Better Call Saul – 1×03 Nacho

Better Call Saul - 1x03 Nacho“Copia” e “omaggio” sono due termini che vengono spesso sovrapposti, specie quando il secondo viene usato, ad esempio, per rigettare eventuali accuse di plagio.

Ovviamente non è questo il caso di Better Call Saul, e anzi, in un certo senso, la nuova serie di Vince Gilligan ci aiuta a distinguere ulteriormente le due categorie: pur conservando intatto il mood dello show originale e servendosi di un linguaggio simile, lo spin-off di Breaking Bad racconta infatti una storia diversa e sperimenta scegliendo soluzioni altrettanto indipendenti.
Better Call Saul - 1x03 NachoLe modalità narrative sono le medesime, con una costruzione dell’intreccio che ricorda più volte quella struttura a incastro che in Breaking Bad presentava ogni singola vicenda, ogni piccola scelta come conseguenza della precedente, per non parlare dell’interesse, anche qui abbastanza evidente, per la dimensione della casualità. Allo stesso tempo, però, non troviamo in “Nacho” lo stesso gusto per l’imprevedibilità e le soluzioni macchinose che costituiva buona parte del fascino della serie originale (e del suo personaggio principale): il piano dei Kettleman, piuttosto elementare, viene scoperto istantaneamente dallo spettatore, senza che ciò intacchi la buona riuscita delle sequenze di riferimento. Più in generale, per quanto certe scelte stilistiche (specie sotto il profilo tecnico) siano senza dubbio debitrici della serie madre, Better Call Saul sembra aver impostato un percorso a sé stante che la qualifica, quindi, più come omaggio o, se vogliamo, rielaborazione, che come semplice copia.

Better Call Saul - 1x03 NachoCe ne accorgiamo soprattutto osservando il comportamento del protagonista, il cui arco evolutivo poteva sembrare, in un primo momento, destinato a ricalcare per filo e per segno quello di Walter White, ma che ci appare adesso sempre più svincolato dal modello di partenza. Anzi, a ben vedere, Jimmy/Saul e Walter/Heisenberg condividono soltanto il “possesso” di un alter ego, che in effetti per il primo non si è ancora neanche manifestato (e chissà quando lo farà). Per il resto le due figure sono molto distanti l’una dall’altra: James McGill non è un genio frustrato che vuole disperatamente prendersi una rivincita, ma un uomo ordinario che cerca di arrangiarsi con mezzi non sempre legali. La sua storia non è, almeno per il momento, una discesa agli inferi paragonabile a quella di Heisenberg ma, piuttosto, il tentativo di restare a galla tra un compromesso etico e l’altro.
D’altra parte il Saul di Breaking Bad ‒ il risultato dell’evoluzione che Jimmy sperimenterà in questo spin-off ‒ non è mai stato l’uomo spaventoso e sicuro di sé in cui si è trasformato nel tempo Mr. White bensì una figura che, per quanto disonesta e spregiudicata, dimostrava di avere degli scrupoli che Walt stesso non possedeva. Conoscendolo adesso (grazie anche al flashback iniziale) sappiamo che non potrebbe mai diventare uno di quei criminali che si presenteranno alla porta del suo studio in un futuro ancora lontano: per quanto abbia sempre vissuto ai limiti della legalità, il suo destino non è quello del genio del crimine, ma piuttosto del negoziatore che media tra due mondi senza mai attraversarne completamente i confini. Better Call Saul probabilmente racconterà questo precario equilibrismo più che una caduta netta verso il basso, pur con tutte le similitudini del caso: lo dimostrano le esitazioni di Jimmy nel superare un certo limite etico, e i goffi tentativi di rimettere le cose a posto una volta che il danno è stato fatto.

Better Call Saul - 1x03 NachoResta da capire se anche lo show continuerà a vivere, come il suo protagonista, in una sorta di limbo ‒ in questo caso tra comedy e drama. Al momento infatti, non sembra avere un’identità definita, come se non riuscisse ad essere né l’uno né l’altro: a tratti pare caratterizzarsi nettamente come una serie dalla forte vena comica ma senza essere in grado, purtroppo, di elaborarla al meglio, condizionando in negativo anche l’aspetto drama. Il riferimento è ad esempio ai siparietti con Mike, fin troppo ripetitivi e un po’ stantii, il cui unico merito è quello di aver condotto all’illuminazione sul nascondiglio dei Kettleman. L’impianto ad incastro, di cui si parlava sopra, riesce quindi a salvare in extremis alcune scelte poco felici e a darvi senso… ma basterà in futuro? O la serie continuerà a deludere proprio per quegli aspetti che la svincolano maggiormente da Breaking Bad?

Le basi per realizzare un prodotto solido ci sono tutte, ma la buona riuscita dell’esperimento dipenderà molto dalla capacità di eccellere anche allontanandosi progressivamente dall’originale ‒ un risultato non così scontato nonostante la buona prova di “Nacho”. Perché “omaggio” sarà pure meglio di “copia”, ma per una serie di qualità rimane comunque un’etichetta fastidiosa.

Voto: 7 ½

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Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

8 Risposte

  1. Raffa scrive:

    Devo essere proprio ingenua perche’ io il piano dei Kettleman all’inizio non l’avevo messo in conto, gia’ li immaginavo rapiti o fatti secchi da Nacho, ad un certo punto ho pensato che fossero effettivamente fuggiti ma per paura, poi l’ipotesi di Saul si e’ fatta strada, Mike pareva confermarla, Saul si aggira per ore nel deserto maaaa… ci ho veramente creduto solo quando li ha trovati 😀 Non per sfiducia eh, ma non e’ stata una cosa cosi’ prevedibile secondo me, anche se sappiamo quanto sia intelligente (il particolare della bambola).
    I siparietti con Mike hanno un po’ svoltato: esaurita la gag dei biglietti, secondo me finalmente sono andati oltre (in effetti rischiavano di stufare) e il personaggio ha acquisito maggior spessore.
    Forse e’ il piu’ debole dei tre episodi visti finora ma non ha mancato di colpi di scena (su tutti, per me, Saul che rifiuta l’ “offerta” di Nacho e che avverte i Kettleman, dopo averlo conosciuto in Breaking Bad in qualche modo pensavo ci si sarebbe buttato a pesce, ma e’ chiaro che cosi’ la serie avrebbe subito una repentina e inopportuna accelerazione)

     
  2. Firpo scrive:

    Io direi invece che questo episodio è proprio il più bello dei tre!

     
  3. SerialFiller scrive:

    Io sono uno di quelli che aveva intuito subitissimo il piano dei kettleman, ma sono uno di quelli che in questo episodio non vede un passo indietro ma anzi un passo avanti.
    Le strizzatine d’occhio a BB ci sono, la regia è (fortunatamente) quella li, la filosofia è quella ma ragazzi quanto è incredibile come nonostante queste influenze la serie viaggi su binari diversi e cammini con le proprie gambe?
    In queste prime 3 puntate BB non è mai stato nominato, il cold open del pilot ha richiamato “live free or die”, Tuco ci ha ricordato dei bei tempi delle prime stagioni di BB, Mike messo li i una posizione di terzo piano con la serie che non ha avuto la necessità di tirarlo fuori ad ogni ripresa per ricoradrci di cosa stiamo parlano, Odenkirk sontuoso, nuovi personaggi ormai gia “quasi” leggendari (i 2 skater, chuck, la nonna di Tuco), la spirale del protagonista troppo differente ma con le stesse sfumature di Heisenberg…Insomma una serie che fa godere chi ha visto BB ma che a mio avviso fa godere altrettando chi non lo ha visto…
    Spettacolo.

     
    • Raffa scrive:

      Pienamente d’accordo con Serial Filler, non siamo ancora al quarto episodio e gia’ la serie ha una sua autonomia, personaggi “iconici” e significative differenze (oltre che similitudini) con la serie madre, una su tutte Saul/Jimmy che, invece di sprofondare volontariamente nel baratro come Mr White, cerca di tirarsene fuori e non si lascia sedurre (per quanto tempo ancora?) dal male. Anche se qualche volta ne e’ tentato, e’ ben lontano dall’essere il Saul della videocassetta.
      Inoltre si’, colpisce come questa serie si possa guardare benissimo anche senza conoscere BB, i nuovi spettatori non sapranno gia’ tutto ma possono godersi ugualmente lo show, tanto sappiamo bene che, prima o poi, con calma, i nodi verranno al pettine (per dirne una, e’ probabile che scopriremo come Mike abbia iniziato a lavorare per Gus, o la molla che davvero fa in modo che Saul “breaks bad”)

       
  4. Raffa scrive:

    Non mi sto lamentando sia chiaro 😀 , forse parlo troppo presto ma… ce ne fossero di serie cosi’.
    Forse mi e’ solo spiaciuto per Saul che non sapeva piu’ dove sbattere la testa, a un certo punto ho proprio pensato che per colpa sua Nacho avesse fatto fuori la famigliola e che ora gli toccasse pure difenderlo (!), non gli credeva praticamente nessuno, sembrava si fosse arrivati a un pu nto morto… e invece. C’e’ sempre piu’ curiosita’ di sapere che faranno adesso!

     
  5. Raffa scrive:

    Non mi sto lamentando sia chiaro 😀 , forse parlo troppo presto ma… ce ne fossero di serie cosi’. Sono la prima ad aver tenuto il fiato sospeso!

    Forse mi e’ solo spiaciuto per Saul che non sapeva piu’ dove sbattere la testa, a un certo punto ho proprio pensato che per colpa sua Nacho avesse fatto fuori la famigliola e che ora gli toccasse pure difenderlo (!), non gli credeva praticamente nessuno, sembrava si fosse arrivati a un pu nto morto… e invece. C’e’ sempre piu’ curiosita’ di sapere che faranno adesso!

     
  6. Dreamer88 scrive:

    Ottimo anche questo terzo episodio, a questo punto sono davvero molto fiducioso sul fatto che questa serie possa mantenere un costante ed altissimo livello qualitativo per tutta questa prima stagione.

     
  7. matteo de benedittis scrive:

    Amo molto le recensioni di seriangolo! Ma per la prima volta non sono per nulla d’accordo!
    BCS non è nè una copia nè un omaggio a BB: è un’altra serie – degli stessi (ottimi) autori.
    Al termine di questa terza puntata trovo che le due caratteristiche fondamentali di BB siano rimaste: 1. il movente (Walter è un genio, e trova modo di dimostrarlo solo in campo criminale e sotto stress – Jimmy è l’avvocato migliore del mondo, e trova modo di dimostrarlo solo in campo criminale e sotto stress) 2. e la “colpa condivisa” (di ogni singola azione non è mai possibile dire “di chi è colpa” perchè è sempre una colpa condivisa).
    E’ chiaro che Saul resterà sempre a galla fra la legalità e l’illegalità, perchè è ciò che fanno gli avvocati, stare a metà fra crimine e legge. Ed è un genio, nel farlo.
    Rispetto a BB (sempre che continuare a paragonare le due serie abbia senso) le percentuali di drama e humor si sono invertite: se per BB avevamo un 75% di drama e un 25% di humor, in BCL abbiamo il contrario.
    E va bene così: è proprio il non riuscire a catalogare le opere di Gilligan in un asfittico 100% che lo rendono un autore interessante e nuovo.

     

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