La lunga pausa invernale sembra aver fatto bene a Fringe, che è tornato con queste due ultime puntate ad un livello decisamente accettabile. “The Enemy of My Enemy” è sicuramente una puntata godibile, col giusto mix di azione e di fringiana riflessione. E poi il titolo della puntata è sicuramente rivelatorio riguardo un’importante svolta che si avrà nel corso dell’episodio.

Si sa, il nemico del mio nemico, per un ragionamento logico, dovrebbe essere mio amico, e quindi farmi enormemente comodo che esista. E infatti è proprio così: questa figura paradigmatica è incarnata dal personaggio di David Robert Jones, ritornato sulla scena di Fringe dopo ben 3 anni di assenza.
Per far tornare interesse nei riguardi della serie, questa è una scelta forse troppo evidente, troppo affrettata, ma che serviva come l’ossigeno a una storia che si stava ripiegando su se stessa. L’unica cosa che ancora non mi convince sono gli shapeshifters: non lo so, mi sembrano ormai figure abusate, e cominciano ad assomigliare troppo ai Cylon di Battlestar Galactica.

Ciò non toglie che Mr. Jones sia comunque un gran personaggio, e il fatto che sia sempre un passo avanti a tutti è qualcosa che mette ansia. L’unica cosa che non aveva calcolato, però, era la variabile impazzita, ossia Peter, l’uomo venuto da un altro sistema temporale.
E infatti Peter è l’unico che lo mette in difficoltà, durante l’interrogatorio nel quale il giovane Bishop mostra a Jones di essere a conoscenza di dettagli della sua vita.  Probabilmente quindi sarà Peter a fermare il piano diabolico del villain (qualunque esso sia), anche se credo sia ancora troppo presto per dirlo.

I dettagli che differenziano i personaggi dell’universo rosso da quello blu mi sono sempre piaciuti, e quindi di riflesso trovo molto divertente vedere le differenze tra quelli della linea temporale gialla e della nostra (vecchia, di Peter).
Anche Walternativo lo stanno descrivendo abbastanza bene: non è affatto come quello dell’universo rosso che abbiamo imparato a conoscere noi, così come our-side-Walter dell’universo giallo è molto più fragile rispetto al “nostro” blu-Walter, che aveva superato quella fase grazie proprio all’aiuto di Peter.
La cosa che davvero non capisco è come riusciranno a mandare indietro Peter, e che fine farà l’universo giallo una volta che Bishop Junior l’avrà lasciato. Spero che non sia stato un enorme filler, come qualcuno teme, perché sarebbe una grande idea un po’ buttata nel cassonetto.
Era logico che prima o poi Walter avrebbe accettato di aiutare suo figlio, che poi suo figlio non è. Il dolore che traspare dalla faccia e dalla voce di John Noble è qualcosa che si vede poco in televisione: dovrebbero innalzargli una statua a imperitura memoria, perché è davvero uno dei più bravi attori che abbia mai visto.

Peter sta assumendo sempre di più il ruolo della figura salvifica: non solo salva la vita ad Olivia (ma in quanti universi e linee temporali l’ha già fatto? Ho perso il conto), ma addirittura con la sua presenza riesce a mettere d’accordo – almeno per ora – le due Fringe Division, cosa che era impensabile solo un paio di episodi fa.
La domanda che sorge spontanea è: quanto è profonda la cospirazione messa in piedi da Mr. Jones? Ma soprattutto, qual è l’obiettivo?

Un’altra bella cosa che ci devono spiegare è questa: gli Osservatori ci sono sempre stati, li abbiamo sempre visti, ma chi sono? Chi li manda? Sono mortali anche loro, se uccisi? Non lo so, anche la questione della morte di Olivia è un po’ buttata lì a caso. Mi spiego meglio: vi ricordate il sogno-cartoon nella mente di Olivia, dove c’era questo misterioso uomo con la X sulla maglietta che la doveva uccidere? Ecco, che fine ha fatto? Poi nello scorso episodio hanno ritirato fuori il fatto che Olivia deve morire, ma allora è la “nostra” Olivia che deve morire o quella dell’universo giallo? La Dunham non fa accenno con nessuno della visita di September: probabilmente si comporta così perchè vuole aspettare le analisi del sangue che dà ad Astrid, sangue probabilmente raccolto dov’è comparso l’Osservatore.
Per quanto riguarda il finale ho capito qualche attimo prima che dall’altra parte del pc c’era la Sharp, ma comunque rimane l’interrogativo inquietante dei propositi di Jones e di tutta la sua squadra. Perché se quest’uomo si spinge fin dentro un pronto soccorso per ammazzare decine di persone innocenti, l’obiettivo da lui perseguito credo sia di dimensioni apocalittiche.

C’è un po’ di confusione nell’aria, sicuramente dovuta al fatto che c’è ancora molta incertezza su un’eventuale quinta stagione (in cui JJ Abrams ha detto di sperare). Il fatto di non sapere se si hanno a disposizione solo dodici puntate o altre venticinque è sicuramente un fastidio che sta creando agli sceneggiatori non pochi grattacapi.
La serie comunque sta prendendo una piega che mi piace, anche se è imperativo sottolineare ancora una volta l’importanza di dare un finale degno alla storia, perché rovinare quattro anni di Fringe sarebbe un delitto ancora più efferato di quelli del diabolico signor Jones.


VOTO: 7+

L’Osservatore è qui. (stavolta l’ho beccato anche io!)
I glifi formano la parola: DEATH

Related posts:

  1. Fringe – 4×08 Back to where you’ve never been
  2. Fringe 4×06 – And Those We’ve Left Behind
  3. Fringe – 4×04 “Subject 9″
  4. Fringe: 4×03 – Alone in the World
  5. Fringe – dove siamo arrivati? (Stagione 3)
  6. Fringe – 3×22 The Day We Died
  7. Fringe: Episodio 3×20 “6.02 AM Est”
  8. Recensione – Fringe: 3×10 – “Firefly”