Brooklyn Nine-Nine – 3×10 Yippie Kayak

Brooklyn Nine-Nine – 3x10 Yippie KayakGiunti alla fine dell’anno, Brooklyn Nine Nine si congeda in grande stile dal 2015, mettendo in scena un episodio natalizio sui generis, nel quale il tema della festività viene in parte accantonato a favore di un più divertente e di gran lunga più stimolante omaggio a Die Hard, una delle ispirazioni dello show.

Brooklyn Nine Nine, fin dai suoi esordi e, ancor di più, nella passata stagione, si era presentata agli occhi degli spettatori come una ventata di aria fresca all’interno di un depresso panorama comedy. Gli autori (Michael Schur e Dan Goor) infatti, forti di esperienze quali The Office e Parks and Recreation, si sono abilmente districati tra la sperimentazione che aveva caratterizzato i loro lavori precedenti e un impianto comedy più tradizionale, dando vita ad un prodotto ibrido di successo (se non di pubblico, almeno di critica).

Brooklyn Nine-Nine – 3x10 Yippie KayakUna puntata omaggio a Die Hard si rivela essere l’atto conclusivo e necessario di un processo di semina di citazioni e riferimenti iniziato tre anni fa e che è perfettamente inserito in un più ampio universo di rimandi interni – di cui le tre puntate di Halloween sono l’esempio più lampante – che ha come principale obiettivo quello di creare un rapporto con lo spettatore. Questo tentativo di dare vita ad una sorta di “epica interna” allo show tramite la produzione di episodi ricorrenti, i continui rimandi al passato del Capitano Holt e il citazionismo di un grande successo come Die Hard segue la strada tracciata da fortunate serie del passato come How I met your mother (che a sua volta perfezionava il lavoro fatto da Friends), in grado di costruire e mantenere uno stretto rapporto di “amicizia” fra lo spettatore e i personaggi.

La scrittura contribuisce sapientemente a costruire quell’atmosfera familiare che contraddistingueva Parks and Recreation e non esita a mettere in bocca al Sergente Terry parole potenti: “The squad is my family, and I’ll always protect my family”.
Complessivamente “Yippie Kayak” è una puntata molto buona che riassume in sé tante  delle caratteristiche degli episodi che l’hanno preceduta, a cominciare da un’attenzione maggiore alla separazione delle varie storyline – con tre diversi momenti che convergono in un epilogo congiunto –, il tutto senza perdere il proprio caratteristico afflato comico.
Brooklyn Nine-Nine – 3x10 Yippie KayakSe sotto alcuni aspetti lo show può essere considerato innovativo, dal punto di vista dell’umorismo, fatto salvo sporadiche eccezioni (“Jake, they’re taking Gina.” “Yeah, I know. We’re looking at the same thing” potrebbe essere considerata una critica al cinema di genere), abbiamo di fronte una matrice estremamente tradizionale, in grado però di spingersi oltre i propri limiti e raggiungere una freschezza inusuale. La sensazione di “già visto” è frequente ma quasi mai fastidiosa, e le gag, spesso fondate più sulla caratterizzazione del personaggio che sull’effettiva comicità della scena, contribuiscono ad aumentare quella familiarità coi protagonisti che fa affezionare ad uno show.
Oltre a Die Hard, tra i riferimenti di Brooklyn Nine-Nine trova autorevolmente posto Arma Letale, con cui lo show condivide il gusto per i momenti di tensione intervallati da quelli comici: le scene più memorabili del film scaturivano molto spesso dall’accostamento di situazioni o particolari ridicoli agli adrenalinici cliché da film d’azione. Ed è proprio nell’imperfetta gestione di questa alternanza che possiamo trovare il principale difetto di questa puntata: un accento più marcato sugli attimi di suspense avrebbe reso più credibili le scene della rapina e sottolineato l’immancabile verve umoristica degli attori. Non si tratta però di un errore quanto di una mancata ispirazione e, forse, di un po’ di pigrizia per un episodio che, individuati i binari giusti, non è riuscito ad osare di più.

Brooklyn Nine-Nine – 3x10 Yippie KayakNella maggioranza delle comedy, buona parte della trama orizzontale è data dal progredire dei personaggi; in questa prima metà di stagione Jake e Rosa sono protagonisti, più di ogni altro, di un processo di maturazione professionale e sentimentale. Il detective Peralta sembra essersi definitivamente lasciato alle spalle le pericolose intemperanze giovanili che avevano creato le paradossali situazioni di conflitto con il Capitano e, impegnatosi in una (scontata e talvolta banale) storia sentimentale con Amy, dimostra di voler mettere mano anche alla propria sregolata vita privata. Questa nuova sensibilità è presente in moltissime scene che vanno dall’accettazione di cambiare materasso per rendere il riposo più piacevole ad Amy (“The mattress”), fino alla preoccupazione per il benessere della moglie in travaglio del Sergente Terry (“Ava”).
Una situazione simile è quella che viene affrontata da Rosa: con una scrittura mai troppo pesante gli autori la portano gradualmente ad abbassare le sue difese e ad aprirsi ad un’amicizia sincera. Per il detective Diaz si tratta di un cambiamento complesso che, ad ora, ha avuto il suo culmine nell’ufficio del Capitano (3×06 “Into the woods”) ma che probabilmente ha ancora qualcosa da riservarci nell’immediato futuro.
Agli altri personaggi, nonostante non vengano mai negati i loro momenti sul set, è riservata una parte più di contorno, caratterizzata da una sorta di immobilità che riduce molto spesso la loro utilità scenica all’evidenziazione dei cambiamenti di Jake e Rosa. Nonostante questo appunto, l’intero cast non ha perso la brillantezza per cui è sempre stato lodato: i personaggi rimangono ben scritti all’interno delle loro caratterizzazioni e si muovono interagendo tra di loro con un affiatamento magico che, in certe situazioni, ricorda il teatro.

Brooklyn Nine-Nine – 3x10 Yippie KayakLa staticità è, probabilmente, uno dei principali difetti della stagione: se al termine della scorsa annata gli autori si erano assunti un rischio approntando l’allontanamento del Capitano, la scelta, alla luce degli sviluppi successivi, non si è rivelata felice. La storyline di Gina e del Capitano Holt è risultata essere una delle meno ispirate – nonostante due attori in stato di grazia da tre anni e in grado di sostenere il peso delle scene anche in solitaria – e il successivo ricongiungimento al resto della squadra è sempre stato scontato. Se il ritorno ai meccanismi ben oliati che avevano fatto la fortuna dello show è stato salutato con gioia dagli spettatori più affezionati, il ritorno alle origini non è quasi mai sintomo di coraggio e molto spesso è profeta di una fase di stanca.
Anche quest’ultima puntata presenta qualità e limiti che hanno caratterizzato l’intera stagione e un po’ tutto il prodotto di Schur e Goor; è vero che si tratta solamente di un midseason finale, per di più a tema natalizio, ma vederlo praticamente privo di un qualsiasi sviluppo relativo alla trama orizzontale non fa ben sperare per il futuro prosieguo dell’annata. Tuttavia non è ancora il momento di smettere di seguire Brooklyn Nine-Nine che, pur senza spiccare il volo, conferma una volta di più di saper divertire ogni settimana, nonostante non abbia più quella brezza di novità e freschezza che l’aveva distinta tra le comedy più recenti.

Voto: 7

 

Davide Dibello

Un oceano di possibilità si stendeva di fronte a me prima che la pigrizia intervenisse mostrandomi le comodità del letto.

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