Trust – 1×01 The House of Getty 2


Trust - 1x01 The House of GettyÈ raro, per chi è spettatore e fruitore del mondo cinematografico e seriale, imbattersi in un caso come quello di Trust, la nuova serie antologica FX incentrata sul rapimento di John Paul Getty III. Raro se si pensa che solo pochi mesi fa una produzione firmata Sony vedeva questa storia al centro dell’ultimo, turbolento film di Ridley Scott, All the Money in the World – passato sotto i riflettori del mondo per la rimozione dal progetto di Kevin Spacey (a causa delle accuse di molestie sessuali) e per la conseguente sostituzione last minute con Cristopher Plummer.

Tralasciando la vicenda avvenuta nella fase di post-produzione del film e considerando invece la vicinanza di questi due progetti, potrebbe sembrare spontaneo interrogarsi su quale siano le differenze tra le potenzialità espressive di cinema e serie tv, specie se applicate a un soggetto identico e particolare come quello di questa storia di cronaca. Tuttavia non è questo il momento per approfondire eventuali confronti e paragoni tra questi due mezzi audiovisivi: malgrado il pilota della serie FX sia già molto esplicito riguardo alla propria direzionalità tematica e narrativa e deciso sull’approccio da mantenere nei confronti della storia dei Getty, solo alla fine di questo progetto seriale (che si vocifera sia pensato per tre stagioni) si potrà ragionare sugli effetti apportati da una narrazione dilatata a una saga famigliare ingente, complessa e a suo modo labirintica, e sui possibili elementi di diversità con l’approccio necessariamente sintetico della veste cinematografica. Limitando l’analisi a “The House of Getty”, risulta evidente la forza dirompente dell’episodio di apertura di una serie che sembra avere tutte le carte in regola per imporsi come una delle migliori novità del 2018 grazie al forte tasso di spettacolarizzazione e di intrattenimento presenti.

Il pilot di Trust ci mette pochissimo tempo a soddisfare le legittime aspettative positive, già fomentate dal livello dei nomi coinvolti (tra cui attori come Donald Sutherland, Hilary Swank e Brendan Fraser) e dalle potenzialità della storia di partenza – incentrata, in questa prima stagione composta da dieci episodi da un’ora, intorno al rapimento di John Paul Getty III (teenager nipote del miliardario e magnate del petrolio John Paul Getty) da parte della ‘Ndrangheta e agli eventi che coinvolsero la famiglia nei momenti successivi alla tragedia. La prima, densa e forsennata ora di visione colpisce grazie all’impatto immediato del ritmo narrativo, alla qualità delle scelte registiche e all’abilità degli autori di incanalare una grande quantità di registri espressivi in una rappresentazione non solo scatenata, ma anche capace di modificare i propri toni con versatilità a seconda delle necessità tematiche.

Trust - 1x01 The House of GettyL’impianto narrativo costruito da Simon Beaufoy, in scrittura, e Danny Boyle, in regia e produzione, cambia d’abito in continuazione e non lascia un attimo per prendere fiato: è disturbante quando racconta le eccentriche nefandezze di un miliardario geniale ma deplorevole; esaustivo, ma non prolisso, quando istruisce sulle dinamiche del movimento del Dio Denaro e quindi sul racconto epico degli spostamenti di un capitale continuamente investito in favore di un lucro virtuale, intangibile ma pesantissimo; eccitante nella messa in scena di un universo (sia giovanile che senile) lussurioso, fatto di carne e di sfrenatezze, e infine velenoso nelle staffilate silenziose con cui si prende gioco dei semidei rappresentati, denunciando la loro ipocrisia e la loro insicurezza.

La messa in scena di questo universo ricco e particolare – che per ora si è tuttavia limitata in gran parte ai possedimenti terrieri dei Getty – è proposta visivamente in maniera audace attraverso l’apporto autoriale di Danny Boyle. Quest’ultimo è responsabile di una regia non solo esaltante e sovreccitata (orchestrata per riprodurre a livello sensoriale lo stato allucinato di una ricchezza sporcata di droga e sesso), ma anche splendidamente musicata, studiata sia per divertire lo spettatore sia per esplicitare visivamente i cambi di tono improvvisi della scrittura di Simon Beaufoy, suo storico collaboratore e autore del dipanarsi della catena narrativa instancabile che caratterizza l’episodio. Questa si pone come una sorta di flusso senza sosta splendidamente scritto (ma anche molto ben interpretato), capace di non smettere mai di sorprendere, di mantenere un totale stato di trascinante imprevedibilità e di continuare ad alzare l’asticella dello spettacolo a quella che già dai primi minuti sembra una tragedia shakespeariana piena di aspetti leggendari e elementi degni di essere considerati come appartenenti ad una “mitologia moderna”.

Trust - 1x01 The House of GettyIl risultato è la trasformazione di un fatto di cronaca in un evento narrativo sensazionale, che viene enfatizzato nei suoi aspetti incredibili (eppure veri) mediante l’uso di filtri espressivi propri di generi specifici e differenti: prima quelli di un dramma famigliare ai limiti della telenovela anni ’70, poi quelli di un cinico dramma storico sui problemi dell’epoca raccontata e infine quelli di un thriller finanziario, psicologico ed erotico a seconda dei momenti. Si intensificano così alcuni aspetti grotteschi e surreali delle vicende prese in considerazione e si sviscera la doppiezza di ogni situazione raccontata: perché spesso la ricchezza e la malignità dei Getty sono raccontate attraverso eventi in cui la divertente assurdità si mescola a una serissima drammaticità, così da fotografare i comportamenti di una famiglia distrutta da conflitti interni e atavici, di un microverso composto da sanguinosi conflitti e rancori che fanno sembrare questa unione più un’azienda che un gruppo di consanguinei legati dalla fiducia e dall’affetto; un fondo, appunto, un trust finanziario costruito in nome del capitalismo più becero e avaro, dove le cause della fortuna economica coincidono con quelle della perdizione degli animi.

“The House of Getty” rappresenta l’apripista di una satira che potrebbe non piacere a tutti – perché esagerata e spesso parossistica – e che vuole raccontare  la corruzione intrinseca di una delle dinastie più ricche di tutti i tempi attraverso i suoi lati sensazionalistici, colpendo lo spettatore mediante una disamina feroce, talmente fresca e originale (nella forma e nei contenuti, che vanno a braccetto) da farsi perdonare anche quando i momenti più riflessivi cedono il passo allo spettacolo rumoroso.
Questo episodio vanta infatti tutti gli elementi che potrebbero rendere Trust una grande serie: sono presenti la capacità di raccontare con personalità una storia già di per sé piena di lati avvincenti, una messa in scena portentosa e una scrittura che comunica il grottesco, barocco vivere della ricchezza attraverso le sue risibili ipocrisie, le assurdità impomatate e il sensuale fascino del male – un male ritratto attraverso la sublimazione degli aspetti amorali, l’esasperazione della presenza di ambiguità nelle persone e i danni che il denaro produce sugli uomini e sui loro corpi. Il tutto viene rappresentato con una coloratissima resa e una spettacolarizzazione imperterrita, che Trust deve solo continuare a mandare avanti, premendo sull’acceleratore, sparando altre cartucce e suonando la sua musica. D’altronde, con questa capacità di fare ballare gli spettatori sulle note della tragedia e di trasformare la storia di un rapimento in un folle concerto rock, l’unico compito è continuare a essere così incendiari.

Voto: 8½

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Informazioni su Leonardo Strano

Convinto che credere che le serie tv siano i nuovi romanzi feuilleton sia una scusa abbastanza valida per guardarne a destra e a manca, pochi momenti fa della sua vita ha deciso di provare a scriverci sopra. Nelle pause legge, guarda film; poi forse, a volte, se ha voglia, studia anche.


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2 commenti su “Trust – 1×01 The House of Getty

  • Davide

    Ciao…recensione interessante…personalmente mi sono annoiato parecchio…a parte Sutherland,che domina la scena,tutto abbastanza convenzionale…vedremo il seguito…io ho letto che si tratta di una serie antologica…nella season 2 l’argomento sarà un altro…

     
  • Boba Fett

    Ma che piacevole sorpresa, altro che Versace e il suo assassin(i)o! Splendida serie in salsa Fargo con aggiunta di peperoncini calabresi, spero la recensiate.