Ash VS Evil Dead – 1×04/05 Brujo & The Host

Ash VS Evil Dead - 1x04/05 Brujo & The HostOmaggio e revisione, tradizione e tradimento. Ash VS Evil Dead continua a viaggiare sui binari paralleli che ne hanno finora decretato il successo, e il suo riuscito mix di splatter, humour e cultura pop sembra non voler mostrare cedimenti.

Unico motore (im)mobile della storia continua ad essere ovviamente Ash, ma in questi due episodi si percepisce la volontà degli autori di non limitarsi al rispolvero di una vecchia icona anni Ottanta: grazie al maggior spazio di manovra garantito dalla serialità, il protagonista viene presentato al pubblico come antitesi dell’eroe (americano) contemporaneo.

Ash VS Evil Dead - 1x04/05 Brujo & The HostIl personaggio incarnato da Bruce Campbell, secondo le intenzioni di Raimi, ha sempre trovato il suo punto di forza nella non convenzionalità, tanto fisica quanto caratteriale; tuttavia in “Brujo” l’appeal del protagonista viene chiaramente messo in opposizione alla complessità psicologica, a volte esasperante, degli eroi dell’odierno panorama horror (ogni riferimento a The Walking Dead è puramente casuale). Lo spazio per l’introspezione viene totalmente negato: Ash non prova sensi di colpa o dubbi per la sua missione, tutto quello che gli interessa e che lui sa fare è combattere il Male a colpi di doppietta e motosega.

La sequenza del trip allucinogeno è, da questo punto di vista, cruciale. Quella che, in altri contesti, sarebbe stata la svolta più importante per il protagonista, costretto ad affrontare i propri demoni interiori e a raggiungere una piena consapevolezza di sé, qui assume i contorni di una fantasmagoria pop in cui l’inconscio di Ash, tra la sigla di Charlie’s Angels, copertine di Playboy e immagini di incontri di wrestling, è la summa dei valori del redneck americano medio, attratto da violenza grafica e donne facili. Quando i deliri di Ash prendono corpo nella città di Jacksonville, inoltre, quella che per tradizione sarebbe l’epifania del protagonista viene qui ironicamente disinnescata: il collegamento alla trilogia originale sottolinea la diretta responsabilità di Ash nel risveglio delle forze del Male e nella morte dei suoi amici, ma a risvegliarsi nella sua mente sono solo i ricordi di quando poteva bere birra con entrambe le mani.

Ash VS Evil Dead - 1x04/05 Brujo & The HostL‘ingenuità compiaciuta si impone senza mezzi termini sull’eroismo tormentato e incassa la vittoria definitiva in “The Host”, episodio che si diverte a ironizzare a ruota libera sui cliché delle possessioni demoniache. Anche in questo frangente, l’irriverenza della serie si impone sulla risoluzione classica degli eventi tipici del genere: Ash si ritroverebbe costretto a sacrificare Kelly per annientare il demone che la controlla, aggiungendola alla lunga lista di sensi di colpa, ma il suo approccio spicciolo ai problemi porta a una soluzione tanto improbabile quanto rocambolesca che suona come una vera dichiarazione d’intenti del protagonista: a volte basta essere dei perfetti idioti per salvare la situazione.

Ash si riconferma quindi un eroe grottesco dalle triviali ma granitiche certezze, un personaggio vecchio che si adatta alla modernità senza snaturare se stesso (l’upgrade della mano di metallo risulta estremamente chiaro in quest’ottica) e che riesce ad imporsi sul Male grazie al rifiuto completo della logica. Lo stesso distacco dalla razionalità per affrontare il paranormale sembra muovere l’ammazza-demoni interpretata da Lucy Lawless, personaggio dalle intenzioni ancora incerte ma il cui ruolo è inserito appieno nei canoni della saga (Ash uccise i suoi parenti nel secondo capitolo cinematografico), a dimostrare come le intenzioni di Raimi e soci siano non solo omaggiare il materiale narrativo di partenza ma renderlo parte integrante dello sviluppo della serie.

Ash VS Evil Dead - 1x04/05 Brujo & The HostCome in ogni puntata, le citazioni della trilogia originale e di altre opere capitali della televisione e del cinema si sprecano, e vale la pena menzionarne due in particolare: da un lato la visione allucinata della testa in salamoia di Ash non può che rimandare alla serie animata Futurama, dall’altro il riflesso demoniaco di Kelly nello specchio è un fine rimando a un caposaldo della serialità televisiva come Twin Peaks, in cui il tema della possessione e dello sdoppiamento d’identità veniva proposto in chiave decisamente più cupa.

La furia iconoclasta di Ash VS Evil Dead non sembra dunque conoscere limiti e regala agli spettatori una delle serie più intelligenti e divertenti del momento, che con umiltà produttiva e tematica riesce a imporsi come valida alternativa alle serie horror mainstream a lei affini.

Voto 1×04: 8
Voto 1×05: 8

 

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