
Sin dalla prima puntata di questa nuova season la serie è riuscita a migliorare in quei punti che personalmente ritenevo deboli ( sempre nei limiti dell’eccellenza raggiunta dalla prima stagione ovviamente), ossia il personaggio di Eli e il ritmo un po’ troppo lento che ammantava la serie. Ritmo giustificato certo, ma con un plot del genere di cose su cui sbizzarrirsi ci sono eccome. Ed eccoci infatti qui, a guardare estasiati questa puntata senza aver niente da dire se non chapeau allo sceneggiatore Howard Korder. Dopo l’attacco del Ku Klux Klan contro la distilleria di Chalky la battaglia del Commodoro e di Jimmy per riprendersi la città dalle mani di Nucky si fa sempre più interessante e tremendamente coinvolgente, portando alla luce il tema di questa seconda puntata e probabilmente il fil rouge dell’intera serie: la vendetta. Non c’è peggiore attacco di quello che ti arriva da chi una volta ti difendeva a spada tratta, ed è proprio quello che sta accadendo nell’impero di Nucky. A colpi di tradimenti, sotterfugi ed estrema rapacità, Atlantic City sta cambiando sotto i nostri occhi per mano di Jimmy e dei suoi nuovi soci.

Un personaggio che nella prima stagione non mi aveva entusiasmato è, come dicevo prima, Margaret Schroeder o signora Thompson, come preferite: non si riusciva a vedere il suo “lato oscuro”, faticava ad emergere. Ecco che adesso in questa puntata, salvando il libro mastro di Nucky e il denaro che aveva nascosto nel suo ufficio finalmente salta prepotentemente fuori, come un leone che si sveglia nel momento della caccia. Non bastasse quanto appena detto, Margaret si dimostra anche tremendamente abile e sveglia nel dare consigli a Nucky su come gestire i propri affari in questi tempi duri: non si capisce ancora se per istinto di conservazione, lealtà all’uomo che l’ha salvata e ha dato una vita più che dignitosa a lei e ai suoi figli o per leale condivisione di quanto Nucky stia facendo. Io mi azzardo a immaginare che la febbre del potere sia salita anche nella signora Schroeder e che la vedremo quindi molto più combattiva di quanto dimostrato fino ad ora. Quanto detto su Margaret è altresì valido per altri due personaggi che si stanno rivelando straordinari in questi inizi di stagione: Eli e Jimmy. Lo sceriffo dalla sua ha l’incredibile voglia di vendetta verso la condizione di eterno secondo fuori dai giochi che contano, convinto di meritare molto di più delle briciole di Nunky.
Ma è il rapporto tra Jimmy e Nucky che ha qualcosa di straordinario, edipico oserei dire. L’uccisione del padre per conquistare la madre, Atlantic City. Sì, perché se Nucky è quello che è lo deve a questa città di corruzione e contrabbando, di campagne desolate e di estremisti bianchi. Come i giornalisti accorsi per la scarcerazione di Nucky, ci chiediamo: ma chi non è corrotto qui ad Atlantic City? Allo stesso modo, Jimmy sta imparando a diventarlo sotto la guida del Commodoro, suo padre. Fa venire i brividi una delle ultime scene di questa puntata quando Jimmy, dopo aver cominciato a gestire i suoi affari in prima persona, riesce a far fuori due criminali che cercavano di rapinarlo: uccide questi due uomini con una facilità, una naturalezza e una freddezza che osiamo solo intuire di cosa sarà capace per prendersi il trono della città. Sempre riferito a Jimmy, c’è da notare come stia emergendo un altro tema, che ci riporta immediatamente al grande Scorsese de Quei Bravi Ragazzi e al Coppola de Il Padrino: sto parlando dell’emergere di una nuova generazione di criminali senza più principi disposti, come Jimmy, a vendere anche l’eroina perché fa guadagnare bene.

Voto: 9
