The Walking Dead – 5×01 No Sanctuary

The Walking Dead – 5x01 No SanctuaryThey’re gonna feel pretty stupid when they find out they are screwing with the wrong people.

Le parole di Rick al termine di A sono giustamente riecheggiate in tutti questi mesi traghettandoci verso una première che già da allora prometteva di avere tutte le carte in regola per chiudere definitivamente con la frammentata e deludente quarta stagione e riaprire su uno scenario diverso, forse migliore.

E nonostante uno scetticismo ormai pregresso e stabile nei confronti della serie, è da ammettere che No Sanctuary fa il suo dovere – ma c’è da capire in quali termini.

What are we now, Gareth?

The Walking Dead – 5x01 No Sanctuary

L’episodio scritto da Scott Gimple è stretto tra due cornici, introdotte da un programmatico e misterioso “THEN” che ci mostra per qualche minuto alcuni personaggi segregati in un luogo stretto e buio. E istintivamente scatta l’identificazione di quelle voci poco familiari con Rick e tutti gli altri, che avevamo lasciato diversi mesi fa nella stessa situazione. Ma basta pochissimo – We brought them here – per realizzare che a parlare sono coloro che hanno inizialmente pensato ed organizzato Terminus: un luogo che doveva essere davvero un rifugio, un santuario, un approdo sicuro nell’impazzito mondo dominato dagli zombie. Il “NOW” che invade lo schermo e riporta la narrazione al presente ci proietta invece direttamente sui nostri protagonisti e, diversamente dalla disperazione della scena precedente, li ritroviamo indaffarati a fabbricare armi di fortuna contro i loro aguzzini.

The Walking Dead – 5x01 No SanctuaryIl lungo prologo iniziale prima della sigla (rinnovata nelle immagini) mette agilmente al centro della scena l’argomento che Gimple stesso aveva anticipato durante il panel della serie al Comic Con di quest’anno, e cioè che la vera domanda intorno ai protagonisti è “chi sono diventati?”.  Rick, Daryl, Glenn, Carl, Michonne… nessuno di loro è uguale al se stesso che aveva iniziato l’avventura anni prima; ciascuno ha compiuto un percorso di vita anomalo perché marchiato irrimediabilmente dalla collettività, influenzato dal gruppo e dalla necessità di condividere con gli altri ogni singolo giorno della propria vita, date le apocalittiche contingenze esterne. Il mondo descritto da The Walking Dead ha come matrice il senso della pluralità forzata: è un posto dove per sopravvivere è obbligatorio avere un ruolo, una parte, una dimensione all’interno di una famiglia “artificiale”. Per ben tre stagioni (tenendo da parte la prima) li abbiamo visti cambiare, mutare continuamente pelle, modellarsi l’uno con l’altro, mentre erano impegnati a scontrarsi, innamorarsi, odiarsi o prendere decisioni più o meno popolari. In questo senso, le azioni compiute all’unisono all’interno del vagone che li tiene prigionieri sembra un inizio davvero nuovo: la forzatura data dalla situazione di partenza, si è trasformata ora in una naturalezza e armonia d’intenzioni che va ben al di là dell’attuale condizione di prigionieri. Se i primi che ci vengono mostrati possono condividere solo la paura e il sottofondo fatto di urla, Rick e gli altri hanno ancora il privilegio di voler combattere insieme.

I don’t believe you.

Il senso di comunità e di reciproca dipendenza appartiene anche a chi è stato bandito dal gruppo, ma che ciò nonostante non ha mai mancato di sacrificarsi per loro: Carol. Il personaggio interpretato dalla brava Melissa McBride è sicuramente quello che può vantare la migliore evoluzione possibile, intesa come emancipazione dalla macchietta di donna vittima e indifesa che si vede riconosciuti come propri giusto i ruoli di madre e moglie (sottomessa, oltretutto). Al posto di quella spaventata Carol, risplende fin troppo accecante la sua nuova tenuta da sergente-capo, la stessa che potrebbe, a sua volta,  diventare un’altra tipologia di stereotipo.

The Walking Dead – 5x01 No Sanctuary

Protetti da lei, si muove uno spaventato – e a tratti snervante – Tyreese con in braccio la piccola Judith, cioè la vera sopravvissuta della scorsa stagione, impegnati ad arrivare anche loro a Terminus. Ora. È esattamente da questo momento in poi che le azioni iniziano ad aumentare esponenzialmente in velocità e tutto si fa così implacabile, rapido, adrenalinico e ben dettagliato che è impossibile fermarsi un attimo a riflettere. Eppure, arrivati in fondo all’episodio che risolve i problemi di tutti in un batter d’occhio, viene spontaneo storcere almeno un po’ il naso. Se decidiamo che l’unica cosa davvero importante di questo show è l’intrattenimento, allora No Sanctuary è l’inizio di una stagione entusiasmante e al cardiopalma; se invece si volesse guardare al di sotto della superficie, questo episodio evidenzia un problema ormai antico della serie. Per esempio: lo scontro con il Governatore si è trascinato lungo e stanco per ben due stagioni, rimandando continuamente l’appuntamento con la puntata centrale e risolutiva, esasperando lo spettatore con episodi-pausa che volevano essere affascinanti, ma alla fine risultavano solo pretestuosi. Sin dall’inizio, The Walking Dead ha avuto uno strano e conflittuale rapporto con il ritmo e le tempistiche: trascina sempre molto a lungo il punto focale della stagione, si porta ai confini del punto di rottura e poi inizia a procrastinare deliberatamente, così da far scemare la suspense invece che alimentarla.

The Walking Dead – 5x01 No SanctuaryQui, nel giro di metà puntata abbiamo assistito a: lo stratagemma millimetrico di Carol, la conseguente liberazione di Rick e gli altri, il ricongiungimento di Tyreese e Judith con i loro “veri” parenti, la ripresa del cammino lontano dall’utopia Terminus. Ogni frammento avrebbe potuto benissimo far parte di una gestazione più lunga e dettagliata composta di vari episodi, ma al contrario della “questione Governatore”, siamo ora di fronte ad una fretta risolutiva che ha almeno il pregio di non annoiare. E qui si torna a quanto detto prima: TWD con questa prima puntata tira finalmente a lucido le sue personali armi (tanti zombi, sangue, torture accompagnate da macabro sadismo) e torna a saper intrattenere e divertire; contemporaneamente però cerca di portare avanti anche un discorso meno superficiale.

The Walking Dead – 5x01 No Sanctuary

Sfrutta infatti la cornice iniziale e la ripropone in chiusura, rivelando quanto e come la condizione umana nella sua labilità sia il vero interesse degli autori (e basterebbe dire Gimple): l’essere umano – nella sua migliore accezione – è davvero costretto a ribaltarsi nel suo contrario per sopravvivere? Qual è il reale confine che passa tra la lotta per un fine e la lotta finalizzata a se stessa? Il fine giustifica sempre i mezzi? Rick non torna indietro a Terminus a finire quanto iniziato solo perché ritrova fortunatamente Judith, ma se avesse trovato Garreth e lo avesse ucciso, dove poteva posizionarsi la linea di demarcazione tra l’inumanità dell’uno e dell’altro? Non a caso, alla fine compare chi è stato – sin dal pilot – il primo simbolo dell’ambiguità umana: Morgan, interpretato da Lennie James, e protagonista di uno dei più begli episodi della serie, Clear.

Così come The Walking Dead non conosce mezze misure nei tempi e nei ritmi (o velocissimo o lentissimo), allo stesso modo, narrativamente, persiste al fondo quest’anima dimidiata tra il puro divertissement, che per funzionare deve abbandonare la parte più “parlata”, e il suo opposto, cioè che per affrontare temi più importanti bisogna fare grandi sermoni, dialoghi impegnativi e rimandare un eventuale sviluppo dell’intreccio. Questo No Sanctuary è uno dei pochi esempi in cui le due metà che compongono la serie interagiscono tra loro e, non per niente, viene fuori un buon risultato – c’è da vedere se durerà.

Voto episodio: 7,5 

Note

– Qui trovate i punteggi del The Walking Game relativi a questo episodio; vi ricordiamo che potete ancora iscrivervi entro Domenica (QUI) iniziando a giocare dal secondo!

– L’episodio ha fatto registrare un nuovo record di ascolti: 17,4 milioni

 

Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

15 Risposte

  1. Dreamer88 scrive:

    Ormai guardo The Walking Dead per inerzia (giusto per vedere come va avanti la storia) ma questa prèmiere non è stata male, mi aspettavo peggio. Per quanto riguarda il discorso di quanto TWD ci faccia “storcere il naso” (per me spesso e volentieri) penso che, fino a quando la serie continuerà a fare gli ascolti incredibili che sta facendo, gli autori non si preoccuperanno più di tanto di correggere i difetti (ormai cronici) dello show.

     
  2. Mark May scrive:

    Pienamente d’accordo con la recensione… Io sono dell’idea che gli autori NON sappiano quale sia il punto finale della narrazione (ovvero COME e quando far finire il telefilm), per cui vanno avanti stagione per stagione senza troppo preoccuparsi del piano più grande… Questo porta me a sostenere che TWD, almeno per il momento, deve SOLO e semplicemente cercare di tirare fuori puntate come questa, che svolgono il compitino, intrattengono perfettamente e fanno passare bene i 40 minuti. STOP. Quando avranno idee più chiare sulla storyline principale allora lì alzeremo tutti quanti l’asticella, ma fino a quando la situazione sarà così in stallo (e visto gli ascolti credo per un altro paio d’anni cercheranno di battere il ferro) io voglio questo da Rick & soci, nulla di più.

     
  3. jackson1966 scrive:

    Io amo TWD dal primo secondo di visione del pilot (è vero Clear è il migliore della serie) ma l’anno scorso ha messo veramente a dura prova il mio amore. Quest’anno ero pronta a sparare contro la serie tutte le cartucce possibili e voilà mi fanno questa premiere che mi lascia lì a guardare come una scema il pc ed a dire “Oddio è tornato il mio TWD”. Perchè per me questo è TWD e questo deve essere. Che poi Nicotero sappia tirare fuori dalla serie il massimo possibile e Gimple scriva gli apisodi migliori (guarda un po’ è l’autore di Clear), e forse Kirkmann si sta occupando dello spinoff e non rompe troppo, può essere vero. Ma questa è la sua vera anima e non capisco veramente cosa ci sia da dire di questo episodio o cosa ci si aspetti da TWD. E’ una soria con gli zombie, un’apocalisse in atto, uomini che devono sopravvivere e, finalmente hanno capito che tra l’essere agricoltori e allevatori di maialini e cannibali c’è una via di mezzo, che la legge non è uguale per tutti ma ci si deve difendere anche vendicandosi (Rick trova Gareth e fallo fuori) e che le menate filosifche sono per i tempi di tranquillità, quando la pancia è piena, il letto è al sicuro e non ci sono zombie e persone in giro che cercano di mangiarti. E vogliamo parlare del sublime uso della violenza, mai fine a sè stessa, usata da Nicotero?
    TWD non è e non deve essere un trattato filosofico sulla vita, il bene ed il male ma deve essere solo sè stesso e così raggiunge 17 milioni di spettatori in live in una tv che ormai del live non se ne fa più niente, questo dovrebbe farci chiedere perchè? Coeme ho letto in un altro sito, forse ha superato i confini di serie tv ed è diventato fenomeno sociologico? Ai posteri l’ardua sentenza. Per me va benissimo così.

     
  4. Begli scrive:

    Bell’articolo, però “bei episodi” non si può vedere! :)

     
  5. Crix scrive:

    Il problema principale di TWD secondo me, è la pretesa di raccontare la “filosofia” che c’è dietro al fumetto, in una serie TV, cosa che purtroppo gli riesce raramente.

     
  6. Gskan scrive:

    Ormai sembra sia obbligatorio criticare walking dead a priori, questa premiere è una delle più belle della serie, con una forte virata verso lo splatter.
    Io mi sento soddisfatto e avrei osato con un voto più alto, specialmente se si estrapola la puntata dal andamento degli anni precedenti.
    Fiducia e soddisfazione a manetta.
    Walking is back…

     
  7. Federico scrive:

    Che dire, se questo episodio fosse stato il Season Finale dell’anno scorso (magari esteso in due puntate) la stagione si sarebbe conclusa molto meglio, senza dare a questo Terminus tutto ‘sto peso che si poteva pensare avesse avuto e invece fortunatamente non ha avuto luogo..

    Adesso posso solo sperare che la serie inizi a tenere un ritmo piu’ alto e vada oltre. The Walking Dead e’ da sempre lontana dall’essere un’eccellenza completa, eppure in un modo o nell’altro continuo a seguirla senza pentirmi particolarmente — altrimenti la mollerei e basta, come ho fatto con tante serie che facevano semplicemente cagare o dormire

     
    • Federico scrive:

      ho appena visto la seconda puntata, e devo dire che ora appare piu’ chiaro sia perche’ la distruzione di Terminus non e’ stata il season finale dell’anno precedente, sia perche’ non e’ praticamente stata spiegata la natura dei cannibali.

      Questa stagione sembra aver preso una buona piega, l’orrore e’ tornato, speriamo che l’orrore, il ritmo e la tensione rimangano costanti

       
  8. SerialFiller scrive:

    Finalmente!!!
    Zombie, azione, ansia e tensione per 40 minuti.
    Questo vorrei che fosse TWD. Se per 4 anni non sono riusciti ad approfondire i personaggi allora è bene che lascino perdere e che si concentrino sul confezionare puntate come queste visto che quando ci provano ci riescono molto molto bene a quanto pare.

     
  9. Boba Fett scrive:

    Ancora con questa storia del mancato “approfondimento dei personaggi”! Mi chiedo se veramente interessa a qualcuno sapere chi era Michonne o Daryl Dixon prima dell’epidemia… I caratteri principali sono tutti cambiati, questo conta è l’esperienza che vivono è a tutti gli effetti una seconda chance, la loro vita resettanta come quella dei walkers; i primi istintivamente cercano di sopravvivere, i secondi di placare la fame e non è certo solo un miracolo se siamo arrivati alla quinta stagione con un pubblico sempre crescente. Bravi a non rendere gli zombi solo una melma aggressiva, sarò fuori, ma dopo 5 anni provo ancora pena per quei “non” esseri.
    Poi si sa, la struttura narrativa di TWD ha nel mid season finale il vero season finale è così da sempre perché il più denso di fatti, il più carico emotivamente, Perciò il primo episodio non ha nessuna rilevanza, prosegue l’interruzione estiva. Anche l’altr’anno ci furono fuochi d’artificio, come dimenticare la pioggia di zombie? E allora non aspettiamoci chissà quali cambiamenti, il prodotto alterna da sempre momenti indimenticabili a momenti più lenti e per me va bene così, mi continua a piacere, non mi ha stancato nemmeno un po’.

     
    • SerialFiller scrive:

      Se vogliamo parlare superficialmente per fare 4 chiacchiere al bar hai ragione tu ma se vogliamo discutere come si usa discutere qui su seriangolo analizzando trama, attori, personaggi, sfumature, direzioni, obiettivi, coerenza, potenzialità e qualità di una serie allora credo che abbiamo guardato 2 serie diverse.
      A mio avviso TWD è la migliore serie di intrattenimento, tensione e splatter di sempre. Se si limita a questo diventa una serie che è impossibile non amare. Dove è che TWD fallisce, ha fallito e probabilmente fallirà sempre? Secondo me nel volersi ergere a serie di qualità. Ci ha provato ed ha fallito miseramente. La quarta stagione è fatta di 12-13 episodi lentissimi dove la trama è stata ferma (come dimenticare la resa dei conti col governatore shiftata di 8 puntate dove non p successo assolutamente null…), bloccata nel tentativo di farci amare Rick e suo figlio, Daryl e Beth, Glenn e Maggie, Michonne e la sua katana…io e con me tanti altri credo non sono stato colpito da quel lato di TWD. Io amo il TWD di Mazzarra, amo il TWD dei midseason finale e dell’action. Stop. Quel tipo di puntate meritano 10. Il resto meritano 3 perchè semplicemente non funzionano, è materiale di bassa qualità inserito in un prodotto vincente e spettacolare.
      Basta fare un parallelismo con un altra serie basata sulla sopravvivenza…LOST.
      Li dopo 4 puntate amavi ogni singolo personaggio, dopo 10 anni ne ricordi nomi ed avventure e vivevi e morivi con loro. Li l’approfondimento, la lentezza, il racconto funzionavano aldilà del mistero, dell’adrenalina e dell’azione. In twd non funziona ed io faccio fatica a ricordarmi le storie personali dei personaggi e a volte fatico a ricordarne i nomi…

       
      • Boba Fett scrive:

        Mi sembra evidentissimo che fai parte del nutrito gruppo dei detrattori che da 5 anni criticano con gli stessi argomenti la serie ma che col cavolo che si smette di guardarla, qui o altrove il mantra non cambia, si continua ad approcciare alla ormai più che collaudata serie con una certa “puzza sotto il naso” che non è saggezza, ma piuttosto il lezzo dei non morti. Stiamo parlando di una improbabile sopravvivenza in un improbabile mondo stravolto da un’improbabile epidemia, la storia procede strisciando come l’andatura degli zombi, ma è piacevolmente storta, meravigliosamente marcia… Immagina un Rick che si mette a filosofeggiare come un Rust Chole, sai che (altra) storia?

         
      • jackson1966 scrive:

        Sì nettamente vediamo due serie diverse. Mi ricordo meglio i nomi di TWD che quelli dei miei conoscenti superficiali e guai a chi me li tocca anche.

         
  10. Vega87 scrive:

    Come detto giustamente da voi di Seriangolo, speriamo non sia un fuoco di paglia..nel senso che io ho adorato ogni singola puntata di TWD, anche della seconda serie che a parere di molti era lenta,noiosa ecc..io l’ho trovata bella e con un mid-season da paura. La quarta però ogni tanto mi faceva venire voglia di spaccare il pc! era raffazzonata e poi non si capiva dove volevano andare a parare, con questa puntata invece sembre siamo partiti con il piede giusto..avanti così.

     

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