Jessica Jones – 1×08/1×09 AKA WWJD & AKA Sin Bin


Jessica Jones - 1x08/1x09 AKA WWJD & AKA Sin BinNonostante sia una serie Netflix – o forse proprio in quanto tale – Jessica Jones ha sviluppato un percorso di crescita graduale e misurato, praticamente antitetico rispetto alla probabile modalità di fruizione dello show da parte degli spettatori (ovvero il binge watching).

Gli episodi si possono anche considerare come divisi in blocchi tematici relativamente distinti: un pilot magnetico e avvincente in grado di catturare l’attenzione, una prima fase introduttiva, un paio di episodi dedicati al passato, ed infine l’arrivo di Kilgrave sulla scena.
Anche “AKA WWJD” e “AKA Sin Bin” si inseriscono agevolmente in questo schema a blocchi, in particolare sul piano dell’elaborazione tematica. Le due puntate, in cui per altro osserviamo i protagonisti interagire finalmente per più di qualche sporadica sequenza, affrontano diffusamente e da più punti di vista il concetto di abuso fisico e psicologico che rappresenta la base del rapporto tra Jessica e Kilgrave.

1×08 “AKA WWJD”

Jessica Jones - 1x08/1x09 AKA WWJD & AKA Sin BinTale relazione viene esplorata con cura proprio nell’ottavo episodio, in cui i personaggi principali ritornano insieme al centro della narrazione. Attraverso l’introduzione della casa di Jessica come “nido d’amore” per lei e Kilgrave, gli autori costruiscono una nuova e forse ancora più inquietante “prigione” in cui rinchiudere – solo apparentemente in maniera volontaria – la nostra sfortunata eroina; una prigione diversa ma del tutto analoga a quella mentale in cui l’uomo porpora tiene segregate le proprie vittime, e che offre l’opportunità di discutere sulla natura perversa e distruttiva del suo potere. Jessica, infatti, ha deciso di assecondare le richieste di Kilgrave soltanto per “limitare i danni collaterali” della sua ossessione per lei: in altre parole, il trasferimento nella sua vecchia villetta non rappresenta una vera e propria scelta ma soltanto la risposta ad una precisa necessità. Il fatto che l’uomo si rifiuti di controllarne la mente, insomma, non rende Jessica più libera, né tanto meno la violenza più accettabile.

Jessica Jones - 1x08/1x09 AKA WWJD & AKA Sin BinIn questo senso, il team di Melissa Rosenberg fa un lavoro davvero encomiabile, riuscendo a dare concretezza e sostanza ad un concetto così sfuggente e spesso equivoco come quello di stalking e/o abuso psicologico. Sono soprattutto i dettagli e l’equilibrio della messa in scena a rendere questo ritratto sorprendentemente efficace: dalla cura maniacale con cui Kilgrave ricostruisce la vecchia casa di Jessica – l’ossessione – al vestito elegante da indossare per cena – l’imposizione di un modello/un’immagine estranea a quella della donna, la volontà di cambiarla secondo i propri desideri – e infine la reticenza ad ammettere (se non direttamente a riconoscere) lo stupro perpetuato – “which part of staying in five-star hotels, eating in all the best places, doing whatever the hell you wanted is called rape?” o “how am i supposed to know?” sono frasi del tutto inopportune e senza senso, ma espressione di una “rape culture” la cui assurdità (e pervasività) non è, purtroppo, ancora chiara a tutti. Molto interessante è, poi, il tentativo di ricreare una certa complicità tra i due protagonisti, ad esempio durante la sequenza della colazione in giardino, e di umanizzare il più possibile la figura del villain attraverso un passato di maltrattamenti. La scelta di ricorrere a questi espedienti è significativa perché contestualizza senza giustificare il clima di violenza in cui Jessica è costretta a vivere, ricostruendo in maniera credibile la realtà degli abusi domestici – spesso molto più sfaccettata di quanto si pensi.

Come tutte le vittime di violenza psicologica, la donna è tormentata, indecisa su come comportarsi, ma allo stesso tempo risoluta nel rispondere al proprio aguzzino e perfettamente consapevole dell’orrore a cui è sottoposta. Proprio questa consapevolezza la porta a prendere la decisione migliore alla fine dell’episodio: rinunciare al fumoso ed ambiguo obiettivo di trasformare Kilgrave in un eroe per comportarsi unicamente e con decisione “da Jessica”, non come Trish né nessun altro. Per interrompere la catena dell’abuso – a cui, come vedremo nella puntata successiva, non riuscirà del tutto a sottrarsi – è necessario agire diversamente da Kilgrave, abbandonare l’idea di sfruttare la propria influenza su di lui condannando se stessa e chissà quante altre persone ad un’esistenza da marionette (seppur consapevole), e tentare una strada forse non meno complessa ed eticamente problematica ma comunque, senza dubbio, più “sua”.

Voto: 8

1×09 –  “AKA Sin Bin”

Jessica Jones - 1x08/1x09 AKA WWJD & AKA Sin BinLa straordinarietà dei poteri di Kilgrave impone mezzi altrettanto straordinari per provare a sconfiggerlo. Tuttavia, fino a che punto può essere giustificata la tortura psicologica? In questo episodio Jessica passa dalla parte dell’aguzzino e si innesca così una serie di dinamiche che portano lo spettatore a riflettere sulla legittimità dei mezzi attuati per estorcere la tanto attesa confessione. “Estorcere” è, qui, il termine chiave: gran parte delle strategie messe in atto da Jessica non rispondono ai criteri di legittimità esposti da Jeri, ma soprattutto si trascinano dietro una pesante questione etica che potrebbe mostrare i suoi frutti nelle prossime puntate. Per raggiungere il suo obiettivo, la donna non si fa scrupoli ad usare la violenza (fisica e psicologica) nei confronti di Kilgrave, né a coinvolgere altre persone mettendole potenzialmente – ed effettivamente – in pericolo. “Sin Bin” ci mostra, quindi, i punti di contatto tra le personalità dei due protagonisti, ribaltandone i ruoli per svelare ciò che li accomuna e dare anche a Jessica la possibilità e la soddisfazione di “avere il controllo”.

A questo si aggiunge l’annosa questione “uccidere o tenere in vita Kilgrave”, che coinvolge tanto i personaggi quanto lo spettatore. Se è vero che la prova della sua esistenza potrebbe salvare Hope, è altrettanto evidente che cercare disperatamente di ottenerla si sta rivelando via via più pericoloso, e che non esistono garanzie sulla possibilità di renderlo inoffensivo una volta raggiunto l’obiettivo. D’altra parte, queste incertezze bastano davvero ad autorizzare un omicidio? Perché Trish ferma Jessica prima che possa colpire a morte il suo nemico? Che lo abbia fatto per difenderla o perché riteneva avesse superato il limite, la scelta di tenere o meno in vita un pericoloso psicopatico è più difficile di quanto si pensi.

Jessica Jones - 1x08/1x09 AKA WWJD & AKA Sin BinL’intero episodio è costruito proprio a partire da questo dilemma etico, o, più in generale, dall’opportunità di agire o meno secondo i propri interessi in situazioni delicate come queste. In fondo Jessica non si preoccupa molto delle conseguenze del proprio piano, né ci riflette adeguatamente su, accecata dalla necessità di “rimettere le cose a posto” e liberarsi la coscienza. Sono ancora una volta le sue personali motivazioni a guidarne il comportamento, per quanto l’obiettivo finale risulti comunque condivisibile. In quest’ottica, la storyline del divorzio di Jeri offre un contraltare perfetto per il tema principale, sfruttando sapientemente un filone narrativo la cui utilità non era ancora stata del tutto dimostrata. Non è chiaro se l’avvocatessa abbia effettivamente avuto un ruolo determinante nella fuga di Kilgrave, ma se così fosse gli autori dimostrerebbero un’ottima capacità di gestire il materiale a disposizione, riuscendo a creare con oculatezza e senza fretta i presupposti per l’eventuale gesto sconsiderato ed egoista della donna.

In conclusione anche quest’ultimo episodio affronta brillantemente il tema dell’abuso, mostrandone un’altra faccia non meno problematica e inquietante della prima. È forse una puntata meno solida della precedente, ma allo stesso tempo più avvincente e d’impatto, in particolare per quanto riguarda la convincente sequenza finale.

Voto: 8

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Informazioni su Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

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