American Horror Story – 2×10 The Name Game 5


American Horror Story - 2x10 The Name GameUn po’ Stephen King e un po’ Glee, American Horror Story continua a stupire per le scelte che il duo di autori porta sullo schermo: le numerose sottotrame restano ancora quel tanto distanti da farci chiedere, a tre episodi dalla fine della stagione, dove questo secondo, malato, capitolo possa andare a parare.

Sì, perché la trama continua ad essere avvincente ed ottimamente strutturata, con degli spunti di riflessione (anche mistici) che non sono affatto banali: l’unico fatto è che ancora poche cose ci sono chiare, soprattutto quelle legate al soprannaturale, con due morti d’eccezione che lasciano quantomeno spiazzati.
American Horror Story - 2x10 The Name GameMa andiamo con ordine, e partiamo da dove eravamo rimasti, e cioè con Kit che viene rianimato da Arden pochi istanti prima della morte definitiva. La cosa che sappiamo essere importante è che gli alieni si sono davvero palesati quando il ragazzo ha smesso di respirare, quindi la domanda sorge spontanea: che ruolo ha Kit in tutto questo? Qual è effettivamente la sua importanza?
Importanza che ha senza ombra di dubbio Grace, e non solo perché ricompare con il figlio di Kit in grembo, evidentemente protetta dalla razza venuta dalla spazio, ma anche perché balza subito all’occhio il paragone che viene fatto con la Vergine Maria. Grace è protetta dagli alieni (angeli?), con sempre al suo fianco Pepper (l’Arcangelo Gabriele?) e viene mostrata come portatrice di un mondo nuovo: che ruolo ha il neonato? Anche il nome Grace (Grazia) sembra non essere scelto a caso.

Arriviamo quindi alla figura di Mary Eunice, vero catalizzatore delle ultime puntate. Molto bella la scelta di farle installare un Juke Box nel manicomio, facendolo passare come strumento del Demonio, di distrazione e di puro divertimento: la tecnologia è sempre stata vista in questo modo dai più puri conservatori, e il gioco che fanno gli autori è sicuramente derisorio nei confronti di questa linea di pensiero.
Il Diavolo ingrossa le sua fila ingaggiando ufficialmente anche Thredson, liberato dallo sgabuzzino e sguinzagliato di nuovo contro Lana e Kit; oltre a questo, che passa un po’ in secondo piano, c’è sicuramente sopra a tutto il confronto che la suora demoniaca ha con il Monsignore e lo stupro che avviene in una stanza del Briarcliff.

American Horror Story - 2x10 The Name GameAmerican Horror Story si spinge quindi ancora più in là di ogni convenzione, mostrando un amplesso tra due soggetti votati alla castità: uno dei due ha un rosario in mano, mentre l’altra è posseduta dal Demonio. Vi immaginate una scena così in una serie della tv italiana? No, qualcuno probabilmente morirebbe d’infarto nel vederla mandata in onda. Eppure, a livello cinematografico, la scena ha un impatto indelebile su chi guarda: non è forse questo l’obiettivo di chi scrive per il cinema e di chi scrive in generale? Allora applausi agli autori per aver dimostrato ancora un volta che le scelte coraggiose pagano, soprattutto se incastrate perfettamente nella trama.
Questo episodio dà la forza al Monsignore per uccidere una delle creature più pure (la vera Mary Eunice) e al contempo più bestiali che abbia mai incontrato. Vorrei sottolineare con un applauso la recitazione di Lily Rabe, che quest’anno ha dato una prova attoriale coi fiocchi.

American Horror Story - 2x10 The Name GameL’altra parte dell’episodio riguarda Jude e l’elettroshock subìto che probabilmente ha per sempre minato la sua sanità mentale: il gioco dei nomi che dà il titolo alla puntata è inserito sicuramente per lasciarci basiti di fronte a questa scelta, ma anche per dirci che senza i nomi non siamo nient’altro che animali. Ecco quindi che questa scelta può essere vista come una sorta di redenzione per l’ex suora: ha sempre trattato come delle bestie i suoi pazienti, preoccupandosi solo dell’Istituto e mai delle persone. Ecco perché i nomi adesso per lei rivestono questo ruolo così importante: quelli che ha davanti sono principalmente essere umani.
Lo sforzo che fa come ultima cosa nel dire alla Madre Superiora la verità su Lana Winters la riabilita completamente ai nostri occhi, facendoci capire come la vita di questa donna sia stata percorsa in lungo e in largo da dolore, sofferenza e solitudine: Jude ha sempre cercato una sua via, qualcosa che la facesse stare bene, e non l’ha mai trovata. Con quell’ultimo gesto ha forse fatto di più che in tutto il resto della sua esistenza.

American Horror Story - 2x10 The Name GameL’ultima, tragica immagine riguarda l’ormai defunta Mary Eunice e il Dottor Arden, che l’ha sempre amata, anche in questo caso però in maniera un po’ deviata. L’ex nazista si era innamorato della purezza della suora, senza mai comunque volerla intaccare davvero: vedeva forse in lei la rinascita del genere umano, soprattutto dopo quello che lui stesso ha vissuto sulla sua pelle durante la guerra. La scelta di suicidarsi nella fornace ha sicuramente un effetto melodrammatico ma altamente significativo: per un nazista, morire come milioni di ebrei in un forno crematorio ha il sapore di un gesto dettato da un fortissimo senso di colpa.
Insomma, gli autori sembrano quasi voler punire tutti i personaggi per quello che sono o che hanno fatto, salvo poi gettarli – nel momento estremo della morte o della pazzia – sotto una luce diversa. Come diceva De Andrè: «Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese / li condannerai a cinquemila anni più le spese. / Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo / se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo».

VOTO: 7½

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Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.


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5 commenti su “American Horror Story – 2×10 The Name Game

  • xfaith84

    la parte aliena mi convince sempre meno, mentre quella di suor Jude è la migliore senza dubbio: l’evoluzione del personaggio è incredibile, e solo una strepitosa Jessica Lange poteva interpretarlo in questo modo.
    Mille punti per il ballo di gruppo!

     
  • dezzie86 L'autore dell'articolo

    Vero, anche io trovo un po’ dissonante la parte aliena, ma sono curioso di vedere come la spiegano nel finale…

     
  • xfaith84

    @ambrosia: ahahah bene, meglio tardi che mai!!! applausissimi! (se ti può consolare io non mi ricordavo minimamente di Sarah Paulson nella prima stagione, l’ho scoperto solo a metà di Asylum e solo perché l’ho letto in giro… vedo troppe serie!)

     
  • Michele

    Uniccolo ritardo di quattro anni non mi impedira’ di riconoscere che questa e’ proprio una puntatona!
    E il ball con il name game… Chapeu!