
Questo inizio di terza stagione ci sta mostrando un nuovo corso dello show: fin dalla sua nascita la serie ha conosciuto un continuo mutamento di identità, un’evoluzione dagli esiti quasi sempre altalenanti ma che sembra finalmente aver trovato, almeno in questa fase, un buon equilibrio. Questo potrebbe indurre a pensare che la narrazione prosegua su binari collaudati, per esempio portando avanti con costanza in ogni puntata tutti i filoni narrativi finora messi sul piatto. Si tratta di un discorso che è effettivamente valido per il primo dei due episodi qui analizzati, “Devils You Know”, ma assolutamente no per il successivo: “4,722 Hours”, infatti, è senza ombra di dubbio l’episodio più coraggioso e rischioso dell’intera serie, un caso unico, una scommessa che possiamo considerare vinta.
Ma andiamo con ordine.
3×04 “Devils You Know”.

Partendo dal caso che sta caratterizzando questo inizio di stagione, l’episodio fa chiarezza su alcuni fatti circostanziali che riguardano il misterioso e mostruoso Lash: in primis è anch’egli inumano e capace di assumere le sembianze di una persona normale. Due rivelazioni che svelano poco del mosaico che compone la sua figura, per la gran parte ancora oscura, ma che non fanno che concentrare il focus su quale siano la sua vera identità e le sue motivazioni: è qualcuno che già conosciamo? Se non è l’istinto animalesco o la misericordia a guidarlo, perché sta uccidendo uno dopo l’altro i suoi stessi simili? Perché per lui è necessario farlo? E perché, pur avendone l’occasione, non ha provato ad uccidere Daisy? Tutte domande irrisolte che rendono ancora più coinvolgente il mistero intorno a questo nuovo e pericolosissimo villain.

“Devils you know” del resto è un episodio che privilegia le coppie: c’è quella formata da Mack e Daisy, partner in senso di colleghi, sempre più affiatati e legati fra di loro (dopo i dissapori dell’anno scorso); ma ci sono soprattutto quelle legate da un rapporto romantico-amoroso, come Fitz e Simmons, Bobbi e Hunter, Melinda e Andrew, dove uno dei due nasconde dei segreti all’altro. C’è chi come Jemma non vuole far soffrire il suo migliore amico (friendzonato più volte e destinato ad esserlo almeno un’altra di più nella puntata successiva), o come Hunter che vuole proteggere la sua amata; c’è poi Andrew di cui è ancora ignoto il motivo dell’improvviso allontanamento da May – c’è chi azzarda in rete che sia diventato un inumano, addirittura Lash, un’ipotesi astrusa che non può però essere scartata a prescindere.

L’episodio ovviamente non è esente da difetti: principalmente non convince per niente il piano di Hunter, che, nonostante sia volutamente costruito dagli autori come lacunoso, risulta essere anche in questa prospettiva fin troppo semplicistico e raffazzonato per essere credibile. Il filone collegato all’Hydra e a Ward, del resto, continua ad essere quello più debole e meno interessante.
3×05 “4,722 Hours”.

“4,722 Hours” è la storia di quei 6 mesi, di quelle 4722 ore, trascorse dall’altra parte (della galassia). Gli autori, tuttavia, non decidono di raccontarci tutto attraverso dei flashback, alternati agli eventi del presente, come fatto altre volte in passato (come nella 2×17 “Melinda” per esempio), bensì dedicano tutto l’episodio nella propria interezza a Simmons, mettendo in stand by il resto.
A sorprendere, però, non è tanto la scelta di mettere in scena una narrazione continuativa, e senza interruzioni, della permanenza di Simmons, ora dopo ora, sul mondo alieno – che rappresenta comunque una soluzione di rottura per lo show – , ma il modo in cui si è deciso di realizzare e strutturare questo episodio, rendendolo fin da subito (come sottolineato dall’assenza della pur breve sigla) qualcosa di speciale e inedito.

Nonostante questi fattori, e una trama molto semplice e lineare, “4,722 Hours” non solo non è un episodio noioso, ma anzi tiene viva l’attenzione dello spettatore per tutta la sua durata, riuscendo inoltre a mantenere il classico tono leggero e ironico della serie, senza mai eccedere in punte di eccessiva drammaticità. Questo avviene grazie alla caratterizzazione del personaggio di Simmons: una ragazza razionale, ma incline a mantenere viva sempre la speranza, che ad ogni difficoltà non si arrende e in maniera risoluta cerca una soluzione. L’ottimismo è la caratteristica principale di Jemma: sa che Fitz arriverà a salvarla e agisce di conseguenza, registrando costantemente appunti sotto forma di messaggi vocali sul cellulare, tutti indirizzati al suo amico. Così facendo, non solo annota dati utili, ma soddisfa (almeno fino all’incontro con Will) il bisogno tutto umano di dover comunicare con gli altri, seppur lontani e immaginari, tenendosi costantemente ancorata al ricordo della Terra.

“4,722 Hours” aggiunge sicuramente nuovi elementi riguardanti il portale e il pianeta alieno, ma meno di quanto ci si potesse aspettare: ad ogni risposta arrivano nuove domande, e ciò a questo punto della stagione non è affatto un male. Il racconto di Will della spedizione della Nasa del 2001 attraverso il monolito (una citazione Kubrick-iana neanche molto celata) si apre a diverse interpretazioni, perché potrebbe contenere elementi di verità, ma anche allucinatori (come quelli riguardanti i poteri di It).
Ovviamente anche questa puntata contiene alcune imperfezioni e ingenuità: la batteria sempiterna del cellulare di Jemma, che viene sì spiegata, risultando comunque molto poco credibile; l’eccessiva lucidità mentale mantenuta da Will in 14 anni di isolamento totale; il fatto che Fitz, nonostante sia riuscito a rintracciare manufatti antichi sul monolito, non sia riuscito a scoprire nella sua indagine notizie della missione della NASA. Tutti difetti che però possono essere accettati (o comunque ridimensionati) se teniamo presente che la serie della Marvel richiede da sempre allo spettatore l’applicazione di una grossa sospensione dell’incredulità.

Voto 3×04: 7
Voto 3×05: 8+

Un sorprendente salto di qualità, quest’anno, di Agents of SHIELD. Molto più in forma degli anni passati. Ho trovato, poi, l’episodio “4722 hours” il migliore della serie, un rischio che è davvero valsa la pena correre. E poi non c’è niente da fare, quando AoS smette di essere procedurale è indubbiamente molto molto più riuscito.
Il problema resta sul medio periodo con i 22 episodi ogni stagione, qualche fillerone e/o inutile puntata su Ward scapperà per forza, oltre ai soliti rischi di annacquamento della trama.
D’accordissimo con tutto! Anche se non definirei 4,722 il migliore in assoluto è sicuramente tra i migliori con pochi altri. C’è da dire che nella partenza e fino al midseason anche l’anno scorso la serie aveva dato il meglio di sè, personalmente ho subito un po’ di più la seconda parte di stagione (forse perchè c’erano anche aspettative più alte per la svolta Inhumans), speriamo che si mantenga su questi livelli.
Anche per me non è il migliore in assoluto, ma sicuramente va nella top 5 (se non top 3) della serie.
Non mi ero mai incollato così tanto allo schermo per un episodio di MAOS, complimenti