The X-Files – 10×04 Home Again

The X-Files – 10×04 Home AgainIl quarto episodio di The X-Files ci traghetta verso la seconda parte della stagione con una narrazione sdoppiata tra atmosfere gore e dramma intimista, confermando la capacità di sorprendere­ di questo revival e svelandoci forse qualcosa di più sulle intenzioni complessive di un’operazione che, però, ancora non ha interamente esplicitato la propria “forma” definitiva.

“Home Again” è un elemento curioso all’interno di una stagione ancor più curiosa, con una capacità di parlare allo spettatore su molteplici livelli di lettura (come episodio in sé, come tassello di una stagione, come revival e anche come parte della narrazione più ampia di The X-Files in generale) che pervade l’intera puntata.

My son is named William, too.

The X-Files – 10×04 Home AgainInnanzitutto, a un primo livello, questo episodio è un ponte, un collegamento reale e metaforico che da una parte ci trascina verso la seconda parte della stagione mentre dall’altra ci reinserisce nella sua continuity (o almeno, a quel minimo che ci è stato garantito finora con la backstory del figlio di Mulder e Scully) dopo quello scritto da Darin Morgan, un unicum che ha spezzato il ritmo e la tensione narrativa accumulata nei precedenti.
A un livello testuale più profondo, e più pertinente all’universo complessivo della serie che al plot stagionale, “Home Again” ha il compito di chiarire il fitto intrico di letture possibili che pervade l’intera stagione come un vero e proprio rompicapo di rimandi da svelare.

The X-Files – 10×04 Home AgainIl primo sottotesto, il più intuibile, riguarda la natura antologica di questa season ten: ognuno degli episodi andati finora in onda ha un proprio ruolo indipendente, che esula dalla trama orizzontale ed è pensato per rievocare i vari stilemi tipici delle precedenti. Si crea così una sorta di catalogo dei generi interni alla serie, di cui finora abbiamo visto apparire l’episodio complottista, l’episodio “science gone wrong”, quello sperimentale/metanarrativo e ora quello gore mixato con il melodramma.

“What? I wasn’t going to shoot the kid. And I don’t do stairs anymore.”
“Mulder, back in the day, I used to do stairs and in three-inch heels.”
“Back in the day. Scully, back in the day is now.”

Approfondendo la lettura e seguendo il filo delle citazioni creato dagli autori lungo il corso di queste prime quattro puntate, è inevitabile notare come in questa operazione non ci sia solo un chiaro riferimento agli stili caratteristici della tradizione di The X-Files, ma anche la volontà di riallacciarsi alla trama complessiva della serie.

The X-Files – 10×04 Home AgainIndizi disseminati un po’ ovunque legano infatti ogni episodio alla corrispondente stagione (considerando, come fanno molti degli appassionati, solo le annate da 1 a 6 ovvero quelle più in linea con lo spirito originario); si inizia quindi con “My Struggle”, che strizza pesantemente l’occhio alla season one con un’intro che evoca le atmosfere del pilot originario e riporta in vita le ossessioni complottiste di Mulder, lo scetticismo esasperato di Scully, la tensione sessuale tra i due detective e Cigarette Smoking Man.
“Home Again” è la chiave di volta di questo ragionamento: pur essendo andato in onda come quarto, era inizialmente pensato per essere il secondo episodio e manifesta le proprie intenzioni originarie legate alla trama con rimandi agli eventi clou della seconda stagione; il flashback sul coma di Scully e la morte di sua madre (nella seconda stagione era il padre a morire) fanno intuire chiaramente lo scambio avvenuto, possibile ma forzato, reso evidente fin da subito e destinato agli occhi di un vero fan di The X-Files.

The X-Files – 10×04 Home AgainEd è anche il titolo stesso – motivo di delusione per molti che speravano nella continuazione di “Home”, una delle storie più amate della quarta annata – a dimostrare la forzatura avvenuta attraverso la necessità di legarsi con un titolo semi-pretestuoso alla quarta stagione, che altrimenti sarebbe difficile da ricondurre ai fatti narrati in questo episodio.
Chi ha seguito lo show con continuità non può fare a meno di notare, invece, che è proprio il secondo episodio, “Founder’s Mutation” (originariamente concepito come quarto) a contenere riferimenti non solo allo storico episodio “Home” – le malformazioni genetiche dei bambini – ma anche ad alcuni temi caratteristici della quarta stagione come la malattia di Scully e lo scambio tra i due nel ruolo del “true believer”.
Da ultimo, “Mulder&Scully Meet the Were-Monster” evoca la terza stagione, quella più sperimentale, segnata dagli episodi scritti da Darin Morgan, ancora oggi tra i più amati dalla critica.

Didn’t you used to handle the spooky cases?

The X-Files – 10×04 Home AgainProprio questa volontà di dialogare con il proprio pubblico storico su tanti livelli di lettura è la ragione primaria di molti dei pregi, ma anche dei difetti di questo revival di The X-Files.
Il gioco di rimandi rappresenta infatti, a livello complessivo di stagione, una continuità con lo spirito originale della serie – cui si aggiungono i camei ricorrenti, gli inside joke sui luoghi e i personaggi, le battute allusive – che origina un soddisfacente, se pur complesso, fan service.
Tuttavia, a livello di riuscita del singolo episodio, questa volontà di strizzare l’occhio diventa un tallone d’Achille per la visione: The X-Files non è mai stata una serie “meta”, era uno show con un universo e una mitologia ampissimi ma che raramente interrompeva l’incanto della narrazione per rivolgersi allo spettatore, oltretutto nella maniera esplicita che invece caratterizza la nuova stagione.

È una messa in scena che appesantisce le storie, carica la recitazione ai limiti del ridicolo (a volte si ha l’impressione che letteralmente gli attori ci stiano strizzando l’occhio come a dirci “ti ricordi questo?”) e a fronte di plot non sempre riuscitissimi li svuota ulteriormente di atmosfera e significato; The X-Files si è sempre presa sul serio, anche se con ironia, per cui ci si aspetta che giochi col proprio pubblico a un livello profondo, non che si trasformi in un omaggio a se stessa che a tratti sembra uno sketch del Jimmy Kimmel Live.

You are responsible. If you made the problem, if it was your idea, then you are responsible.
You put it out of sight so it wouldn’t be your problem, but you’re just as bad as the people that you hate.

The X-Files – 10×04 Home AgainIn “Home Again”, il bilancio dei pregi e dei difetti arriva a fare un conto pressoché pari (al contrario di episodi più deludenti, come il pilot, o nettamente superiori come il precedente) grazie soprattutto a una trama che viaggia su due binari paralleli, che si completano a vicenda.
La parte dell’episodio dedicata al “monster of the week” ha una trama tipicamente horror, dalle atmosfere alla Clive Barker (Candyman è un chiaro ispiratore del Band-Aid Nose Man) e dagli evidenti riferimenti a Slender Man, una delle figure più iconiche dell’era internet e forse la più famosa delle online urban legend.

The X-Files – 10×04 Home AgainIl killer misterioso che esce dalla spazzatura, difensore dei senzatetto e dall’inesplicabile origine, è uno spunto perfetto per mettere in scena uccisioni dagli effetti estremamente gore – spruzzi di sangue, decomposizione, arti strappati – ma anche una metafora dei rapporti umani e dell’indifferenza della società verso i più poveri e sfortunati.
Le inquadrature, la tensione e il raccapriccio delle scene splatter sono godibilissime, ma l’enfasi eccessiva sul tema che viene continuamente richiamato ed esplicitato fino all’eccesso, come se lo stesso show non credesse la sua metafora abbastanza efficace per essere compresa al volo dagli spettatori, appesantisce il risultato finale togliendo pathos e tensione.

I believe that you will find all of your answers, you will find all the answers to the biggest mysteries and I will be there when you do.

The X-Files – 10×04 Home AgainA controbilanciare questo equilibrio un po’ fragile c’è la seconda sottotrama drammatica, quella del ricovero e della morte di Margaret Scully (anticipati da un’inquietante telefonata sul telefono di Dana in cui a chiamare sembra essere il figlio William), legata all’altra con un evidente sforzo di sceneggiatura che in alcuni momenti – ad esempio quando Scully dice di aver trattato il figlio “like trash” – sfiora francamente il ridicolo.

Pur indebolito dalle forzature dei dialoghi – che invece di tenere insieme il tutto riescono solo ad appesantire la visione –, “Home Again” è un episodio che emoziona sia per i temi trattati che per l’approfondimento del rapporto tra Mulder e Scully, vero fil rouge di questa stagione e forse narrativamente l’elemento più interessante di questo revival.
Al di là del mostro della settimana o della risoluzione dei casi (che dieci stagioni ormai ci hanno insegnato a non aspettarci mai), è la storia d’amore e d’amicizia tra Fox e Dana, il loro saper collaborare dandosi forza vicendevolmente e riuscendo sempre a capirsi al volo, a rappresentare il ricordo più bello legato alla visione dello show “back in the days”.

“Back in the day, didn’t we ever come across the ability to just wish someone back to life?”
“I invented it when you were in the hospital”
“You’re a dark wizard, Mulder”

The X-Files – 10×04 Home AgainUn’ultima curiosità, che va a rafforzare la vertigine di citazioni che questa stagione di The X-Files sta mettendo in gioco. Glen Morgan, autore di questo episodio, ha rilasciato un’intervista in cui – tra varie note a margine sul significato della puntata – ha sottolineato una curiosa “coincidenza”: anche l’ordine di messa in onda di due tra gli episodi della quarta stagione (scritti da Morgan insieme al partner Jim Wong e ovviamente intitolati “Home” e “Never Again”) all’epoca venne cambiato, modificando anche il significato del percorso di maturazione di Scully all’interno degli episodi stessi.

È comprensibile che a questo punto, persi definitivamente nel gioco di scatole cinesi creato da questa annata di The X-Files a beneficio dei fan, ci si senta un po’ confusi e incapaci di giudicare questa decima stagione con la stessa severità che avremmo usato all’inizio. Perché è chiaro che al di là della riuscita dei singoli episodi e al netto dei difetti di tono che rappresentano una costante della messa in scena, la complessità di questa operazione e dei suoi infiniti livelli di lettura è talmente raffinata da suggerirci semplicemente, forse, un abbandono totale al gioco e all’operazione nostalgia.

Voto: 7

 

Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.

4 Risposte

  1. Attilio Palmieri scrive:

    Un episodio sicuramente imperfetto, non privo di difetti e cadute di stile, ma come sottolinei giustamente anche un episodio molto ambizioso, che non si nasconde dietro un più sicuro anthology plot, ma tenta aprire anche altri orizzonti, utilizzando la trama verticale per lavorare su quella orizzontale, non tanto quella stagionale ma quella che compete l’arco narrativo dell’intera serie. Purtroppo però se alcune cose funzionano molto bene (la rappresentazione del mostro, il montaggio musicale al centro dell’episodio, il richiamo a uno stile più gore del solito), altre sono davvero troppo caricate, probabilmente figlie della preoccupazione di non risultare chiari a un pubblico generalista fatto anche di persone che X-FIles non l’hanno mai visto.
    Il risultato però è molto spesso deludente, soprattutto quando regista e sceneggiatore vogliono sottolineare un messaggio che non ha bisogno di essere sottolineato ulteriormente. L’altro grande problema di questo episodio sta nella recitazione: i due attori hanno reso davvero poco e soprattutto Gillian Anderson, che in altre serie è stata una buona attrice, in questa stagione e soprattutto in questo episodio è davvero fuori da ogni credibilità, in particolare nelle parti drammatiche dove la sua espressività sfiora il ridicolo.
    Molto interessante invece la lettura stagionale, che condivido totalmente. Ogni episodio offre una sorta di sintesi dello spirito di una stagione della serie, nonché di un’anima di un prodotto che, pur avendo un’identità forte e definita, ha sempre avuto anche una grande pluralità di stili, potendo giovare del modello flexi-narrative a cui appartiene.
    Monta a questo punto la curiosità per i prossimi due episodi, la voglia di sapere come proseguirà questo mosaico antologico e solo per questo mi sembra di poter definire questa stagione tutt’altro che priva di interesse, indipendentemente dal giudizio sui singoli episodi che, come abbiamo visto, è abbastanza altalenante.

     
    • Eugenia Fattori scrive:

      Certo, secondo me la voglia di spiegare troppo tutto a tutti ha indebolito tantissimo l’operazione che in sé invece sarebbe molto raffinata. Gli spiegoni sono tanti e la sceneggiatura è costantemente in difficoltà nel bilanciare trama del singolo episodio, trama orizzontale della stagione e riferimenti alla mitologia interna della serie intera. Probabilmente se non fosse stato realizzato da un network ma da Netflix, ad esempio, ci troveremmo di fronte a una versione “seria” e sci-fi di Wet Hot American Summer – First Day of Camp. Che è una roba che mi sarebbe piaciuto un sacco vedere!

       
  2. Boba Fett scrive:

    Il caro, vecchio, luminoso jukebox-files questa settimana ci ha regalato due pezzi al prezzo di uno: un bel rock, blandamente metallico con un Band-Aid Nose Man che tanto ci ricorda i leggendari, delicati Peacocks e un pezzo, cito dall’ultimo di Tarantino, “lento lento come la melassa” che invece ci proietta direttamente all’ultima o penultima anima di uno show ormai quasi arrivato al capolinea con troppi sospiri e catenine d’oro e meno black humour.
    Paradossalmente è proprio la lagnosa seconda parte dell’episodio a far fare un passo in avanti alla narrazione chiudendo i conti con mamma Scully (non azzarderei definitivamente visto che nel primo episodio abbiamo assistito ad una resurrezione) e aggiungendo un fratellino che io personalmente non avevo mai sentito prima.

     

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