Game of Thrones – 4×04 Oathkeeper

Game of Thrones - 4x04 OathkeeperLe conseguenze degli eventi accaduti durante il Purple Wedding stanno progressivamente sovvertendo tutte le certezze che avevano cementificato il dominio della famiglia Lannister sui Sette Regni di Westeros. 
Gli equilibri preesistenti sono stati messi in discussione da un improvviso sconvolgimento che ha sparpagliato tutte le carte in tavola, riuscendo a donare nuova linfa vitale ai meccanismi immobilizzati dello show.
L’intero apparato gerarchico dominante, che grazie al matrimonio tra Margaery e Joffrey doveva solidificarsi e donare una stabilità duratura al dominio dei Lannister, rischia di sgretolarsi subendo un repentino ridimensionamento a causa di dissidi interni alla famiglia regnante e a concreti pericoli che vengono da Oriente e da Nord.

I will answer injustice with justice.

Game of Thrones - 4x04 OathkeeperIl viaggio affrontato da Daenerys è una lunga rincorsa verso quel trono di spade che la giovane khaleesi sembra ormai intenzionata ad andare ad occupare; la sua progressiva presa di coscienza delle possibilità di conquistare King’s Landing tramite l’azione di un esercito formato da ex-schiavi avviene attraverso un lentissimo ma necessario percorso di crescita personale. Liberatasi dalle ossessioni del fratello Viserys, la regina dei draghi ha infatti dovuto ricostruire praticamente da zero il suo percorso di avvicinamento alla conquista dei sette regni; il trionfo di Meereen è un’ulteriore tappa che certifica il raggiungimento di una maturità e di una consapevolezza inedite nelle azioni della Madre dei Draghi. La forza impetuosa e implacabile con cui ormai esercita il suo potere rappresentano una dimensione nuova anche per Daenerys; il suo enorme ed eterogeneo contingente di soldati e collaboratori sono la rappresentazione di un mondo cosmopolita che è pronto a mutare continuamente al suo stesso interno e che ha cancellato il cordone ombelicale che lo teneva legato al passato.

You gonna fight for him now?

Game of Thrones - 4x04 OathkeeperLe difficoltà maggiori per la stabilità della famiglia Lannister, però, sembrano continuare ad essere causate da aspri conflitti interni. L’imprevedibile morte di Joffrey sta mettendo uno contro l’altro i principali membri della casata: in particolar modo la cieca rabbia di Cersei rischia di mettere in pericolo la vita di Tyrion e allo stesso tempo ne causa l’allontanamento da Jaime; i membri della Famiglia  provano inutilmente a sfuggire al vortice di autodistruzione in cui l’evento luttuoso sembra volerli attirare, senza mai riuscirci realmente. Jaime, che ha faticato a trovare una nuova collocazione da quando è tornato a King’s Landing, è l’unico che riesce a individuare un proprio “porto sicuro” dove poter rendersi immune dalle manipolazioni di Cersei. Grazie all’aiuto di Brienne decide così di tutelare proprio i due accusati dall’amata gemella,  in nome di un legame genetico che lo lega a Tyrion e al giuramento fatto all’ormai defunta Catelyn Tully.

A man with no motive is a man no one suspects.

Game of Thrones - 4x04 OathkeeperLa rivelazione dei responsabili della morte di Joffrey mette in evidenza come la stabilità del prossimo regno del giovane Tommen Baratheon potrebbe essere meno solida di quello che ci si potrebbe aspettare; nell’episodio in cui vengono meno le certezze di un intero sistema che Tywin si è affannato a costituire per tenere in mano le redini del governo dei Sette regni, non è un caso che il patriarca della famiglia Lannister non compaia per l’intera durata della puntata. Il tradimento perpetuato da Lady Olenna Tyrrell e Petyr Baelish è temibile proprio perché è un attacco che emerge direttamente dall’interno dei meccanismi di potere controllati da Tywin e per questo completamente inaspettato e imprevedibile.

Game of Thrones - 4x04 OathkeeperI due personaggi che cospirano per ottenere la morte di Joffrey sono accomunati dall’incredibile talento nel saper sovvertire regole e gerarchie che sono state imposte loro dall’alto e di saper autodeterminare il loro status grazie ad un’innata capacità di creare alleanze e costruire cospirazioni strategiche. Da fidati alleati della famiglia Lannister, attraverso la congiura con cui hanno attentato alla vita di Joffrey, i due potranno cominciare a diventare attori protagonisti nel gioco dei troni, iniziando a muovere a loro piacimento le pedine nello scacchiere di Westeros. Baelish decide per questo di sposare Lysa Tully, così da diventare Protettore della Valle di Arryn, mentre Olenna spinge sua nipote Margaery ad approfittare del momento di debolezza di Cersei per cominciare a manovrare in segreto le azioni di Tommen.

Let’s give the walkers what they want.

Game of Thrones - 4x04 OathkeeperLa seconda parte dell’episodio è quasi interamente dedicata a eventi che si sviluppano nei pressi e oltre la Barriera; per la prima volta nella stagione gli autori decidono di sviluppare con convinzione alcune sottotrame rimaste in sospeso dalla terza annata. Al nord la situazione è quantomai caotica e di difficile decifrabilità: la maggior parte dei conflitti si sviluppano internamente ad un ordine precostituito, quello dei Guardiani della notte. I pericoli che mettono in discussione la stabilità dell’organizzazione provengono da più fronti e risultano inoltre funzionali alla crescita di uno dei personaggi centrali della narrazione seriale di Game of Thrones: Jon Snow. Le numerose prove che è costretto a fronteggiare, come per Daenerys, sono tappe fondamentali per far imporre il personaggio come uno dei fulcri principali della narrazione; quello che deve affrontare è un vero e proprio percorso ad ostacoli dove la sua sopravvivenza, come la sua reputazione, è messa continuamente in discussione.

Game of Thrones - 4x04 OathkeeperIl conflitto armato tra il piccolo gruppo di Night’s Watch guidato da Jon Snow e gli ex-Guardiani stanziatisi presso il rifugio di Craster sembra ormai essere imminente e sarà ulteriormente reso intrigante dalla cattura di Bran, che è finito preda del gruppo guidato da Karl Tanner. Il pericolo più grande sembra invece provenire dagli ignorati White Walkers a cui è dedicato un finale di puntata di grande impatto scenico, e dall’ex Guardiano Mance Rayder: entrambe sono delle vere e proprie presenze fantasmatiche che agiscono ai margini, ma che molto presto potrebbero diventare dei pericoli concreti.

Oathkeeper è un episodio corale che fa emergere ancora una volta le problematiche che stanno mettendo in discussione, da ormai un paio di stagioni, la solidità di uno dei prodotti seriali più seguiti dell’intero panorama televisivo nordamericano: Game Of Thrones continua ad avere una struttura episodica molto fragile a causa di una divisione in blocchi narrativi che mancano tra loro di coesione; lo sviluppo delle singole storyline è sempre più sacrificato a causa della quantità spropositata di materiale che gli autori hanno deciso di mettere in scena e che gestiscono con affanno, rendendo così instabile e frammentario il ritmo delle singole puntate.

Voto: 6,5

 

Davide Cinfrignini

Nato a Roma nel 1991, a 5 anni impara a leggere da solo rubando i quotidiani sportivi del padre.  Dopo essersi diplomato nel 2010 con una tesi su Woody Allen, decide di iscriversi a Studi Italiani alla Sapienza e per coerenza intellettuale si appassiona alla letteratura americana: McCarthy, De Lillo e David Foster Wallace. Amante delle arti visive trascorre la maggior parte del tempo a bombardarsi di immagini e parole tra cinema, videoclip e serie tv. Seppur non credente ha avuto Roger Federer come esperienza religiosa. Per due anni scrive recensioni cinematografiche finché si rende conto di quanto sia più affascinato dall’analisi delle serie tv, data la complessità della struttura narrativa.  Et voilà, nel 2013 approda finalmente a Seriangolo. Il resto seguitelo voi.

21 Risposte

  1. Ambrosia scrive:

    Veramente vediamo Tywin parlare con Oberyn Martell (come sempre al bordello) ed invitarlo ad essere uno dei giurati nel processo contro Tyrion.
    Vedo sempre più che la trama sta lentamente discostandosi per alcuni particolari dai libri…questo potrebbe portare a nuovi sviluppi di faccende che (noi lettori) credevamo di sapere. Cosa buona, almeno non sapremo cosa aspettarci, perlomeno non del tutto.
    Mi piacerebbe però che venisse approfondito il discorso della famiglia Martell e di Dorne, perchè sono imparentati con l’ex famiglia regnante non solo per Elia (moglie di Rhaegar) ma anche per genealogia: per questo, anche loro potrebbero ambire al trono… spero che dedichino almeno mezza puntata a far vedere i paesaggi di Dorne e l’intera famiglia, invece di nominarli e basta nel corso dei dialoghi.

     
  2. Davide Cinfrignini scrive:

    L’incontro tra Tywin e Oberyn al bordello è avvenuto nel terzo episodio intorno al trentaquattresimo minuto, mentre nessuno dei due personaggi compare in questa puntata.

     
  3. Bonny scrive:

    6,5??
    A mio parere, è la puntata migliore di questa quarta stagione finora!

     
    • Davide Cinfrignini scrive:

      Non capisco perché ci si accanisca tanto con la valutazione numerica. Per me 6,5 è davvero una buona valutazione per un episodio di Game of Thrones.

       
  4. maria rita scrive:

    A me è sembrato il migliore episodio della stagione. Le varie vicende si dispiegano e personamente non trovo vedo “fragilità” nello sviluppo della storia.
    Questo episodio è dedicato a come i protagonisti stanno cambiandoinfatti tutti sono “cresciuti” mi sembra che non sia mai stato così chiaro come in questo momento.
    Jaime lo avevamo già detto nel passato episodio, non è più succube di Cersey, decide in autonomia e (meno male) fa esattamente il contrario di quello che lei gli ha chiesto.

    Brienne la donna guerriero è sempre votata non a una causa ma a una persona e la sua fedeltà è sempre totale.
    Brienne e Jaime sono innamorati, non so se mai li vedremo insieme ma il loro sembra davvero l’incontro di due anime. Siete riusciti a restare indifferenti quando si sono salutati?

    Le due regine Cersey e Margarey sono delle grandi manipolatrici e occhio e croce non sono mosse da nobili scopi, ma sono interessate al potere. Queste due si ammzeranno!

    Siamo nel medioevo dove intrighi e tradimenti sono all’ordine del giorno e che gli stessi componenti di una famiglia si ingannino fra loro è la norma.
    Del resto Martin lo ha detto che per scrivere questa saga si è ispirato alla guerra delle due rose e direi che a questo punto sappiamo già parecchie cose tanto che volendo potremmo già divertirci a fare varie supposizioni.
    Il primo che ha sempre fatto discriminazioni fra i suoi figli è proprio Lor Tywin Lannister, il Lord di Castel Granito. Tywin ha sempre detestato il Folletto perchè lo incolpa della morte di sua moglie ora dopo la morte di Joffrey è felice di liberarsene. Bell’esempio di amore paterno.

    Al Nord c’è il caos, e Jon Snow che fa parte dei personaggi che stanno cambiando, comincia a tirare fuori il carattere e si dimostra in grado di prendere delle decisioni.

    Un vero peccato che con lui ci sia LOCKE un uomo di Bolton che ha proprio lo scopo di ritrovare i figli di Ned Stark e ora ci è riuscito e per giunta disgrazia su disgrazia anche i metalui sono finiti in gabbia.

    Dire che si prospettano grossi guai, per non parlare poi degli White Walkers…che sono bianchi trasparenti e invincibili come altrettanto invincibile è l’esercito nero degli Immacolati. La fine dell’episodio è parecchio inquietante, per tutto questo mi sembra che meriti un voto più alto.

     
  5. Son of the Bishop scrive:

    Seriamente non concordo con la recensione, questi problemi che elenchi alla fine sono problemi che aveva anche la terza eppure le recensioni erano sempre buone, quest’ anno dopo qualche episodio si è deciso di fare il contrario.
    6,5 per un episodio come questo è davvero davvero troppo poco.
    Dalla 2 alla 3 GOT ha avuto sicuramente un cambiamento in peggio, ma la cosa a mio parere si sentiva molto di più nella terza.
    La terza è stata una stagione lentissima dove è successo poco o niente, con un finale assolutamente anti-hype per la stagione successiva, Mhysa infatti per me è stato il peggior episodio di GOT in generale insieme a qualche altro della terza, ma con la maggior colpa di essere il finale di stagione.
    Quest’ anno la serie, a mio parere, si sta riprendendo decisamente cosa che non mi sarei aspettato, almeno con questa facilita: ci sono stati serviti un’ ottima premiere, un secondo episodio molto molto lento, ma con un colpo di scena pazzesco(non prevedibilissimo come il Red Wedding), un terzo episodio buono che si lascia vedere molto piacevolmente sviluppa bene le conseguenze del colpo di scena(nonostante qualche pecca nella sceneggiatura), e un buonissimo quarto episodio quasi al pari della premiere.
    Gli episodi ormai è chiaro che siano tutti corali e frammentati, troppa roba, però questo episodi risulta nonostante ciò incredibilmente fluido e scorrevole(diversamente dalla terza che erano gli episodi erano pallosi da morire), con un’ ottima scrittura e come sempre paesaggi mozzafiato e bellissima fotografia, aggiungiamo che le cose vengono portate parecchio avanti, ci sono perfino delle rivelazioni ed un finale pazzesco.
    Mi sarei aspettato una scena di due secondi con il white walker che prende il bambino, invece questa volta la scena è molto approfondita con un impatto visivo pazzesco ed è una scena di quelle che possono valere un episodio intero come il Purple Wedding, ma qui alle spalle di questa scena c’ è un episodio molto ben riuscito e che sviluppa molto e scorre che è una meraviglia.
    L’ unica cosa che mi dispiace è che probabilmente abbiamo visto questa scena e chissà quando rivedremo gli Estranei, sono capaci anche di non farli vedere più per tutta la stagione dopo una scena del genere; spero vivamente di no.
    Quindi per me è stata una grande puntata, continua la striscia positiva di questa quarta stagione, che sta facendo diventare la terza semplicemente un brutto ricordo.
    Voto episodio: 8

     
  6. Pietro Franchi scrive:

    Anch’io avrei alzato il voto di questa puntata e abbassato quello della precedente, per me alla fine Oathkeeper conserva i soliti difetti della serie ma li gestisce in maniera più curata ed efficace. Diciamo che avrei dato un 7,5 a questa e un 6,5 alla precedente, che proprio non mi ha fatto impazzire; a parte questo, bella recensione!
    Uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare questo episodio, comunque, è arrivato a posteriori e l’ho letto in rete, dove si dice che il passaggio finale rappresenta una rivelazione non solo per i non-lettori ma anche per chi ha letto tutti i romanzi, a cui sono stati rivelati dei dettagli sull’organizzazione (che prima era considerata pressoché inesistente, da quanto ho capito) dei White Walkers assolutamente inediti: alcuni sono rimasti infastiditi ma se è così, io sono contentissimo. Uno dei limiti della serie era costituito dal fatto che i meriti degli sceneggiatori fossero quasi nulli in molti casi (si pensi al Red Wedding: devastante, certo, ma perchè Martin ha scritto così. La serie ha reso il tutto in maniera “normale”, neanche eccezionale a dire il vero), ma se adesso si è deciso di fare dei passi avanti rispetto ai libri arricchendone la mitologia e la trama allora secondo me sono dei punti in più. Per ora, in ogni caso, è ancora presto. Vedremo un po’ cosa combineranno!

     
  7. SerialFiller scrive:

    Io concordo molto ampiamente con la recensione ma il voto è davvero incomprensibile. Questa è una puntata da 8 o almeno 7,5 a mio avviso. Risulta meno sfilacciata delle altre perchè riesce a passare da una trama all’altra con grande naturalezza e facilità di connessione. Inoltre ha il grande pregio di introdurre la verità sul complotto che ha portato all’assassinio di Jeoffrey e questo va sottolineato perchè altre serie avrebbero vissuto per dieci episodi su quell’avvenimento. Il cliffhanger finale è tanta roba e non fa altro che ingolosire ancora di più lo spettatore. La scalata di Daenaerys continua inesorabile e mi è piaciuto tantissimo il suo non voler mostrare pietà ai padroni di Mereene. Debole come sempre la storia della barriera ma almeno stavolta si mette un po di seria carne al fuoco eliminando la storyline inutilissima di Gilly.

     
  8. Arianna Patrignani scrive:

    Non concordo con la conclusione della recensione. Questo è il Game of Thrones che vorrei sempre vedere: dialoghi semplici ma efficaci, selezione accurata e “tematica” delle storyline da raccontare, rivelazioni importanti e finalmente una deviazione dalla storia raccontata finora nei libri. Non sono una lettrice, ma credo che la scelta di andare oltre possa finalmente permettere di gestire al meglio la trasposizione televisiva. Spero vivamente che l’andazzo resti questo per tutta la stagione.

     
  9. sara scrive:

    Anch’io devo concordare con Arianna e altri e un po’ meno con Davide!
    Got almeno dalla seconda stagione ha scelto di raccontare frammentando, includendo (alle volte molto forzatamente) una quantità spropositata di storyline all’interno di un unica puntata ed indebolendo fortemente l’avanzare della storia – e mettendo in seria difficoltà i non lettori.
    Ora: questo modo di fare può piacere o no. A me non piace, ma è pur vero che continuo a guardare la serie. Perciò ne prendo atto e vado avanti. Questo episodio in particolare mi ha ricordato perché ho sostanzialmente scelto di arrivare fin qui nonostante tutto: forse gli autori hanno imparato dai loro stessi errori e finalmente sono riusciti a raccontare perbene pur continuando a frammentare – in pratica ciò che dice Arianna nel commento precedente.

    Per questo anch’io credo che sia uno dei migliori episodi di questa stagione!

     
  10. Sephz scrive:

    Io credo che questa “abitudine” di criticare la frammentarietà di GoT nasca da una mancata comprensione della serie in generale: GoT È frammentario, non ci si può fare nulla, perché ci sono troppi personaggi che non possono essere trascurati. Ma questa è l’essenza della serie, ed è anche il motivo per cui è così appassionante, non la si può criticare per questo, va accettato e basta!
    Criticare questa impostazione è come criticare il fatto che le puntate durano 50 minuti invece che 40 come per molti altri telefilm.

     
    • Sara De Santis scrive:

      capisco, ma non regge il fatto che: dato che una cosa è così punto e basta la si debba accettare senza poter neanche “criticare” o che ciò significhi non capire la serie in generale.
      Gli autori hanno scelto questo modo di procedere ma ce ne potevano essere molti altri – la quantità di serie che c’è in giro ci ricorda che tantissime sono le tipologie narrative utilizzabili. Ripeto: questo modo può piacere o no; a me personalmente (e sono una e una sola) non piace! e vale per Got come per qualsiasi altra serie dove in soli 50 minuti mi si presentano una marea di storyline.
      Tutto questo preambolo però serviva per dire un’altra cosa: questa puntata, rispetto a gran parte della seconda stagione, pur mantenendo la stessa struttura interna funziona bene! non disorienta, non cambia luogo e persone ogni due minuti senza sosta e senza un implicito senso logico, fa avanzare diverse storie e intravedere ricongiungimenti.
      Tutto qua! e comunque che ci veniamo a fare qui se non per criticare, discutere e aspettare la prossima puntata? :)

       
      • Sephz scrive:

        Diciamo così, è una critica che si può fare, ma una volta sola.. non è (secondo me) una cosa da ripetere ogni recensione, perché non è un problema della singola puntata bensì delle ultime tre stagioni della serie.
        Io non ho molta fiducia o stima nei confronti degli autori (come ripeto sempre, la resa di Jon Snow e Stannis grida vendetta), ma in questo caso penso che questa impostazione fosse l’unica cosa sensata da fare, semplicemente perché è così anche nei libri: ci sono come minimo 8 punti di vista principali, se avessero dedicato una puntata a personaggio sarebbe stato molto più noioso.
        Quanto alle critiche da fare, sarebbero quelle che fanno per tutti gli altri telefilm la cui impostazione è accettata: regia, fotografia, sceneggiatura e dialoghi, resa emotiva, tensione etc..una normale recensione insomma!

         
        • Davide Cinfrignini scrive:

          La colpa è anche mia che ho dedicato al giudizio della puntata solamente la conclusione della recensione e non ho provato ad integrarlo con il resto dell’analisi. Probabilmente è perché non volevo andare ad inficiare la comprensione della puntata da parte del lettore con il mio giudizio “di parte”, ma credo non abbia funzionato. Tornando al giudizio sulla serie, penso che non abbia neanche molto senso ragionare su come sarebbe potuta essere con un altro formato. Secondo me questo tipo di struttura narrativa funziona molto di più per una comprensione complessiva della stagione e molto meno per ogni singolo episodio (infatti il 6,5 non voleva essere penalizzante come sembra); mi pare infatti che da un paio di stagioni il livello qualitativo medio delle puntate si sia abbassato in maniera preoccupante e che anche un episodio irrisolto come questo possa apparire – persino a me – come un enorme passo avanti. Spero che il giudizio finale non abbia rovinato troppo il resto dell’analisi e che non metta in secondo piano tutti i fondamentali eventi messi in scena durante l’episodio e che mi sembrano davvero importanti per la comprensione complessiva della stagione.

           
        • Sephz scrive:

          Infatti, come hai scritto tu, la serie va vista non puntata per puntata ma nell’insieme della stagione (per non andare oltre). Essendo tratta da un libro, non può avere in ogni puntata un’unione tematica generale, un alto ritmo o un cliffhanger.. secondo me ognuna è parte di un unico film, e come tale va vista e giudicata. Quindi, sebbene possano sembrare frammentarie o lente, se aggiungono quei tasselli necessari per il finale di stagione senza essere noiose (com’è diventato TWD, per fare un esempio), sono senz’altro riuscite!

           
        • maria rita scrive:

          Io trovo che il lavoro di adattamento televisivo da parte degli autori sia eccellente. “Trono di Spade” è una saga, i personaggi sono tanti ed è complicatissimo rendere l’idea di tutti gli intrighi e dei giochi di potere attuati dalle diverse famiglie.
          Per il resto sono totalmente d’accordo con te. Anche io non sopporto Stannis e Jon Snow che mi sembra di marmo (infatti è al nord! 😉 ) però pazienza!
          :)

           
        • Arianna Patrignani scrive:

          E’ una precisa scelta di sceneggiatura la decisione di cosa raccontare, per quanto tempo e quando. Quindi non capisco la tua critica alla critica. Per quanto mi riguarda un episodio come questo è la dimostrazione di come si possa mantenere fede alla frammentaria coralità di GoT potenziandone però la resa, cosa che non è stata fatta a dovere almeno dalla seconda stagione, cioè quando i personaggi hanno cominciato a moltiplicarsi. Non si giudica la scelta, ma la riuscita o meno di quest’ultima.

           
        • Davide Cinfrignini scrive:

          Concordo. Infatti l’impostazione che gli autori hanno deciso di dare alla serie è valida come qualsiasi altro approccio. Il problema è la cattiva gestione che si attua di questa struttura. Mi sembra che la parziale riuscita di questa puntata – come naturalmente quella di molte altre nelle ultime due stagione – sia dovuta alla parziale incapacità di far rendere le varie storyline funzionali tra loro e che il fatto che siano autoconclusive e non dialoganti finisca per far affievolire il ritmo complessivo dell’episodio. Naturalmente questa puntata funziona molto di più perché a differenza della precedente gestisce con coerenza le singole vicende portate in scena, che per me continuano ad essere decisamente più interessanti se prese come blocchi narrativi autonomi che portano avanti il percorso dei singoli personaggi.

           
  11. SerialFiller scrive:

    Credo che per capire meglio di cosa stiamo parlando basta prendere game of thrones e confrontarlo con un altro fenomeno di massa ovvero the walking dead. Strutturalmente sono paragonabili secondo me con la differenza che game of thrones coinvolge molte più storyline e molti piu personaggi importanti. The walking dead quest’anno ha provato a scandagliare i vari gruppi e racccontare nei singoli episodi le vicende di massimo 3-4 personaggi, eliminando dunque quella struttura episodica simile a geme of thrones che prevedeva il coinvolgimento simultaneo di tutte le storyline contemporaneamente in ogni singolo episodio. Risultato? un fallimento totale. Noia, caratterizzazione nulla dei personaggi e caos totale con lo spettatore che spesso dopo 3-4 puntate era costretto a rispolverare la storia del singolo personaggio che non vedeva da settimane sullo schermo.
    Ecco perchè game of thrones a mio avviso nonostante tutto rappresenti un esempio riuscitissimo di contemporanea messa in scena di 4-5 storyline importanti. Immaginereste la serie che domani parla solo della barriera, fra una settimana solo di Daenaeris, fra 2 solo di Baelish, fra 3 solo di approdo del re, fra 4 solo di stannis, fra 5 di Bran e fra 6 degli estranei? che senso avrebbe? che serie sarebbe? una serie inutile ed inseguibile secondo me. Poi volete mettere la forza della catterizzazione di personaggi come Tyrion, Daenarys, Jamie, Jeoffrey, Cersey, Arya con i vari Bob, Beth, Rick, Daryl ecc?
    Ecco perchè mi tengo stretto, strettissimo GOT e gioisco di fronte a puntate come questa dove tutte le tessere vanno al loro posto ed il salto da una storyline all’altro non è mai forzato.

     
    • maria rita scrive:

      Più che d’accordo.
      Siamo in una terra immaginaria dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni e già questo ha un fascino del tutto particolare.
      Il Ghiaccio e il fuoco…il bianco e il nero, tutta questa storia è all’insegna della contrapposizione che ovviamente esiste anche fra le persone.
      Il vero cuore di “Trono di Spade” sono i personaggi, perchè sono molto diversi fra loro con i loro pregi e i loro difetti, e soprattutto con i loro sentimenti.

      Questo episodio era concentrato sul “giuramento” la fedeltà, la giustizia e ne è venuto fuori un quadro molto interessante sulla evoluzione dei protagonisti.
      Le donne di questa serie, madri mogli o figlie che siano, sono tutte interessanti pure nelle loro diversità. Spesso il movente le accomuna ma i metodi possono essere molto, molto diversi.

      Jon Snow il “bastardo” che si sente uno Stark è cambiato, anche lui è mosso dal desiderio di giustizia e penso che presto vedremo quale sarà.

      Invece l’idea della giustizia per Daenerys decisamente non è prevede la clemenza.
      La scena in cui sale sul punto più alto della città e sventola il vessillo della sua Casata è di grande impatto. Da bambina marionetta è diventata una conquistatrice…. Insomma… si potrebbe scrivere ore di tutti loro.

      Sentimenti come l’amore, l’amicizia piuttosto che l’odio e le rivalità ci sono stati sapientemente raccontanti. Altrettanto bene sono stati intrecciati i fatti del passato con quelli del presente, malgrado l’indubbia complessità. Ordine coerenza, regia spettacolare e attori eccellenti, serve altro?
      Detto questo, per carità può non piacere ma direi che NON SI PUO’ scrivere che gli autori non sanno fare il loro lavoro. Sono dei mostri di bravura.

       
  12. Davide Cinfrignini scrive:

    Infatti credo che non avrebbe senso immaginarsi Game of Thrones in questo modo, semplicemente perché per me non ha alcun significato criticare una serie per come quello che non è e che potrebbe essere. Le ragioni del fallimento della quarta stagione di The Walking Dead non mi sembrano attribuibili al cambiamento di struttura narrativa, che per me poteva funzionare esattamente come la precedente.

     

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