delle scene di TD2 che mi sono rimasti impressi nella mente, che porterò sempre con me ed ai quali ripenserò sorridendo nei momenti di difficoltà.
        La faccia di Paul quando corre in moto nel pilot, Ani in macchina con la sigaretta elettronica o mentre si allena sulla sagoma con i pugnali, gli occhi spiritati di Ray (cmq il più credibile di tutti) ed infine ricorderò per sempre tutte, e dico tutte le scene di Frank.
        La scazzottata, la tortura dello sgherro, il discorso al figlio di Stan, il faccia a faccia in vestaglia… tutti degli instant classic!

         
  • Jube

    Non capisco proprio cosa guardano oggi in TV i detrattori di queste serie (diciamo con buona pace che recuperando dal passato si può trovare di meglio rispetto a True Detective, ma questo vale anche rispetto la prima stagione), perché nel marasma di nulla di questo anno – e dell’estate in particolare – non trovo niente di meglio da vedere nel genere del noir e dell’hard boiled. Anzi, niente di meglio in generale.
    Se poi ci ostiniamo a paragonarla alla prima stagione si può tranquillamente dire che – nonostante le ovvie differenze fra due stagioni senza continuità di trama – Pizzolatto (unico punto vero di continuità fra i due prodotti) si conferma uno showrunner da tempi lunghi, false partenze, dialoghi notevoli, grandi atmosfere e trame complesse. Ha la chance di migliorarsi attraverso un finale più soddisfacente (quello di TD1 non mi ha fatto gridare al miracolo), ha gestito (con oggettiva difficoltà) 4 protagonisti invece che 2 e non aveva dalla sua la possibilità di sorprendere, ma solo il peso di confermarsi. Per me ci sta riuscendo (vedremo con il finale se ce la farà del tutto) e nonostante si senta la mancanza di Fukunaga si sono viste delle bellissime sequenze (quella della sparatoria sopra tutte) e delle atmosfere notevoli. Ci stiamo dimenticando tutti quanto fossero noiosi i primi episodi della prima stagione e di quanti errori di scrittura abbiamo perdonato quando poi il prodotto (imperfetto, ma comunque tra i migliori degli ultimi anni) è decollato. Troppo facile anche salire sul carro dei vincitori (se così sarà alla fine) adesso, quello che si sta vedendo in questi ultimi episodi era proprio quello che ci si doveva aspettare dopo la partenza. Non è che Pizzolatto si è bevuto il cervello in un anno.

     
      • Pogo

        Non ho ancora visto Mr. Robot, ma Halt and Catch Fire pur essendo un gioiellino non è ai livelli di TD2, non scherziamo: a metà stagione manda avanti la narrazione attraverso la reiterazione delle azioni dei personaggi.
        Per quanto riguarda Humans è un remake e la cosa si nota tutta (del ben più valido Äkta Människor una perla come solo gli Svedesi sanno fare).

         
      • Lukamin

        Citazione da terst:
        Non trovi niente di meglio?
        Halt and catch fire, Mr. Robot, Humans?

        Ah beh allora….siamo a posto !
        Halt and catch Fire è una perla ma non di certo ai livelli di TD2 ! Temevo la svaccata alla seconda stagione invece si sta difendendo molto bene.
        Humans è un remake come già detto…
        Mr. Robot non lo seguo ma ho i miei seri dubbi che sia di classe superiore a TD2 .

        Un pò povera come lista alternativa….e decisamente molto poco per smerdare TD2 :-/

         
        • Federica

          The Americans, Hannibal e Rectify sono molto meglio di True Detective, e non hanno quella supponenza che questa serie trasuda in ogni inquadratura.

           
  • Pogo

    Meraviglioso episodio.
    Meraviglia di stagione.

    Un appunto: non si può accusare Pizzolatto di aver gestito male i primi episodi visto il risultato. A parte che è dal 4° episodio (con quella sparatoria finale) che questa stagione si è alzata notevolmente, ma la riuscita di 6° e 7° sono dovuti alla preparazione precedente.
    Ci sembra di conoscere questi personaggi da sempre, quando in realtà abbiamo visto frammenti di loro e delle loro vite, spesso non attinenti al caso.

    Pizzolatto è avanti di una buona decina di anni. È un “matto” (nel senso di figo) nel portare in televisione – e per soli 8 episodi – materia che se fosse in forma di romanzo sarebbe il capolavoro letterario dell’anno.

    L’operazione in realtà è perfettamente riuscita. Un lungo film di 8 ore (anzi, 8 e mezzo) che omaggia il grande noir cinematografico e letterario.
    Forse, a essere pignoli, la regia spesso non è granché (penso a Lin e ai ppp su Vaughn, che non ha il viso per reggere quel tipo di inquadratura).

    Se la HBO avesse rilasciato tutti gli episodi insieme come fa Netflix, le critiche sarebbero state di gran lunga in numero minore (che poi che ce frega della critica lo stesso…).

     
  • Lorenzo

    Come disse qualcuno qui dentro, il vero problema di True Detective 2 è lo spettatore. Non vago sui siti inglesi o americani, ma quelli italiani è pieno di critiche. Si ci sta che venga criticato, ad ognuno il suo. Ma le critiche che leggo, sento e vedo sono veramente stupide. Perché a noi italiani specialmente ci piace sempre la pappa pronta, perché cambiare?
    La maggior parte degli spettatori voleva un rust2 un martin2 e un yellow king 2 e criticavano questa stagione ancor prima che iniziasse.
    Pizzolato ha avuto le PALLE di cambiare tutto, attori storia e tutto l’intero cast compreso registi e montatori. L’unica connessione tra le 2 serie è lo stesso Pizzolato . Io prego che Pizzolato non scriva una terza stagione perché non ce lo meritiamo. Il mondo seriale non si merita True detective, non si merita lui. Perché se questa stagione avesse avuto un altro nome le critiche sarebbero state molto di meno e molto più intelligenti.
    Non fraintendetemi questa stagione è tutt’altro che perfetta è il suo più grande difetto è l’ambizione della serie stessa. Perché true detective 2 ci racconta una storia distorta, sfocata e incompleta e se lo spettatore medio non gli viene detto “guarda allora la storia e cosi, i cattivi possono essere questi, e gli eroi sono loro” non è contento.
    Qui i personaggi sono completamente alienati, soli e con i propri demoni che come l’autore di questa recensione ha scritto ( questa recensione ha completamente estrapolato il mio pensiero su questa serie, se fossi stato bravo quanto l’autore nella scrittura avrei scritto una recensione praticamente uguale) le storie dei personaggi sono fuori dal contesto della trama ed è forse questo che allo spettatore non gli è andato giu. Il fatto che i personaggi abbiano delle vite parallele oltre la trama. Io questa cosa la trovo fantastica anche se molte sottotrame di questa serie non mi sono piaciute e sono state assolutamente incongruenti. Ma trovo questa serie molto più realistica (non più bella) della precedente. In questa stagione non ci sono filosofie filo nietszchiane che affascinano lo spettatore, non c’è un serial killer e non c’è neanche un vero caso. I personaggi ruotano intorno a storie, prove e dichiarazioni del passato e del presente non cogliendo il punto di quello che sta succedendo. I nemici di questa serie non sono piscopatici pedofili di una cerchia satanista, ma sono imprenditori leader di grandi corporazioni, troppo grandi per cadere. E i nostri “eroi” sono troppo piccoli per affrontarli ( il sogno che fa velcoro dopo essere sparato per me è una grande spiegazione di questo mio messaggio) combattono con con tutte le loro forze per far fronte alla verità ma sono trascinati dai propri demoni che non li riesce a focalizzarsi a pieno sul caso semmai si può parlare di caso. Questo true detective è troppo confuso e 8 puntate sono troppo poche per ciò che voleva fare Nic. Ma chi critica la scrittura, perfavore il livello dei dialoghi non ha nulla a che invidiare rispetto la precedente stagione come i personaggi. Poi alla fine è sempre una questione di gusti per carità.
    Consiglio a tutte le persone che fanno critiche idiote a questa serie ( e non critiche fondate come le recensione di questo sito che le condivido quasi tutte) di andarsi a vedere dell’altro, andatevi a vedere i prodotti confezionati
    come il trono di spade o daredevil (entrambe serie che amo) perché se true detective 2 avete cominciato a vedere per sperare nella stessa trama del primo, avete sbagliato fin dall’inizio.

     
  • Krisljk

    Visto che le barriere semantiche che ci dividono sembrano invalicabili, proverò ad esprimere il mio pensiero utilizzando il linguaggio universale della matematica, scegliendo termini il più possibile compatibili con la materia ivi trattata.

    TD1 : TD2 = Alien : Prometheus
    Nic Pizzolatto x 365 = Alzheimer := Ridley Scott x (33×365=12.045)

    Peace & love 😉

     
    • 999sickboy666

      Mettere le cose in numeri
      – non le fa magicamente diventare vere o oggettive;
      – non ti fa automaticamente aver ragione;
      – non dimostra che quanto hai detto sia in qualche modo più valido o preciso di quanto sostenuto da altri;
      – non chiarisce né aiuta a superare alcuna “barriera lessicale”;

      Tutt’al più, ti fa passare per dissociato, ma quello poi è un tuo problema.

       
    • Pogo

      Veramente oltre che semantiche, direi anche logiche (che rientra nella matematica): la proporzione non regge. TD1 e TD2 sono dello stesso autore. Prometheus per nostra disgrazia è scritto da quell’incapace di Lindelof.

      Purtroppo non vai bene neanche come comico (riferito alla seconda proporzione). L’ironia purtroppo non si coglie.
      Credi a me.

      Peace & Love.

       
      • Krisljk

        Intervenire solo per dare un giudizio sulle idiozie scritte da un utente x o per insultare (non mi riferisco a Pogo) senza dare un parere sull’episodio o sulla serie è veramente di cattivo gusto ma soprattutto poco interessante per tutti gli altri e fuori luogo.
        Continuo a ribadire che TD2 non è una serie mediocre non solo rispetto a TD1, è una serie mediocre “period”.
        Sarei molto curioso di sapere qual’è il giudizio sulla serie, arrivati ormai al penultimo atto, degli autori delle recensioni dei primi 5 episodi. Tutte recensioni che condivido pienamente e che in maniera molto professionale ed elegante sintetizzavano lo scialbore dell’intero prodotto.
        Grazie.

         
  • Genio in bottiglia

    La verità è che TD2 è una gran bella serie, che i personaggi ti entrano dentro (non lasciandoti nulla, certo, perché in fin dei conti che vuoi che siano otto ore al confronto della complessità della psiche umana), che il giallo è assente come in larga parte anche in TD1, e che la perdita della regia di Fukunaga è (quasi) compensata dalle abbondanti citazioni di Lynch (quanto meno per un fan come me). Il fatto è che i punti di contatto con la prima serie sono quasi filosofici e riguardano proprio i “true detective” che si occupano dei casi e il modo nel quale il caso interagisce con la loro esistenza. Il che implica che si può amare una stagione ma non l’altra, esattamente come con due libri dello stesso scrittore. Bella la recensione, non saprei dire se un numero maggiore di puntate avrebbe giovato al prodotto (forse sì). Comunque, con tutte le sue incongruenze, True Detective bis è uno dei migliori prodotti seriali del panorama televisivo.

     
  • winston smith

    La cosa veramente stupefacente è che, facendo una rapida carrellata dei commenti sui principali blog americani del settore, vi accorgerete che tutti quelli che dal momento dell’annuncio del casting fino all’altro ieri dicevano che Vince Vaughn recita malissimo ora dicono che è un fenomeno. Voilà: il prestigio è riuscito!
    Onestamente, come si fa a prendere sul serio le critiche di gente così? Anche la buona volontà si ferma di fronte all’inconsistenza più totale di posizioni pregiudizievoli strenuamente difese fino al momento stesso in cui di colpo vengono abbandonate con la rapidità dell’istante che intercorre fra un’inspirazione e un’espirazione.
    Come avevo espresso in un commento alla recensione del secondo episodio e come ha ripreso Pogo più sù, il problema stava tutto nella regia, che per nostra fortuna è migliorata una volta che Justin Lin è tornato a fare film più in linea con il suo stile da blockbuster made in USA per lasciar spazio a gente che sa come si lavora “in trincea” al servizio degli attori e della storia e non solo dei produttori e del dollaro.
    #teamFranksincetheverybeginning

     
  • Attilio Palmieri

    Innanzitutto complimenti a Diego per la notevole recensione.
    True Detective 2 arriva vicina alla sua conclusione facendo quadrare ogni pedina e mettendo al posto giusto anche quelle che non quadrano, quelle che sono fatte per non quadrare, quelle sghembe, fatte per porsi di tralice e creare problema ai personaggi, alla narrazione e allo spettatore. Anche queste hanno un loro posto e forse sono quelle più importanti, quelle più significative, quelle grazie a cui i fili narrativi diventano finalmente per una volta poco chiari, dove la spiegazione trova ragion d’essere solo nella sua vana ricerca, dove più si scava e più si trovano domande e ci si perde nel nero (noir) dell’abisso.
    Di questo splendido penultimo episodio conservo la presa d’atto di Frank e il suo successivo percorso a tappe verso la deflagrazione finale, con la bellissima immagine dell’impero che brucia.
    Conservo una delle scene d’amore più struggenti e malinconiche della televisione degli ultimi anni.
    Conservo alcuni bellissimi dialoghi come ad esempio:

    – “You didn’t ask me if I did it.”

    – “It doesn’t matter. You’re the most innocent
    person I’ve ever known.”

    Conservo, infine e forse soprattutto, il montaggio alternato tra la fuga verso la morte di Paul e la camera del motel dove albergano la madre, la fidanzata e il figlio che porta in grembo, una sequenza magistrale dove dialogano alla perfezione le “black maps” e le “motel rooms” del titolo e in cui Splendore nell’erba, e prima ancora i versi di William Wordsworth a cui il film è legato, fungono da poetico manuale d’istruzioni interno.
    Dopo una stagione coraggiosissima e di enorme intensità, il prossimo episodio sarà decisivo, sia per la storia raccontata, sia soprattutto per capire cosa davvero ci hanno voluto dire gli autori con questa stagione, un episodio che pare fin da subito rilanciare la posta in gioco puntando ancora più forte visto che durerà ben NOVANTA minuti.
    La HBO non è solita fare queste eccezioni e a mia memoria lo ha fatto una o due volte negli ultimi dieci anni. Le premesse sembrano quelle giuste.

     
    • Pogo

      Il finale con il montaggio alternato è sublime.
      Una banalissima tecnica abusata fin dalle fondazioni del cinema, eppure così malinconicamente poetica nella scrittura di Pizzolatto.

       
  • Boba Fett

    CITARE: In un discorso o in uno scritto, riportare esattamente le parole di qualcuno o un passo di un testo.

    Perché usiamo tanto spesso questa parola ad ogni episodio? Ma davvero dovremmo toglierci il cappello ad ogni sequenza? Non sarà, piuttosto, che dirci, raccontarci che c’è un po’ di Questo e un po’ di Quello ci aiuta a nascondere la delusione per assistere ad uno show che doveva essere a tutti i costi il migliore degli show?
    No, davvero crediamo che basti mostrare una “cena elegante” per scomodare Kubrick o un sogno blu per intravvedere Lynch? Ma allora perché tralasciare Tarantino di fronte ad un interrogatorio con una sparachiodi o una chiacchierata surreale sulla sigaretta elettronica e, visto che non siamo degli snob, anche una Carrie Mathison alla vista di una detective allucinata, un Jack Bauer o addirittura un Rust Cohle?
    Non sarebbe meglio gettare la spugna e ammettere a noi stessi che, nonostante dei buoni, tardivi segnali, stiamo assistendo a tante cose già viste miliardi di volte e qui, ahimé, non proprio nelle vesti migliori?

    E pensare che, col senno di poi, eravamo stati avvisati da un trailer che proprio qui su Seriangolo era stato sin da subito bollato come anticlimatico e da una serie di teaser talmente belli quanto fuorvianti…

    Comunque, se la vogliamo mettere sul piano dell’offerta estiva allora sì che dobbiamo inchinarci: siamo sicuramente di fronte al miglior intrattenimento possibile, altro che The Leftovers dello scorso anno…

     
  • Krisljk

    Le premesse di tutti quelli che criticano TD2, io per primo, partono dal presupposto che di cose potenzialmente interessanti e stilisticamente superbe la serie è piena.
    Riconosco che mettere in fila tutti i dialoghi vuoti e banali, tutte le interpretazioni esasperate o fuori luogo, tutte le scene involontariamente comiche e tutte le voragini presenti nella struttura del racconto e dei personaggi è troppo facile e risulta antipatico.
    Però parlare di TD2 come di un capolavoro è intellettualmente disonesto.
    Tutti quelli che gridano al miracolo, sono gli stessi che annotano:
    – Una parte investigativa lasciata in gran parte in secondo piano
    – I personaggi sono troppi e troppo complessi x essere approfonditi
    anche se poi (cito) “ti sembra di conoscerli da una vita” ed allo stesso tempo
    “non ti lasciano nulla dentro” (???)
    – Il vero cattivo non c’è perchè è il mondo stesso ad essere malvagio
    (stà a vedere che sto Caspar l’ho ammazzato io)
    – E come un film lungo 8 puntate ma dovrebbe essere una serie
    – Dopo 5 puntate è ancora tutto molto incerto ma dalla 6°(su 8) inizia a “ingranare”
    – Il vero problema è la regia ma “le sequenze sono magistrali”
    – Non si può paragonare a TD1 ma i primi episodi sono zeppi di autoreferenzialità
    Come può essere un capolavoro una serie del genere?
    Mah…

     
    • Pogo

      Un’opera può restituire o meno emozioni. Questo è pacifico. Anche perché è nel campo della soggettività.
      Un’opera può piacere o meno, indipendentemente da se fatta bene o fatta male.
      Definire TD2 mediocre “full stop” è abbastanza azzardato: perché a me sembra tu lo faccia sulla base della tua soggettività.

      TD2, ancor più di TD1, non si può guardare se non concentrati al 100%. Questo può piacere o meno al pubblico, ma è così. Non puoi fermarti a mandare un sms con lo smartphone senza stoppare la visione.
      Intendiamoci, per me il pubblico è il giudice supremo, nel senso che è quello che spende i soldi e permette all’industria di esistere, quindi se qualcosa non piace al pubblico, anziché mettersi su un piedistallo (come spesso si fa in Italia) e dire che il pubblico non ha capito, bisognerebbe capire perché non si è raggiunto il successo commerciale che si sperava.
      Definire mediocre o meno una serie, tuttavia, esula dal discorso commerciale.
      Dal punto di vista tecnico (con eccezione di alcuni registi, tipo Lin) la serie è ottima. Direi grandiosa nella fotografia, nel montaggio, nel suono e nella colonna sonora.
      Dal punto di vista della scrittura, non solo è avanguardia, ma è inattaccabile. La sua struttura è senza punti deboli. Fino al 7° episodio tutto combacia alla perfezione. I dialoghi sono interessanti (tu dici vuoti… per me sono vuoti e inutili quelli di un Don Matteo, oppure quelli dei tanti procedurali sparsi per il Mondo), ma soprattutto poetici. Gli attori hanno dimostrato di saperci fare (mamma mia la conturbante sessualità di Rachel McAdams…). Ci sono perle di poesia.
      E c’è un tema fondamentale che racchiude un po’ tutta la serie: dato un tema centrale, nessuno può separarsene senza traumi.
      Nella seconda stagione, mi sembra sia riscontrabile nel “non si può vincere, non si può pareggiare, si può solo perdere”.

      Poi passami una battuta: se vuoi scoprire chi è l’assassino leggi Christie non Ellroy.

      Fra 10 anni questa serie farà scuola esattamente come i Sopranos che lo sono adesso e lo saranno per tantissimo tempo ancora (nemmeno il finale della mastodontica saga di Chase, la più grande serie televisiva di tutti i tempi, non era stato apprezzato).
      Faremo riferimento alla serie antologica di TD se le prossime serie saranno sempre più lunghi film da 8, 10 o 12/13 episodi (che poi anche qui niente di nuovo: alcuni migliori romanzi della Storia furono pubblicati a puntate nell’Ottocento).

      Io non definisco la serie un capolavoro perché (e se l’ho fatto ho esagerato per la fretta e non lo ricordo) è un po’ difficile vedere un capolavoro in un’opera stratificata e che vede avvicendarsi registi, d.o.p. e (il 99% delle volte) gli scrittori. Qualche “caduta” c’è sempre.
      Definisco TD2 grandiosa. Un coraggioso romanzo noir che anziché essere su carta è sui nostri televisori.

      P.S. parlando di TD1, ricordo che fino al 4° episodio (esattamente come quest’anno) tante persone si lamentavano che era vuoto e manierista. Per non parlare della soluzione, con la “casa verde” e l’associazione mentale (che secondo molti era un deus ex machina).

       
      • Krisljk

        Pogo anche se la penso in maniera diametralmente opposta dalla tua riguardo TD2, leggo sempre con attenzione i tuoi commenti e li apprezzo.
        Presupporre che lo spettatore medio che non riesce a cogliere la bellezza di questa serie sia quello che chatta su whatsapp mentre la guarda è poco rispettoso ed un pelo supponente (probabilmente non era nelle tue intenzioni).
        Proprio perchè il pubblico è sovrano credo che una serie “meravigliosa” debba essere in grado di trasmettere qualcosa di davvero speciale anche a chi non ha un master in storia del cinema o della letteratura.
        Se parliamo di montaggio e fotografia sono pienamente daccordo con te, ma sulla “inattaccabilità e avanguardia della scrittura” mi si sono rizzati i capelli.
        Poi se vuoi definire i dialoghi di TD2 “interessanti” fornendo come termine di paragone quelli di Don Matteo allora accomodati pure ma consentimi di dubitare sull’onestà della disamina.
        Anche secondo me Rachel McAdams è sensuale, è la detective Bezzerides a non esserlo.
        Scoprire chi è l’assassino concordo con te che sia poco interessante, però in un noir poliziesco intitolato True Detective dovrebbe almeno essere interessante il modo in cui i protagonisti arrivano a svelare l’arcano.
        Posso ammettere che, nonostante il risultato finale sia per me ridicolo, sulla carta il personaggio Frank sia all’avanguardia.
        Ma se i due personaggi femminili ricorrenti, Ani e la moglie di Frank (di cui non ricordo il nome ma non mi sorprenderebbe scoprire che non ne abbia uno definito nello script) sono: la prima una mascolina e dura virago, poi fragile ed indifesa perchè il risultato di una figura paterna ingombrante e di un’abuso sessuale infantile, e la seconda una silente geisha pronta a sorvolare sul ritorno alle origini ed alla violenza del marito, che si strugge x metà della serie nel tentativo di concepire un’erede che possa salvare la coppia e di conseguenza Frank dalla nuova deriva criminale, devo confessarti che io qui l’avanguardia proprio non la vedo, ancor meno il coraggio della scrittura.
        Anzi mi meraviglio di come il pubblico femminile un pochino più sensibile non sia insorto di fronte ad un clichè così scontato e riduttivo.
        La mia sensazione più vivida guardando TD2 è quella di una profonda approssimazione.
        Le cose davvero grandiose richiedono tempo e meticolosità, non posso sapere quanto abbia impiegato Pizzolatto a dare vita alla prima serie di True Detective, ma posso immaginare che il lasso di tempo che intercorre tra una stagione e l’altra non sia sufficiente per raggiungere quelle sorprendenti sommità, sebbene si tratti di prodotti profondamente diversi sia nelle intenzioni che nel risultato finale.

         
  • svinzo

    Sarà pure di qualità….ma io lo trovo una PALLA!!!! non mi trasmette nulla e comunque è tutto un déjà vu. L’indagine è di una noia mortale, incomprensibile, solito giro di puttane e droga.
    Si chiama True detective perché il focus è sulla vita personale dei cops? Mah…alla fine noiose anche quelle….
    In TD1 l’autore era riuscito a colpire nelle emozioni, almeno a me….TD2 invece un esercizio di stile, Pizzolatto doveva sbracarsi un pò di più….this is my opinion|

     
  • Maria Rita

    In realtà non c’è molto da dire, la storia è cresciuta in modo coerentemente fin dal primo episodio.
    Un noir eccellente, scritto da un autore che si è confermato un maestro del genere e con un cast fantastico.
    Come ci si aspettava i tre detective sono stati scelti dalla Polizia di Vinci e affidati alla Polizia di Stato per indagare sulla morte di Caspere, nella convinzione che non sarebbero stati in grado di levare un ragno dal buco, invece è saltato il banco.
    Adesso hanno tutti addosso e il finale è apertissimo.
    Questa stagione mi è piaciuto più della precedente.

     
  • Teresa

    Secondo me il problema è che la maggior parte degli spettatori non ha consuetudine col genere noir, che non è stato molto frequentato dalla TV, da lungo tempo. Me ne accorsi già l’anno scorso, quando piovve una marea di critiche su TD1 perché molti spettatori si aspettavano altro. Cioè una cosa più “facile”, più riconoscibile. Io ho un vasto background di letture e film noir, quindi so bene cosa aspettarmi. Se non l’avessi, non so come reagirei.
    Trovo la scrittura di questa serie straordinaria, e coraggiosa. Trovo tutta l’operazione TD la cosa migliore che potesse accadere alla TV. Vorrei che piacesse di più. Ma non perché piace a me, ma perché penso che il fatto che piaccia o meno significhi qualcosa.

     
    • Teresa

      Sì. Una serie che non c’entra assolutamente nulla, totalmente diversa. Poi dice che non è vero che il problema di TD è il suo pubblico.

       
  • Anna

    Lo credo anche io, quando una cosa non piace alla maggioranza delle persone, per motivi con cui si può concordare o meno, allora si cade nella trappola “non è per tutti, ma solo per pochi eletti che posso capirla”.
    Cosa ne sai di me e di cosa guardo io?

     
    • Lukamin

      Sarei pure d’accordo ma perchè paragonare 2 Serie che non c’azzeccano una mazza ?
      Poi ognuno di noi si vede quelle che vuole e ci mancherebbe altro….ma se commenti a sproposito poi non ti puoi lamentare 😉