The Walking Dead – 6×04 Here’s Not Here

The Walking Dead - 6x04 Here’s Not HereEra chiaro a tutti che, dopo i colpi di scena e l’azione incessante dei primi tre episodi, questa sesta stagione di The Walking Dead avrebbe rallentato decisamente il ritmo. Lo fa con un lunghissimo flashback su un personaggio molto caro ai fan della serie.

Utilizzare un intero episodio per raccontare la storia di un personaggio, rimasta ignota agli spettatori, è una scelta rischiosa, ma anche un ottimo espediente per prendersi una pausa dalla continuity degli eventi che si svolgono nel presente e per analizzare più a fondo l’evoluzione caratteriale del protagonista della puntata. Sono episodi fondamentali per i prodotti televisivi che devono sviluppare stagioni molto lunghe – l’ha fatto Agents Of S.H.I.E.L.D. recentemente con grandi risultati – ma che per funzionare e, soprattutto, non annoiare hanno bisogno di una struttura narrativa solida e di contenuti interessanti. “Here’s Not Here” difetta chiaramente nel primo di questi due presupposti.

The Walking Dead - 6x04 Here’s Not HereNon è una novità che la serie creata da Kirkman non possieda un impianto narrativo solido, in grado di gestire al meglio dei personaggi coerenti e delle storie interessanti; il più delle volte, per ovviare a questa mancanza, gli autori hanno puntato molto sulla componente action, lasciando l’introspezione solo come contorno degli episodi, ottenendo come risultato un prodotto di intrattenimento valido. In questo caso, invece, Gimple ci introduce in un episodio altamente introspettivo, che sviluppa uno dei temi più delicati dell’etica: il concetto di umanità. Per far ciò si serve del personaggio di Morgan (Lennie James), coprotagonista di Rick in questa annata, partendo dagli eventi della terza stagione, esattamente dall’episodio “Clear” in cui l’aveva visto l’ultima volta Rick prima di Alexandria.

The Walking Dead - 6x04 Here’s Not HereCome è stato già detto, il problema principale dell’episodio è la scrittura. Nonostante l’interesse che Morgan suscita – anche grazie ad una buona interpretazione da parte dell’attore – è difficile riuscire ad appassionarsi, e a volte non annoiarsi, ad una narrazione troppo distesa, che dà l’impressione che sarebbe bastata la metà della durata dell’episodio per raccontare esaustivamente i diversi passaggi emotivi e caratteriali del personaggio. Anche i pochi dialoghi, da sempre tallone d’Achille della serie, risultano troppo lunghi e privi di incisività, risultando pesanti al netto di un episodio da sessantaquattro minuti.

Per fortuna dove fallisce la messa in scena riescono a salvarsi i contenuti, anche se con la solita povertà di idee generalizzata a cui ci ha abituato la serie. Nella prima parte dell’episodio, Morgan è un uomo devastato e senza scopo, che uccide per non essere ucciso nell’attesa di una morte che ponga fine alle sue sofferenze (“Kill me!”). Il peso che si porta dietro è la morte della sua famiglia, mai chiamata per nome fino al termine dell’episodio, e il senso di colpa di non essere riuscito a salvare il figlio Duane. Il tema della salvezza sarà fondamentale per portare Morgan ad abbracciare interamente un nuovo ideale di vita che non si concentri più sulla morte dei suoi cari e sul pessimismo cronico, ma sulla centralità dei vivi e sulla speranza di un futuro possibile anche nel mondo post-apocalittico di The Walking Dead.

The Walking Dead - 6x04 Here’s Not HereQuesto passaggio viene mediato da Eastman, un ex-psichiatra, ora contadino e allevatore con la passione dell’aikido e con una filosofia pacifista che lo guida, incontrato per caso dal protagonista. Superata la forzatura narrativa, però necessaria allo sviluppo della trama, si riesce a entrare facilmente in sintonia con il personaggio interpretato da John Carroll Lynch (American Horror Story: Freak Show) che, come si scoprirà nel finale, ha molti punti di contatto con Morgan. Il percorso di redenzione affrontato dai due richiama il meccanismo maestro-allievo, con Morgan che impara a poco a poco a fidarsi di Eastman, superando lo scoglio emotivo che lo porta a cercare la morte e la “pulizia” in chiunque incontri, sia esso vivo o morto.

The Walking Dead - 6x04 Here’s Not HereCon la dipartita del suo nuovo mentore, Morgan riceve in eredità uno scopo, un nuovo motivo per andare avanti che lo porta alla ricerca della vita, non più della morte. Il percorso affrontato dal personaggio è chiaramente speculare a quello di Rick, a cui si contrapporrà, molto probabilmente, per tutto il resto della stagione. Da sottolineare la compassione mostrata nei confronti del prigioniero nel finale dell’episodio: è una riproposizione della situazione tra lui e Eastman, con la differenza che Morgan non può fare quel passo ulteriore, non può riporre una totale fiducia nella possibile redenzione dell’individuo – chiude a chiave il cancello invece di lasciarlo aperto – poiché antepone ad essa la sicurezza degli abitanti di Alexandria.

The Walking Dead - 6x04 Here’s Not HereDopo tre episodi che hanno fatto ben sperare sulla ripresa improvvisa della serie, The Walking Dead rallenta nuovamente inciampando su alcuni difetti classici della sua storia: eccessiva lunghezza espositiva, povertà di idee, forzature narrative. L’episodio non è, tuttavia, totalmente da bocciare, con l’evoluzione del personaggio di Morgan a tratti interessante e una buona interpretazione di entrambi gli attori; la speranza è che nell’immediato futuro si torni ad uno stile meno introspettivo e più d’azione, una formula vincente che ha saputo produrre puro intrattenimento all’inizio di questa annata.

Voto episodio: 6 –

– Cliccate QUI per i punteggi del The Walking Game relativi all’episodio.

 

Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.

13 Risposte

  1. Joy Black scrive:

    E’ tornato The Boring Dead! Peccato perché finora la stagione mi stava piacendo con tutti i limiti del caso. L’episodio non è brutto (sul 6 come detto dalla recensione), ma è appunto noioso, troppo lungo, poco efficace e originale per appassionarsi a tutto, seppur ci sono dei picchi molto buoni con il racconto di Eastman (in generale il personaggio è stato interessante). Ma 64 minuti per questo racconto sono decisamente troppi… non finivano mai.

     
  2. jackson1966 scrive:

    Me ne sono stata buona in tutte queste rec dell’annata migliore di TWD (è la sesta cacchio, a parte che neanche tre quarti delle serie tv ci arrivano qui, ma così solo lei) ed ora mi criticate la migliore puntata insieme a Clear? Il personaggio meglio delineato che fin dall’inizio è stato il crocevia della vita di Rick? Va bene ditelo pure e siamo a posto: voi qui dovete per legge accusare TWD di non valere niente altrimenti …. boh ditelo voi.
    A me è stato insegnato anche ad ammettere se sbaglio, voi manco morti lo fate. Senza nulla togliere ai vostri recensori questa puntata ha ricevuto lodi da quasi tutti i recensori, e non parlo di quelli di “parte” di siti web dedicati agli aZombie anche perchè Gimple sa usare e trattare Morgan come nessun altro sa fare.
    Ed ora fuori con la fangirl è arrivata, non me ne frega niente. Questa è una gran puntata di TWD, punto.

     
    • Joy Black scrive:

      Beh… oltre a scandalizzarti per il giudizio della recensione, potresti anche argomentare perché, a tuo avviso, questa puntata è la migliore insieme a “Clear”, oppure cosa nell’analisi di Davide (che io condivido ampiamente) non funziona e/o non ti trovi d’accordo.

      Gli altri recensori di altri siti (tutti rispettabilissimi con opinioni che sicuramente lo saranno altrettanto) penso che abbiano promosso l’episodio argomentando il perché. Oppure anche loro si sono limitati a dire “gran puntata di TWD, punto” (battendo magari anche qualche pedata per terra)?

      Attenzione, qui nei commenti desideriamo e cerchiamo con piacere il dibattito; liberissimi anche di lamentarvi (sempre con educazione) del giudizio di un recensore, ma vorremo che poi seguisse una discussione seria con argomentazioni serie (il presunto consenso della “critica” non basta se non si dice perché). Ne usciremo arricchiti tutti: il recensore, gli utenti che sono d’accordo con lui e quelli che non lo sono.

       
      • MarcoP scrive:

        Citazione da Joy Black:
        Beh… oltre a scandalizzarti per il giudizio della recensione, potresti anche argomentare perché, a tuo avviso, questa puntata è la migliore insieme a “Clear”, oppure cosa nell’analisi di Davide (che io condivido ampiamente) non funziona e/o non ti trovi d’accordo.

        Gli altri recensori di altri siti (tutti rispettabilissimi con opinioni che sicuramente lo saranno altrettanto) penso che abbiano promosso l’episodio argomentando il perché. Oppure anche loro si sono limitati a dire “gran puntata di TWD, punto” (battendo magari anche qualche pedata per terra)?

        Attenzione, qui nei commenti desideriamo e cerchiamo con piacere il dibattito; liberissimi anche di lamentarvi (sempre con educazione) del giudizio di un recensore, ma vorremo che poi seguisse una discussione seria con argomentazioni serie (il presunto consenso della “critica” non basta se non si dice perché). Ne usciremo arricchiti tutti: il recensore, gli utenti che sono d’accordo con lui e quelli che non lo sono.

        Ancora non avete capito che con “Sbatto i Piedini per Terra ” Jackson non si può discutere ?

        No eh ? :)

         
  3. Lorenzo scrive:

    tecnicamente non ci siamo proprio. Quest’effetto sfumato ai bordi era ai limiti del ridicolo, così come il b/n della première!
    Comunque, per essere una puntata introspettiva di TWD (che di solito sono da frustate nei gioielli di famiglia) mi è stranamente piaciuta, forse grazie a uno dei personaggi più interessanti mai presentati dalla serie e dalla mancanza di dialoghi totalmente inutili. Stagione decente per ora!

     
  4. Boba Fett scrive:

    Siamo sicuri che sia stato un episodio lento? No, perché, on my opinion, accadono molte più cose qui che nei tre più agitati che l’hanno preceduto. Per questo ritengo che questo Here’s Not Here era anche e soprattutto necessario, forse mal collocato, ma che finalmente risponde alla domanda che ci siamo fatti tutti alla ricomparsa di Morgan: ma questo qui non aveva perso la tramontana?
    L’avevamo lasciato ai sui incubi e agli scarabocchi enigmatici, armato fino ai denti, barricato e solo, molto solo e ce lo ritroviamo addomesticato e triste come un Basset Huond: un bel cambiamento che andava spiegato prima o poi… Ecco, forse non proprio adesso, dopo tre episodi “sparaspara” che invece ci hanno calato in un loop furbetto e alla fin fine anche piuttosto noioso.
    Quindi, ora che sappiamo quasi tutto su cosa è successo a Morgan (rimane irrisolto il perché abbia abbandonato quello che sembrava essere il suo spazio ideale, ma lì probabilmente, l’incontro con Rick e Michonne potrebbe aver smosso qualcosa), spero non sia l’ormai classico commiato alla TWD da un personaggio amato da tutti, anche se la scena finale, quel decidere di graziare il capo dei Wolves, farebbe pensare, ahimé, al peggio.

     
    • Davide Tuccella scrive:

      In realtà sono d’accordo con te, ho apprezzato la scelta di voler raccontare la storia di Morgan, sono certo che andasse raccontata ma quello che non mi è piaciuto è il modo in cui è stato fatto. A partire dalla lunghezza spropositata dell’episodio alla comodità di far incontrare al protagonista proprio uno psichiatra, oltre a tutto il resto che spero emerga dalla recensione. Probabilmente se fosse durato 40 minuti e avessero concentrato un po’ i passaggi essenziali il mio voto sarebbe stato più alto. Sono anche d’accordo con te che sia un episodio mal collocato, ma quello sarebbe il minimo. :)

       
  5. Marco scrive:

    Mi sento di dissentire cin la recensione. Non sono un fan di TWD, in assoluto, ma questa puntata a mio avviso é stata molto bella.
    Prima cosa, molti si lamentano che in alcuni episodi la serie sia noiosa, allora, é stato ribadito finno alla morte che si, sarebbe trattato di zombie, ma soprattutto la reazione psicologica delle persone alla apocalisse. Ovvio, in moltissimi episodi di introspezione specialmente negli ultimi due anni hanno “bucato”. Ma non questo.
    Perche gimple ha voluto mettere un pizzico di poesia con “here is not here” che alludeva all’essenza del vero morgan se ne fosse andata, lasciando solo il corpo in balia degli eventi e delle azioni piu primitive. C’é un ottima regia, seguendo i suoi movimenti e provando a farci entrare nel campo sensoriale di morgan. Infine la scrittura dello splendido rapporto che si crea tra i due, con una sola puntata riesce a farti affezzionare all ex psichiatra e farti dispiacere della sua morte, anche piu di altri personaggi cardine che ci hanno lasciati. Per questo non sono d’accordo.
    Comunque complimenti ai recensori per il lavoro svolto

     
  6. Angela scrive:

    Io invece mi trovo in sintonia con Davide: l’introspezione non è nelle corde di TWD. Qui, come in altri episodi simili, le intenzioni sono lodevoli e l’episodio era pure forse necessario come ha detto qualcuno, però i risultati sono stati (almeno per me) deludenti. Alla fine ha prevalso la noia, laddove un episodio del genere avrebbe dovuto suscitare empatia e compassione. Sono sempre più convinta che la qualità di TWD sia inversamente proporzionale alla quantità di dialoghi che mette in scena.

     
  7. Fante scrive:

    La puntata più noiosa che abbia mai visto.Lo ammetto,mi sono anche appisolato per un paio di minuti.Io,personalmente,amo l’introspezione dei personaggi,è essenziale per me o non mi posso affezionare ad un prodotto del genere.Sono concorde con gli altri che sia stata mal collocata,che era necessario raccontare la storia di Morgan e via discorrendo…ma non mi ha appassionato.Ok,Morgan è un personaggio importante…ma perché?tutti lo intuiamo,ma ad oggi,nel telefilm non ha ancora tutto questo peso e dopo tre episodi-che ho apprezzato-frenare bruscamente il racconto per parlare di Morgan,non ci sta.Insomma i furboni della AMC porteranno fino al mid-season le conseguenze della mandria,rivedremo tutto il gruppetto di Rick e company riunirsi ad Alexandria nella puntata n.8,ma c’è una buona suspance e stopparla per raccontare la storia di uno dei personaggi che non è ancora così importante,la trovo una scelta sbagliata.E’ un intrusione nella storia,una piccola violenza al telespettatore:eheheh tu telespettatore,vorresti sapere che fine ha fatto Rick vero?e Glenn?sicurosicurosicuro che sia morto???beh caro telespettatore,rosica,perchè io ti faccio aspettare.Tiè!io sono AMC e devo allungare il brodo fino alla stagione 20…
    p.s:quando lo fanno schiattare padre Morgan?una petizione mondiale potrebbe servire?

     
  8. Il buon Teo scrive:

    A questa puntata do 5, è incredibile che si spenda milioni di dollari in una serie Tv e non si contatti un maestro o anche solo un praticante di aikido per imbastire due tecniche vere… Sentirlo dire, dopo una lotta a terra “that was aikido” mi ha messo la morte nel cuore. Potevano far prendere l’attizzatoio a Morgan (che tra l’altro lo stava puntando), attacco dall’alto (stile shomen uchi) kote gaeshi con tai sabaki e poi mi dici “that was aikido”. Costo praticamente nullo (due parole con un maestro e mezz’ora per imbastire la tecnica con la controfigura di morgan) ma risultato estremamente accurato. L’emblema della trascuratezza della serie…

     
  9. Coimbra scrive:

    Episodio che ci puo’ stare ma di una lentezza esasperante.
    Ma aspetto con ansia la recensione della 6×5 che e’ riuscita nell’impresa di fare il peggio del peggio…

     
  10. Uiau scrive:

    ragazzi.. non scherziamo… il Padrino in 64 minuti racconta il matrimonio di Connie Corleone, introduce e caratterizza tutti i personaggi della famiglia : il padrino, il figlio Sonny, Fredo, Michael appena tornato dalla guerra ,introduce la lotta tra i clan delle famiglie newyorkesi e l’avvento dello spaccio di droga al quale Don Vito si oppone.. e infine narra l’attentato a Don Vito ad opera del “Turco” in seguito al quale Michael fino ad allora ai margini delle attività della famiglia, decide di vendicare il padre inscenando un finto incontro col “Turco” e il capo della polizia corrotto per stipulare una tregua in un ristorante e poi uccidendolo a tranello con una pistola nascosta nello sciacquone del bagno del locale …. in 64 minuti. la recensione è più che condivisibile, ma il voto va rivisto in basso. questa puntata è sul 5 al massimo , e per i precedenti di Walking Dead è , appunto, un ottimo voto.

     

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