
L’antefatto presentato dall’episodio pilota di Debris ha tutte le carte in regola per accattivare: un’astronave aliena è esplosa presso l’orbita terrestre e i detriti del vascello spaziale (come indicato appunto dal titolo) sono precipitati sulla Terra. I frammenti del colosso distrutto in orbita per ragioni misteriose non sono semplici lamiere, né chincaglierie, né ciarpame. L’esposizione a questi detriti segna profondamente i malcapitati con cui giungono a contatto e questo si rispecchia con effetti impressionanti e terribili nel mondo, tanto da attirare l’attenzione dei servizi segreti di (ovviamente) Stati Uniti e Regno Unito, le cui forze congiunte si occupano di esaminare e arginarne le ripercussioni.
La trama è un’ottima premessa e le atmosfere sono un degno riflesso della straordinarietà degli eventi. Lo spettatore condivide il senso di straniamento con protagonisti incapaci di comprendere la natura di certi artefatti alieni, la struggente confusione di ogni essere umano di fronte a questi incontri ravvicinati del terzo tipo. Gli scenari sono spesso dei notturni, a rimarcare il senso di oscurità e tenebra avviluppanti un’indagine su cui aleggia un sentore di disperazione; oppure lo spettatore viene portato in ambienti dai colori freddi, quasi spettrali, come a voler cristallizzare momenti in cui la ragione umana si ritrova impotente. In particolare, il lutto è vivido quando riemerge dal passato dei personaggi – tematica un po’ prevedibile, ma un buon collante fra le trame di questo pilot.

Abbozzi di tematiche profonde sono piacevoli variazioni sul tema, disseminati qua e là fra i non sempre brillanti dialoghi e l’evoluzione di un episodio in un precario equilibrio fra l’essere autoconclusivo e l’innestarsi di una storia più duratura. Viene proposta, per esempio, da una dei protagonisti l’idea che in un mondo profondamente ancorato alla materialità, quei detriti siano capaci di far rinascere una non meglio specificata Fede in qualcosa oltre l’umano: una speranza che rischia di mutare presto in pia illusione di fronte ala scia di morte lasciata da questa tecnologia aliena, a metà fra l’automa e il senziente. Ma questi, per il momento, rimangono schizzi su di una tela che alle volte si compiace troppo delle sue atmosfere e lascia per strada elementi non meno importanti.
Il punto dolente di un altresì solido episodio pilota sono i personaggi. La coppia protagonista è insistente sulle scene: l’agente della CIA Brian Beneventi (interpretato da Johnatan Tucker, Snowfall) e Finola Jones dell’MI6 (i cui panni sono vestiti Riann Steele, Misfits). Ci troviamo di fronte a dei personaggi troppo archetipici, al limite dello stereotipo: considerata la natura di pilot questo non è per forza un difetto; il resto della serie consegnerà un’immagine a tutto tondo di figure che, per forza di cose, sono costrette ad essere introdotte in certi ruoli per accattivare e rispecchiare ciò che ci si attende da un genere a metà fra la fantascienza e il thriller. Quel che è certo però è che la prima impressione non buca lo schermo.

In definitiva, Debris si presenta bene, pur peccando in certi aspetti che avrebbero potuto far vivere ancor più in prima persona il bellissimo e terribile affresco di uno spettro alieno che vive tra noi. Rimane ugualmente un debutto consigliato, sia agli appassionati della fantascienza che a coloro che non la masticano abitualmente.
Voto: 7

Su che piattaforma si può vedere?
Grazie
Ciao Stefano, la serie è appena uscita su NBC quindi non si sa ancora se sarà acquisita da una piattaforma, né dove potrebbe andare 🙂