Doctor Who – 8×01 Deep Breath

Doctor Who – 8x01 Deep BreathEra il 1966 quando Doctor Who si trovava di fronte ad un bivio cruciale: William Hartnell, l’uomo che fino a quel momento era il Dottore, a causa del suo stato di salute non era più in grado di continuare il suo ruolo nella serie. Fu allora che i dirigenti della BBC decisero che il Dottore potesse rigenerarsi, permettendo così al personaggio di sopravvivere a chi lo interpretava.

Una soluzione “d’emergenza” che si è poi rivelata essere una delle idee produttive migliori di sempre: questo escamotage, tanto semplice quanto geniale, ha permesso alla serie di andare avanti, di cambiare e rinnovarsi periodicamente e, nel 2005, di rinascere dalle sue ceneri dopo anni di buio televisivo, arrivando fino a noi, 51 anni dopo, probabilmente all’apice del successo.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathIn questo lasso di tempo, diversi attori hanno interpretato il Dottore, ed ognuno di loro ha saputo, chi di più chi meno, lasciare un segno, una traccia sul personaggio, di cui i successori hanno fatto tesoro. Ora un nuovo Dottore ha il privilegio e la responsabilità di guidare il Tardis verso il futuro: formalmente è il Dodicesimo (anche se di fatto è il tredicesimo attore ad interpretarlo) ed ha il volto di Peter Capaldi.

He sounds old. Please tell me I didn’t get old. I was young.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathFin dal suo annuncio in pompa magna, ormai più di un anno fa, ciò che ha colpito così tanto di questo nuovo attore di origini italiane è la differenza di età rispetto ai suoi predecessori, in particolare rispetto a Matt Smith. Mentre quest’ultimo infatti è stato il più giovane attore ad avere interpretato l’ormai ex-ultimo figlio di Gallifrey (26 anni), Capaldi è quello più vecchio (56 anni), superando di qualche mese addirittura William Hartnell. Le ragioni di questa scelta sono molteplici, in particolare: la prima e la più ovvia è che, dopo diverse incarnazioni “giovani”, fosse arrivato il momento di tornare ad una figura più anziana, più vicina alle prime versioni del personaggio, “rinnovandone” così il look ed esplorandone nuovi aspetti. Il secondo motivo è da rintracciare nella storia recente del personaggio: dopo lo sterminio dei Dalek e dei Time lord, che ha posto fine (la prima volta) alla Time War, il Dottore, così come bene evidenziato dal War Doctor in The Day of the Doctor, ha cercato in tutti i modi di fuggire da ciò che aveva fatto e che era diventato, rifiutandosi di apparire per quello che è realmente, un vecchio di migliaia di anni, e di “crescere”; il risultato di questo rigetto è stata la scelta di ringiovanire ad ogni rigenerazione. In questo senso, l’aspetto giovane, come ci dice Vastra in questo episodio, è una maschera, o meglio una faccia che indossava per essere accettato, non solo dagli altri, ma anche da se stesso. Con la scelta, nello speciale del 50esimo anniversario, di salvare i Signori del Tempo (bloccandoli in un universo parallelo/sacca) anziché ucciderli, cambiando la sua decisione precedente, il Dottore è finalmente pronto ad accettare e a mostrare la sua vera natura, apparendo come l’essere millenario e anziano che è in realtà.

I’m The Doctor. I’ve lived for over 2,000 years and not all of them were good.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathCome già detto sopra, essere la persona chiamata a prendere in mano l’enorme eredità che si porta dietro il personaggio del Dottore rappresenta un enorme responsabilità da portare sulle spalle – figurarsi se si è anche un fan di lunghissima data. Se a tutto ciò aggiungiamo che Capaldi viene dopo due grandissimi interpreti, e amatissimi Dottori, come David Tennant e Matt Smith – non me ne vogliano i fan di Eccleston, che considero un nono dottore perfetto e un attore di straordinario (e lo ha dimostrato anche recentemente), ma se ne è andato troppo presto per essere considerato come i due appena citati –, possiamo solo immaginare quanto sia scomoda la posizione occupata dall’attore scozzese. La pressione e le aspettative su di lui sono altissime e, sebbene sia ancora presto per esprimere giudizi definitivi sulla sua figura, possiamo però dire che in questa premiere la prova di Peter Capaldi è stata semplicemente eccezionale!

The question is…

Chi è questo nuovo Dottore? È per primo lui stesso a chiedersi questa domanda.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathLa prima apparizione all’inizio di questa premiere è volutamente scostante e disorientante: Twelve appare in stato confusionale, sfasato completamente con tutto ciò che lo circonda, non più capace di interpretare la realtà attraverso il filtro delle conoscenze acquisite e delle convenzioni sociali. Anche quando questo disorientamento post-rigenerazione si attenua fino a, presumibilmente, passare del tutto, nel Dottore riusciamo a percepire ancora quella sensazione di distacco verso se stesso e gli altri che ne fa emergere l’aura di solitudine che da sempre lo caratterizza ad ogni sua incarnazione (anche l’accento scozzese può essere inquadrato in questo senso). Questa volta, però, a tale solitudine di fondo si somma anche la difficoltà di riconoscersi, di comprendere questa sua nuova identità, composta da un corpo nuovo con una faccia vecchia, stranamente conosciuta, che mostra i segni del tempo nelle rughe, nonostante sia  in realtà nuova di zecca.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathMoffat evidenzia ancora di più questa tematica mettendo subito il Dottore davanti ad un villan che si trova ad affrontare gli stessi suoi problemi di identità: un cyborg (evoluzione dell’orologeria spaziale di The Girl in the Fireplace), che ha cambiato pezzi di sé talmente tante volte da non riuscire più a ricordare chi è e per quale motivo si trova al mondo.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathLo sceneggiatore scozzese (vincitore da poco di un Emmy) ci aveva annunciato negli ultimi mesi che questo nuova versione del signore del tempo sarebbe stato più oscura e burbera rispetto alle incarnazioni precedenti, ma dopo un solo episodio è difficile, se non impossibile, ricavarne conclusioni precise. Twelve ci mostra, superato lo stato di confusione iniziale, caratteristiche simili ad altri Dottori, seppur ovviamente declinate in modo diverso dall’interpretazione, dalle movenze e dalla gestualità del protagonista. Egli appare brillante, intelligente, teatrale e risoluto come gli altri Dottori, anche se il fisico asciutto e anziano di Capaldi, magnetico in ogni scena in cui compare, danno a questi attributi una connotazione più fredda e risoluta. L’attore scozzese porta sullo schermo un Dottore meno eccentrico dei precedenti, ma non per questo meno carismatico.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathIl tratto distintivo che però emerge maggiormente in questo episodio, e che si ricollega a quella prerogativa dark enunciata da Moffat, è l’ambiguità; una caratteristica a cui si unisce una tendenza alla manipolazione, già presente nel suo predecessore, ma forse in maniera non così esplicita. Ne sono un esempio lampante la scena dove lascia indietro Clara, usandola di fatto come diversivo, e soprattutto il confronto risolutivo con il cyborg nel ristorante, dove non ci viene fatto capire se è stato lui ad ucciderlo o meno – nel secondo caso si tratterebbe comunque di una manipolazione.

Un Dottore, quindi, fin da subito a tinte oscure, il cui sguardo rivolto alla telecamera, dopo che ci viene mostrato il cattivo esanime trafitto sul Big Ben, non fa che aumentarne l’aura enigmatica.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathIn questo senso, il nuovo look del Dottore può fungere come una sorta di sintesi o una chiave interpretativa di questa versione: un vestito poco appariscente, composto e dominato dal blu (un colore freddo), a cui però si contrappone, se scoperto, il rosso (colore caldo) della fodera della giacca. Un abbigliamento che gli fa assumere le sembianze di un mago, di un prestigiatore, un maestro dei trucchi, ma anche dell’inganno.

The Doctor regenerated in your presence. The young man disappeared the veil lifted. He trusted you! Are you judging him?

Doctor Who – 8x01 Deep BreathLa domanda su chi sia questo nuovo Dottore tormenta anche Clara. Su di lei Moffat proietta quelli che sono i dubbi e le incertezze del fandom (ricordiamo che quello del Doctor Who è tra i più caldi che ci siano) emerse per questo nuovo Dottore, ricercando così, senza eccedere, un dialogo con chi è al di là dello schermo e che in quel momento sta “giudicando”. Del resto, se è vero che l’arrivo del nuovo Dottore risveglia curiosità e attenzione, è anche vero che per molti fan affrontare l’addio di un vecchio Dottore, specie amato come lo era Smith, non è facile da accettare subito. E allora chi meglio della companion, storicamente la figura ponte nella serie tra il Dottore e l’umanità, può adempiere alla funzione di collegamento fra il “nuovo arrivato” e gli spettatori?

Doctor Who – 8x01 Deep BreathAlcuni fan hanno obiettato che il disorientamento di Clara sia un po’ eccessivo e off character, in quanto l’Impossible Girl ha già avuto a che fare con altre rigenerazioni del Dottore ed è forse uno dei pochi personaggi (se non l’unica) ad averle viste tutte. Un’argomentazione che non mi trova assolutamente d’accordo: nonostante la ragazza sappia della rigenerazione e abbia già visto altri Dottori, non aveva ancora affrontato (come molti giovani fan) la fine del “suo” Dottore. In The Day of The Doctor, quando War Doctor, Ten e Eleven stanno per schiacciare il Big red button del Momento, la ragazza dice che, sebbene sapesse che era stato il Dottore a sterminare la sua gente, non aveva mai immaginato che fosse proprio lui, Eleven, a farlo (“You told me you wiped out your own people. I just. I never pictured you doing it, that’s all”). La scissione nella sua mente fra gli altri Dottori e il “suo” è chiara e netta: Clara vede il suo amico – un giovane che sembra suo coetaneo, clever, che flirta con lei, e per cui ammette in The Time of The Doctor (nel “campo della verità”) di avere una specie di cotta – scomparire e lasciare il posto ad un vecchio con qualche rotella fuori posto che non ricorda neanche il suo nome. Non può che restarne turbata.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathPer gran parte dell’episodio Clara deve confrontarsi con la perdita di quell’amico e la paura dell’abbandono. Viene quasi messa alla prova dal Dottore, che all’inizio la ignora buttandosi nel fiume dopo la morte del(la) dinosauro e poi, apparentemente, la abbandona a se stessa nell’astronave dei cyborg. Nelle due sequenze successive a quest’ultima, Jenna Coleman è perfetta a far emergere prima il terrore dell’abbandono nella sequenza del tentativo di fuga, e poi la determinazione, mista a paura e che diventa atto di fede, nel confronto con il cyborg, dove poi il Dottore torna a salvarla.

And however scared you are, Clara, the man you are with right now, the man I hope you are with, believe me, he is more scared than can imagine right now, and he needs you.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathNonostante questo salvataggio, al momento di scegliere se continuare a viaggiare con il Dottore o tornare a casa, Clara è ancora titubante. Il percorso di avvicinamento e di accettazione ha bisogno ancora di un collegamento più diretto ed evocativo, che arriva attraverso l’apparizione di Eleven. La telefonata di Smith (prevedibile per chi ricordava la cornetta fuori posto), lungi da sembrare una scena troppo fanservice, risulta, invece, qualcosa di fondamentale e rivelatore: crea una continuità fra vecchio (giovane) e nuovo (anziano), che permette all’Impossible Girl di vedere oltre il “velo” rappresentato dalla nuova faccia.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathAnche in questa circostanza, Peter Capaldi è assolutamente perfetto, riuscendo con quel “please, just see me” a trasmettere contemporaneamente la richiesta d’aiuto verso l’amica, la paura della sua perdita e i dubbi interiori sulla sua nuova identità – come per dire “vedimi, per favore, perché così forse riuscirò a vedermi anche io sotto questa faccia”. I due “is that the Doctor?” ripetuto da entrambi i Dottori poco prima, rappresentano poi la ciliegina sulla torta.

The Promised Land.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathDeep Breath è una premiere di eccellente fattura, che, dopo una prima mezz’ora volutamente frastornante, decolla definitivamente nella seconda parte. Il lato comedy si mescola in maniera egregia con le parti più drammatiche, anche se non manca qualche nota stonata da questo punto di vista (il giornale in faccia a Clara). La durata doppia dell’episodio, oltre ad adattarsi alla proiezione cinematografica, ha contribuito a dare equilibrio e ritmo, dando così il giusto spazio a tutte le tematiche principali.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathLa minaccia cyborg, sebbene risulti un po’ troppo strumentale alle problematiche del cambiamento del Dottore, è efficace dal punto di vista funzionale e dona all’episodio un’atmosfera di horror neo-gotico che si sposa magnificamente con la Londra vittoriana; il cattivo, del resto, nel suo aspetto inquietante e ottimamente realizzato, sembra proprio rifarsi a quel filone letterario. Non mancano, in questo senso, scene degne di nota: in particolare quella del ristorante e della fuga di Clara fatta in apnea, che brillano per estetica e per tensione emotiva.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathA livello attoriale, va sottolineata ancora una volta, oltre la prova di Capaldi di cui si è già ampiamente parlato, l’ottima performance della Coleman: fin dalla sua comparsa, il suo personaggio è sempre stato in una posizione un po’ subordinata rispetto alle altre companion; in questo episodio, invece, Clara ha ricevuto parecchio spazio, assumendo un ruolo da vera co-protagonista, e l’attrice ne ha approfittato per fare mostra della sua bravura. Inoltre, la chimica tra lei e Capaldi sembra, ad un primo impatto, notevole, così come lo era quella con Smith.

Welcome to Heaven.

Doctor Who – 8x01 Deep BreathDal punto di vista della trama orizzontale della stagione, questa premiere ha messo sul piatto due filoni principali: il primo è quello riguardante il perché il Dottore ha “scelto” il volto di Lucius Caecillus Ivcundus – cosa che si ricollega off-screen al precedente ruolo interpretato da Capaldi nella serie nella puntata 4×02, The Fire of Pompeii; il secondo invece ha che fare con la Terra promessa e con l’identità di Missy, la donna apparsa nell’ultima scena della puntata dove si è dichiarata la “fidanzata” del Dottore. Su chi possa essere in realtà questa inquietante Mary Poppins ci sono già parecchie speculazioni: è Clara del futuro, è la Tardis, è una River Song 2.0, è la villain della serie classica Rani; ma anche in questo caso è ancora presto per dirlo.

Quello che possiamo affermare, invece, è che il Dottore è tornato e lo ha fatto alla grande.

Voto 8,5

 

Joy Black

Conosciuto anche in altre sfere del reale come Antonio Gardini Gallotti, secondo del suo nome, Hand of The King di Seriangolo e giudice losco del Fanta-GOT. Lost-dipendente in fase di riabilitazione, è poi finito per diventare Whovians irrecuperabile. Proprio seguendo le vicende dei sopravvissuti del volo Oceanic 815, è nata in lui la passione per le serie TV. Le sue preferite sono, oltre ovviamente a Lost e a Doctor Who, Breaking Bad e Battlestar Galactica. Nel frattempo si è anche laureato in Sociologia con una tesi su Black Mirror. Altri interessi: wrestling, cinema e fumetti.

16 Risposte

  1. Ottima recensione, molto approfondita e chiarificatrice.
    Sulla puntata: concordo quasi pienamente con l’analisi, ma ho riscontrato qualche piccolo problema a livello di scrittura. Nel complesso l’episodio è ben strutturato, e la recensione mette in evidenza come e perché aiutando a collegare i vari punti; però quando si scende nel particolare secondo qualche nota stonata si riesce a rintracciare. Per esempio: la scena in cui Clara si trova da sola faccia a faccia col cyborg e cerca di manipolarlo è troppo lunga e ripetitiva, il fatto che i protagonisti potessero interrompere l’assalto degli automi semplicemente trattenendo il respiro ma scelgono di farlo solo una volta smorza notevolmente la tensione della scena… e poi c’è il dialogo con Clara al ristorante, che effettivamente non le rende molto giustizia, facendola apparire a tratti un po’ scema. Forse il minutaggio superiore non ha giovato molto, ecco. Si tratta comunque di piccolezze, a fronte di un ritorno per il resto esaltante. Io non sono una grande fan del trio Vastra-Jenny-Strax, in particolare di quest’ultimo, quindi dal punto di vista del comic relief (il giornale in faccia a Clara ne è l’apoteosi, come hai evidenziato tu) non mi trovo granché soddisfatta, però alcune sequenze di Capaldi sono riuscite a farmi sorridere (“Sometimes I miss Amy” è crudele come non mai – oltre ad essere una frase che potrei benissimo dire io, da fan). Lui inizialmente mi ha lasciato un po’ interdetta, ma dopo ha conquistato anche me. Diciamo che avevo aspettative altissime e non era facile soddisfarle, specie venendo dopo un MERAVIGLIOSO Matt Smith.
    Tutto sommato, comunque, è stata una bella premiere e il voto mi sembra più che giusto.

     
    • Joy Black scrive:

      Devo darti ragione sull’arrivo del trio dopo la scena del confronto fra Clara e il Dottore, nonostante la lunghezza della recensione qualcosa si è comunque perso. Sulla scena del ristorante, invece, non concordo. Anzi lo trovo uno dei casi di ottimo mix fra la parte comedy e quella horror (“Niente è più importante del mio egocentrismo”). Per quanto riguarda iltrio, questo episodio ho gradito molto più Vastara e Jenny, meno Strax, che a me non dispiace come spalla comedy, ma qui è troppo stucchevole, e come nel caso del giornale in faccia è anche poco necessario, oltre che essere una gag troppo stupida.

       
      • E’ che per quanto funzioni bene come momento comedy fa sembrare Clara una scema/frivola. Cosa che spesso accade con Moffat, a dire il vero (ed è probabilmente uno dei motivi per cui viene spesso accusato di maschilismo).

         
        • Joy Black scrive:

          Prima ho dimenticato di ringraziarti per i complimenti per la recensione, mi scuso e lo faccio ora.

          Per quanto riguarda le accuse si misoginia di Moffat, sai bene che sono tra quelli che non le condivido. Per la scena nello specifico, Clara dice quella frase perchè è nervosa, ci sta perchè in un contesto di una discussione quando si è alterati frasi del genere capita che escono. Per questo non ho visto Clara dipinta come stupida nella circostanza.

           
  2. Will Gaiman scrive:

    Bella recensione ma su alcuni punti non mi trovo d’accordo. Il ritmo è stato molto lento per gli standard della serie (il minutaggio è probabilmente il responsabile di tutto ciò). Così come alcune scelte di Moffat in fase di scrittura: l’eccessivo ammiccamento verso il fandom a giustificare la scelta di un Dottore vecchio dopo i due precedenti, giustamente apprezzati dalle fan americane, inglesi e di tutto il mondo, e la chiamata di Smith, assolutamente fanservice (non mi pare che Tennant si mostrasse per approvare on-screen il suo successore).
    Inoltre come pilot di un nuovo dottore soffre il peso dei precedenti, pure di Rose, ed è decisamente meno ispirato delle prime avventure di Tennant, che affrontò a singolar tenzone degli invasori alieni indossando un pigiama, e Smith, che faceva scappare degli alieni solo attraverso un super-monologo.

    Detto questo, il buon Capaldi è apporvato col massimo dei voti, già in controllo del ruolo e già con una sua identità ben precisa.

     
    • Joy Black scrive:

      In primis ti ringrazio.

      Per quanto hai scritto nel commento, secondo me, per una serie come il Doctor Who, con un fandom così accesso e attivo e la sua struttura sempre più trasmediale, è un fattore importante il saper creare un rapporto con la platea che lo segue. Lost spesso lo faceva, altre serie, tipo Mad Men o Breaking Bad, non lo cercano perchè sono tutt’altra tipologia di prodotto. Moffat invece per le sue serie lo fa e fa benissimo a farlo. Detto questo non è che le scene fanservice sono il bene assoluto, così come non sono il male assoluto: tutto sta nel saperle usare bene, in modo che non sia nè troppo esagerate, nè soprattutto fini a se stesse. Nel caso qui, ad esempio, la scena di Smith, è si fanservice, ma è anche essenziale per come è stata costruita la reazione di Clara del Dottore, almeno per come secondo me è stata costruita, cioè con una scissione chiara tra gli altri Dottori (che conosce) e il suo Dottore. Tutto in contesto dove si c’è il parallelo Clara-Spettatori, ma dove la reazione di Clara in tutte le sue sfumature è perfettamente coerente con quanto visto finora.

       
      • Ecco, a me la scena della telefonata non piace proprio perchè smonta il rapporto tra Clara e il Dottore per come era stato costruito.
        Clara è partita come un mero espediente narrativo, dopo aver chiuso la fase dell’impossible girl sta a fatica cercando di diventare un personaggio a tutto tondo. Deep Breathe è un episodio chiave per una Clara che riesce finalmente ad agire e reagire, che si scontra con Vastra, che passa attraverso una crisi nel suo rapporto col Dottore ma arriva ad accettare che il Dottore non deve sedurla…

        … poi arriva la telefonata e così passa che il nuovo rapporto Clara/Dottore non è il risultato di un percorso di Clara ma il desiderio che Clara esaudisce perchè glie l’ha chiesto quello col bel faccino

         
        • Joy Black scrive:

          La richiesta è sicuramente una spinta in più ad andare oltre, ma non viene esaudita solo perché il bel faccino del Dottore giovane lo chiede, ma perché si tra i due: Clara vede in Twelve lo stesso Dottore che aveva bisogno di lei, dall’altra parte del telefono. Un Dottore che nell’aiuto di Clara cerca anche un ancoraggio alla sua identità.

          Il Flirt tra i due c’entra poco.

           
        • appunto. Clara aveva fatto una scelta durante la puntata (smettere di vedere il velo bla bla bla). L’aveva fatta lei.

          Poi alla fine, per infilarci a forza il fanservice, bisogna metterci che Clara fa le cose perchè glie lo chiede il Dottore

           
        • Joy Black scrive:

          Mi spiego meglio.

          Clara non decide di aiutare il Dottore solo perchè Eleven glielo chiede, questo non è che l’inizio dell’avvicinamento. Infatti, dopo, quando Twelve le chiede di rispondere alla domanda, lei lo accusa di aver origliato, perchè nella sua mente (sebbene sa anche lei siano la medesima persona) Eleven e Twelve sono ancora due persone separate (il suo Dottore e il nuovo Dottore, così come per lei nel cinquantesimo c’erano gli altri dottori e il suo Dottore, come ho scritto nella recensione). Solo quando Twelve dice “sono la stessa persona, riconoscimi”, Clara identifica la medesima richiesta d’aiuto e capisce che sono davvero la stessa persona (la consapevolezza arriva e il “velo” scompare). Infatti lo ringrazia di averla chiamata, riconoscendone appunto come sua quell’azione e non “solo” di Eleven.

          Sul fanservice: ripeto, sarà anche una scena fanservice, ma se è coerente alla narrazione (come ritengo lo sia, e ho cercato di argomentarlo nella recensione, spero in maniera chiara oltre che prolissa) e, per giunta, è anche un’ottima scena, non ci vedo niente di male, anzi.

           
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Bellissima recensione per un episodio tra i più difficili da scrivere. Moffat è riuscito sia a limitare facili eccessi sia ad arricchire di senso le scene più importanti, dando un’anima nuova a un dottore che visti i due precedenti partiva (e parte ancora) con pochissimo credito. Sono in tanti quelli pronti a sentire la mancanza di Smith, ma Moffat, stravolgendo tutto pur rimanendo nella continuità, ha creato un motivo molto forte per credere un questo dottore. Senza contare la bravura di Capaldi che ha stupito anche me.

     
    • Joy Black scrive:

      Ti ringrazio, Attilio. Io avendolo visto in Torchwood saper che Capaldi era un grandissimo attore, però appunto l’eredità che gli è stata lasciata dai suoi predecessori è enorme. Come ho detto, è presto per dire al 100% se sarà alla fine all’altezza del ruolo, ma se il buongiorno si vede dal mattino abbiamo davvero le potenzialità per avere un altro grandissimo Dottore.

      Quello sguardo fulmineo in The Day of The Doctor è bastato per farci immaginare grandissime cose (quanto carisma trasudava già in quei pochi secondi). Alla sua “prima” Peter ha confermato quelle aspettative. Non vedo l’ora di vedere le prossime.

       
  4. G scrive:

    Ti volevo segnalare solo un piccolo errore di distrazione: il droide finisce trafitto sul Big Ben, non sul big bang XD

     
  5. SerialFiller scrive:

    Gran bella puntata, gran climax finale e molto bene affrontate le varie questioni. Se poi moffat mi regal anche solo un secondo con Matt Smith beh allora non posso fare altro che ringraziarlo perchè quello è stato un momento tanto emozionante quanto secondo me necessario perchè ha creato quel legame fra Clara e il nuovo dottore assolutamente fondamentale. Clara è importante, è la compagna piu importante del dottore ed eleven ha avuto un occhio di riguardo per lei proprio perchè ha imparato a conoscerla e non voleva che scappasse da twelve.
    Capitolo Capaldi.
    Promosso a pieni voti ma non con lode, c’è qualcosa in lui ch devo imparare ad esplorare nel tempo. Impatto decisamente positivo ma non mi piace la sua parlata…docrò abituarmici…
    La donna nella promiseland chi sarà?lo scopriremo solo vivendo…bentornato dottore!!

     
  6. Ellis scrive:

    Ci ho messo due stagioni ad apprezzare eleven, una puntata a scordarlo. Mi spiace ma non mi ha mai preso il cuore, solo il cervello.
    Questo nuovo dottore ha una personalità intriganti e dura, più adatta forse alla sua età. Definirlo anziano però mi pare troppo. Hartnell aveva la stessa età anagrafica, ma le movenze di un ottantenne.
    Speriamo prosegua così!

     

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