Girls – 6×05 Gummies

Girls – 6×05 GummiesSe una cosa possiamo dire con relativa certezza ormai, a circa un mese dal finale di Girls, è che probabilmente non ci mostrerà Hannah, Shosh, Jessa e Marnie unite e abbracciate, a dirsi “now we are Women”. Nessuna di loro sembra destinata a raggiungere un punto di stabilità così convenzionale, eppure, in qualche modo, donne dovranno diventarlo perché semplicemente è quello che succede.

Non ci aspettiamo risposte, non ci sono più segreti da rivelare e soprattutto Lena Dunham palesemente non sta cercando di far convergere i suoi personaggi a livello emotivo, ma finisce per contrasto a creare inaspettate connessioni, identificazioni, raffronti che portano comunque le storie delle ragazze ad intrecciarsi come avvolte da un’inevitabile ragnatela. “Gummies” è un episodio emblematico in questo senso, per la sua capacità di portarci attraverso gli occhi di Hannah ad esplorare la visione altrui, ciò che gli altri vedono in lei, mettendo in connessione con la protagonista le realtà parallele che la circondano.

Well, I don’t have to be boring! I could be a cool single mom. Like, you know, Lorelai Gilmore!

Girls – 6×05 GummiesIn primis, nella dimensione parallela della realtà è la stessa Lena Dunham a far sentire fortissima la propria voce, attraverso il dubbio sincero di Hannah sulla possibilità di portare a termine la gravidanza. L’esplorazione di Hannah sulla maternità è un messaggio chiarissimo a chi si sarebbe aspettato, da un’autrice così fortemente pro-choice, una storyline socialmente impegnata sull’aborto; a chi si aspettava da lei una scelta così banale, la Dunham ha dato un vero sviluppo del personaggio focalizzato sulla scelta, sulla necessità di farla, sulla sua assoluta mancanza di scontatezza, sulle aspettative sociali e sulle convenzioni.
Perché anche il più convinto liberal, colto, metropolitano e anticonvenzionale millennial, quando si tratta di paternità e maternità gioca secondo le regole: conosci una persona, ci stai insieme per un po’, raggiungi l’età giusta e un minimo di sicurezza economica e solo allora fai un figlio, oppure non lo fai perché altrimenti “la tua vita cambia”, seguendo la vulgata secondo cui l’avere figli dovrebbe corrispondere a una sorta di maturazione o comunque ad un upgrade della propria condizione di vita che porta con sé la rinuncia almeno in parte a ciò che si era prima.

Ad Hannah non manca soltanto la maturità emotiva comunemente intesa, le mancano anche un padre del bambino, la sicurezza economica e una vera identità su cui poggiare per costruire la sua vita futura; è l’ultima persona che penseremmo nella condizione di fare un figlio, che per lei sarebbe la scelta meno logica. E se, ci dice la Dunham, fosse questa logica ad essere sbagliata? Fare un figlio e sperare che tutto vada bene è così diverso dal farlo quando le condizioni sono perfette? Certo le condizioni di partenza non sono una garanzia per la felicità futura, per cui chissà se importa davvero fregarsene, e fare appunto la scelta sbagliata.
Nel grande dibattito, purtroppo ancora attuale, che circonda l’aborto, Girls sceglie quindi non una posizione militante, ma una posizione critica. Fatta salva la possibilità della scelta – che intelligentemente, nello scorso episodio, era stata data così per scontata da essere offensiva –, la domanda che ci si deve porre riguarda naturalmente le ragioni di questa scelta. La Dunham ci porta abilmente a riflettere sul fatto che la pressione sociale che induce all’aborto o alla scelta di non fare figli è in pratica uguale e contraria a quella che preme sulle donne più adulte per diventare madri.
La riflessione di Hannah, la sua apertura mentale alla reale possibilità di una scelta diversa, è il manifesto più chiaro di una posizione pro-choice che l’autrice ci potesse offrire.

Every time I look at your baby, I will see my own death.

Girls – 6×05 GummiesL’evento traumatico e scatenante della gravidanza in Girls è capace di offrirci non solo spunti di riflessione, ma anche un picco di qualità nella scrittura della Dunham, maestra nel mostrare l’arbitrarietà totale delle conseguenze e delle reazioni non solo della sua protagonista, ma anche da parte dei suoi affetti: Loreen che ci si aspettava scandalizzata e preoccupata ed è invece comprensiva, Elijah che va in panico, così spaventato dalla possibilità di perdere la propria compagna di vita da finire per attaccarla con crudeltà. Loreen ed Elijah sono, nella sostanza, la madre e il compagno di Hannah, due mondi e due futuri possibili per lei, strettamente connessi nella realtà e nell’immaginario (dato che anche Tad ha finito per rivelarsi gay) e che offrono alla ragazza una sorta di sguardo privilegiato sui suoi futuri possibili.
Da una parte c’è l’infelicità della madre, la sua solitudine non minimamente alleviata dalla presenza di una figlia: se una delle spinte più forti alla maternità è la convinzione che ci garantisca un essere umano che starà accanto a noi per sempre, no matter what, Loreen è la prova vivente che questa è soltanto un illusione. Il rapporto madre e figlia è continuamente ribaltato e messo in discussione durante l’episodio, attraverso l’irresponsabilità di Loreen e la sua fuga alterata dal sovradosaggio di marijuana, offrendo ad Hannah uno specchio distorto di se stessa e la personificazione delle proprie paure, ma al tempo stesso anche la rassicurazione che non è poi così necessario essere responsabili, prevedibili e previdenti per essere un buon genitore.

Jesus, don’t worry about it. Kids are super easy. It’s being an adult that’s hard.

Girls – 6×05 GummiesLa conferma di ciò arriva dalla fonte più impensata, ovvero le riprese del film di Jessa e Adam, tirati fuori dalla loro bolla di passione e mutua dipendenza dal progetto e dalla presenza di Hannah che, anche soltanto evocata, è capace di portare alla luce l’esistenza del mondo ideale al di fuori della propria realtà distorta.
Grazie a loro Hannah incontra il proprio alter ego, ovvero l’attrice che la interpreta nel biopic: madre di 3 figli, attrice indie, coetanea di Hannah e perfetta personificazione delle scelte sbagliate.
La vertigine di Hannah, già alter ego di Lena Dunham, seduta sulle scale con la versione alternativa di se stessa a fumare e parlare di maternità, vita e ambizioni è finora uno dei momenti più memorabili di questa stagione: una dichiarazione di intenti e una presa di distanza dall’identificazione pedissequa tra autore e personaggio.

Girls – 6×05 GummiesCome Ray dal lutto, in “Gummies” Hannah è forzata ad essere adulta e uscire dalla propria comfort zone grazie a un evento di forza maggiore, ma è possibile che questa nuova Hannah non sarà mai più quella che avevamo conosciuto nelle precedenti stagioni, vivissima solo nel film e soprattutto nella mente di Jessa e Adam.
Il confronto con la realtà non tarderà ad arrivare neanche per loro probabilmente (così come per Marnie), ma Hannah come Ray è già profondamente immersa in essa e il loro percorso sembra essere davvero il turning point di una crescita accennata fin dalla première; una crescita che si sviluppa attraverso scelte narrative non convenzionali e improntante al realismo. Perché è solo attraverso gli eventi traumatici, e non grazie all’età anagrafica e alle tappe sociali, che ci si rende conto di essere diventati adulti.

Voto: 8

 

Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.

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