Orphan Black – 3×06/07 Certain Agony of the Battlefield & Community of…

Orphan Black – 3x06/07 Certain Agony of the Battlefield & Community of...Se Orphan Black aveva fatto di una narrazione tentacolare e centrifuga la sua cifra stilistica, resa unica dalle splendide performance dell’attrice protagonista, questa terza annata non è finora riuscita nel compito di tener viva l’attenzione degli spettatori; questo ha contribuito a creare una sensazione di stagnazione della narrazione, inglobata in una serie di stilemi narrativi fin troppo simili.

I due episodi presi in considerazione sono al contempo speculari ed antitetici: il suggestivo “Certain Agony of the Battlefield”, tramite un viaggio onirico dal sapore nostalgico, ci riporta al cuore pulsante della prima stagione, il triangolo Paul-Sarah-Beth, contribuendo a rendere ancora più eroica e piena di pathos la morte di Paul; al contrario “Community of Dreadful Fear and Hate” bilancia la tensione del precedente, appianando i conflitti e preparando il terreno per quello che si spera sarà un esaltante finale di stagione.

[…]How to survive worries. You keep on living.

Orphan Black – 3x06/07 Certain Agony of the Battlefield & Community of...Uno degli elementi più stranianti di questa terza annata è la caratterizzazione riservata al personaggio della signora S., fin dall’inizio in bilico tra un passato misterioso ed un presente piuttosto ambiguo. All’inizio della stagione la donna non godeva di grande considerazione, soprattutto da parte di Sarah, che aveva deciso di allontanarsene in seguito al suo tradimento: l’inserimento della figura di Gracie non poteva che contribuire ad umanizzarne la figura, rendendola meno indigesta al pubblico. Il confronto con la ragazza riporta alla luce il passato della donna, riconducendola a quello status di madre comprensiva che la prima stagione ci aveva presentato e contribuendo ad arricchire il quadro di una vita fatta di infinite battaglie, sofferenze e sotterfugi, il cui unico fine è quello di continuare a vivere ‒ o meglio, sopravvivere. Il cambiamento tuttavia risulta fin troppo repentino e il procedimento effettuato non riesce a sortire gli effetti sperati: nonostante le buone premesse, siamo ben lontani dall’aver pienamente compreso il suo personaggio e le sue azioni, o dal riuscire a racchiuderlo in una precisa categoria.

Sarah’s… a wilder version of me. / Who’s us, Delphine?

Orphan Black – 3x06/07 Certain Agony of the Battlefield & Community of...In questi due episodi assistiamo ad un cambio di rotta da parte di Cosima: tentando di dimenticare la brusca rottura, se di questo si può parlare, con Delphine, ed ignorando il peso incombente del suo passato e della sua malattia, la ragazza si abbandona a qualche piccolo attimo di felicità con Shay, conosciuta per caso ma capace di lasciare un segno nel suo cuore. Alla luce di questo nuove legame, i rapporti con Delphine, e i piani alti da lei rappresentati, si fanno sempre più incrinati; non ci è dato sapere se ciò avrà una conseguenza sull’alleanza tra l’associazione e i cloni, ma il futuro delle protagoniste, e la loro salute, si fanno sempre più incerti.

You’re the worst of them. You know that? Because I don’t even know where you stand.

Orphan Black – 3x06/07 Certain Agony of the Battlefield & Community of...Il nucleo centrale del settimo episodio si incentra sulla figura di Paul, una delle più enigmatiche e bistrattate della serie: è quantomai ovvio che nel trattarlo ci si riallacci al rapporto difficile che intercorre tra lui e Sarah. Dopo la prima stagione il personaggio di Paul aveva smesso di costituire un punto fermo nella narrazione ‒presumibilmente in concomitanza con il suo non costituire il love interest di Sarah ‒fino a ricomparire, alla fine della seconda, come un deus ex machina qualunque. Come le parole di Sarah suggeriscono, e alla stregua della Signora S., Paul è un personaggio difficile da inquadrare: fin da quando ricopriva il ruolo di osservatore non è mai stato chiaro a quale squadra appartenesse, a chi fosse veramente fedele.
Sono proprio queste parole a ridestare un quid nell’animo dell’uomo: con l’arresto della dottoressa Coady e la messa sotto sequestro della base in Messico si assiste ad uno degli ultimi tentativi di salvare una situazione che è ormai degenerata in qualcosa di ben più grande. La morte di Paul (complici anche il salvataggio di Sarah, la dichiarazione (“It was never Beth I loved”) e la decisione di distruggere il materiale della dottoressa) assume un contorno eroico, ma non riveste l’importanza che sicuramente meriterebbe: questo perché nel marasma di eventi che caratterizzano anche il più semplice episodio di Orphan Black, anche una morte rilevante corre il rischio di andare persa in nome di eventi più importanti (il ritorno di Helena su tutti).

I’m trying to finish what you started.

Orphan Black – 3x06/07 Certain Agony of the Battlefield & Community of...Sogni indecifrabili tormentano il riposo di Sarah: nel corso del delirio generato dalle medicine somministratele, la ragazza ha modo di ripercorrere gli ultimi momenti con Beth, facendo i conti per la prima volta con i suoi fallimenti e con il suo travagliato percorso. Il dialogo con Beth, nonostante verta su argomenti quali la vita con Paul, è utile per fornire a Sarah una chiave per decifrare gli avvenimenti che l’hanno portata ad una vera e propria crisi spirituale e motivazionale. La protagonista ha indossato i panni di Beth per molti motivi: innanzitutto per ricercare un fine alla propria vita, per provare a dare una spiegazione a ciò che succedeva; ma sopratutto per ricostruire da capo la sua stessa vita, gettando alle spalle un passato di sregolatezze per ritrovare il suo essere donna e madre. Nel momento in cui entrambe le speranze appaiono del tutto fallite, l’inconscio di Sarah ci regala una’immagine distorta della figura a cui lei è succeduta: una prospettiva che ci aiuta a comprendere quanto l’influenza di Beth, e quanto le immagini di quella notte, siano ancora vivide nella memoria di Sarah.

La chiave di volta per la comprensione del mondo intricato e claustrofobico di cui Sarah sta iniziando a percepire i confini sta proprio nelle parole di Beth (“Stop asking why. Start asking who“): bisogna dimenticare il contesto, i Castore, le scoperte, per ritornare alle origini del progetto dei cloni, per indagare il “chi”; l’unico, colui che ha dato inizio biologicamente alla loro stirpe. Solo quando riusciranno a ritornare alle loro origini, i cloni saranno in grado di capire la loro più profonda identità.

You find creative solutions to keep people together.

Orphan Black – 3x06/07 Certain Agony of the Battlefield & Community of...Il settimo episodio ha una funzione più propriamente distensiva: dopo le forti emozioni provate è tempo di ricomporsi e ricucire gli strappi, riuscendo a ricreare, insieme, quel nucleo familiare tante volte distrutto. Non è un caso che l’episodio si incentri sulle vicende di Donnie ed Allison, che fin dall’inizio di questa annata hanno costituito il siparietto comico della stagione. Le tanto attese elezioni sono arrivate e, come è ovvio, sono costellate da numerosi imprevisti: il procedimento di sostituzione, questa volta tra Cosima e Alison, appare un espediente fin troppo utilizzato, e fallisce nel riuscire a creare un minimo di suspense o di partecipazione da parte del pubblico. Il montaggio finale, retto dalle splendide, e forse un po’ scontate, parole di Alison, risolleva parzialmente un episodio ed una storyline che non sono riuscite a emergere con una forza propria.

Infine, la ricomposizione della relazione tra Shioban ed Helena si manifesta come una risoluzione coerente delle loro controversie, nonostante lo svolgersi delle vicende appaia fin troppo forzato. L’episodio si focalizza sulla profonda diffidenza provata da Helena nei confronti di un personaggio ambiguo come la signora S., riuscendo al contempo a rimarcare le ovvie similitudini tra le donne, entrambe guerriere pronte a tutto pur di difendere se stesse e la propria famiglia.

Questi due episodi di Orphan Black contribuiscono a rialzare il livello di una annata che non era iniziata per il verso giusto: la speranza per il futuro riguarda un finale di stagione capace di soddisfare appieno le aspettative dello spettatore, che riesca a rispondere a qualcuna delle domande più importanti della serie.

Voto 3×06 “Certain Agony of the Battlefield”: 7,5
Voto 3×07 “Community of Dreadful Fear and Hate”: 6,5

 

Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *