The Walking Dead – 3×11 I Ain’t a Judas 2


The Walking Dead - 3x11 I Ain't a JudasLa calma prima della tempesta: è questa l’aria che sembra tirare tra Woodbury e la prigione, un’aria tesissima che sottolinea, ancora una volta, quanto gli zombie non siano che un pretesto per analizzare in profondità la tetra anima dell’uomo.

È quindi ormai aperto lo scontro tra le due fazioni, diventate tali un po’ per colpa dell’una e un po’ per colpa dell’altra. Due fazioni capitanate da due leader apparentemente al declino, due leader feriti nel corpo (l’occhio del Governatore) e nella mente (la – momentanea? – pazzia di Rick): i due capitani ormai non vedono più come primo obiettivo della loro comunità quello di sopravvivere giorno per giorno, ma quello di sopravvivere all’altro, al diverso, a chi la pensa in maniera antitetica.
Ormai non si pensa più alle provviste, a non ferirsi, a trovare un posto per dormire: l’unico obiettivo è annientare l’altro. Gli autori sono stati abilissimi in questo a girare il focus concentrato sugli zombie e a puntarlo sulla faccia degli abitanti di Woodbury. In un mondo dove l’umanità è ormai ridotta ai minimi termini, gli esseri umani non diventano più furbi, ma ancora più animali, intenti a prevalere su quei pochi rimasti che, usando un po’ di intelligenza, potrebbero diventare invece dei preziosissimi alleati nella lotta alla morte.

La creazione di un esercito da parte del Governatore è quindi straniante e cozza in maniera disturbante con l’immagine che ci era stata presentata della cittadina fortificata: avevamo l’impressione che Michonne e il suo sesto senso avessero ragione, ma non pensavamo sinceramente fino a questo punto.
È qui che si inserisce alla perfezione il personaggio di Andrea, secondo me troppo sottovalutato nelle prime due stagioni. Andrea è la rappresentazione perfetta della figura del detto “ambasciator non porta pena”, costretta ad essere divisa a metà tra i vecchi ricordi/amicizie e un amore irrazionale verso un dispotico dittatore (nonostante questo le abbia detto tranquillamente che, una volta varcato il cancello, avrebbe anche potuto sparire per sempre dalla sua vita).

The Walking Dead - 3x11 I Ain't a JudasIn questi frangenti spicca tutta l’abilità di The Walking Dead nel trattare i suoi personaggi, perché prima di tutto sono semplici essere umani. Il ritorno di Andrea nella prigione ha insieme qualcosa di poetico e raggelante, ben sintetizzato dal trattamento che le riserva Rick appena la bionda entra nel perimetro della costruzione: non c’è spazio per gli abbracci, non c’è spazio per i sorrisi, quello che è stato è stato e adesso conta soltanto il presente, conta soltanto il luogo da cui stai arrivando. Poco a poco, il gruppo si scioglierà ed arriveranno i particolati nostalgici, ma tra Andrea e il suo vecchio gruppo c’è sempre quella distanza di sicurezza dettata dalla poca fiducia che ormai ognuno di loro nutre verso l’esterno, anche se quella di fronte a loro è una vecchia compagna di disavventure che ha combattuto al loro fianco per mesi.

“Non sono un Giuda” recita a chiare lettere il titolo di questo episodio, ed è ovvio che l’affermazione si riferisca ad Andrea: da un lato non si è mai schierata contro i suoi ex compagni, anche quando ha capito che il Governatore la metteva davanti ad una scelta; dall’altra, è molto significativo il finale di puntata, dove la bionda non riesce a compiere quel gesto estremo che avrebbe probabilmente rovesciato per sempre le sorti della guerra, non facendola forse nemmeno cominciare. Andrea sembra quindi avere fatto una scelta definitiva, cioè stare a fianco di un uomo pazzo e assetato di sangue, ma che in qualche modo ha qualcosa per cui vale la pena volergli bene.

The Walking Dead - 3x11 I Ain't a JudasIn tutto questo, forse un po’ sotto traccia, si colloca la figura di Hershel, vero leader illuminato della fazione della prigione: dall’alto della sua esperienza capisce che Rick è arrivato al limite, che la pressione di dover comandare e decidere per un intero gruppo di persone lo sta irrimediabilmente portando alla pazzia.
Emblematico è il momento in cui Hershel mette Rick di fronte ad una scelta che non può avere compromessi: “Una volta hai detto che qui non esiste più la democrazia. Allora dimostralo e decidi che cosa è meglio fare”, dice l’anziano al giovane leader, costringendolo così ad una scelta decisa e decisiva. Anche Carl mette alle strette il padre, cercando di convincerlo che forse è meglio lasciare a qualcun altro l’onere di decidere per tutti.

L’effetto sorpresa lo si ha quando Tyreese e il suo gruppo si imbattono in Woodbury, dove il Governatore capisce subito l’astio che provano nei confronti di Rick e cerca immediatamente di incanalarlo a suo favore. Questa è sicuramente una svolta interessante nell’economia di uno scontro che si preannuncia decisivo per la sorte di uno dei due gruppi, se non molto probabilmente per entrambi.

The Walking Dead - 3x11 I Ain't a JudasCon questa puntata un po’ di preparazione, ma al tempo stesso carica di tensione e ottimamente girata, The Walking Dead ci prepara alla volata finale della miglior stagione finora prodotta.
I Ain’t a Judas sottolinea ancora una volta come i veri morti che camminano non siano quelli con la pelle marcia, bensì quelli che, in teoria, dovrebbero avere ancora la capacità di pensare lucidamente.


VOTO: 7½

Curiosità

– La canzone che intona Beth nel finale è Hold On di Tom Waits.

QUI trovate i punteggi del TheWalkingGame relativi a questo episodio.

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Informazioni su Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.


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2 commenti su “The Walking Dead – 3×11 I Ain’t a Judas

  • September

    Puntata calma più che sottotono ma di sicuro non esaltante.
    Premetto che vorrei che Andrea morisse nel mezzo di una mandria di zombie e che il suo personaggio lo odio.
    Detto questo trovo saggio da parte degli autori farle vivere questa puntata di scelta perchè la mette spalle al muro e ci fa capire che d’ora in poi sarà guerra e soltanto guerra.
    Bene Hershel, benissimo Michonne( a mio avviso la mina vagante delle prossime puntate) Rick e Daryl li vedo in stand by x il gran finale.
    Grande stagione comunque, questa puntata è stata una delle peggiori quest’anno ma se la traslassimo alla stagione scorsa la potremmo collocare tranquillamente in top 5…..se non in top 3…
    Non ci resta che attendere la guerra…

     
  • sara

    (quoto assolutamente una morte cruenta e very very splatter per Andrea. TWD proprio non brilla per le parti femminili. le uniche da poter salvare sono giusto Maggie e, sulla fiducia, Michonne.)