Masters of Sex – 4×10 The Eyes of God

Masters of Sex – 4x10 The Eyes of GodMasters of Sex conclude la sua quarta stagione con un episodio quantomai atipico ed anticlimatico sia per struttura che per narrazione, chiudendo con una nota amara un’annata non esente da difetti e rappresentativa di tutto ciò che ha funzionato o meno nella serie.
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Nothing. I’m happy.

I primi minuti di questo finale di stagione potrebbero creare disorientamento per i fan della serie: la sola figura di Bill Masters che canta mentre si rade, a voce piena e ferma, ed in seguito si sofferma, con occhi adoranti, a guardare estasiato quella che ora può definire la donna della sua vita, non può che suscitare sgomento.
Masters of Sex – 4x10 The Eyes of GodÈ uno scenario idilliaco, un ritratto di vita quotidiana illuminato da una luce calda e soffusa, capace di descrivere appieno lo stato d’animo dei due protagonisti: la felicità, per essere finalmente riusciti nel compito più difficile di tutti, quello di ritrovarsi e re-incontrarsi; l’aspettativa, per una vita che sembra dispiegarsi ai loro piedi nelle sue infinite possibilità. Questa atmosfera ovattata si riflette nelle reazioni dei personaggi all’annuncio del matrimonio, un ultimo passo ormai percepito come inevitabile, a partire da Libby, che stoicamente affronta la notizia con una calma ed una rassegnazione quasi invidiabili, fino a Barton e Guy (“It’s like a fairy tale come true“). È piuttosto evidente quanto la decisione di posticipare questo evento fino ad ora pesi fortemente sugli avvenimenti dell’episodio: nonostante l’imminente matrimonio sia percepito come una prosecuzione naturale delle vicende dei due amanti – un passaggio quasi necessario – è inevitabile ricordare il pessimo lavoro svolto dagli autori nei confronti del personaggio di Gini e della sua storia con Dan Logan, che nulla ha aggiunto alla storia né alla caratterizzazione del personaggio sia nella scorsa stagione che nell’inizio di quest’ultima.

Well, my current sexual difficulties are called marriage.

Masters of Sex – 4x10 The Eyes of GodL’atmosfera ovattata di inizio episodio si scontra subito con la dura realtà: la notizia del divorzio dei genitori si abbatte su Virginia con una violenza inaudita, e la sua concomitanza con il tradimento di Nancy non fa che aggravare la situazione. Non è un caso che nel momento stesso in cui Virginia e Bill hanno deciso di coronare il loro sogno d’amore tutto il resto del mondo decida che il matrimonio sia un affare tremendo: gli autori decidono di sottolineare fin troppo questo aspetto rendendo le preoccupazioni di Virginia un po’ troppo melodrammatiche. La reazione della donna ai fallimenti altrui è quasi imbarazzante da guardare, diventando l’emblema del lavoro non certosino fatto sul personaggio: non solo perché Virginia ha raggiunto un’età nella quale non dovrebbe farsi condizionare dagli altri, avendo anch’essa due matrimoni falliti alle spalle, ma soprattutto perché queste coincidenze sembrano un tentativo patetico degli autori di frapporre un ultimo ostacolo alla relazione tra i due.

Everyone will be invited. We want it to be a celebration.

Masters of Sex – 4x10 The Eyes of GodIl matrimonio tra Bill e Virginia diventa quindi il fulcro di questo finale di stagione, fino a diventare un exemplum di tutti i difetti e le qualità di questa quarta annata. La decisione di celebrare il matrimonio in segreto assume però dei contorni molto negativi: appare infatti egoistico decidere di escludere ogni persona dal matrimonio, solo in relazione alla dose di negatività che si misura nell’ufficio. Nello stesso episodio in cui assistiamo al confronto più onesto che abbiamo mai avuto tra Bill e suo figlio – e tra Bill e se stesso – la decisione di sposare la donna della sua vita senza la presenza di figli ed amici non giova alla figura di Bill, che in questo episodio sembra eclissato ed ammaliato dalla figura di Virginia più che in ogni altro.
Masters of Sex – 4x10 The Eyes of God“Just Us. Against the world”. È con questa frase che il melodramma rappresentato in tutto l’episodio raggiunge l’apice: nelle parole di Virginia si legge tutta la convinzione della donna di essere una combattente destinata ad un destino più grande, ad una storia d’amore capace di vincere su tutto e tutti. Se è incomprensibile come Virginia percepisca la propria relazione con Bill come una lotta contro il mondo – e non contro se stessi –, la sua figura non brilla di chiarezza nell’episodio, e le sue interazioni con gli altri non fanno che confermare una svolta radicale. Una tendenza all’essere subdola e maligna, più calcolatrice e competitiva: un cambiamento che arriva fin troppo inaspettato e certamente non supportato da un percorso stagionale che è stato invece incerto e travagliato, mai capace di convogliare un mutamento di tal portata, in tutte le sue sfaccettature, nella figura di Virginia.

I will end up alone, and I have made my peace with that. What you don’t see is, you will end up alone too.

Masters of Sex – 4x10 The Eyes of GodNel confronto con Nancy, un personaggio femminile forte e posto su un piano di totale parità con quello di Virginia, si misura lo scontro dal quale avremmo dovuto evincere la vera personalità della donna. Nel corso della stagione i battibecchi e le rivalità tra le due non sono mancati, ma il confronto finale di questo episodio ha sicuramente un certo rilievo nel tentativo di ricostruire la “nuova” Virginia: è quasi palpabile il trionfo con cui la donna si reca in casa di Nancy, ostentando la sua vittoria proprio a causa di una variabile (la confessione del marito Art) a cui la stessa non avrebbe mai pensato. Se normalmente potremmo aspettarci un minimo di dignità nel gestire la questione, Virginia ottiene la sua rivincita per una stagione in cui è stata messa in secondo piano ed in cattiva luce – anche giustamente – da una donna percepita come nemico non solo per il suo essere attraente, ma soprattutto per il suo background medico che la rendeva una sua più che degna sostituta. Elemento molto importante e da non sottovalutare è questo dell’istruzione, che viene ripreso anche da Barton durante la sua furibonda lite con Bill: il motivo per cui Virginia sente di dover marcare il territorio con tale veemenza, il motivo per cui ha messo ai ferri corti Nancy per un’intera stagione, è proprio la sua insicurezza dovuta alla sua mancata laurea. Tutto il lavoro di Virginia ed il suo fondamentale apporto alla ricerca si basano sulla sua esperienza di vita personale e sul suo intuito, ma non hanno una base scientifica capace di darle sicurezza del proprio posto e dei propri meriti.
Il grande passo falso di questa stagione – diretta conseguenza del lavoro non ottimale svolto nella scorsa – è la creazione del villain Virginia, che denota una gravissima incapacità, da parte degli autori, di scrivere un personaggio forte e complesso come il suo senza scadere in inutili cliché e generalizzazioni (un esempio tra tanti può essere il suo comportamento ad inizio stagione). Il problema più evidente di questa annata non sta nel mostrare i difetti del personaggio, né nel trasformarlo in una versione più matura (magari più storicamente corretta) dello stesso, ma nelle modalità con cui si è arrivati a questo punto: la figura di Virginia rappresenta il fallimento più grande della serie, che non è riuscita a realizzare questa evoluzione coerentemente e senza compromettere la credibilità del personaggio. E proprio per Virginia, che nelle prime due stagioni aveva rappresentato un baluardo dell’indipendenza femminile, di una concezione di sé e del sesso molto più indipendente di quella che potremmo vedere oggigiorno, si tratta veramente di un’occasione sprecata.

Sometimes what we want can surprise even us.

Con questo episodio finale diamo addio a due personaggi che, nel bene e nel male, hanno segnato quest’annata della serie: se la figura di Nancy è servita soprattutto come contraltare a quella di Virginia, il percorso di Art, sia del singolo che in relazione alla sua compagna, si è distinto per la sua profondità. La scena con cui salutiamo i due si fa notare per la sua ottima realizzazione, nonostante passi in secondo piano rispetto a tutti gli avvenimenti che si susseguono nell’episodio. I due coniugi sono l’espressione di un tentativo non sempre riuscito, ma sicuramente encomiabile, di portare novità nelle dinamiche della serie.

Masters of Sex – 4x10 The Eyes of GodIl discorso cambia in relazione al personaggio di Libby, protagonista di un arco narrativo ben più interessante e coerente rispetto a quello dell’altra protagonista femminile: se la decisione di diventare avvocato appare un po’ telefonata -–ma non per questo meno rilevante –, ciò che veramente funziona nel personaggio è la crescita graduale avvenuta nel corso della stagione che la rende forse l’unico personaggio positivo di questo finale, piena di una forza e determinazione capaci di spostare un’intera famiglia all’altro capo del paese e di iniziare una nuova vita all’insegna di se stessi. Anche Libby è una figura femminile forte, per certi versi anche più di Virginia: ed è la consapevolezza di se stessa e dei propri limiti che la rende così interessante. Nel bellissimo confronto con Bill, Libby non nega che il suo desiderio di trasferimento sia egoistico, ma al contempo, con grande fermezza, rivendica ciò che è suo, il diritto ad essere felice, o almeno a provare ad esserlo. Why should I pay again for your selfishness? è una frase di una forza straordinaria se collegata alla figura di Libby Masters, il cui passato da silente moglie di uno stimato dottore è soltanto un brutto ricordo. Libby non è una donna perfetta, né ormai vuole esserlo, ma nelle sue fragilità e nelle sue piccole conquiste quotidiane ci regala un ritratto di rivincita personale così potente da oscurare personaggi che sulla carta potrebbero risultare ben più affascinanti.

“You can just be a boy.”
“No. I really can’t.”

Masters of Sex – 4x10 The Eyes of GodUn altro elemento che contribuisce ad abbassare la valutazione di questo episodio riguarda il ruolo di Bill: se è convincente nel suo confronto con Libby, appare molto meno fermo nel difendersi da Barton, incalzante nelle sue accuse sulla nuova natura dello studio. Nel corso dell’episodio Bill appare sereno ma al contempo troppo preso dall’imminente matrimonio, ed a tal punto influenzato dalla figura di Virginia da sembrare una persona diametralmente opposta al cauto e riflessivo Bill Masters che frequentava gli incontri degli AA. La sua incertezza nella lite con Barton non fa che aumentare questa sensazione di straniamento, ulteriormente confermata dall’iconica scena finale dell’episodio, che mette a nudo ancora una volta quanto i due coniugi siano distanti l’uno dall’altro: la reazione opposta alla presenza dei fotografi getta un’ombra sull’appena celebrato matrimonio, che probabilmente costituirà il punto focale di un’eventuale prossima annata (lo show infatti non è ancora stato ufficialmente rinnovato).

Questa quarta stagione ha avuto il grande pregio di alzare l’asticella della qualità dopo una terza annata non sempre convincente, portando la narrazione su binari più canonici; l’esempio più lampante di questa trattazione più fine va ricercato soprattutto nell’evolversi della relazione tra Bill e Virginia, che ha avuto degli ottimi momenti culminati nella potentissima scena che concludeva “Topeka”. Accanto a questi miglioramenti vanno però segnalati alcuni punti negativi che pesano sulla valutazione complessiva di questa stagione: se possiamo considerare la storyline di Art e Nancy come un banco di prova positivo per la serie, meno convincente è la sorte di Betty, assente ingiustificata di questo season finale. Ma l’elemento che più di tutti ha impedito a questa stagione di decollare è la caratterizzazione del personaggio di Virginia, che ha sofferto per una scrittura incapace di descrivere appieno i mutamenti e le ragioni della donna. Ciononostante, i miglioramenti rispetto all’annata precedente ci sono ed è giusto tenerli in considerazione.
Per quanto riguarda questo ultimo episodio, Masters of Sex confeziona un finale che non riesce a concludere al meglio la sua quarta annata: nonostante alcuni punti di forza, “The Eyes of God” evidenzia soprattutto le enormi difficoltà della serie nello scrivere personaggi complessi e coerenti, fallendo nel tentativo di costruire un episodio celebrativo della serie e del coronamento del sogno d’amore dei suoi due protagonisti.

Voto episodio: 6
Voto stagione: 7

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

1 Risposta

  1. MissScarlett scrive:

    Quoto tutto, anche le virgole. Sono un po’ più generosa sul voto finale a questa stagione, alla quale darei un 8, decisamente un altro livello rispetto alla terza.
    Ma per il resto, soprattutto sulla parte riguardante Virginia, sono molto d’accordo. L’hanno resa un personaggio incomprensibile, incostante, per nulla coerente e pure antipatico. Rovinando tutta l’atmosfera per questo tanto sudato matrimonio. Non so se ci sarà una quinta stagione, ma a questo punto, ad obiettivo raggiunto, il matrimonio, cosa rimarrebbe di bello da raccontare? I guai famigliari con Libby e i figli, il divorzio dei genitori, gli scontri con Barton forse? Resto perplessa. E mi spiace per Michael Sheen e Lizzy Caplan sono stati fantastici nelle loro interpretazioni.

     

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