Girls – 5×03 Japan

Girls - 5x03 JapanSin dalla prima stagione Girls è stata una serie controversa, amata o odiata, con cui si instaura sempre un rapporto difficile da definire univocamente. E questa dinamica non è semplicemente la reazione dello spettatore o il grado di empatia che quest’ultimo riesce ad instaurare con i personaggi, ma si articola in maniera più complessa a causa delle “cose che vede accadere”.

Non c’è stato neanche un singolo momento in cui Lena Dunham non abbia provocato il suo pubblico, non un episodio di indulgenza verso lo spettatore che assiste alle vicissitudini di Hannah, Marnie, Shoshanna o Jessa; e allo stesso modo, da creatrice, non ha mai avuto pietà di questi stessi personaggi e del racconto che costruiva per loro. In questo senso, sappiamo che la grande motivazione di Lena Dunham è sempre stata la continua ricerca della realtà: ma, arrivati alla quinta e già annunciata penultima stagione, questa ricerca si è a mano a mano trasformata nella produzione di un suo personale realismo, così intimo da diventare ad oggi ancora più esasperato rispetto agli esordi. Potrebbe sembrare quasi un controsenso mettere su due piani diversi i concetti di realtà e realismo ma, guardando un episodio come questo “Japan”, ci si rende conto perfettamente di come questa stratificazione sia la cifra stilistica di Girls – ora più evidente che mai.

Girls - 5x03 Japan Shoshanna si è trasferita in Giappone, ha un lavoro, una routine ben consolidata ed un amore platonico con il suo capo, che si consuma tra uno sguardo e l’altro, tra un lavoro consegnato e le confidenze con le colleghe. Il cold open che inaugura la puntata ci mostra in poche immagini come Shosh e le sue crisi pre e post-laurea siano perfettamente rientrate una volta raggiunto l’obiettivo tanto agognato di avere un impiego fisso. All’interno del quartetto, Shosh aveva iniziato il suo percorso come la parte più focalizzata del gruppo, metodica fino allo sfinimento, incapace di lasciarsi andare e con un progetto di vita ben chiaro in testa. Nel corso del tempo, però, le cose non sono andate esattamente secondo i suoi piani e sono state molte di più le volte in cui abbiamo visto i suoi colpi di testa che quelle in cui ha perseguito fedelmente il quel fantomatico progetto iniziale – alle volte per sfida e altre per noia. Ora, nel momento in cui per ciascuna di loro la Dunham inizia a tirare le fila verso un punto di arrivo, vediamo infatti i personaggi nella loro interezza, tanto da doverli ricostruire per bene nella nostra memoria, così da comprendere fino in fondo quanto fosse dettagliato il progetto che la giovane creatrice aveva in serbo per loro.

Girls - 5x03 JapanL’integrazione praticamente perfetta di Shoshanna, mostrata nelle prime immagini, è il modo realistico e verosimile con cui Girls descrive i mondi in cui si muovono le sue protagoniste: coerentemente con il personaggio, infatti, vediamo la ragazza vivere in una casa che sembra un grande parco giochi, indossare delle cuffie di Hello Kitty e riuscire a sovrapporre persino la sua gestualità ai modi tipicamente giapponesi (l’entrata in un ufficio con i cantilenati saluti di buongiorno sono strepitosi). Questa però è solo la superficie, cioè l’involucro di riproduzione delle cose, dei modi e dell’atmosfera, che concorrono a creare un ambiente che sia coeso tra personaggio e racconto; ma è il quantitativo di realtà che c’è al suo interno a fare la vera differenza. Il suo trasferimento in un altro continente si è rivelato per lei un  grande successo perché, lontana dalle persone che la conoscono da una vita, è riuscita a crearsi una sua identità, esotica e diversa, in cui si sente perfettamente a suo agio in quanto solo ed esclusivamente sua. Non si rende invece conto di quanto sia invece percepita come uno stereotipo, filtrata dalla percezione che una cultura ha dell’altra; a causa dell’ingenuità che l’ha sempre contraddistinta (peggiorata dalle barriere linguistiche), infatti, decide di credere a questa nuova avventura e di non tornare a casa.

Girls - 5x03 Japan Qui sta il grande pregio della scrittura di Lena Dunham: nel mostrarci senza filtri e senza mezzi termini come sia drasticamente diverso il modo in cui Shosh pensa – e ha sempre pensato – se stessa rispetto a come è realmente. Nelle idee della ragazza la scelta di rimanere è un atto di coraggio, la decisione sofferta ma giusta di voler credere di aver davvero trovato il suo posto nel mondo (Even though I’ve only been here for a very short while, I truly feel like this is my home and you people are my family, and I don’t even really care about people in America anymore). Così facendo invece non esce dalla sua immaturità, preferendo rimanere in un nuovo acquario di cose, persone ed usi che noi vediamo benissimo essere la ripetizione dell’immobilismo che aveva negli USA, cioè preferendo rinunciare a Scott per immergersi invece nella caotica e indistinta folla di Tokyo. Ma noi lo vediamo perché esterni, perché siamo spettatori di una decisione e non chiamati a prenderne una; eppure in quella posizione di sguardo triste sul balcone di casa, dopo una notte passata a vivere quello che ci si potrebbe perdere, seguita dalla scelta di non fare le valigie, non si realizza forse il momento più reale e condivisibile vissuto da qualsiasi persona sulla Terra?

Girls - 5x03 JapanPerciò lo spettatore (o un amico, un fidanzato, un parente), dall’altro lato, su due piedi giudica Shosh e si sente triste per Scott, che aspetta fino all’ultimo secondo secondo il suo arrivo in aeroporto; sappiamo che la ragazza ha preso l’ennesima pessima decisione ma, alla fine, sappiamo anche che ci stiamo vedendo solo riflessi in uno specchio – amaro e implacabile. Il Giappone per Shosh, quindi, ha un po’ le stesse sembianze dell’Iowa di Hannah nella scorsa stagione. La differenza sostanziale però è che nella scuola di scrittura tanto sognata, quest’ultima non trova la risposta alle sue aspettative, tanto da avere il coraggio di andare via – ammettendo implicitamente che il talento tanto sbandierato, forse, non è così indiscutibile. Anche qui, il filo conduttore è la cifra di realtà che ci viene mostrata e che risulta fondamentale: lo stile sarà hipster, citazionista e snob, ma quel vuoto che si avverte ogni volta che si è davanti ad una decisione, costantemente percepita come spartiacque dell’intera esistenza, viene descritto in maniera chirurgica. Tanto che, in questo momento, il personaggio che appare addirittura ragionevole è proprio quello di Hannah Horvath.

Girls - 5x03 JapanLa lite con the good guy Fran sulle foto delle sue ex, custodite gelosamente per la masturbazione, ha infatti tutte le fondamenta per avere luogo: se è immorale il porno, è allora accettabile collezionare foto di persone con cui verosimilmente non si scambiano parole da anni e soprattutto mentre si è in una nuova relazione? Ovviamente la seconda riflessione che viene in mente pensando più in generale a Girls è che, anche questa volta, sia Lena a parlare tramite Hannah a proposito di quel labile confine che corre tra nudo e pornografia, cioè quando l’uso del corpo passa da strumento a strumentalizzazione pornografica – e a questo proposito vale la pena citare la HBO stessa. Il deliberato impiego del proprio corpo ha rappresentato una delle armi più potenti della Duhnam, il mezzo più immediato e (nuovamente) reale che ha a disposizione per dare forma e vita a quello specchio di cui parlavamo prima. Ovviamente, il personaggio di Hannah non può smentirsi e la mossa di cancellare le foto rientra invece nella parte superficiale, nel realismo del personaggio, nella coerenza con se stessa, che ormai conosciamo fin troppo bene.

Forse l’unica pecca di questo “Japan” è di non essere stato totalmente Shoshanna-centrico e di aver frammentato ancora il racconto. Tuttavia, come sempre, parlare di Girls è un viaggio completo, su cui si possono spendere tanti ragionamenti e tante riflessioni, grazie ad una complessità di scrittura e realizzazione magari non immediata e alle volte irritante, ma a cui è difficile sfuggire – che si odi o che si ami la creatura di Lena Dunham. Anche per questo, sarà difficile accettarne la separazione.

Voto: 8

Note:

  • La relazione tra Jessa e Adam ha avuto questa volta poco spazio, ma la stoccata alla gestione classica della coppia che sta per nascere, “Um… I’m not doing this “will they, won’t they” shit. No fucking way. vale più di un intero episodio – impreziosito dal magnifico cameo di Lucy Liu.
  • La fugace apparizione di Marnie e delle parti basse di Desi fanno il paio con quanto detto prima: la ragazza è l’emblema del distacco reale/realistico, ora più che mai mentre è immersa nella sua luna di miele in Ecuador.
  • Infine, il premio best quote dell’episodio (e potrebbe concorrere per tutte le stagioni) va ovviamente ad Hannah e il suo Paint me like one of your French girls, Ray; seguito a ruota da Elijah: Try ones with, like, a coy smile. Like you know a juicy secret. Not the Katie Holmes. Let me put this in terms you’ll understand. Like you know a cake is coming later.
 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

3 Risposte

  1. elisobi scrive:

    In realtà non si tratta dell’ultima stagione, ce ne sarà una sesta (per fortuna) :)

     
  2. Genio in bottiglia scrive:

    Ho voluto prendermi qualche giorno per riflettere su questa recensione perché, pur condividendo la valutazione, non mi sono ritrovato nella percezione dell’autrice della svolta di quello che è e rimane il mio personaggio preferito della serie. Io Shosh l’ho trovata felicissima, l’unico suo problema appariva il fatto di dover tornare e sono stato davvero lieto quando dall’aereo non è emersa. Non mi è parso fosse alienata, anzi tutto sommato ha mostrato una certa integrazione, le amiche la sfottevano meno delle sue amiche americane, e il flirt prometteva davvero bene. E per Scott non ho tifato nemmeno per un istante. Poi lei resterà sempre quella: è buffa, parla troppo veloce, da un certo punto di vista è una social nerd. Ma davvero: ho adorato questa puntata, ed ho adorato di vederla finalmente felice.

     

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