Dark – 1×01 Secrets 9


Dark – 1x01 SecretsNetflix continua la sua espansione globale rilasciando la sua prima serie originale tedesca, un mistery drama ideato da Baran bo Odar e Jantje Friese. Lo show, la cui prima stagione è composta da dieci episodi, promette di reinterpretare un genere di tendenza e molto in voga negli ultimi tempi, sul quale la suddetta piattaforma streaming continua imperterrita a scommettere.

Non è difficile, infatti, trovare nelle premesse di Dark dei chiari riferimenti a produzioni di successo del passato, recente e non solo: dalla sparizione misteriosa di un minore – Stranger Things – alle atmosfere boscose e misteriose – Twin Peaks, Top Of The Lake – ma anche allo straniamento degli spettatori durante la visione rispetto a ciò che viene raccontato o mostrato – The OA. Il pilot in esame raccoglie la pesante eredità del passato televisivo a cui succede cronologicamente e mescola intelligentemente tutti gli elementi a sua disposizione per creare un quadro se non ancora perfettamente funzionante, perlomeno intrigante.

Dark – 1x01 SecretsSi diceva, dunque, della sparizione di un ragazzo che rimette in moto una serie di eventi tragici che potrebbero essersi già verificati allo stesso modo 33 anni prima nella stessa città. Il voice-over che apre lo show, infatti, mette in guardia lo spettatore sull’importanza della circolarità del tempo come elemento chiave del mistero che aleggia nella cittadina di Winden, alimentando la già palpabile sensazione che la serie troverà terreno fertile nell’ambito del soprannaturale e dell’horror. A partire da questo punto di rottura, quattro famiglie di residenti si trovano loro malgrado invischiate nella drammatica vicenda che rischia di portare alla luce più di un segreto tra di loro.

“Secrets” è il classico pilot alla Netflix: forte della sua unità stagionale, è un episodio che si prende i suoi tempi per presentare l’ambientazione e i protagonisti, prima di dare una brusca accelerata alla trama nel finale. Proprio in questo trova il suo punto di forza, riuscendo in meno di un’ora a definire non solo un parco-personaggi ben assortito e interessante – in gran parte – ma anche una location suggestiva con i suoi hot spot che promettono di diventare iconici per chi guarderà l’intera stagione: le caverne, il bosco, l’hotel, la scuola, la stanza misteriosa. Nonostante gli influssi della serialità americana a cui si è già fatto accenno, è proprio nella costruzione scenica di questi luoghi che Dark fa sfoggio della sua anima tipicamente europea, anche aiutato da una fotografia caratteristica e da una ottima colonna sonora curata da Ben Frost.

La costruzione del plot e degli enigmi che sottendono la narrazione procede per accumulo: man mano che ci si addentra nel cuore della storia vengono aggiunte nuove informazioni sui personaggi e sui legami che esistono tra loro, il tutto a partire dalla scena che precede la sigla, anonima e poco significativa all’inizio ma che assume importanza con il tempo. La scelta, sempre vincente in questi casi, di concentrare le vicende in un luogo circoscritto e poco popolato alimenta la sensazione di claustrofobia e consente allo spettatore di identificare immediatamente Winden come un luogo quasi isolato dal resto del mondo e, per questo motivo, più intimo ed esposto al pericolo. Da sottolineare anche la possibilità tutt’altro che remota che la trama preveda un parallelo tra il punto di vista degli adolescenti e quello degli adulti, esplorandone differenze e analogie, ulteriore riprova dell’ispirazione da parte degli autori ai massimi esponenti del racconto del mistero – uno tra tutti Stephen King.

Dark – 1x01 SecretsA differenza di quanto si possa pensare, però, il successo in termini di critica e di pubblico di questa serie Netflix è tutt’altro che scontato: l’operazione risulta rischiosissima per più di un motivo. Intanto, come già si è accennato, il genere di riferimento sia in ambito cinematografico che televisivo sta vivendo un’epoca d’oro; nel secondo caso si può addirittura parlare di un’era post-Lost, prodotto al quale la critica continua imperterrita a cercare un ideale “successore”. La proliferazione di mistery drama comporta il rischio altissimo di ripetitività e rende sempre più difficile trovare qualcosa di nuovo da raccontare. Anche per questo non è semplice giungere al giusto bilanciamento nello stile del racconto, soprattutto quando gli autori vogliono sia sfruttare l’appoggio del grande pubblico – e in questo la trasversalità globale di Netflix aiuta – sia mettere in mostra il loro tocco autoriale. Per il momento Dark procede cauto da questo punto di vista, senza osare per quanto concerne l’aspetto registico – pur facendo un ottimo lavoro – e rimanendo piuttosto canonico nella sua narrazione.

I rischi, ma soprattutto i pregi, di “Secrets” non possono che incuriosire e portare alla visione dell’intera stagione di Dark, consapevoli che ci troviamo di fronte ad un prodotto “figlio” di una cultura contemporanea che continua ad alimentarsi attraverso le reinterpretazioni e le rivisitazioni di stilemi ormai classici e di generi ampiamente esplorati, dai quali si chiede sempre qualcosa di nuovo e originale.

Voto: 7

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Informazioni su Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.


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9 commenti su “Dark – 1×01 Secrets

  • Colossus77

    Per favore non nominate più quella robaccia che è Lost.
    Qui parliamo di mistery-drama e come qualsiasi serie dove c’è un mistero alla fine c’è anche la sua risoluzione, più o meno completa.
    Quello scempio a cui “tutti vorrebbero trovare il degno erede” usava dei finti misteri solo per alzare l’audience.
    Le serie dove ci sono misteri e indagini sono altre.
    Se invece volete una serie surreale c’è Twin Peaks.

     
    • Davide Tuccella L'autore dell'articolo

      Ciao Colossus77!
      Purtroppo quando si parla di Lost mi tocchi nel profondo perchè è una delle mie serie preferite, se non altro quella a cui sono più legato, e non concordo per niente con la tua teoria dei “finti misteri”. La stessa definizione di mistero implica il fatto che si tratta di un evento apparentemente senza spiegazione e, che gli venga attribuita una soluzione plausibile o meno, non ha importanza ai fini dell’effetto che si vuole raggiungere.
      Tolto questo io comunque non ho paragonato Dark a Lost, parlavo di un periodo televisivo che dopo l’exploit della serie di Lindelof (non bisogna per forza accettarlo a livello qualitativo, ma sul successo di pubblico e sulle novità che ha portato non si discute) ha ripercorso le strade del mistery drama provando ad ottenere lo stesso risultato.

      Per quanto riguarda Twin Peaks hai ragionissima, la serie di Lynch (che adoro) è un capolavoro da questo punto di vista (The Return soprattutto). Non per niente Lost non è altro che una derivazione di TP, non sarebbe esistito senza raccoglierne l’eredità.

       
  • Michele

    E’ un buon pilot per una serie con potenziale. Sono d’accordo con la recensione.

    Cosa ve ne pare dell’ambientazione Tedesca? Avendola vista doppiata in inglese, non riesco a non notare che 1. gli attori sono doppiati in Americano e questo mi fa strano, 2. i nomi tedeschi delle persone e delle cose (e.g., “Polizei”) mi fanno ancora un pò più strano.

     
    • Davide Tuccella L'autore dell'articolo

      Ciao Michele!
      Io la serie la guardo in lingua originale, quindi non saprei dirti sul doppiaggio. Di certo posso dirti che anche solo sentirli recitare in tedesco contribuisce all’ambientazione e, come ho anche accennato nella recensione, l’impostazione e lo stile non-americano di scrittura e regia si vedono e – almeno per me – sono affascinanti e interessanti. Soprattutto nel secondo episodio, come ho scritto ti consiglio di continuare la visione, avrai delle sorprese.

       
      • Michele

        Grazie Davide, già finita la stagione, ma non volevo spoilerare 🙂
        Se fate la recensione di tutta la stagione, poi commento lì.
        Comunque direi che è una serie coinvolgente e che consiglio di vedere.

         
  • nenoneno

    Vista la premiere, ottima fotografia e interessante sequenza iniziale, ma ritmo e dialoghi non mi hanno convinto;
    non so, diciamo che non sono particolarmente invogliato/incuriosito ad andare oltre, ma lo farò per vedere proprio come verrà affrontato il tema del tempo (la confezione di “Raider”, ritrovata nel bosco, contribuisce in pieno all’operazione nostalgia);
    la colonna sonora, poi, merita piena fiducia: è vero che forse è troppo invadente, quasi ridondante alle volte (cosa c’è di più inquietante del silenzio, ogni tanto), ma è curata da Ben Frost, nostro signore dell’elettronica, e la sigla di testa (Goodbye – Apparat feat Soap&Skin) è un pezzo evocativo come pochi: un australo/islandese insieme a un tedesco e ad un’austriaca, per un progetto musicale anch’esso completamente europeo.

     
    • Davide Tuccella L'autore dell'articolo

      Ciao! Lo stile non è dei più semplici, io stesso non amo troppo un ritmo così lento e caricato sul dolore e l’angoscia, ma ti consiglio di vedere almeno ancora un paio di episodi prima di giudicare se vederti tutta la stagione o no.
      Colonna sonora uno dei punti di forza, concordo!

       
  • Sergio

    Sono a metà delle puntate. L’atmosfera é avvincente. La musica contribuisce non poco al senso di mistero e cupezza. C’è qualcosa che non mi convince però. La sceneggiatura mi sembra faccia acqua a volte con situazioni molto inverosimili e trovate semplicistiche.
    Aspettiamo di finire di vedere le altre puntate.