
Se vi è parso di sentire queste parole e di intenderle come rivolte davvero a voi, non vi allarmate. Non è il caldo africano di questi giorni a farvi avere le allucinazioni, e nemmeno un delirio di onnipotenza che tenevate nascosto in un cassetto e che è esploso tutto insieme.
E’ molto più probabile che quella buontempona di Lilith abbia deciso di farvi sentire gli Unici Eletti e Scelti dalla Divinità Che Più Nuda e Vampira Non Si Può.
Ha scelto voi, sì, insieme a qualche altro migliaio di persone.

Poi si scopre che Lilith ci sta provando un po’ con tutti, e allora la questione si fa più complessa: cosa vuole questa divinità sanguinolenta? Qual è il suo scopo?
Quello che sappiamo è ridotto a pochissimo: il suo sangue induce comportamenti da vampiro-old-style e allucinazioni splatter, come la morte di Godric; il rimbecillimento di tutti i membri della Authority (sì, anche Eric e Nora, ma ci arriverò tra un po’) è dovuto anche alla “sindrome del nido”, come spiega abilmente Pam, cioè quando i vampiri vivono tra di loro e si cibano del loro stesso sangue. Non è una valida scusa per la demenza di Bill, me ne rendo conto, ma per ora non sappiamo altro, se non che l’Authority verrà distrutta molto presto dall’interno. Del resto, noi che la guardiamo da qualche puntata ne avevamo già intuito le sorti.
“Do you think I’m and idiot?” – quando il potere dà alla testa.
All’inizio di questa stagione l’evidente pezzo forte è stato proprio quello di mostrarci questa istituzione, mai approfondita prima, che ha messo in evidenza quanto di più interessante True Blood sia stata in grado di offrire negli ultimi anni: politica, religione, burocrazie e ipocrisie che governano una società a tutti gli effetti integrata nel mondo umano da qualche decennio.
Eppure, nell’arco di poche puntate – direi dalla morte di Roman in poi – la vicenda ha subito una virata inaspettata, portando l’elemento religioso ad essere l’unico predominante e a diventare puro e semplice fanatismo. Persino il ritorno di Russell ne ha patito delle conseguenze, lasciando che i suoi momenti migliori si verificassero nelle interazioni con Newlin – che per carità, sono divertenti, ma stiamo parlando di Russell Edgington, quello del tg, quello malefico e senza pietà, non quello che regala cuccioli e si limita a sterminare una confraternita.

Ormai gli unici veri Sanguinisti sono Bill e Salomè: Kibwe è morto per mano di Compton (come ad avvertirci del possibile bagno di sangue del season finale), Rosalyn è al momento più presa dalla vendetta per la morte della sua progenie – lo sceriffo ucciso da Tara e usato da Pam come metodo per entrare nella sede dell’Authority e cercare il suo maker – mentre Nora ed Eric sono presi a fare altro.
God is a vampire.
Nella scorsa puntata la conversione di Eric era stata davvero un punto nebuloso: non avrebbe avuto senso farlo davvero convertire, ma come spiegare il suo cambiamento di posizione – addirittura il perdono di Russell – in pochissimi istanti, dato che fino a poco tempo prima si sarebbe fatto uccidere piuttosto che dire un solo “Praise Lilith”? E invece scopriamo proprio che sta mentendo, così come decide di farlo anche Nora, scioccata dall’ennesima morte di Godric e convinta dalle arti amatorie del suo big brother – non apro nemmeno la parentesi sull’inutilità della scena “Fratello, ho capito tutto, scappiamo via di qui che c’è ggggente pazza, ma prima una sveltina che non si sa mai quando ti torna utile”.

Ke$ha: for or against?

Come pre-season-finale si è fatto decisamente di meglio in altri anni.
Altri personaggi di cui si è detto qualcosa che potrebbe tornare utile in futuro (o forse no).
– Pam è meravigliosa ogni volta che apre bocca, ormai lo sappiamo. Anche quando dice che lei e le due baby-vamps si faranno le trecce insieme e noi sappiamo che le sta prendendo in giro, una parte di noi vorrebbe davvero farsi le trecce con lei. Il suo piano di finire all’Authority è riuscito, il suo “Who the fu*k is Luna?” è già leggenda e non vediamo l’ora del suo ricongiungimento con Eric: detto questo, se decidono davvero di farle avere una storia con Tara, come questa puntata sembrava preannunciare, gli sceneggiatori faranno la fine di Godric nelle mani di Lilith.
– Maurella è incinta di Andy. Sì, si era già scoperto la volta scorsa, ma qui veniamo a sapere che quando tocchi il dito luminoso di qualcuno, e questo qualcuno non è E.T. ma una fata, hai fatto un giuramento dal quale non scappi più. Quanto ci scommettiamo che ci trascineremo questa storia fino al prossimo anno, toccando quindi l’enorme estensione di tre stagioni per una vicenda che puzza di inutilità da qui fino alla Louisiana?
– Luna e Sam bla bla bla topi bla bla si trasformano bla bla bla Emma! bla bla bla colazione di Bill bla bla Who the fu*k is Luna? (che è sempre bello da dire anche così, a caso, mentre si sta facendo altro).
– Alcide combatte baby-vamps ed è sempre uno spettacolo entusiasmante per gli occhi delle giovani donne.
– I’m a bitch, not a snitch. Love it.

Ci prepariamo ad un season finale sicuramente intricato e che, in maniera abbastanza prevedibile, non vedrà la conclusione di tutte le storyline.
La stagione risulta sicuramente migliore della precedente – non che si potesse fare di peggio – ma siamo ben lontani da quello che l’inizio di questa quinta faceva presagire.
Non resta che attendere l’ultima puntata e pregare Lilith che tutto questo acquisisca un minimo di senso.
Voto: 6/7
