Breaking Bad – 5×11 Confessions

Breaking Bad - 5x11 ConfessionsLe veloci falcate che Breaking Bad ha compiuto finora si sono abilmente trasformate, davanti ai nostri occhi, in una vera a propria corsa: il gigantesco marchingegno costruito da Vince Gilligan ha aumentato la velocità e rivelato tutta la sua perfezione.

E’ con l’immagine del treno in corsa che questa indimenticabile puntata prende il via: seduti al tavolo di una qualsiasi tavola calda nel deserto, Todd racconta della grande rapina ideata da Mr. White, di quando il tempo volgeva al termine e lì, in quel sottile frangente, si sono giocati il tutto per tutto. Walter White è esattamente quel treno che conosce un’unica direzione, fermo solo in apparenza, e che risucchia inevitabilmente tutto quello che gli sta intorno.

“He really did a number on you, didn’t he?”

Breaking Bad - 5x11 Confessions

Jesse è in questa morsa da troppo tempo: quel torpore iniziale sintetizza perfettamente la sua distruzione come essere umano, ridotto ad un burattino che non ha ancora realizzato di che natura sono i suoi fili. Hank fa breccia in quell’apatia rivelando non solo di sapere la vera identità di Heisenberg, ma di essere anche lui un altro burattino – my own brother-in-law lying to me for over a year, using me. Questo faccia a faccia è sussurrato, claustrofobico, oscuro: ha le sembianze di un incontro clandestino tra due che sono stati nemici per troppo tempo e che si ritrovano improvvisamente a condividere la medesima prigione, ma da due piani assolutamente diversi – tant’è che nessun eventuale accordo è possibile. Hank conosce i crimini di Heisenberg, sa cosa ha fatto ma non sa come Walter sia arrivato a coincidere con il suo alter-ego; Jesse ha visto invece tutto il percorso ma dai suoi occhi troppo umani, costantemente traviato dalle convincenti parole di quello che ha quasi (?) considerato un padre e delle cui azioni porta tutte le cicatrici.

“My name is Walter Hartwell White.”

Breaking Bad - 5x11 ConfessionsBreaking Bad iniziava, ormai cinque anni fa, con un professore qualunque di una città qualunque che scopre di avere un cancro e decide così di produrre e vendere metanfetamina per provvedere alla sua famiglia. Il video che apriva la puntata pilota iniziava con le stesse parole di presentazione, ma quelle non appartengono più alla stessa persona: quel professore qualunque ha cambiato volto, ha più di un nome ma una sola personalità. E qui sta tutta la grandezza di Bryan Cranston. Parlare di doppio per Walter White significa travisarne l’intero percorso: far “nascere” Heisenberg rispondeva all’allora necessità di Walt di prendere simbolicamente distanza da un mondo che non conosceva e non approvava; ma è dalla totale abolizione di questa che è ri-nato Walter White/Heisenberg. Non esistono più confini tra il provinciale medio e il chimico dei cristalli blu: coesistono negli stessi abiti, in quell’unico essere umano capace di prendere le proprie azioni, imputarle ad un altro ed incastrarlo in un ricatto tanto subdolo quanto magistrale. Cranston riesce a far emergere ogni fibra del poderoso cambiamento del suo personaggio; è finzione nella finzione supportata dalla precisione chirurgica della sceneggiatura – che si palesa senza vuoti e senza sbavature. This is my confession. Con un solo colpo da maestro, Walter il burattinaio svela i suoi trucchi, li elenca sadico e commosso cambiando un unico tassello al puzzle: la vera identità di Heisenberg.

“Why don’t you kill yourself, Walt?”

Breaking Bad - 5x11 Confessions

Dall’altro lato dello schermo Marie ed Hank guardano increduli qualcuno che pensavano di conoscere da anni, da sempre considerato debole ed innocuo; e fino alla visione di quel video ne erano ancora convinti. L’incontro nell’affollato ristorante è la proiezione del passato, un pranzo come mille altri; in questo caso diventa invece il perfetto contraltare di una famiglia ormai divisa internamente ma non nell’apparenza. La tensione che traspare dai loro volti li isola da tutto il trambusto che li circonda e le loro parole ne risultano ancora più pesanti: just kill yourself il sibilo di morte paventato da Marie vale più di un urlo. Il male si addentra meschino e nessuno può dirsi salvo, soprattutto se si decide arbitrariamente di essere nel giusto; da qui la reazione indignata di Walter e Skyler – that is not a solution. I coniugi Schrader si sono ufficialmente scontrati con il vero Walter e sono ormai inesorabilmente intrappolati nell’architettura che è riuscito a mettere in piedi – that’s the last nail in the coffin.

“Would you just, for once, stop working me?”

Breaking Bad - 5x11 ConfessionsLa grande arte di Walter è la manipolazione, anzi, è la capacità di renderla invisibile. Il dialogo con Walter Jr. ne è l’esempio calzante: non ci sono scrupoli di sorta, qualsiasi elemento riesca a fare leva sull’altro avrà un suo ruolo, e in questo caso viene usato il cancro. Basta menzionare la piccola ombra riapparsa sul polmone per impedire l’incontro con il nemico, e sembra non a caso sorgere (socraticamente) come idea originale di Walter Jr. Questo continuo rimbalzare di valori assoluti piazzati ad hoc nelle situazioni dà sì la misura della disumanizzazione di Walt ma allo stesso tempo, paradossalmente, è impossibile non continuare a simpatizzare per lui. Tutto ciò che dice ha senso, logica, c’è verità nelle sue parole, ma vengono usate consapevolmente in maniera meschina; eppure si continua a stare inconsciamente dalla sua parte finché non si torna lucidi e si ricorda l’inganno.

Breaking Bad - 5x11 Confessions

Finora, direttamente proporzionale alla discesa agli inferi di Walt c’è stato lo sgretolarsi continuo di Jesse: tanto più Heisenberg e Walter si fondevano in un unicum di indifferenza e egoismo, tanto più l’altro prendeva coscienza del proprio vuoto in un’apatica solitudine. Il quesito che ha sempre attanagliato Jesse, cioè come sia riuscito a rovinare qualsiasi cosa positiva della sua vita (Jane, Andrea, l’amicizia con Mike), trova finalmente risposta: Mr. White. Nel deserto Walt torna puntuale a muovere le fila ma questa volta Jesse tenta di ribellarsi: il time for a change non funziona, quel figlio che ormai sta crescendo chiede a gran voce di non essere usato ma ascoltato, interpellato. Capisce di essere anche lui un possibile agnello sacrificale, che può morire se dirà troppo: perciò urla e scalcia per farsi sentire, per ricordargli che è sempre stato dalla sua parte. L’abbraccio che va ad avvolgere la sofferenza di Jesse si carica della stessa ambiguità del discorso con Walter Jr: è un gesto di grande umanità sincero o fatto solo per zittirlo, per allontanare il nuovo anello debole della sua catena? Dove inizia e dove finisce la paternità disinteressata di Walter? Ma ormai non è più il tempo per cercare le risposte: l’inganno è svelato, i fili si sono materializzati ed è ora di reciderli. Un unico gesto – Huell che gli sottrae l’erba – sommato a tutti i dubbi covati da Jesse, che diventano quindi certezze, e la rabbia è servita su un piatto d’argento: da qui una sequenza finale memorabile con un Aaron Paul al suo meglio mentre dà inizio alla fine, entrando nel perimetro sacro di casa White. E’ ora di compiere il patricidio che rende liberi, come quel ragno nel deserto, libero da qualsiasi teca o padrone – perché pur strisciando, sa di camminare libero.

Mancano ancora cinque puntate alla fine, ma Breaking Bad non si ferma e colleziona un’altra indimenticabile puntata sull’implacabile discesa nel baratro del male.

Voto episodio: 10

Note

Qui i punteggi del Breaking Game relativi a questo episodio
– Per gli spettatori meno attenti, ecco un video di recap del grande inganno di Walter ai danni di Jesse.

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

26 Risposte

  1. MarkMay scrive:

    Per me questo è stato l’episodio più bello di tutto Breaking Bad… non molto di più da dire rispetto alla recensione. Se questi fanno una puntata così a 5 episodi dalla fine non oso immaginare cosa saranno i prossimi. Jesse ha messo altra benzina sul fuoco, è ora di far esplodere TUTTO.

     
  2. Joy Black scrive:

    Miglior episodio del 2013 finora. Scioccante, ansiogeno, spettacolare e perfetto. 10 meritatissimo. Ottima recensione!

    E mancano ancora 5 episodi, non oso immaginare cosa ci attende.

     
  3. SerialFiller scrive:

    Mi ero sempre chiesto perchè la redazione di seriangolo non mettesse quasi mai o forse mai 10…
    oggi l’ho capito!!!
    aspettavate la puntata perfetta.
    E questa confessions è piu che perfetta.

    Serie tv del secolo

     
  4. Sbremph scrive:

    Nel variegato panorama delle serie di produzione americana “after Lost”, quelle che trovo magnifiche, attualmente, sono Homeland e Breaking Bad.
    Quest’ultima, in particolare, con il vantaggio di tre anni e mezzo in più per potersi fare apprezzare sul lungo termine, presenta una scrittura e una fotografia che possono essere considerati cinematografici per qualità e accuratezza.
    Guardando queste due serie saltano agli occhi i difetti di altre serie che, in un modo o nellàaltro, pur hanno segnato e segnano la storia della serialità americana. Dexter, giusto per fare un esempio, se messo a confronto con Breaking Bad mostra in modo inequivocabile tutti i difetti che in questo sito vengono settimanalmente evidenziati.
    Non ho molto da dire, se non che Breaking Bad ha anche il pregio di un casting che è talmente ben fatto ga garantire attori che dal protagonista fino all’ultima comparsa sono semplicemente perfetti per il proprio personaggio e nel loro recitare. Merito di grandi regie, sicuramente, che nulla devono invidiare a produzioni cinematografiche da oscar.
    Breaking Bad è il prodotto di una macchina perfetta. Una serie bellissima e durissima. In grado di rendere poetiche e televisivamente accettabili le più grandi nefandezze possibili.

    Su questa puntata, bellissima come tutte le altre, ho solo un difetto e un dispiacere da manifestare: la facilità con cui Jesse capisce tutto sul furto della sigaretta avvelenata non è, per me, all’altezza di quanto questa serie possa offrire. Ma mi sta bene così e non vedo l’ora di passare altri 50 minuti tra sorrisi e scariche nervose.

    Fiction alla sua massima espressione.

     
    • Joy Black scrive:

      Non sono d’accordo sulla “facilità” dell’illuminazione di Jesse. Come si vede anche dal video linkato nelle note, Jesse, il sospetto che sia stato Walter attraverso Saul a rubargli la ricina, ce l’ha fin da subito, ma Walter riesce a dissuaderlo ed ad indirizzarlo verso Gus. Eliminato Gus, si scopre che Brock non era stato avvelenato con la ricina. Allora che fine ha fatto la sigaretta? Ritrovata nell’aspirapolvere dopo una strenue ricerca, su suggerimenti proprio dello stesso Walter. Già in quella circostanza Jesse è travolto dai sensi di colpa, e chiede scusa al professore per aver dubitato di lui.
      Ma questa fiducia nel suo “mentore” è ormai dissipata nel nulla, Jesse ha capito la sua natura manipolatrice per cui quando si rovista nelle tasche non gli ci vuole molto per fare 2+2 e capire la verità. Per me è stato tutto perfetto.

       
      • Sara scrive:

        Concordo in pieno! in più la folgorazione è registicamente perfetta. A prescindere dalla verosimiglianza della scena, quello che secondo me ha maggiore importanza è la resa – e in questo Breaking Bad è una certezza!

         
        • Joy Black scrive:

          Appena ha iniziato a rovistare nelle tasche mi si sono drizzati tutti i peli del corpo in preda all’ansia: “oh porc…”

           
      • Sbremph scrive:

        Non avevo ancora guardato il video del grande inganno, e ammetto che, in effetti, la cosa mi sembra più plausibile, adesso. Ma continuo a non essere 100% convinto. Detto questo, concordo completamente con voi… ancora una volta la soluzione registica è semplicemente grandiosa e la recitazione di Aaron Paul mi ha fatto digrignare i denti con lui. Sto letteralmente cercando il pelo nell’uovo con cui negare la lode a un episodio che, anche per me, è da 10. E che mi ha fatto arrabbiare ancora di più con chi si occupa di Dexter.

         
  5. pumpernikkel scrive:

    ma qualcuno mi spiega come ha fatto Jesse a capire tutto? mi devo essere perso qualche passaggio O_o

     
    • Joy Black scrive:

      L’ho scritto in un commento più su. Questo video comunque può aiutare.

       
      • MarkMay scrive:

        Quel video è la dimostrazione lampante di come in BB anche una storyline secondaria (o cmq un semplice pezzo del puzzle) contenga al suo interno una storia lineare, ben scritta, COERENTE, solida e non forzata. Io non ho MAI trovato un telefilm (ma anche film o libri) con questa solidità di base; non c’é una situazione, un frammento, un secondo di questo telefilm che non abbia senso di essere messo lì in quell’istante, è un qualcosa di talmente perfetto che è quasi fastidioso xD. Tornando al video, anche se non è molto visibile ad occhio nudo (io per esempio non me ne ero accorto) ti fanno vedere addirittura lo scagnozzo di Saul mentre ruba la ricina a Jesse, è una cosa talmente irrilevante che potevano anche non farla vedere (tanto il 99% non l’ha vista) eppure l’han messa, son questi piccolissimi particolari che ti fan capire che nulla è lasciato al caso e che, proprio per questo motivo, è IMPOSSIBILE che il finale possa deludere le attese, in qualunque modo vada a finire.

         
  6. Son of the Bishop scrive:

    Bellissimo episodio , voto però a mio parere esagerato

     
    • September scrive:

      Mai voto fu più meritato.

       
      • Son of the Bishop scrive:

        Per te , non per me .

         
        • September scrive:

          X il mondo intero tranne che x te credo….

           
        • Joy Black scrive:

          Non bisticciate xD

          Per me il 10 è meritatissimo, non c’è una cosa fuori posto in questo episodio, è perfetto e allo stesso tempo succede di tutto. E’ un episodio fondamentale. La dimostrazione lampante (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che questa è una delle più grande serie di tutti i tempi.

          E mi unisco al commento di MarkMay qui sopra nell’esprimere la mia più sentita meraviglia per la scrittura, lineare, coerente e stratificata di questa serie, che dopo 5 anni di qualità elevatissima riesce ancora a sorprenderci.

          E – porca miseria – mancano ancora 5 episodi.

           
  7. Attilio Palmieri scrive:

    Complimenti Sara, bellissima recensione.
    Breaking Bad ci mancherà davvero tanto.
    The Sopranos e The Wire insegnano

     
  8. dezzie86 scrive:

    Brava Sara, bella recensione di una puntata come al solito straordinaria.
    La rabbia che prova Jesse nello spandere la benzina in casa White è da brivido… Ho come l’impressione che il finale di questa serie sarà il più bello di tutti i tempi.

     
  9. Sara scrive:

    Grazie ragazzi, innanzitutto!
    Per inserirmi un po’ nel discorso e “chiarire” il voto finale vorrei dire che l’ho fatto senza il minimo dubbio per due motivi (che ho cercato di inserire nella recensione): in prima istanza per la puntata in sè, che ho trovato impeccabile come al solito, ma soprattutto perché riesce a riversare al suo interno il lavoro di cinque intere stagioni. È un voto che vuole sintetizzare entrambi i punti di vista! Avete parlato molto del momento rivelazione di Jesse ma credo che vada messo in risalto anche il momento centrale, cioè il video di Walter: mentre parlava e piangeva e la mdp si spostava dallo schermo a Hank e Marie rivedevo insieme a loro tutti quei momenti; lì si è chiarita una volta per tutte e senza dubbi di sorta la grande architettura costruita da Gilligan.

    Non so se mi sono spiegata o se ho riscritto le stesse cose, ma davvero non avrei saputo dare nessun altro tipo di giudizio a tanta maestria – se non, appunto, il massimo!

     
  10. Tuco scrive:

    chissà cosa ci aspetta nel prossimo episodio! prima di definire questo il più bello aspettiamo di vedere cosa combineranno i nostri bad guys

     
    • Joy Black scrive:

      Ma anche se i prossimi fossero persino migliori, la valutazione ci sta tutta tutta.

      Alle lauree non ci si ferma a 110. 😉

       
  11. marco f scrive:

    qualcuno mi puo indicare come fare per vedere quel video con la spiegazione?
    grazie

     
    • Federica Barbera scrive:

      purtroppo quel video non è più disponibile e non ce ne sono per ora altri in giro con la spiegazione. se dovessimo trovarlo, lo linkiamo qui sotto!
      a presto =)

       

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