Vikings – Stagione 4 Episodi 8-10

Vikings – Stagione 4 Episodi 8-10Vikings arriva al decimo capitolo di questa quarta stagione con un terzetto di episodi densissimo di personaggi, dialoghi e intrighi, tanto da farci domandare se davvero siano tutti necessari e rilevanti per lo sviluppo delle vicende o siano semplicemente usati come riempitivo per colmare un vuoto creativo con una moltitudine di avvenimenti e storyline sempre più intricate.


L’episodio 10 di Vikings segna un nuovo corso dello show che per la prima volta sperimenta una stagione divisa in due, che si concluderà più avanti nel corso del 2016 con altri dieci episodi.
È quindi il primo finale di mid-season della serie ed è al tempo stesso un finale, un pilota e un reboot, ipertrofico come è stata tutta quanta una stagione tesa a superare sempre il limite dell’intrigo e della corruzione, anche uscendo dai limiti dell’utilità rispetto all’avanzamento della narrazione o all’evoluzione dei personaggi, tanto da minare alla base la natura stessa dei vari protagonisti e in alcuni casi a snaturarli completamente.

He was not a god, he was a man. A man with many dreams and many failings.
Despite all his failings he’s still the greatest man in the world to me.

Vikings – Stagione 4 Episodi 8-10“The Last Ship” porta ad una conclusione almeno temporanea l’annoso conflitto tra Ragnar e Rollo, trasportandoci poi – come ormai è abitudine consolidata di Vikingsmolti anni avanti nel tempo a osservare le conseguenze degli eventi. Una ripartenza che è quasi un nuovo inizio, principalmente per via di un focus che nella seconda metà dell’episodio è totalmente incentrato sulla Kattegat senza Ragnar, scomparso misteriosamente da molti anni, con i figli ormai cresciuti e Auslag divenuta una sorta di Cersei norrena (iper-ambiziosa, crudele, disillusa e dipendente dal vino) e Bjorn a reggere le sorti del regno in assenza del padre.
Il fallimento e la caduta del re sono il centro delle vicende: se ne discute a posteriori così come lo si vive in diretta nella disfatta di Parigi, preparata attentamente da due episodi estremamente funzionali ad accrescere la tensione e a costruire la decadenza umana di un re che sembrava essere un Dio in terra incapace di fallire.
“Portage” e “Death All ’Round” ci avevano infatti già regalato un assaggio della disfatta mostrandolo impreparato, dipendente dalle droghe e in grado di spingersi fino all’omicidio gratuito, ma ancora capace di sogni grandiosi come l’impresa (degna di Fitzcarraldo) di trasportare le navi via terra per cogliere di sorpresa il nemico. Ma alla fine, di fronte alla potenza militare e per la prima volta anche umana di Rollo – finalmente sicuro di sé, amato e onorato come mai gli era successo prima – questo spettro di Ragnar circondato da nemici e in crisi con se stesso e con i suoi affetti più cari non poteva vincere.

All of my life. And all of your lives have come to this point. There is nowhere else to be but here. Nowhere else to live or die but here. To be here now is the only thing that matters.

Vikings – Stagione 4 Episodi 8-10La confusione di Ragnar in questa quarta stagione è un po’ anche la confusione dello spettatore stesso, che nella quantità enorme di carne al fuoco messa in piedi dallo show fatica a trovare un bandolo e spesso a capire il senso di molte storyline, a partire da quelle di Odo e Kwenthrith, iniziate e concluse da brutali omicidi ma mai veramente impattanti per l’evoluzione dei personaggi principali, palesemente usate in funzione dell’effetto WOW.
Lo show ha messo in campo, forse costretto dal maggior numero di episodi della stagione, troppi personaggi e relazioni, concedendosi troppo poco tempo per svilupparle in modo organico come invece era successo in passato.
Il risultato è che Vikings inizia a somigliare ai peggiori momenti dei period drama cable, ed è pericolosamente vicina a saltare lo squalo e prendere una deriva stile Tudors: il rischio di continuare a inanellare materiale su materiale alla ricerca del “momento screenshot” – senza più una costruzione logica nelle azioni dei personaggi ma soltanto in una specie di corsa a ottenere qualcosa di sempre più eclatante e peggiore da mostrare allo spettatore – è pericolosamente vicino.

“You can do that can’t you, Floki? Or am I wrong?”
“No. I can do it, Ragnar. I can do it for you. Everything I do is for you.”

Vikings – Stagione 4 Episodi 8-10Al di là dei rischi futuri, di cui potremo rendere conto solo a fine stagione, sicuramente ormai risulta difficile empatizzare non solo con i personaggi più recenti, ma anche restare coinvolti dalle tragedie dei protagonisti: esempio più eclatante è la perdita del figlio di Lagertha, talmente prevedibile e talmente anticipata da dialoghi inutili che alla fine, nonostante l’innegabile pathos della scena, si dimentica in un minuto così come in un minuto viene elaborata da Lagertha stessa.
In uno scenario del genere, la credibilità dei singoli personaggi risulta penalizzata anche nei momenti in cui Vikings cerca di continuare il proprio discorso più generale e complesso sul potere e sulla religione, facendolo apparire come un vuoto tentativo di dare senso e nobilitare le sequenze di violenza e sesso. Questa strada porta nella direzione opposta a quella immersiva e coinvolgente che aveva caratterizzato le scorse stagioni, rischiando di annoiare lo spettatore fino a perderlo per strada.

Vikings – Stagione 4 Episodi 8-10Quando lo show torna alle proprie origini, però, è ancora capace di regalarci momenti intensi, che lasciano il desiderio di seguirlo almeno fino alla conclusione dell’annata: il lungo discorso finale di Ragnar ai figli, il disperato duello a suon di pugni con Rollo, il mistero dietro l’assenza di Lagertha e la bellissima sequenza di battaglia sono comunque motivi sufficienti, magistralmente messi in campo, per attrarre e incuriosire lo spettatore.
Vikings non ha completamente perso il proprio appeal, dunque, ma tenuto conto del calo qualitativo di questa prima parte di stagione ha ancora molto da dimostrare per farsi largo in un panorama drama che in questi 4 anni si è evoluto, diventando più competitivo e affollato.

Voto 4×08 “Portage” : 6½
Voto 4×09 “The Death All ‘Round”: 6½
Voto 4×10 “The Last Ship”: 7

 

Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.

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